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LiDAR per camion: quelli di TuSimple raddoppiano la portata a 1.000 metri

Più sicurezza e meno consumi

LiDAR per camion: quelli di TuSimple raddoppiano la portata a 1.000 metri
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Simone Facchetti
Simone Facchetti
Pubblicato il 11 dic 2018

La startup cinese TuSimple si propone di emergere dalla folta schiera delle giovani aziende al lavoro per trasformare in realtà la guida autonoma. Lo fa presentando una tecnologia per i sensori LiDAR in grado di "vedere" fino a 1.000 metri di distanza, ovvero il doppio rispetto alla portata della maggior parte dei LiDAR oggi in commercio. Una portata che va oltre quello che può essere percepito dal migliore occhio umano, con il plus di una piattaforma avanzata che si serve anche dell'Intelligenza Artificiale per anticipare i comportamenti degli altri utenti della strada e per prevedere eventuali situazioni di pericolo.

TuSimple guarda alla guida autonoma di livello 4, utilizzando il deep learning e l'Intelligenza Artificiale per guidare in condizioni in cui un conducente umano non avrebbe tutti gli strumenti per viaggiare in sicurezza. Utilizzando una serie di telecamere, la piattaforma di TuSimple scansiona l'ambiente circostante e prende decisioni per consentire ai mezzi pesanti di viaggiare in sicurezza e ottimizzare al contempo i costi del carburante. Attualmente la società sta testando il suo prodotto in Arizona, collaborando con il College of Engineering dell'Università dell'Arizona per formalizzare stage e opportunità di partnership con altre aziende.

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L'efficacia di un sensore LiDAR è fondamentale per applicazioni su camion di grosse dimensioni: maggiore è il campo visivo del mezzo pesante, maggiore è il tempo a disposizione per reagire alla presenza di un veicolo fermo a bordo strada, oppure una frenata improvvisa o un incidente. I TIR, a causa della loro massa imponente, richiedono distanze maggiori per potersi fermare e più tempo per consentire ai camionisti di prendere decisioni in merito alla sicurezza, che sia una frenata di emergenza oppure un semplice cambio di corsia precauzionale.

I LiDAR di TuSimple, come anticipato, offrono una portata di 1.000 metri: una distanza che, a velocità autostradali, si traduce in un tempo a disposizione per reagire di circa 35 secondi. Già una portata di 300 metri (ovvero quella garantita dai migliori sensori LiDAR in commercio) riduce questo tempo a soli 10 secondi

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Commenti Regolamento
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nutci 01 Jan 1970 @ 00:00

Le aziende private investono nei settori che possono dargli più profitti. Se la guida autonoma da meno potenziali profitti di una suola per scarpe un'azienda non investe di certo nella guida autonoma.

Il demanio è il cardine della questione: è lo stato a doversi mettere in prima persone per tutelare gli interessi dei suoi cittadini e quindi i propri conti e quindi i propri investimenti. Non cerchiamo un capro espiatorio nel settore privato.

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Garrett 01 Jan 1970 @ 00:00

Viaggio abbastanza spesso e tornato in Italia per pochi gg, per fortuna, la sensazione è di un Paese chiuso su se stesso. Si percepisce una povertà diffusa (i fasti degli anni '80 sono un lontano ricordo), gente rassegnata che spera in un cambiamento che mai ci sarà, se non tra 20 anni minimo.
La barca Italia è già affondata.

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nutci 01 Jan 1970 @ 00:00

"magari lo stato poteva vincolare l'investimento ad uno dei tanti prestiti fatti negli anni" esatto.
Quello che c'è da chiedersi è perchè lo stato non ha mai adottato misure per tutelare e rilanciare i suoi investimenti? Secondo me aziende come FIAT hanno fatto bene a guardare il loro profitto e fregandosene della tradizione industriale italiana.
Ripeto, deve essere lo stato ad indirizzare i propri investimenti ed investitori e non lasciare che qualche azienda, magnanima, di prenda il rischio di investire in un paese che sta colando a picco.

n
nutci 01 Jan 1970 @ 00:00

Le aziende private investono su settori che possono dargli profitti il più grandi possibili e non sono da biasimare se non investono in qualcosa. Lo stato italiano non ha soldi da investire adesso ma non lo ha mai fatto nemmeno negli anni precedenti. Il problema di fondo è che non c'è mai qualcuno che dica "è vero è stata colpa mia" ma, come appunto anche tu stai facendo, c'è sempre la tattica dello scarica barile ad emergere in discussioni di questo tipo.

Lo stato italiano ha sbagliato e continua a sbagliare non investendo in ricerca e sviluppo e le aziende private, per quanto piacerebbe anche a me che lo facessero, sono appunto private e non sono da biasimare in alcun modo.
Volendo essere precisi, inoltre, le aziende che tu hai citato hanno grandi partecipazioni statali se non totalmente in mano al demanio e quindi sempre di stato di parla.

Questo governo, a mio vedere, sarebbe veramente del cambiamento se mettesse fondi e risorse per attività anche di ricerca e non cercare di rimanere in alto con i consensi stanziando contentini e piccoli "compra voti" come reddito di cittadinanza e condoni fiscali (bada bene, pensavo la stessa cosa del governo Renzi e della storia degli 80 euro).

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tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Report a volte tende però a ricamare troppo sulle cose.

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nutci 01 Jan 1970 @ 00:00

I privati dovrebbero, occhio al condizionale, investire nella ricerca. L'ente che invece non deve esimersi dal farlo è proprio lo stato. Anche una società americana che investe è un privato solo che, non essendoci interesse nel farlo da parte dello stato, le migliori idee e innovazioni vanno al miglior offerente che, per una mera questione matematica, è quasi sempre straniero.

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nutci 01 Jan 1970 @ 00:00

Di cosa ci lamentiamo? Non investiamo in ricerca e sviluppo perchè ci sono sempre "cose più importanti" da fare. Da niente non viene niente.

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qandrav 01 Jan 1970 @ 00:00

da un lato vorrei rivedere la puntata ma poi ci rimango troppo male, lo so