Robotaxi: Aseon Labs studia le micro-stazioni robotizzate per ricondizionarli
Moduli compatti grandi come un posto auto per pulire e ricaricare i robotaxi in città: la scommessa di Aseon Labs per eliminare i costi logistici delle flotte.
C’è un costo occulto che sta azzoppando i bilanci delle società di robotaxi, e non ha nulla a che fare con i bug del software o i sensori laser. Il vero incubo è la logistica. Ogni volta che un’auto senza conducente deve fare il pieno, essere lavata o passare un controllo, esce dal circuito urbano e macina chilometri a vuoto verso i depositi periferici, scelti dai gestori solo perché i terreni costano meno. Risultato? Ore di lavoro perse e zero ricavi.
Per eliminare questa inefficienza, la startup californiana Aseon Labs ha sviluppato dei moduli di servizio compatti, grandi quanto un singolo posto auto, progettati per essere installati in piccoli gruppi direttamente nei punti strategici delle aree urbane, vicino a dove si concentra la richiesta dei passeggeri. L’azienda, con sede a Redwood City, ha appena chiuso un round di finanziamento da 10 milioni di dollari per trasformare questa idea in realtà.
Un’infrastruttura mobile che scavalca la burocrazia
Il round d’investimento è stato guidato da Crane Venture Partners, con la partecipazione di Expa (la società del co-fondatore di Uber, Garrett Camp), Y Combinator, Robin Hood Ventures e Founders Capital. Tra i business angel figurano anche nomi noti del settore tecnologico, come l’ex dirigente di Google Adrian Aoun, il CEO di Mercury Immad Akhund e il co-fondatore di Zimride Rajat Suri.
Il focus del progetto si concentra interamente sull’ottimizzazione dei tempi di sosta. Secondo il co-fondatore e CEO di Aseon, George Kalligeros, per raggiungere una reale parità economica con i tradizionali servizi di ride-hailing con conducente, i robotaxi devono rimanere in funzione ininterrottamente durante l’intero arco della curva di domanda giornaliera.
Ogni capsula hi-tech (nella foto in alto un render) è concepita come una stazione autosufficiente: è dotata di telecamere esterne per l’ispezione della carrozzeria, un braccio robotico interno in grado di pulire l’abitacolo e recuperare gli oggetti smarriti dai clienti, e un sistema di ricarica rapida. Dal punto di vista amministrativo, l’asso nella manica di Aseon è la natura mobile delle strutture: essendo classificate come installazioni temporanee e non permanenti, non richiedono le lunghe e complesse trafile burocratiche per i permessi edilizi e possono essere spostate rapidamente se una determinata zona non si rivela più strategica.
Dal propano alla rete: come funzionano i moduli
Per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico, i moduli offrono una flessibilità notevole. Possono essere alimentati da generatori interni a propano, da altre fonti mobili oppure collegarsi direttamente alla rete elettrica cittadina sfruttando gli accordi che la startup sta stringendo con i fornitori di servizi di ricarica. Sebbene l’obiettivo finale sia la totale automazione dei processi, le prime unità operative sul campo vedranno la presenza fisica di un operatore umano per monitorare le procedure.
I 10 milioni di dollari appena raccolti serviranno ad accelerare lo sviluppo. Aseon ha in programma di assemblare i primi cinque prototipi, raddoppiare l’organico del team (passando da sei a circa dodici dipendenti) e bloccare i contratti per le aree destinate alla prima rete pilota. Al momento nessuna società di guida autonoma ha ancora siglato contratti formali, ma Kalligeros assicura che l’interesse da parte degli operatori del settore è concreto e che molti sono pronti ad avviare i primi test.
Il modello della micromobilità applicato alla guida autonoma
È un cambio di rotta totale rispetto a come si muove l’industria oggi. Per capire la differenza, basta guardare un colosso come Waymo, che per gestire la flotta a Dallas si appoggia ai centri di Avis, costringendo i veicoli a lunghi viaggi verso un unico hub. Aseon fa l’esatto contrario: frammenta l’infrastruttura. L’idea è quella di seminare la città di micro-stazioni per azzerare i viaggi a vuoto e tenere le auto sempre in strada a fare cassa.