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"Non ci sono auto sotto i 15.000 euro", il boss di Citroën spiega il motivo della crisi

Il car market attuale offre pochissimi veicoli al giusto prezzo. Xavier Chardon, a.d. Citroën, ha raccontato il suo punto di vista sulla crisi

"Non ci sono auto sotto i 15.000 euro", il boss di Citroën spiega il motivo della crisi
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 7 mag 2026

C’era una volta una industria dell’automotive che proponeva vetture per tutti i gusti e soprattutto per tutte le tasche. Con la crisi nata post dieselgate e acuita negli anni del Covid dall’indirizzo green imposto da Bruxelles tutte le Case costruttrici hanno innalzato i prezzi. In Italia dove sono lievitati i costi di qualsiasi cosa, gli stipendi sono rimasti gli stessi. Sulla base di questi presupposti è naturale che la stragrande maggioranza della popolazione abbia scelto di tenersi strette le care vecchie auto termiche.

L’Italia presenta uno dei parchi auto più vetusti del Vecchio Continente, ma nulla cambierà nei prossimi anni senza un adeguamento dei prezzi. Non a caso, appena sono proposti sconti e incentivi, si registrano molte più immatricolazioni. Se le vetture elettriche fossero state proposte sul mercato a una cifra inferiore rispetto a quelle con motori tradizionali in giro avremmo incontrato molti più fautori del green. Persino le citycar, vedasi la FIAT Panda, nel corso di 15 anni sono diventate care per la fascia media.

Scatta l’allarme

“Il mercato europeo è l’unico a non essersi ancora ripreso dal Covid. Gli Stati Uniti si sono ripresi, la Cina si è ripresa, persino il Sud America si è ripreso, eppure in Europa abbiamo ancora un deficit di tre milioni di persone che acquistano auto nuove ogni anno. E direi che il 60% di questo è dovuto al semplice fatto che non ci sono quasi più auto disponibili a meno di 15.000 euro o 15.000 sterline, ha affermato Xavier Chardon, a.d. Citroën.

Nel 2025 il manager ha preso il posto di Thierry Koskas, che ha guidato il brand nei due precedenti. La sua esperienza in Citroën è iniziata in Italia, con un anno di lavoro nel marketing. In seguito Chardon si è trasferito in Danimarca come Managing Director del brand del Double Chevron. Nel 2004 è stato nominato General Manager di Citroën Germania, prima di lavorare, nel 2009, in qualità di Managing Director per la Francia.

Nel 2012 Xavier è passato al Gruppo Volkswagen, per il quale ha rivestito diversi ruoli tra cui quello di capo per la digitalizzazione in Cina e di vicepresidente della joint venture con Saic. Dopo una lunga carriera di successo ha rimesso a disposizione la sua esperienza nel settore automobilistico nella Casa transalpina rientrante nel Gruppo Stellantis.

Numeri inquietanti

Con un costo della vita sempre più elevato un’auto di nuova generazione non rappresenta più una priorità. L’età media delle vetture in Europa si attesta intorno ai 12,7 anni. L’età media delle autovetture circolanti in Italia nel 2026 è di circa 13 anni, ma quasi tutti i Paesi, inclusi Grecia, Spagna, Francia e Germania, hanno un’età media superiore ai 10 anni. Solo Irlanda, Danimarca, Lussemburgo e Austria hanno un’età media dei veicoli inferiore a 10 anni, mentre il Lussemburgo si attesta leggermente sopra i 9,5 anni.

Nel Belpaese si registra un invecchiamento costante del parco auto, con oltre 1 vettura su 4 (circa il 24%) che ha più di 19 anni. Specialmente nel Meridione la situazione è preoccupante e non sembrano esserci i presupposti di un cambiamento radicale nei prossimi tempi. Se le vetture non torneranno a essere pratiche ed economiche vivremo, come a Cuba, l’“effetto Havana” con una maggioranza di auto vetuste che circoleranno insieme a una minoranza di veicoli moderni.

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