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55-SGT: ritorna l'Alfa Romeo 155 V6 TI che trionfò nel DTM

Vi sono vetture che hanno fatto la storia nel Motorsport e mancano come l’aria agli appassionati storici. Con un V6 biturbo l’Alfa Romeo 155 non è più solo un ricordo.

55-SGT: ritorna l'Alfa Romeo 155 V6 TI che trionfò nel DTM
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 30 giu 2026

Quanto sarebbe bello tornare ai magici anni ’90 dove le sfide in pista erano estreme e molto rumorose? Il Motorsport attuale è costellato di categorie che hanno perso fascino. Per fortuna l’automobilismo italiano è pieno di storie magiche e successi iconici che tengono a galla i puristi. Il marchio del Biscione prese parte al DTM nel 1993 con quattro vetture, battendo la concorrenza tedesca di Mercedes-Benz, Opel e BMW. La 155 V6 TI conquistò gran parte delle gare (12 su 20) e il campionato costruttori, mentre Nicola Larini svettò nella classifica piloti.

La 155 V6 TI partecipò al Deutsche Tourenwagen Meisterschaft (DTM) dal 1993 al 1996, anno in cui il campionato venne poi chiamato International Touring Car Championship (ITC). Al termine della sua esperienza nel DTM/ITC l’Alfa 155 V6 TI registrò con 7 driver diversi un totale di 38 vittorie, più altre 3 in gare esibizione non valevoli per il campionato.

Erede da sogno

La 155 V6 TI è conservata nel museo di Arese, ma i tecnici di SGT-Automobili, azienda italiana specializzata nella creazione di opere d’arte su quattro ruote, hanno deciso di fare un regalo ai puristi. Si chiama 55-SGT ed è un progetto che si lega con il mondo della pista. I tecnici sul pianale Giorgio (quello di Alfa Romeo Giulia e Stelvio) hanno rivitalizzato la leggenda milanese del 1993.

Sotto il cofano ha il V6 delle versioni Quadrifoglio per offrire performance di spessore, mentre le linee, svelate in occasione del MiMo 2026, hanno fatto ammattire i fan. Questa nuova versione è pompata all’inverosimile con passaruota allargati, assetto ribassatissimo, appendici aerodinamiche e un alettone enorme al posteriore. Abbonda la fibra di carbonio per cercare di contenere il peso, sebbene i 1.100 kg della 155 V6 TI originale risultano utopistici.

Meccanica da urlo

Trazione integrale, come la V6 TI, associata al cambio automatico ZF a 8 rapporti. Il cuore pulsante è il V6 di 2,9 litri, portato a 750 CV, ben 230 in più rispetto alla versione che spinge le Giulia e Stelvio Quadrifoglio di serie, per offrire un piacere di guida estremo. Per aumentare la rigidità torsionale sono state eliminate le portiere posteriori e i sedili dietro, usando anche carbo-titanio e kevlar.

Diego Iodice, uno dei tre fondatori e colui che ha curato lo sviluppo, ha annunciato: “Quando si è realizzato questo omaggio si è voluta rispettare fedelmente l’origine, ma cercare di mettere dei contenuti nuovi". Il prezzo della 55-SGT viaggia intorno ai 450.000 euro per ciascuna delle 10 unità, alle quali se ne aggiungeranno altre 55. La 55-SGT, infatti, verrà prodotta inizialmente in 10 Opening Edition e solo in seguito arriveranno altre 55 unità.

Sono previste tre mappature da 520, 560 e 620 cavalli, e se il prezzo vi sembra esagerate, la risposta arriva direttamente da SGT-Automobili: “Stiamo parlando di una macchina che all’epoca costava 5 miliardi, mentre una Formula 1 ne costava 3 e mezzo. Quando decisero di fare una vettura per il Turismo, era per dimostrare l’eccellenza dell’engineering italiano, anche in terra tedesca. Queste macchine si sono sempre fatte in Italia, non altrove". La qualità nostrana si paga.

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