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Italvolt, il progetto "Scarmagno" a rischio per problemi alla rete elettrica

Sarebbe già stata individuata un'area alternativa

Italvolt, il progetto "Scarmagno" a rischio per problemi alla rete elettrica
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 26 gen 2023

Il progetto della fabbrica delle batterie di Italvolt a Scarmagno sta affrontando alcune nuove problematiche che potrebbero portare l'azienda anche a scegliere un luogo differente per la costruzione dello stabilimento. A parlare di queste difficoltà con alcune testate giornalistiche italiane, direttamente il numero uno della società Lars Carlstrom.

Secondo quanto raccontato agli organi di stampa, negli ultimi tempi sarebbe emerso un problema di natura tecnica che riguarderebbe la rete elettrica dell'area scelta che non sarebbe adeguata per la fabbrica che dovrebbe essere costruita.

Ci siamo accorti solo adesso che nell'area industriale c'è un problema di approvvigionamento elettrico insufficiente ad alimentare una Gigafactory da 45 GWh. Abbiamo chiesto a Terna, il gestore nazionale della Rete, di investire per risolverlo: ci hanno risposto che ci vogliono 4 anni. Se i tempi sono questi saremo costretti a fare l'impianto altrove, non possiamo attendere oltre.

Il progetto di realizzare la fabbrica, comunque, va avanti. Lars Carlstrom, al riguardo, fa sapere che tra qualche settimana svelerà il nome di un grande investitore estero. Se l'impianto non nascerà nell'ex area Olivetti di Scarmagno, sarà realizzato altrove, comunque sempre in Piemonte.

Tra qualche settimana svelerò il nome di un grande investitore estero che vuole scommettere sulla mia Gigafactory. Ci sono diverse centinaia di milioni sul piatto. Se l'impianto non nascerà a Scarmagno lo faremo altrove ma sempre in Piemonte. Ho già individuato il sito alternativo e sto pensando ad un'altra regione per una seconda fabbrica.

Proprio a seguito della scoperta di questi problemi con la rete elettrica nel sito di Scarmagno, Italvolt non ha esercitato il diritto di prelazione per l'acquisto dell'area dell'ex polo Olivetti. I 4 anni preventivati da Terna sono troppi visto che nei piani, la fabbrica delle batterie dovrebbe entrare in funzione nel 2025.

L'azienda, dunque, forse anche spinta da alcune ulteriori motivazioni (si parla di alti costi per la bonifica del sito), ha iniziato nuovamente a guardarsi in giro nel caso fosse davvero necessario trovare un sito alternativo. La volontà di continuare a Scarmagno c'è ma Lars Carlstrom chiede "più supporto". E parlando di finanziamenti, il manager ha fatto sapere di non aver chiesto contributi pubblici anche se progetti del genere necessitano del supporto di tutti.

Lars Carlstrom ha poi parlato del caso Britishvolt, azienda che ha creato e che ora è in fallimento. Caso che aveva sollevato dubbi sulla sorte di Italvolt. Il manager ha evidenziato di aver lasciato Britishvolt già da diversi anni non condividendo le scelte degli altri soci. L'azienda, infatti, aveva deciso di assumere già centinaia di dipendenti, operazione, secondo Carlstrom, senza motivo che ha reso insostenibile il progetto.

Le dichiarizoni sulle "problematiche" elettriche hanno, ovviamente, allarmato comuni e sindacati che mostrandosi molto perplessi, hanno chiesto all'azienda garanzie sugli investimenti promessi.  A questo punto non rimane che attendere novità sul progetto di Italvolt per capire come andrà avanti.

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Commenti Regolamento
D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Ignorante... Ma almeno capisci quello che viene scritto? Spoiler: NO

Io ho parlato appunto di produzione di energia delle centrali nucleari poichè ho letto male: con che unità la valuti tu?

Hai letto che io abbia scritto 45GWh?!?

Sì, vero ho frainteso e l'ho scritto. Ma ho ben chiaro l'argomento.
Pensa te se devi attaccarti a questo per tentare di screditare dopo tutte le innumerevoli balle e falsità che vai spacciando nel blog.
Dovresti vergognarti!

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Che ignoranza.
Non riesci neppure a copiare 3 lettere correttamente, figuriamoci capire il significato.

Non sono 45 GW, ma 45 GWh l’anno.
Non è una potenza, ma la capacità delle batterie prodotte in un anno.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

In effetti ho frainteso quanto indicato nell'articolo. Ma non l'unità di misura che ho scritto correttamente...

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Da una parte , pur vivendo all'estero , sarei contento per l'Italia se questa piccola cosa andasse per il verso giusto .

Dall'altra , riporto quanto citato in diversi articoli online ad agosto 2022 :

" ...Italvolt ha già avviato numerose collaborazioni...il collegamento alla rete elettrica..... applicazioni relativi alle nuove tecnologie delle batterie e sul riciclaggio dei materiali, argomento cruciale per gli ambientalisti...".

Ora si scopre che , il collegamento alla rete elettrica lo dovrebbe fare Terna ( non citata precedentemente e alla quale, evidentemente, in quasi 2 anni non hanno mai chiesto un parere , un cenno, un gesto ) e che hanno avviato collaborazioni per risolvere problemi complessi e costosi di riciclo delle batterie e dei materiali per i prossimi decenni ma che non hanno soldi per bonificare da qualche "semplice" materiale ( sara' amianto ?) 2 palazzine ( perchè avevano detto che dovevano distruggere quasi tutto tranne 2 edifici ) ?

Poi , questo stabilimento servirebbe per la produzione di 550 mila auto elettriche , ma in Italia ne hanno prodotte intorno alle 500 mila ( ice e bev ...) . Non contenti , pare che ne vogliano aprire un altro .

Non so. Tifo perchè vada bene , ma sento puzza di bruciato ad ogni angolo ...

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Niente, non riesci neppure a distinguere i Wh dai W, l'energia dalla potenza.
45 GWh è la capacità annua delle batterie prodotte, capacità sufficiente per 600/700 mila auto l'anno.
L'Italia consuma 300 TWh l'anno, 300 mila GWh l'anno.

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

Lars Carlstrom: "Abbiamo chiesto a Terna, il gestore nazionale della Rete, di investire per risolverlo"
(discorso fra manager Terna "ma chi è? Quello di BritishVolt?? Si!...Digli che ci vogliono anni!)
Terna: "ci vogliono 4 anni."

E
Ennio 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sembra un grande venditore di fumo..

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli incentivi governativi ed europei, scritti apposta per consentire il furto dei soldi pubblici da parte di noti lobbisti, inevitabilmente attirano questo tipo di investitori.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

La speranza è l'ultima a morire, ma il Recovery Fund verte tutto su questa roba.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Puzzava di scam fino all'inizio

A
Anto71 01 Jan 1970 @ 00:00

Bon! Tutti a Grugliasco!
ma prima, uscita Debouché, tappa al ristorante "il Bàlùbìno".
Ci va anche Puff Daddy , in moto

M
Marco Revello 01 Jan 1970 @ 00:00

Visto che li conosci dicci quali stabilimenti piemontesi sono stati chiusi

C
Canvas 01 Jan 1970 @ 00:00

Proprio 3 giorni fa, sull'articolo che riguarda StoreDot e le batterie 100in5 (100 miglia in 5 minuti), avevo scritto che il loro accordo con Italvolt non lo vedevo come una cosa positiva, vista la fine fatta da Britishvolt. Ed eccoci qua. Ancora in ricerca di una location per mettere in piedi la fuffa.

F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma la sapete la differenza tra W e Wh?
Qui si parla di batterie per 45 GWh/anno prodotte dalla fabbrica, non GW consumati dalla fabbrica!

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

In effetti...
45GW è la disponibilità nucleare francese prevista da RTE entro la fine di gennaio.
Cioè sarebbe la produzione di un mese delle centrali nucleari francesi se non ho frainteso io: https://ageei.eu/rte-il-rischio-dellapprovvigionamento-energetico-invernale-francese-ridotto-a-medio/

Edit: rettifico, da altro sito dovrebbe essere la produzione giornaliera

Q
Qubit ❌Not ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

Spero non ci siano fondi publici per questo progetto…

w
waribi 01 Jan 1970 @ 00:00

"Ci siamo accorti solo adesso"

z
zzzz 01 Jan 1970 @ 00:00

da notare che nell'articolo su Britishvolt gli utenti si chiedevano quando sarebbe uscito quello su Italvolt

c
checo79 01 Jan 1970 @ 00:00

io ci spero ma dubito fortemente

c
checo79 01 Jan 1970 @ 00:00

non l'avrei mai detto...

c
checo79 01 Jan 1970 @ 00:00

ma non faranno nulla sono fuffa i progetti di sto tizio

I
Il Robottino 01 Jan 1970 @ 00:00

Speriamo di sì invece 😔

I
Il Robottino 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta che si faccia e sempre in Italia.

r
rsMkII 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarà un mega impianto di ricarica e imballaggio di batterie dalla Cina! 🤣

r
rsMkII 01 Jan 1970 @ 00:00

Che strano! Non mi aspettavo che uscisse qualche "problema non dovuto a loro"!

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Si vede che vogliono far uscire batterie già cariche 😅

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Più probabilmente non verrà mai fatto nulla.

h
hSeph 01 Jan 1970 @ 00:00

Insomma prima del 2027 non entrerà in funzione

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

ma uan fabbrica viene progettata anche in base al terreno, ai collegamenti stradali ecc. qui c'è un render che va bene per questo sito e sicuramente non andrà bene per un sito diverso.
sono sicuramente stati già spesi milioni di € per buttarli nel c€sso.

L
L0RE15 01 Jan 1970 @ 00:00

Un po' di pale eoliche qui e lì, pannelli solari e qualche migliaio di criceti che corrono sui rulli ed il problema dovrebbe essere risolto,

L
L0RE15 01 Jan 1970 @ 00:00

Roba da far impallIdIre anche Doc e la DeLorean! ;)

L
L0RE15 01 Jan 1970 @ 00:00

Vero in parte in quanto sono, appunto, ancora in fase di studio ed analisi della fattibilità. Discorso diverso se se ne fossero accorto a lavori già iniziati.

m
mikelino666 01 Jan 1970 @ 00:00

"L'azienda, infatti, aveva deciso di assumere già centinaia di dipendenti", noi vogliamo solo prendere stagisti, per quello che veniamo in italia!

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

mi chiedo come faccia il mondo ad andare avanti con persone di questo calibro.
devono costruire una fabbrica di batterie e solo ora si accorgono di avere problemi con la linea elettrica.
un po' come se la uliveto avesse deciso di fare una fabbrica di bottiglie d'acqua in mezzo al deserto e di accorgersi solo dopo anni che nel deserto c'è un problema di acqua

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

possono chiedere a Stellantis parte di uno ex-stabilimento FIAT di Torino e dintorni, lì non credo abbiano problemi del genere

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

La controparte estera invece....🤦‍♂️😆

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

E lo è, bello mio. Lo è.

S
Starelse X 01 Jan 1970 @ 00:00

45GWh ???????????????????????????????????
cosa devono farci lì dentro , prove di nuovi reattori nucleari a fusione?
Considerato che il 90 %del materiale arriva già trattato da fuori, e queste fabbriche alla fine assemblano i vari pezzi, quanta corrente vuoi che consumino, sarà al pari al massimo di uno stabilimento della fiat...
sembra una scusa bella e buona per farsi dare soldi ....

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Epoca in cui ciarlatani e truffatori prosperano che manco nel Medio Evo

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

E noi ci crediamo...

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma quando mai, con tutte le fonti energetiche green che ci sono a disposizione dovrebbe essere impossibile avere problemi

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

ahahahaha chi ben comincia... ahahaahha