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Volkswagen ID. Era 9X, svelati gli interni del primo SUV con range extender

Il modello, pensato solo per la Cina, sembra arrivare in ritardo rispetto alle nuove esigenze del mercato.

Volkswagen ID. Era 9X, svelati gli interni del primo SUV con range extender
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 4 mar 2026

In Cina cresce l’attesa per l’arrivo (attesa entro questo mese) della Volkswagen ID. Era 9X. Si tratta del primo modello della gamma ID. Era e il primo veicolo di produzione a range extender (EREV) a marchio SAIC-Volkswagen. Ora che sono state diffuse le immagini degli interni viene spontaneo chiedersi se si tratti davvero di una Volkswagen. Il badge sul volante dice di sì, ma tutto il resto racconta una storia completamente diversa da quella a cui il marchio di Wolfsburg ha abituato i propri clienti europei. È vero che si tratta di un prodotto pensato interamente per la Cina, ma le differenze sono tante.

Abitacolo schermo effetto cinema

L’abitacolo è l’elemento che colpisce di più. La plancia è dominata da un doppio schermo da 15,6” per guidatore e passeggero anteriore, mentre i passeggeri posteriori dispongono di un display da 21,4” che scende a scomparsa dal soffitto. I sedili della seconda fila sono poltrone individuali con proiettori integrati nelle portiere per la riproduzione di contenuti multimediali. Il quadro strumenti tradizionale è stato sostituito da un head-up display. I controlli fisici sono ridotti al minimo. Un sistema di illuminazione ambientale si estende per 12,8 metri lungo tutta la cabina fino al tetto panoramico. Il pavimento è completamente piatto, soluzione resa possibile dall’architettura elettrica.

Sul piano delle dimensioni, l’ID. Era 9X si colloca nella fascia alta dei SUV a tre file. La lunghezza raggiunge i 5.207 mm, la larghezza si attesta a 1.997 mm e il passo arriva a 3.070 mm. Non è un veicolo leggero. La versione a trazione posteriore pesa fino a 2.620 kg, mentre quella a trazione integrale raggiunge i 2.700 kg.

Il powertrain è disponibile in due configurazioni. La versione RWD monta un motore elettrico da 295 CV abbinato a una batteria da 51,1 kWh o, opzionalmente, da 65,2 kWh, con un’autonomia elettrica che raggiunge rispettivamente 267 km e 340 km nel ciclo CLTC cinese. La versione AWD aggiunge un secondo motore da 215 CV per una potenza combinata che si attesta a 510 CV, con la batteria da 65,2 kWh di serie e un’autonomia elettrica fino a 400 km. Il range extender è un quattro cilindri turbo da 1,5 litri della famiglia EA211, con una potenza di 141 CV, che utilizza il metodo di combustione Lambda One, nel quale il rapporto aria-carburante è calibrato per massimizzare l’efficienza e ridurre le emissioni inquinanti.

La strategia di Volkswagen per la Cina

L’ID. Era 9X è il primo di sei nuovi veicoli a nuova energia che SAIC-Volkswagen prevede di lanciare nel corso del 2026, e il primo di oltre venti veicoli a nuova energia (NEV) in programma entro il 2027 per il mercato cinese.

Ralf Brandstätter, responsabile di Volkswagen in Cina, aveva già chiarito la direzione l’anno scorso, spiegando che mentre i clienti europei chiedono il ritorno ai controlli fisici, quelli cinesi vogliono veicoli con intelligenza artificiale integrata, connettività avanzata e comandi vocali. L’ID. Era 9X è la risposta concreta a quella dichiarazione.

Volkswagen sta costruendo due identità di prodotto parallele e sempre più distanti, una per l’Europa e una per la Cina, con linguaggi estetici, filosofie tecnologiche e priorità completamente diverse. Lo stesso marchio che in Europa promette il ritorno ai tasti con l’ID. Polo, in Cina presenta un abitacolo quasi interamente privo di controlli fisici.

Ma anche a Oriente le cose stanno cambiando. Il Ministero dell’Industria e della Tecnologia cinese ha proposto nuove norme che richiedono comandi fisici per le funzioni di sicurezza principali, indicatori di direzione, luci di emergenza, selettore delle marce e chiamata di emergenza, con una superficie minima di dieci millimetri per lato. Un segnale che anche il mercato che ha spinto al massimo la digitalizzazione degli abitacoli sta facendo un passo indietro, almeno parzialmente. L’ID. Era 9X arriva quindi in un momento di transizione, con un abitacolo che rappresenta il punto di massima espressione di una filosofia già in fase di revisione sia in Europa che in Cina. Il recente incidente che ha visto come protagonista una Lynk & Co Z20, i cui fari sono stati disattivati per errore dal sistema di controllo vocale causando uno schianto contro il guardrail, conferma i motivi di questo cambio di rotta.

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