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UE e la Cina ci provano ancora. Valutano prezzi minimi per le auto elettriche cinesi

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UE e la Cina ci provano ancora. Valutano prezzi minimi per le auto elettriche cinesi
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 12 apr 2025

Trump non vuole fare un passo indietro sui dazi al 25% che ha deciso di imporre sulle auto prodotte al di fuori degli Stati Uniti. Si tratta di un tema su cui si sta discutendo moltissimo in questi giorni e che sta facendo dimenticare un argomento molto dibattuto in passato, sempre legato a tariffe doganali aggiuntive e su cui adesso ci sono novità e cioè i dazi che l'Unione Europea ha voluto imporre sulle auto elettriche prodotte in Cina.

Pare che qualcosa alla fine si stia muovendo e che le complicate trattative tra Bruxelles e Pechino stiano portando ad un nuovo scenario. Verrebbe da pensare, viste le tempistiche, che lo scenario internazionale reso più complicato dai dazi di Trump, possa aver contribuito ad accelerare le discussioni tra l'UE e la Cina.

La novità? L'Unione Europea e la Cina hanno concordato di valutare la possibilità di stabilire prezzi minimi per i veicoli elettrici prodotti in Cina, in sostituzione dei dazi imposti dall'UE lo scorso anno. Non si tratta di un'indiscrezione ma quanto ha riferito un portavoce della Commissione Europea. Va detto che in realtà non è la prima volta che si parla di questa possibilità ma adesso sembra che tra le parti siano stati fatti passi avanti.

Il commissario europeo per il commercio, Maros Sefcovic, ha parlato con il ministro del Commercio cinese Wang Wentao ed entrambe le parti hanno concordato di valutare la possibilità di stabilire prezzi minimi. Il Ministero del Commercio cinese ha dichiarato in una nota che i negoziati saranno avviati immediatamente.

SI ARRIVERÀ DAVVERO AD UN ACCORDO?

Bruxelles e Pechino troveranno davvero un accordo che permetterà di mettere la parola fine ai dazi? Lo scopriremo nel corso delle prossime settimane e la notizia di questo passo avanti nelle discussioni è stata accolta positivamente da più parti visto che i dazi UE avevano fatto molto discutere.

Per esempio, l'associazione dell'industria automobilistica tedesca VDA ha accolto con favore i colloqui tra UE e Cina, definendo i dazi un "errore" e sostenendo una soluzione negoziata. Del resto, le case automobilistiche tedesche, che lo scorso anno hanno realizzato un terzo delle loro vendite in Cina, si sono opposte ai dazi, preoccupate per un conflitto commerciale con il secondo partner commerciale più importante del paese dopo gli Stati Uniti.

Il commissario europeo per il commercio, Maros Sefcovic, ha comunque sottolineato che eventuali prezzi minimi dovranno essere efficaci e applicabili quanto le tariffe dell'UE. La Commissione, infatti, pensa che un solo prezzo unico potrebbe essere inadeguato nel contrasto alla concorrenza sleale causata dai sussidi cinesi all’industria automobilistica. Vale la pena di notare che l'UE in passato ha già seguito una strada simile per altri beni ma mai per prodotti così complessi come le automobili. Non rimane che attendere e scoprire l'esito di queste discussioni.

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Commenti Regolamento
P
PIxVU 01 Jan 1970 @ 00:00

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DRAFT [ start ]

consentìteci di aggiungere ancora quel nostro commento e vorremo rimarcare così quelle " dichiarazioni " [ statements ] insieme alla vostra inserzione e quel " post " mentre le contrarietà scaturivano invece in seguito a un aumento per le tariffe doganali e dazi praticati normalmente, quel contrasto lo si colloca pertanto con un differente contesto che evidenzia tale incremento di quella aliquota che consente di calcolare l'imposta che influisce sul costo per l'importazione di auto elettriche e che provengono dalla PRC.

aggiungeremo che abbiamo perfino sentito chi sostiene di poter azzerare i dazi e che si presenta con quelle dichiarazioni [ statements ] che fanno " sollevare il sopracciglio " allorché sappiamo perfettamente che potremo eventualmente considerare tali circostanze per stabilire una più moderata imposizione per le tariffe doganali e per non ritrovarsi costretti a ripresentare poi la " questione " [ matter ] che deve affrontare un altro iter parlamentare per reintrodurre " il dazio " quale " strumento " [ tool ] conveniente per tutelare ancora l'attività economica nel paese.

desideriamo pertanto aggiungere che la vostra " inserzione " [ advertisement ] presenta quelle considerazioni che suscitano dubbi e perplessità dunque inducono a chiedersi subito: " in quali università avrebbero studiato 'sti cervelloni? " per venirsene fuori con idee analogamente assurde e con conclusioni di sempre-poco-certe elucubrazioni e ancora con un esito che però non aderisce molto al fondamentale principio di un " libero mercato " nei paesi che lavorano per stabilire quella " economia di mercato. " conosciamo invece l'origine di quel " prezzo imposto " [ controllo dei prezzi; price floors; set price ] che perciò deriva da una richiesta da evadere per soddisfare così quei vincoli di un accordo tra il rivenditore e quel fornitore che desidera mantenere un certo prezzo al pubblico tuttavia fissato per un periodo di tempo mai troppo lungo e cioè qualche mese e non anni.

siamo pertanto di fronte a una reale opportunità per agire forzando poi quelle case automobilistiche tedesche con quel tal modo che induce a rendere una scelta tra le due alternative possibili dunque servire ogni mercato in occidente oppure soltanto quello nella PRC così definiamo la nostra scelta allora certamente opportuna per ricostruire una " nuova " cortina di ferro oppure il muro e separarci da chi irragionevolmente ignora tali " costume " [ usi e costumi ] e cultura anche quelle norme con tradizioni poi le usanze degli occidentali.

preferiamo infine " ricordare " [ remind ] a tutti NOI che l'EU non é una nazione, l'EU non é un " paese " [ stato sovrano ] e non ritroveremo mai un governo federale... a quanto pare.

NOTES:
perché il controllo dei prezzi dovrebbe rimanere nei libri di storia:

- per sfuggire carenze e razionamento

- per far a meno di mercati illegali e che sfruttano mai-ufficiali canali di vendita delle merci soggette al controllo dei prezzi

- per evitare il deterioramento della qualità mentre i fornitori incrementano profitti e contengono le perdite

- per favorire un efficiente stanziamento delle risorse schivando la distorsione dei segnali di mercato dunque gli effetti di quelle imprese che rispondono a vincoli di prezzo e ignorano quanto indispensabile per proseguire invece con il normale svolgimento quindi soddisfare la domanda

- per annullare gli effetti della discriminazione quando le imprese definiscono incentivi per favorire certi clienti e penalizzarne altri

- per sventare corruzione e tale incremento di difficoltà burocratiche mentre le imprese mettono meccanismi in moto per aggirare quei vincoli

[ Federal Reserve Bank of St. Louis. " Why Price Controls Should Stay in the History Books. " ]

DRAFT [ end ]
.
.
.

<OMISSIS > ...la notizia di questo passo avanti nelle discussioni è stata accolta positivamente da più parti visto che i dazi UE avevano fatto molto discutere.
<OMISSIS> ...le case automobilistiche tedesche,... <OMISSIS> ..., si sono opposte ai dazi, preoccupate per un conflitto commerciale con il secondo partner commerciale più importante del paese dopo gli Stati Uniti.
L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta cercare sul web le diffusissime notizie di propaganda di Xiaomi. Leggiti i commenti e poi vergognati della tua cazzata sui 700 robot. In un impianto simile è normale la presenza di robot e la frase non c'è spazio per i lavoratori fa ridere chiunque. Dal consolato cinese ti pagano per fare propaganda per la merda di Xiaomi?

E poi sei così ridicolo da contraddirti da solo con l'esempio di Cassino, un impianto creato per costruire 250.000 auto, peraltro con enormi contributi statali rubati dagli Agnelli alle casse statali, che comunque ha prodotto 130.000 Giulia da minimo 40.000 euro con 4500 operai ed oltre 1.200 robot per eseguire operazioni di stampaggio, lastratura, verniciatura e produzione di parti in plastica quindi fatturando oltre 5 mld di €

Xiaomi fa 130000 auto da 18000 euro con 2000 operai e 700 robot? Sono meno di 2,4 mld di €.

Per darti una idea di quanto è normale Xiaomi puoi cercarti i dati per crisi di Pomigliano d'arco: stessa produttività di Xiaomi per fare le Panda con profitto per allora FCA. Invece Xiaomi perde 12000 $ a veicolo venduto.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Oh Lordsheva, il turbo capitalismo, termine coniato da Fusaro, non ha modo di esistere con un presidente come Trump che mira proprio ad obbligare le aziende strategiche a rilocalizzare negli USA, ma invece sguazza in Europa ed in Cina dove i regimi euroinomani e comunista permettono tante belle cosine, se tu sapessi quello che dici e non fossi un ipocrita communistidemmerda

L
LordSheva 01 Jan 1970 @ 00:00

il turbo capitalismo è quello che non tutela la forza lavoro e permette alle aziende strategiche di delocalizzare lasciando nel Paese debiti e disoccupazione. Quello cinese, se tu sapessi quello che dici, sapresti che è qualcosa che va al di la del capitalismo o turbo capitalismo.

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai qualche fonte riguardo a questi 2.000 impiegati ... ho visto vari video dello stabilimento della Xiaomi ed è completamente robotizzato. Ci sono oltre 700 robot e praticamente non c’è spazio per lavoratori umani.

Comunque nel stabilimento di Cassino, 2024 circa 2.500 persone hanno costruito qualcosa come 26.850 auto ... 2017 sulla cresta dell’onda circa 4.500 lavoratori hanno costruito 135.263 vetture. 2024 nel stabilimento della Tesla di Berlino 11.000 lavoratori hanno prodotto circa 200.000 vetture.
2024 a Wolfsburg, 60.500 lavoratori hanno prodotto 523.000 Volkswagen ...

Certe volte non è errore conoscere i numeri ....

https://uploads.disquscdn.c...

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Petri97
Stavo facendo una considerazione: chissà quanto deve essere dura affermare di aver sbagliato l'uso del tempo di un verbo all'interno di una frase.

Sarà forse meglio arrampicarsi sugli specchi, lanciando pure accuse di disattenzione ad altri, e finendo poi per contraddirsi scrivendo esattamente quello che è stato fatto presente fin dall'inizio.
Ed a quel punto, quando anche lo specchio più ruvido è troppo scivoloso per restargli aggrappato, abbandonare la conversazione.

Come definisci tu un simile comportamento? Un esempio di maturità? Onestà intellettuale? Sempre colpa di altri utenti rompiscatole?

Buona giornata.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Come ti ho appena scritto mi riferivo alle aziende che subiscono la concorrenza sleale dovuta al dumping, ovvero tutti i costruttori non cinesi.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

"...non c'è stato uno che abbia detto "questo qui è un idiota e pensa di poterci mettere sotto così"..."

Non proprio . La EU ha sentito il bisogno di rimarcare che sarebbero stati pronti ad innalzare dazi contro gli USA ( in barba anche al concetto per cui i dazi farebbero male anche ai propri consumatori, ma tanto ....) nel giro di qualche giorno.

Mentre contro la Cina, che da anni attua politiche economiche ostili all'Europa ( anche se essendo sul lungo periodo, le azioni di oggi vedono effetti tra 20 anni ), non si è fatto nulla , se non poco ed in estremo ritardo rispetto alla realtà operativa ( vedi i dazi sulle elettriche , ormai in ritardo di anni rispetto al mercato e alla situazione automotive europea ).

Questo è ( come dicevo ) fare i gradassi con uno ed i piacioni con gli altri .

E non tanto a livello di azione degli USA = azione della Cina -> medesima azione richiesta all'EU . Quanto al fatto che , nello scenario internazionale , gli USA e l'EU hanno molto , molto , molto di più da condividere che con le potenze asiatiche .

"...come Italia ci stiamo precipitando a comprargli 8 miliardi di dollari di armi..."

Detto che in mezzo a tutte le sanzioni ( giuste ) contro la Russia , la Nasa e Roscosmos hanno continuato a collaborare, così come le leghe di titanio ( mi pare ) russe hanno continuato a fluire alle aziende di aerei tipo Airbus ( e quindi sulla real-politik ci sarebbe parecchio da parlare ) , sommessamente faccio notare che :

1) le commesse USA ( per esempio F35 e Boeing 787 ) mantengono in piedi anche parte delle aziende italiane . Saranno poco , peroʻ .

2) Tra le superpotenze straniere , extra EU, faccio fatica ad immaginare la Cina come alternativa affidabile ( per noi ) nella fornitura di armamenti . E' un mio limite, immagino .

3) Ora al governo c'è Trump , ma non è detto che tra 4 anni ci sarà di nuovo un Repubblicano. Detto che fino ad 1 anno fa, gran parte di quelli che oggi danno degli stolti agli americani e vorrebbero recidere ogni legame con l'America , erano in giro a prendere lezioni di democrazia da Biden ( e quindi potrebbero cambiare di nuovo idea ) , bisognerebbe prendere lezioni dagli inglesi su come gestire le relazioni con gli USA .

I
Ivan Clemente Cabrera 01 Jan 1970 @ 00:00

questo eà solo il lancio...una volta che ti sei comprato o mandato in fallimento la concorrenza fai i prezzi che vuoi e si spera recuperi le enormi perdite generate, e' letteralmente il playbook da big tech, market share prima, profitti dopo.

I
Ivan Clemente Cabrera 01 Jan 1970 @ 00:00

se vuoi permettere alle case cinesi di mandare in bancarotta le nostre per poi importi i prezzi che vogliono si....hai la sindrome di stoccolma

I
Ivan Clemente Cabrera 01 Jan 1970 @ 00:00

fammi capire quale sarebbe la tua alternativa

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarà che è lunedì, sarà che sono duro di comprendonio, ma visto che "le aziende non cinesi" a parte Tesla non esistono 🤷🏻‍♂️ …

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

E in tutto questo: quand'è che il governo cinese ha smesso di sostenere le case automobilistiche cinesi anche sui dazi, come hai detto all'inizio?
Eppure ero io quello te ti aveva già spiegato che hai sbagliato usando il termine al passato.

Che poi io trovi sbagliato pure il tuo ragionamento per cui dovremmo evitare di applicare sanzioni alle auto cinesi a causa del loro mancato rispetto di accorti internazionali e non per una forma protezionistica è un discorso a parte che ti ho già fatto e che non era però in questo caso tirato in ballo.

Tu sai oltretutto che le esportazioni italiane in Cina relative all'agroalimentare (che hai considerato tra quelle che più ci colpiscono) sono una "piccola" parte come valore in relazione a quanto esportiamo in quel Paese?
Le più importanti sono: macchinari, prodotti tessili e abbigliamento, sostanze e prodotti chimici, mezzi di trasporto, pellame.
https://www.infomercatiesteri.it/scambi_commerciali.php?id_paesi=122#
Ma pure macrocategorie come
- computer elettronica ed ottica
- autoveicoli rimorchi e semirimorchi
- prodotti manufatturieri
hanno un valore maggiore dell'agroalimentare.
Il vino ad esempio, che i media spesso decantano, è relativamente poca roba.

Concludo: probabilmente è meglio che invece di replicare troppo spesso con un "rileggi" o con un "te lo avevo già spiegato tempo fa", sia tu stesso per primo a fare quanto consigli.
Poichè rileggere con maggiore attenzione quanto ti viene detto in un italiano, il mio, che cerca di essere abbastanza preciso in modo da non favorire fraintendimenti, dovrebbe consentirti di evitare uscite inopportunamente provocatorie.

P.s. Molto "divertente" il fatto che la tua frase che ho trovato inesatta all'inizio, nella tua spiegazione appena fornita è diventata:

ma tanto c'è il governo Cinese che li compensa

usando appunto un verbo al presente invece che al passato.
Quindi decidi tu dove hai sbagliato ad individuare il tempo corretto da usare: prima o adesso?

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

L'Europa ha messo i dazi, ma tanto c'è il governo Cinese che li compensa, rendendoli inutili, MA nel mentre in risposta ci ha messo i dazi sull'agroalimentare, che sono problematici

Quindi tanto vale che li togliamo, così tolgono i dazi che ci hanno messo in risposta, passando quindi a trattare come doveva essere dal principio.

Te l'avevo pure già spiegato tempo fa

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

In che pianeta vivi? Negli ultimi anni quando vi è stata la piena occupazione? Al contrario vi è stato un costante smantellamento dell'apparato industriale italiano col trasferimento di know how e posti di lavoro in Cina ed altri paesi orientali con massicci disinvestimenti in Italia, acquisizioni che ha fatto chiudere impianti qua per aprirli in Cina con la totale complicità dei governi sinistri e della CGIL di Landini, che si sveglia solo quando vince la destra dopo 11 anni di tecnici globalisti imposti dall'Europa o governi asinistri.

P
Phabio 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai ragione, ho confuso il soggetto ma la sostanza non cambia: non c'è stato uno che abbia detto "questo qui è un idiota e pensa di poterci mettere sotto così". Notizia quasi fresca che noi come Italia ci stiamo precipitando a comprargli 8 miliardi di dollari di armi...

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Dove hai scritto che il governo non li compensa?
Ovviamente se i dazi sono compensati dal governo e se questo non li compensa più non sarebbero compensati da nessuno...
(e la supercaxxola è servita)
Ma il significato di quanto stai provando a dire mi pare quantomeno criptico...

Anzi mi sembre che ti stai inventando qualcosa tutto tuo per non dire semplicemente che il verbo andava usato al presente. Solito motivo per cui Petri non puo ammettere di aver sbagliato nulla?

Ma magari ho frainteso io qualcosa: prova a spiegare il senso del tuo primo post.

S
Sepp0 01 Jan 1970 @ 00:00

"E no, né l'elettronica né i vestiti costerebbero molto di più ma in compenso una piena occupazione in Italia permette salari più alti che compensano ampliamente i costi maggiori."

Direi che questo è stato ampiamente smentito dall'andamento dei nostri stipendi negli ultimi 25 anni.

La piena occupazione permetterebbe semplicemente a chi occupa di comprarsi qualche Ferrari/appartamento in più su base annua.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Come compensano i dazi se il governo non li compensa?

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

LoL ora capisco cosa tu non capisci!!
Nel mio primo post scrivo "le aziende non cinesi".

Ovviamente mi riferisco ai costruttori fuori dalla Cina, a chi tu abbia legato quella espressine mentre parlo di dumping ed aiuti statali alle aziende lo trovo assai poco concepibile.

Come si puo pensare che il dumping sia fatto nei confronti dei costruttori non cinesi che costruiscono in Cina? Sapendo oltretutto, come hai appena scritto, che non ne esistono se non nell'unica (incomprensibile) eccezione di Tesla?!?

Oltretutto quando mi parli di Tesla una prima volta e io ti dico che non centra assolutamente nulla con ciò che ti ho detto non ti si accende un cavolo di campanello d'allarme nella testa che porti a chiederti se forse in un qualche punto vi è stato un fraintendimento?
No... Avanti a testa bassa perchè si vuole sempre essere i più furbi della cucciolata.
Sai per lo più delle volte le persone scrivono senza minimamente riflettere nè sulle loro parole nè su quelle dell'interlocutore con cui interagiscono. Questo esempio conferma questa triste statistica, altro che arrampicata sugli specchi!

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Il tempo di un verbo non cambia a seconda della struttura della frase.

Avevano è un verbo al passato.

La domanda quindi trovo sia samplice quanto legittima: il governo ha "abbandonato" i costruttori cinesi e li ha lasciati camminare con le proprie gambe?

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

PS eppure noi la componentistica per produrre la qualunque l'abbiamo già in Europa, semplicemente non vengono fatti investimenti per produrre in Europa perché il mercato non è protetto dai raider asiatici.
STM produce in Italia tutti i giroscopi per tutti gli iPhone del pianeta e li spedisce nelle fabbriche Foxconn in India e Cina. La verità è che nessuno vuole un girone dantesco come le fabbriche Foxconn in Europa o Nordamerica.
Le fabbriche Nokia erano esempi di manifattura efficiente. Sono replicabili oggi? Si, ma di deve investire.
Idem per tutto il resto.
E no, la lavatrice San Giorgio, come le Beko a Siena, non sono rondini...

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

"Sfruttare i lavoratori Ungheresi"
La fabbrica BYD è attualmente in stand by perché i cinesi hanno importato solo lavoratori cinesi per fare l'ennesima fabbrica cacciavite e l'Unione Europea sta indagando per bloccare il tutto e riavere i fondi elargiti per la fabbrica.
Per il resto frequento l'Ungheria, e decisamente i lavoratori Ungheresi non sembrano più sfruttati di un poraccio incapace di pagarsi l'affitto da 1300 euro a Milano guadagnando 1800 euro al mese...

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Rileggi, e soffermati su come è strutturata la frase...

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Che avvalora quanto dico io.
Esempio il figlio di vondertroya Tavares ha licenziato ingegneri e tecnici in Italia per assumerne in Marocco e Turchia dove costano un terzo. Il risparmio produce extra cash flow che finisce in dividendi e gonfia le sue stock option. In realtà ha solo investito meno e peggio, portando Stellantis al fallimento.

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

Una rondine non fa la primavera … e che la produzione di TV telefonini computer eccetera possa tornare in Europa, dove eravamo leader mondiali ai bei tempi, rimane giusto una fantasia o quasi. C’è quel furbacchione di Orban, che non solo è riuscito a far sì che aziende come BMW Mercedes VW Stellantis eccetera venissero a produrre in Ungheria, ma che colossi cinesi come CATL (super-mega-ultra-Gigafactory a Debrecen) e BYD venissero a produrre in Europa e a sfruttare i lavoratori ungheresi.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

"Nel 2023, il saldo delle fatture di BYD verso i fornitori cinesi ammontava in media a 275 giorni, ben oltre i 45-60 giorni tipici di altri mercati globali. Questa pratica di pagamento prolungato ha generato pressioni finanziarie sui fornitori, come evidenziato da alcune analisi e discussioni recenti."

Sai cosa vuol dire? Altro che gigafactory Xiaomi o BYD, vuol dire lo sfruttamento di milioni di piccoli fornitori cinesi quasi sul lastrico che hanno lavorato per BYD come gli altri produttori cinesi per mesi senza riscuotere mentre questi speravano di vendere sottocosto prodotti pessimi per fare fallire la concorrenza.

Quando aprirai gli occhi e ti accorgi che il miracolo cinese è un incubo del quale siamo vittime sia noi occidentali che i poveri cinesi? Un incubo voluto da un regime dittatoriale militare comunista imperialista.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

https://www.reddit.com/r/in...

Leggi i commenti su Reddit ed impara.

Produzione auto 2024:
Xiaomi ha prodotto e consegnato 130.000 veicoli SU7 nel 2024, superando l'obiettivo iniziale di 100.000 unità. La produzione è avvenuta principalmente nella fabbrica di Pechino, con un ritmo che ha raggiunto le 20.000 unità mensili verso fine anno.
Nella fabbrica di Pechino vi sono impiegati 2000 dipendenti che in un mese hanno prodotto appena 20 veicoli a testa. Se questa è produttività per te.
Se tu guardi i video propagandistici di Xiaomi o chiunque altro in Cina vedi solo falsità. I numeri sopraesposti ti dicono ben altro: 10 veicoli ad operaio al mese. Produttività pessima, super incentivi ed agevolazioni per ripianare i debiti da parte dello stato cinese.

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

No dimmi, quali sarebbero queste aziende, visto che a parte la Tesla UNICA ECCEZIONE, tutti gli altri produttori hanno stretto nolente o volente delle joint-venture con aziende cinesi.

Sai per il più delle volte i tuoi post sono ineccepibili e poi ogni tanto come adesso, c’è la classica arrampicata sui specchi.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Io ho comprato la lavatrice San Giorgio, fatta in Italia con componenti italiane e l'ho pagata, classe A, appena 90 euro in più di una merda cinese in classe G.
Ma tu credi che una volta garantito il mercato europeo contro la concorrenza sleale cinese le industrie non siano disposte ad investire per produrre in loco? Che ci manca? Niente. Ed i costi? Grazie all'automazione e alla localizzazione sono identici a produrre letteralmente dalla parte opposta del pianeta.
E comunque non si tratta di pagare di più ma di farli durare di più, invece di comprarli ogni due anni li puoi comprare anche ogni 6 anni, cosa che la qualità cinese non permette.
E no, né l'elettronica né i vestiti costerebbero molto di più ma in compenso una piena occupazione in Italia permette salari più alti che compensano ampliamente i costi maggiori.
Oggi tu promuovi la schiavitù coloniale importando beni sofisticati prodotto con manodopera di schiavitù e spesso venduti sottocosto.
E comunque il tuo discorso ha zero senso.
Negli anni 80 e 90 la diffusione dei PC prodotti in USA, Italia, UK, Giappone fu mondiale malgrado la manodopera occidentale.
Negli anni 90 e 2000 la diffusione dei cellulari prodotti in Europa, Giappone ed USA è stata mondiale malgrado la manodopera occidentale.
Il modello si è rotto quando le multinazionali ingorde hanno investito SOLO in Cina per avere profitti a scapito dei milioni di posti di lavoro persi in occidente dove le persone erano solo consumatori e non più lavoratori.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Cavolo bisognerebbe partire da molto lontano.
Dovrei prima spiegare a te stesso il significato di quello che tu scrivi:

i cinesi con le loro Gigafactory’s di 5. generazione, impiegano in media un due ore.

E poi insegnarti la definizione di replica, ovvero una frase che va a rispondere a ciò che un altro utente (sempre tu nel caso specifico) ha indicato.

Ma da come stai replicando tu stesso ai miei post ho dubbi sul fatto che quanto ho appena scritto sia per te facilmente comprensibile. Quindi ti chiedo scusa ma non credo di aver le competenze per aiutarti.
Forse se usassi di più le emoticons... Ma io sono più antico e preferisco utilizzare il linguaggio scritto...
Mi dispiace, devi cercare aiuto da altri.

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

Si perfavore spiegamelo, a quali aziende automotive straniere presenti in Cina ti riferisci❓

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Vedendo i dazi che ha subito rispetto ad altri costruttori pare che Tesla di sussidi ne prenda decisamente di meno.

Detto ciò quello che hai scritto non centra proprio nulla su quanto ti ho domandto prima. Non hai compreso quello che ti ho detto o avevi voglia di scrivere a casaccio?

Nel primo caso posso rispiegartelo conpiù alma, nel secondo caso non essendo io uno psicologo non conosco metodi per aiutarti.

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

In Cina la cosa della “concorrenza” funziona alla grande e da noi che non funziona, visto che le aziende europee sono giusti capaci d’aumentare i prezzi.

Nei ultimi cinque anni, i prezzi delle vetture sono aumentati fra il 40 e 60%.

Giusto un esempio, 2019 la Golf partiva da 19k, oggi 31k …

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

Spero che te subito adesso. distrugga tutti i gadget elettronici e chissà cos’altro che possiedi …

Ci mancherai 😥

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

Fammi capire, te veramente saresti disposto a pagare due tre volte in più Tv telefonini tablet computer vestiti scarpe e chissà cos’altro, visto che praticamente tutto viene dalla Cina e ne saresti pure felice❓

Si come no …

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

Tesla è l’unica azienda “straniera” in Cina che produce in proprio e ha ricevuto e riceve premi sussidi eccetera …

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

Quale povertà, quale schiavitù, quale sfruttamento, quali lavoratori … nelle Gigafactory’s di 5. generazione in Cina non ci lavora ormai quasi più nessuno, è tutto robotizzato.

Xiaomi per esempio, ha girato dei video della loro Gigafactory dove a parte i robot non vedi una sola persona che lavora … cioè si, quello che alla fine incolla il stemma sul cofano. Stessa identica storia per quello che riguarda telefonini tablet eccetera, è tutto prodotto da robot.

Ovviamente in tanti settori in Cina sfruttano le persone, esattamente come in Italia o vogliamo fare finta che non sia così❓

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00
...tanto le varie case automobilistiche avevano il sostegno del governo che li compensava...

Avevano? Il dumping oggi non c'è più?
In questo caso allora ovviamente vanno rimossi i dazi.

Io ad onor del vero non ho letto da nessuna parte che la Cina ha abbandonato il dumping.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

E tu sei davvero sicuro che aziende cinesi obbligate ad avere partecipazione statale, abbiano costruito queste nuove gigafabbriche con gli stessi contributi ed agevolazioni di cui possono usufruire le aziende non cinesi?

Sai se quella fabbrica è "gratis" il suo costo non deve essere poi recuperato con il prezzo del prodotto che si produce.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta con questi sciocchi paragoni.
I dazi americani sono protezionismo allo stato puro.
I dazi sulle auto cinesi sono messi in funzione di una concorrenza sleale in un determinato settore.

Se non si ha in mente questa differenza è inutile discutere su quesi aspetti.

S
Sepp0 01 Jan 1970 @ 00:00

I cittadini con i redditi bassi esistono perché così gli AD possono comprarsi una Ferrari l’anno invece di una ogni 5 anni.

g
gabrimazzo 01 Jan 1970 @ 00:00

quasi il 20% in Europa in queste situazioni di mercato, se la Germania introduce gli ecoincentivi come sembra, volano di nuovo sopra il 20% nel più grande mercato Europeo. Le elettriche sono auto migliori delle termiche.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Il turbo capitalismo è quello applicato in Cina dove non esiste contrattazione sindacale perché le fabbriche di stato o comunque controllate in varia maniera dal partito comunista cinese sfruttano lavoratori, territorio ed ambiente al solo scopo di produrre per distruggere la concorrenza estera ed imporre il monopolio. Una perfetta sintesi di regime comunista con capitale internazionale e metodi fascisti.
Il turbo capitalismo in Europa non esiste visto che agli imprenditori è VIETATO ogni sorta di sfruttamento della manodopera tutelata da fior di leggi, del territorio e dell'ambiente. È evidente che non sai quello che dici.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono corrotti dai cinesi in lungo ed in largo. Vedi il recente scandalo Huawei. Quanti altri ??

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi cornuti e mazziati? Nessuno ha costretto i tedeschi a rilocarsi in Cina, è stata una scelta sbagliata che ora pagano caro e gli sta bene

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

O forse anche no.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

I cittadini con i redditi bassi esistono perché licenziati dai propri lavori, che sono stati trasferiti in Cina per usare lavoratori in schiavitù.
sei proprio limitato se pensi che la soluzione sia offrire prodotti a basto costo mentre lavorano prt time per deliveroo invece che investire ed offrire lavori decenti nell'industria manifatturiera

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Mike che sciocchezze. Tu giustifichi la povertà e la schiavitù co
n il "diritto" di comprare uno smartphone "inutile" ad un prezzo apparentemente accessibile?
perchè è questo che stai dicendo.
Nel momento in cui affermi che se vogliamo delle auto economiche dobbiamo sfruttare i lavoratori del terzo mondo che non hanno un salario minimo decente, senza assistenza medica, senza scuola, che devono vivere in fabbrica per lavorare, ecco tu torni a prima di Abramo Lincoln.
Non possiamo accettare assolutamente una cosa così in nessun settore. Henry Ford diceva 120 anni fa che un operaio doveva essere pagato al massimo possibile per poter essere il primo cliente dei manufatti da lui prodotti.
Quindi assolutamente no. Le auto economiche devono essere prodotte qui in Europa, o negli USA, per i mercati interni con salari ottimi e componenti locali di una filiera controllata usando al meglio le tecnologie e la logistica. E qui viene il nodo, ovvero gli attuali manager sono INCAPACI che guardano solo al profitto trimestrale invece che al ritorno degli investimenti nel medio lungo periodo.
Il costo del lavoro come una filiera sostenibile sono possibili con le tecnologie giuste e gli investimenti.
Stellantis ha preferito investire 2,9 mld € per comprare gli schiavi di Leapmotor invece che adeguare con robot e nuovi modelli gli impianti italiani.
Se un iPhone fatto in Cina da schiavi costa 1000 $ e fatto in Texas costa 3000 $ vuol dire che Apple guadagna solo avallando la schiavitù. Un vero schifo.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Che è quello che fa la Cina con il dumping, i dazi, le tariffe, le barriere non commerciali, e che usa costantemente come mezzo per invadere altri mercati e distruggere la concorrenza.
Che l'Europa sia gestita da burocrati inetti è evidente da almeno un ventennio, visto il fallimento della Unione Europea in ogni settore.
la risposta alla Cina deve essere identica a quella di Trump, ovvero isolarla e respingere ogni prodotto con barriere di ogni genere. Finché la Cina non cambierà il modello da export oriented ad economia che consuma quello che produce è necessario isolarla. Meglio sarebbe espellerla dal WTO.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

"l'associazione dell'industria automobilistica tedesca VDA ha accolto con favore i colloqui tra UE e Cina, definendo i dazi un "errore" e sostenendo una soluzione negoziata. Del resto, le case automobilistiche tedesche, che lo scorso anno hanno realizzato un terzo delle loro vendite in Cina, si sono opposte ai dazi"
peccato che sia FUFFA
I TEDESCHI NON ESPORTANO IN CINA, visti i dazi cinesi sulle auto importate, al massimo fanno produrre in fabbriche di stato cinesi alcuni modelli.
È una palese presa in giro, anzi peggio, è probabile corruzione visto che più di una industria tedesca è in mano ad azionisti tedeschi, come la decotta Mercedes. VW è de facto fallita, si salva un po' BMW perché produce tanto e fa tanti profitti negli USA.
L'unica strada da percorrere sono dazi e tariffe che blocchino l'arrivo di ogni prodotto cinese verso l'Europa.

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma chi li vuole sti cinesoni. Teneteveli

G
Gark121 01 Jan 1970 @ 00:00

TL DR

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Obbligo o meno, anno più anno meno, il trend è quello di spostarsi verso le elettriche. Magari passando dallibrido in varie forme, come già sta accadendo.
Nel giro di alcuni anni le ibride diventeranno erev, le ev avranno autonomie maggiori e prezzi in calo.
Resta da vedere a che velocità i vari stati faranno la transizione, ricordando che siamo nel mercato unico europeo

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

"...case automobilistiche eruopee che son costrette e rilocarsi in cina e han gia' fatto investimenti..."

O sindrome di Stoccolma ?

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Parlavo di EU ( oggetto dell'articolo ) ed invece tu hai capito Meloni .

Un segno ?

"...Sei l'unico su 60 milioni di italiani che la pensa così mi sa, buon per te..."

Ti suggerisco una lettura su The Guardian "..Leftwing activists less likely to work with political rivals.." in cui cita almeno 2 casi in cui gli attivisti progressisti pensano che ci siano una marea di sostenitori che la pensano come loro ed invece ....

I
Ivan Clemente Cabrera 01 Jan 1970 @ 00:00

quella che vendono in Cina e' fatta li...infatti preferiscono questa opzione in modo da potter produrre le nostre auto in Cina.

P.s. se non ti fosse chiaro...i brand cinesi aumenteranno i prezzi in modo vertiginoso una volta che non ci sara' pi' concorrenza...vedi smartphone, nonostante abbiano conbcorrenza.

I
Ivan Clemente Cabrera 01 Jan 1970 @ 00:00

ma pensi che i cinesi tengono i prezzi delle auto in perdita una volta che i brand europei hanno chiuso i battenti? Guarda il mercato degli smartphone nonostante li l'occidente rimane competitivo producendo in cina, vedi come son lievitati i prezzi negli ultimi 5 anni.

I
Ivan Clemente Cabrera 01 Jan 1970 @ 00:00

guarda che lo fanno per le case automobilistiche eruopee che son costrette e rilocarsi in cina e han gia' fatto investimenti, mica perche' amiamo i cinesi.

I
Ivan Clemente Cabrera 01 Jan 1970 @ 00:00

serve a portare la produzione di auto europee in cina...in modo da diventare competitivi prima di togliere i prezzi minimi.
Oppure le lasci fallire tutte e i cinesi alzeranno i prezzi quando non avranno concorrenza (quanto costava un top di gamma cinese 5 anni fa e quanto costa ora?)

N
NoRegimePsicoPolitico 01 Jan 1970 @ 00:00

Analizzando il sussegursi di news, la recente esenzione dai dazi per prodotti high-tech e le dinamiche commerciali tra l'UE e la Cina offre uno spunto interessante per esplorare le tecniche manipolatorie che spesso vengono adottate nel discorso pubblico e politico. Queste tecniche si basano su principi psicologici che mirano a influenzare le percezioni e le reazioni delle persone, creando una realtà che può apparire più complessa e confusa di quanto non sia in realtà.

Uno degli strumenti principali utilizzati è la disinformazione, che può manifestarsi attraverso l'uso selettivo dei dati o la diffusione di informazioni errate. Questo approccio mira a creare confusione e a distorcere la realtà, rendendo difficile per le persone discernere tra fatti e opinioni. In questo contesto, le istituzioni possono lanciare messaggi contraddittori, come l'annuncio di misure protettive seguite da rapide retromarce, per mantenere il controllo narrativo e deviare l'attenzione dalle questioni fondamentali.

Un'altra tecnica comune è il framing, ovvero la scelta di come presentare un argomento per influenzare la percezione pubblica. Ad esempio, la narrativa che circonda la protezione dell'economia può essere costruita in modo da far apparire le misure adottate come necessarie e giuste, mentre in realtà possono servire interessi specifici. Questo crea una dicotomia tra un apparente bene collettivo e il profitto di pochi.

Inoltre, si fa uso del fear-mongering, ovvero la creazione di paura attorno a determinati temi, come la concorrenza straniera nel settore tecnologico o l'instabilità economica. Questa paura può paralizzare il pensiero critico e incoraggiare le persone a conformarsi a decisioni imposte, piuttosto che a esplorare alternative. Le crisi economiche e i conflitti bellici possono essere utilizzati come catalizzatori per giustificare azioni drastiche, alimentando un clima di emergenza che ostacola il dibattito aperto.

Il social proof è un'altra strategia frequentemente adottata, in cui si fa leva sulla tendenza delle persone a seguire le opinioni e le azioni della maggioranza. Quando le narrazioni dominanti sono ampiamente accettate, chi si discosta da esse può sentirsi isolato o stigmatizzato, scoraggiando il pensiero critico e la ricerca di verità alternative.

In questo contesto, è fondamentale promuovere un pensiero critico e una cultura del dibattito aperto. Considerare il dialogo come un'opportunità piuttosto che come un conflitto è cruciale. La vera intelligenza risiede nella capacità di ascoltare e riflettere su diverse prospettive, e questo processo deve essere incoraggiato per contrastare le tecniche manipolatorie che mirano a mantenere il controllo sulle masse.

Infine, è importante sottolineare l'importanza della consapevolezza. Essere informati sulle tecniche di manipolazione può armare gli individui nel loro percorso verso una comprensione più profonda e critica della realtà che li circonda. L'educazione al pensiero critico e alla resilienza mentale è essenziale per resistere alla zombificazione delle menti e per costruire una società più consapevole e informata.

La notizia dell'esenzione dai dazi per prodotti high-tech come computer e smartphone, e il continuo dialogo tra UE e Cina, segnala chiaramente come le dinamiche commerciali e politiche possano lasciare interdetti. Questo tira e molla, da un lato, si presenta come un tentativo di proteggere l'economia americana, mentre dall'altro lascia spazio a dubbi e sospetti riguardo alla reale intenzione delle istituzioni. Il fatto che le autorità possano annunciare misure drastiche e poi tornare sui propri passi in tempi così brevi è sintomatico di una strategia più ampia di manipolazione della percezione pubblica.

Questo baccano, carico di tensione e incertezze, sembra non avere un fine chiaro se non quello di mantenere il controllo su una popolazione che, nel caos, tende a seguire la corrente piuttosto che a riflettere criticamente sulle proprie scelte. In un contesto globale segnato da conflitti bellici e da una crescente insicurezza economica, è evidente che ci siano forze in gioco che traggono vantaggio dalla confusione e dall'apatia. L'idea che una minoranza possa trarre profitto dall'ignoranza e dalla disinformazione di molti non è solo inquietante, ma è una realtà che ci invita a interrogare il nostro ruolo in questo sistema.

Invece di seguire passivamente, dovremmo sforzarci di analizzare, comprendere e, soprattutto, resistere a questa zombificazione delle menti.

È cruciale promuovere un pensiero critico che ci permetta di vedere al di là delle apparenze e di non diventare pedine in un gioco di potere che continua a perpetuare il dominio di pochi a scapito di molti.

Allego una risposta anticipata per leoni da tastiera

. Capisco che le mie opinioni possano suscitare reazioni forti. In un mondo così diversificato, è normale che ci siano punti di vista differenti. Voglio invitare chi legge a considerare il mio pensiero come un'opportunità di dialogo, piuttosto che un motivo di conflitto. Le critiche possono essere utili se portano a una riflessione costruttiva. Quindi, anche se qualcuno potrebbe sentirsi spinto a contraddirmi, spero che possiamo affrontare le nostre differenze con apertura e rispetto. Sono qui per ascoltare, non solo per esprimere.

La mia intenzione è quella di contribuire a una discussione più profonda e significativa. Vorrei rivolgermi a coloro che tendono a etichettare chi cerca la verità come 'dietrologisti' o a denigrare il loro approccio. È fondamentale comprendere che la ricerca della verità, spesso vista da una prospettiva più realista, non solo contribuisce al nostro benessere personale, ma può anche portare a opportunità economiche significative. Coloro che si conformano alle narrazioni prevalenti possono perdere di vista il valore di un pensiero critico e indipendente.

Invece di deridere chi non si allinea con le idee comuni, invito a considerare il valore del dibattito aperto e delle prospettive diverse. La vera intelligenza risiede nella capacità di ascoltare, riflettere e, quando necessario, mettere in discussione il pensiero dominante. Non dobbiamo temere le differenze, ma piuttosto accoglierle come parte di un dialogo costruttivo che può arricchire tutti noi.

M
Mike Buonanotte 01 Jan 1970 @ 00:00

Sleale❓... Qui in Europa per costruire una vettura, a seconda del modello ci vogliono dalle 15 alle 30 ore, facciamo con calma … i cinesi con le loro Gigafactory’s di 5. generazione, impiegano in media un due ore.

ll chiamiamolo ”problema” è la scarsa competitività dei costruttori europei nei confronti delle aziende cinesi … non le elargizioni da parte del governo cinese ai produttori d’automobili, cosa che l’Europa pratica da sempre. Sono decine di miliardi che i vari governi anno per anno “regalano” ai produttori europei. Come gli oltre 200 miliardi, fatto riportato da tutta la stampa italiana, che il governo italiano ha “regalato” a FIAT-FCA-Stellantis nel corso dei anni.

Di sleale ci sono solo i prezzi folli praticati qui in Europa : VW ID.4 da noi parte da 40k, in Cina da 18k o vai a vedere quanto costa una Toyota in Cina.

https://uploads.disquscdn.c...

P
Phabio 01 Jan 1970 @ 00:00

Chissà perchè appena hanno parlato di dazi si è precipitata ad andare a baciare il c**o per prima. Poi Trump è bipolare e li ha rinviati, con quale faccia si presenterà ora? Sei l'unico su 60 milioni di italiani che la pensa così mi sa, buon per te.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
Vedi perché l'europa è molle.
Perché chi comanda è come te

Se chi comanda era come me non saremmo mai arrivati a questo punto.
Mi sa che mi hai letto poco sotto hdmtori XD.

A
Alcmaeon 01 Jan 1970 @ 00:00

Il libero mercato funziona finché tutti seguono le stesse regole.
Se in Cina le aziende producono auto alla metà del prezzo in modo sleale (perché 1- non devono preoccuparsi dei diritti dei lavoratori 2- non devono preoccuparsi dell'ambiente 3- rubano proprietà intellettuale 4- sono aiutati dal governo), il risultato è che in Europa le aziende falliscono e poter comprare auto cinesi diventa una magra consolazione breve termine ma una grossa fregatura nel medio-lungo.

Siccome competere alle stesse regole è impensabile (anche se in Europa ci stiamo avvicinando alla Cina in termini di salari e diritti), allora bisogna mettere un freno all'invasione sleale.

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh il rapporto tra la politica europea e la cina è direi "particolare", io qualche domanda me la farei

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Probabilmente perchè loro pensano che a breve gireremo solo con le bev o saremo da loro obbligati a farlo

L
LordSheva 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh, quindi il turbocapitalismo va bene se fa arricchire noi e male se fa arricchire altri?

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo si chiama ai fatti 'cartello', 'trust' che è la stessa cosa che fanno le aziende produttrici e venditrici che si mettono d'accordo tra di loro per mantenere alti i prezzi e non scendere sotto certe soglie di prezzo. Questo è a tutti gli effetti un reato penale contro il libero mercato, contro la libera concorrenza, per manipolazione del prezzo che dovrebbe invece formarsi liberamente con l'incontro, l'equilibrio naturale tra domanda e offerta.

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

E' esattamente così. I cialtroni peggiori ora ce li abbiamo a Bruxelles e li le mazzette a quanto pare abbondano alla grande....

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ci devono essere i dazi e basta!
Perchè mai ci devono rimettere i cittadini con redditi bassi?
I dazi dagli US non vanno bene, mentre quelli della UE si? L'incoerenza della incoerenza.
Ma questi commissari dalla UE oltrettutto sono così tanto ciechi da non accorgersi che la concorrenza delle auto orientali cinesi c'è anche sulle endotermiche? In Italia ci sono sempre più concessionari che vendono auto cinesi con motore endotermico con prezzi notevolmente inferiori a parità di caratteristiche rispetto a quelle europee. Perchè quindi dazi sulle auto elettriche e non su quelle endotermiche? Altra assurda incoerenza e demenzialità.

A
Alfonso 01 Jan 1970 @ 00:00

Semplicemente ridicoli

M
Marco Rossi 01 Jan 1970 @ 00:00

Non so come verrebbe calcolato questo prezzo minimo. Ipotizziamo, che so, che l'Europa dica "un'auto da 200 cv segmento C non può costare meno di 28000 euro". Ok. E se dopo un anno per quella cifra quelli ti danno l'autopilot, la capacità di saltare, le sospensione attive, la ricarica a 1000 kW e tantissima autonomia tu che fai? I cinesi sfrutterebbero così gli aiuti statali per far fuori comunque la concorrenza europea, è praticamente impossibile determinare il prezzo minimo senza entrare nel dettaglio di tutti gli accessori, dei materiali, delle specifiche, della garanzia, etc.

Detto da uno che, per inciso, è totalmente contro i dazi

S
Stefano Bortoletto 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma se questi vogliono fare costare le auto cinesi come quelle europee come lo abbassi il prezzo? Il prezzo lo abbasseresti solo vendendo le cinesi al loro vero prezzo

S
Stefano Bortoletto 01 Jan 1970 @ 00:00

Libero mercato solo finché ci guadagnano i maiali in Europa, dopo di che si va di dazi e prezzi minimi garantiti per non fare perdere guadagni ai ladri europei, in tutto questo noi cittadini normali la prendiamo due volte in quel posto, la prima perché comunque tutto viene delocalizzato in Cina senza regole facendoci perdere posti di lavoro, la seconda perché manco possiamo godere della convenienza dei prodotti cinesi, la fantastica UE che fa gli interessi del popolo

M
Mauro Corti (Sbabba) 01 Jan 1970 @ 00:00

La vera differenza nel prezzo non é il costo del lavoro, considerando oltretutto il livello di automazione estremo a cui arrivano gli stabilimenti produttivi cinesi, molto piú avanti di quelli occidentali.
La cina estrae in casa minerali rari con cui costruisce, in casa, i componenti tecnologici con cui assembla l'auto.
La filiera é corta e ci sono molti meno attraversamenti di frontiera rispetto ai produttori occidentali.

In europa si é esternalizzato in Cina la produzione di una marea di cose, e ora ci stupiamo che abbiano imparato come si fanno le auto?

Parli poi di aiuti statali: anche in Europa i nostri produttori ricevono miliardi di soldi dallo Stato o dall'UE per ampliare, ammodernare o costruire stabilimenti. Perché da noi va bene e da loro no?

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Sicuramente nell'interesse dei consumatori europei imporre dei prezzi minimi per far sembrare normali 35k per una e-208 o per una Renault 5 🙄
Strano anhe che sui dazi si siano fatti trollare sulle cinesi plugin o sulle auto a succo di dinosauro in generale.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Troppo , da elaborare .

P
Pablor 01 Jan 1970 @ 00:00

Vedi perché l'europa è molle.
Perché chi comanda è come te. Per paura, ma solo quella, che si debba tagliare il pene, cala subito le braghe e scende a compromessi. Comunque rispetto il tuo pensiero... Anche se tu hai interpretato male il mio. Ho detto che a me nn fa piacere che l l'europa torni sui suoi passi, propio perché sembreremmo molli, ma ciò nn toglie che godrei in un accordo con la Cina per vedere rosicare e il pagliaccio della casa bianca e fargli capire che non sono poi così grandi come credono.

P
Pablor 01 Jan 1970 @ 00:00

🤣🤣🤣
Potevi menzionare l'autore della citazione

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Se tutti guardano il dito ed io guardo a cosa indica il dito , l'effetto è quello . Chi abbia sbagliato e cosa, lo lascerei ad altri ...

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Chissà come mai per Tesla e per i cinesi il "problema" si è trasformato in un grandissimo affare... Tutti sc##i tranne te?

d
deepdark 01 Jan 1970 @ 00:00

eh invece gli americani sono serissimi. Se continua così saranno i nuovi cinesi ma con molta più arroganza.

d
deepdark 01 Jan 1970 @ 00:00

Come si dice, quando non puoi sconfiggerli, alleati con loro.

2
21cole 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarebbe davvero fondamentale una partnership seria e regolamentata con la cina

r
reallyfly 01 Jan 1970 @ 00:00

ma scusa ma veramente fai questa affermazione o è uno scherzo? Lo sai perchè ci sono i dazi? Lo sai che le auto Cinesi arrivano qua pagate metà dallo stato Cinese per sbaragliare li mercato, e lo fanno in maniera sleale? Lo sai che qua la manodopera in Eu costa dai 30 euro in su, mentre in Cina costa 3 dollari perchè è tutto fatto senza legislazioni varie, ma tutto uma uma?

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

sarebbe un affare per tutti ridurre il prezzo delle auto. Finora ci siamo fatti del male da soli preferendo prodotti inferiori e prezzi superiori

p
piervittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

Le elettriche han problemi solo in italia, ovvero nel paese più anziano e meno istruito d'europa.
Fatti due domande sul "problema" delle elettriche.

M
Margaret Thatcher 01 Jan 1970 @ 00:00

Se non fossero 57 miliardi di import dalla Cina probabilmente sarebbero il doppio o il triplo con qualcun altro a parità di prodotti importati.

P
Pablor 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda che non stai guardando il film che vedono gli altri. Hai sbagliato sala

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Per quello ho parlato di EU e non di Italia . Le 2 cose non sempre coincidono.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sono nella testa di Trump, sto giudicando quello che hai scritto.
Preferisci tagliarti il pene invece di trovare un accordo soddisfacente per entrambe le parti con gli USA.
L'Italia ha un surplus di oltre 40 miliardi con gli USA e un disavanzo di oltre 40 con la Cina.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Meno male che tu eri sveglio😂
La prossima settimana Giorgia va a ringhiare da Trump 😂

P
Pablor 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché secondo te Trump non sta facendo quello che fa per dispetto/vendetta..

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Nelle ultime 2 settimane , almeno, se non dormivi.

P
Phabio 01 Jan 1970 @ 00:00

Mastini con gli USA in quale film?

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

EU. Mastini con gli USA . Chihuahua con la Cina . La fine dell'Occidente è già scritta ...

D
Dr. Freudstein 01 Jan 1970 @ 00:00

La UE accetterebbe di fissare prezzi minimi sulle auto cinesi invece dei dazi da poco approvati.
Sempre peggio, imporre un prezzo ad un prodotto è totalmente folle e antiliberale, il sistema dei prezzi deve essere libero e senza dazi. E' la UE che diventa sempre più comunista, non la Cina più liberale.

Tutto il green deal (batterie, turbine eoliche, fotovoltaico) è stato cucito addosso alla Cina, se si ristabilisse il libero mercato almeno sulle auto il problema della competitività dell'industria automobilistica europea sparirebbe.
La UE dovrebbe dire una sola cosa: potete comprare l'auto che volete.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarebbe interessante sapere quanti dei quei 57 mld di € sono semi-lavorati che poi diventano diecine di mld di € di PIL.

Perchè se non compri da loro a basso costo materie prime le dovrai comprare altrove a prezzo piú alto e fare pagare la differenza ai tuoi clienti.

Furba come idea.

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

importiamo dalla Cina merci x un controvalore di 57 miliardi di €

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Così almeno buttiamo 19 miliardi di export verso la Cina, geniale...

C
CANAL+ 01 Jan 1970 @ 00:00

niente di più sbagliato

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

l'Italia deve imporre dazi doganali contro le merci Made in China

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Oh, si va verso l’eliminazione dei dazi inutili: tanto le varie case automobilistiche avevano il sostegno del governo che li compensava, rendendoli di fatto inutili.

Al contrario, i dazi sui nostri prodotti, soprattutto quelli agroalimentari, quelli sì che sono davvero problematici...

K
Kar Tar 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto questo per colpa di Trump e dell'America, sono due superpotenze da cui stare alla larga, purtroppo noi abbiamo basi Americane sul nostro suolo

C
Capitanharlock 01 Jan 1970 @ 00:00

Per fortuna ci sei tu che hai le idee chiare.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, per far dispetto a Trump aumentiamo ancor di più il nostro disavanzo verso la Cina, già che ci siamo spostiamo ancor di più la produzione di cose essenziali in Cina, tanto mica faranno come Putin, nessun pericolo di un'invasione di Taiwan.
La VDA tedesca sta solo rallentando l'inevitabile, l'export di auto verso la Cina è in continua diminuzione da tempo e c'entra poco questa guerra commerciale dei Dazi sulle BEV.

K
KillerPenguin 01 Jan 1970 @ 00:00

ok, sempre più dimostrazione di quanta pagliacceria ci sia nel parlamento Europeo, sempre fosse attendibile la notizia.

Non hanno ancora capito che il problema delle elettriche non è il prezzo, come si usa dire, il problema delle elettriche è che sono elettriche

C
CANAL+ 01 Jan 1970 @ 00:00

UE e CINA una grande alleanza economico-politico-militare e sociale
Si va verso questa direzione...mi fido dei cinesi, gente seria!

P
Pablor 01 Jan 1970 @ 00:00

Non mi fa piacere che l'europa torni sui suoi passi rispetto la Cina.. Pero di contro godrei tantissimo per come rosicherebbe Trump.. Diciamo che se l'europa si riavvicina come prima, se non più di prima, alla Cina per il commercio, L'america è finita