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Toilette integrata nel sedile dell'auto: il brevetto arriva dalla Cina

Il produttore cinese delle Aito ha ottenuto il brevetto per un wc integrato sotto il sedile lato passeggero, ma non si tratta di una novità in assoluto.

Toilette integrata nel sedile dell'auto: il brevetto arriva dalla Cina
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 14 apr 2026

Il mondo dei brevetti nel settore auto è estremamente affascinante. Racconta infatti le idee che ingegneri, designer e progettisti provano a sviluppare per le auto del futuro. E anche se non sempre questi brevetti troveranno una realizzazione concreta e di serie, restano una testimonianza di come si pensa di migliorare il tempo trascorso in auto. Da questo punto di vista è molto curioso il brevetto depositato in Cina da Seres, il costruttore che produce le auto Aito in collaborazione Huawei. Si tratta infatti di una toilette integrata nel sedile del passeggero, estraibile con un sistema a binari e richiudibile dopo l’uso.

Come funziona

Il brevetto è stato depositato quasi un anno fa e approvato il 10 aprile scorso. Il meccanismo è semplice nell’idea e prevede che il corpo del wc sia alloggiato nell’intercapedine sotto il sedile, agganciato a una guida fissa. Quando serve, si estrae con un movimento a cassetto, si usa, si rialloggia. Nessuno spazio aggiuntivo occupato, nessuna modifica visibile all’abitacolo.

Non è la prima volta che il tema emerge nell’industria automobilistica cinese. Un altro costruttore cinese aveva già proposto una soluzione simile, ma meno sofisticata che prevedeva un anello da wc riposto nel vano centrale, abbinato a sacchetti monouso. Un approccio che, per quanto pratico, rimaneva sostanzialmente un orinatoio da campeggio. La soluzione di Seres è tecnicamente più integrata e punta all’invisibilità totale.

I problemi da risolvere prima di un eventuale arrivo in produzione sono però diversi e non facilmente risolvibili. Innanzitutto lo smaltimento dei liquidi in un pianale già occupato dalle batterie non è banale. La tenuta ermetica contro gli odori, la durata dei binari, lo stoccaggio dei reflui sono altre sfide che il brevetto descrive ma non risolve. C’è poi la sfida di convincere le persone che usare il bagno in auto sia una cosa normale. Perché quando si tratta di esigenze fisiologiche c’è sempre una certa ritrosia a parlarne e, quindi, a pensarne come una necessità che possa manifestarsi durante un viaggio. Ai bambini si raccomanda di andare in bagno prima di partire o comunque esistono soluzioni portatili, mentre gli adulti devono attendere la prima stazione di servizio o, altrimenti, arrangiarsi in altra maniera.

C’è un precedente (molto) illustre

A conferma che questo brevetto non è così stravagante come sembra (al di là delle ironie che si porta dietro) c’è una storia risalente al secolo scorso. Negli anni Cinquanta, l’imprenditore americano Joseph Mascuch commissionò al carrozziere italiano Alfredo Vignale una Rolls-Royce Silver Wraith con specifiche personalizzate. Tra queste un frigorifero, un telefono, un televisore e anche un bagno nascosto sotto il sedile destro, rivestito in oro. Il sistema di Vignale era meno raffinato di quello brevettato da Seres. Infatti il lato del divano si rimuoveva, rivelando un vano che scaricava direttamente sulla strada. Una soluzione pratica (e che risolveva i problemi del brevetto di Seres) ma sicuramente non replicabile. Ma è la conferma che quello che è un problema comune a tutti gli esseri umani può trovare una soluzione anche all’interno delle auto.

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