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La bizzarra trasformazione dell'ammiraglia Alfa Romeo in un mezzo per spegnere incendi

L'Alfa 164 è stata la prima ammiraglia del Biscione a trazione anteriore, ma non tutti si ricordano della sua conversione in pick-up per i Vigili del Fuoco

La bizzarra trasformazione dell'ammiraglia Alfa Romeo in un mezzo per spegnere incendi
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 21 lug 2026

Facciamo un balzo nel passato, riavvolgiamo il consueto nastro della storia per tornare agli anni ’80. Un periodo complicato per l’Alfa Romeo, impegnata a giostrarsi in una fase di crisi che sarebbe culminata con il passaggio di proprietà dall’I.R.I. alla Fiat nel 1986. La prima auto sotto l’ala torinese fu la 164, l’inedita grande ammiraglia a trazione anteriore disegnata da Pininfarina. Magari, non tutti se lo ricordano ma il progetto 164 nacque prima della cessione agli Agnelli, quando il Biscione era ancora indipendente e statale. Al di là di questo, la vettura che esordì in scena nel 1987 con il pianale “Tipo 4” (lo stesso delle varie Fiat Croma, Lancia Thema e Saab 9000), ebbe diverse fortunate versioni, compresa una splendida Q4 a trazione integrale. Bene, quest’ultima variante ebbe anche una destinazione particolare e una bizzarra trasformazione: in pick-up al servizio dei Vigili del Fuoco.

A prova di pompieri

La storia dell’Alfa Romeo e del corpo dei Vigili del Fuoco non è del tutto priva di pagine di storia. Il sodalizio fra queste due realtà affonda le proprie radici nel 1962, quando il Biscione inaugurava il centro prove di Balocco. Per garantire la sicurezza e il pronto intervento durante i test ad alta velocità, alcune vetture del Portello vennero convertite appositamente per le operazioni al comando dei “pompieri".

Da lì in poi, ci furono tanti altri modelli destinati ai Vigili del Fuoco, dalla 1750 Berlina, alle varie Alfetta, Alfa 6 e Giulietta. Così, si arriva cronologicamente alla 164 tanto discussa. L’ammiraglia di Arese venne trasformata in un pick-up a due porte, dal baricentro basso e dall’aspetto cattivo.

La trasformazione

Per garantire la massima praticità ai Vigili del Fuoco, la parte posteriore del tetto della 164 venne tagliata così da avere un cassone dietro alla cabina. Quello spazio era destinato a tubi e pompe dell’acqua antincendio, tenuti nascosti da una copertura aerodinamica morbida che impediva al carico di compromettere l’aerodinamica durante il tragitto verso il luogo dell’intervento. Inoltre, i pompieri erano dotati di luci di emergenza sul tetto e di una livrea speciale con decalcomanie bianche sulla carrozzeria rossa.

Come anticipato, la trazione era integrale come da prassi per la versione Q4, mentre sotto il cofano agiva il mitico 3.0 V6 Alfa Romeo (detto anche Busso) da 232 CV. Oggi, di questa particolarissima variante ne esiste un esemplare conservato nei “depositi" del Museo Alfa Romeo di Arese, dove esiste almeno un esemplare di ogni veicolo prodotto dalla Casa italiana fin dalla fondazione targata 24 giugno 1910.

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