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Guida autonoma: i robotaxi Waymo fanno davvero meno incidenti degli umani?

La guida autonoma è più sicura dell'uomo? I dati ufficiali dei taxi Waymo negli USA mostrano un crollo verticale di incidenti e feriti.

Guida autonoma: i robotaxi Waymo fanno davvero meno incidenti degli umani?
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 29 giu 2026

La sicurezza della guida autonoma resta uno dei temi più caldi dell’automotive, ma gli ultimi dati di Waymo rischiano di chiudere la discussione. La società di Alphabet, che gestisce i servizi di taxi senza conducente negli Stati Uniti, ha aggiornato i numeri della sua flotta a marzo 2026: dopo oltre 354 milioni di chilometri percorsi in modalità 100% autonoma, i suoi robotaxi registrano molti meno incidenti rispetto a quelli guidati da noi umani.

Il dato è interessante anche perché arriva in un momento di forte crescita. Negli ultimi mesi Waymo ha allargato il raggio d’azione, entrando in nuove città e affrontando contesti caotici come gli aeroporti. Eppure, nonostante l’aumento dei chilometri e delle complicazioni nel traffico, le statistiche sulla sicurezza sono rimaste solide.

Crollano i feriti, soprattutto tra pedoni e ciclisti

I numeri del report parlano chiaro. Nel confronto diretto con i guidatori in carne e ossa  (a parità di strade e condizioni) i veicoli autonomi di Waymo hanno registrato il 94% in meno di incidenti con feriti gravi o mortali. Calano drasticamente anche i sinistri di media entità: sia quelli che fanno scoppiare gli airbag, sia quelli con lesioni più lievi, segnano un -82%.

Ma il vero scudo della tecnologia sembra attivarsi nei confronti degli utenti della strada più fragili. Secondo i dati aziendali, gli incidenti con feriti che coinvolgono i pedoni sono inferiori del 93% rispetto alla media dei guidatori tradizionali. Per chi si muove in bici o in moto, il calo è dell’84%. Se questo trend dovesse reggere sul lungo periodo, la guida autonoma avrebbe in mano la carta vincente per blindare la sua presenza nei centri storici.

La prova del nove ad Atlanta

La vera forza del sistema sta nella sua costanza. L’ultimo report include per la prima volta i dati di Atlanta, dove la flotta ha già macinato più di 8,7 milioni di chilometri. Il bilancio? Zero incidenti mortali o gravi, e un -86% di sinistri con feriti rispetto alla media umana della città.

Ormai parliamo di numeri pesanti: i robotaxi Waymo coprono oltre 6,4 milioni di chilometri ogni settimana. Tradotto in impatto reale, secondo le stime interne della società, l’algoritmo ha già evitato decine di scontri gravissimi e centinaia di piccoli incidenti con feriti che si sarebbero verificati se al volante ci fossimo stati noi.

Il dubbio degli esperti: il confronto è corretto?

Ovviamente non mancano le polemiche. Se da un lato lo storico di Waymo è il database più grande e concreto mai visto sulla guida autonoma reale, dall’altro diversi analisti sollevano un problema di metodo. Ha senso confrontare un software di ultima generazione con l’intero parco circolante, che include anche auto vecchie di vent’anni guidate da neopatentati o persone distratte? Secondo gli esperti, il vero test andrebbe fatto contro auto moderne guidate da umani, ma dotate dei sistemi ADAS di assistenza alla guida più avanzati. Il dibattito resta aperto, ma intanto i dati sul campo dicono che i taxi senza pilota stanno superando l’esame della strada.

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