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Il progetto di RFI e Nevomo per i treni a levitazione magnetica

RFI e Nevomo hanno firmato un'intesa per verificare la fattibilità di poter integrare la tecnologia magrail che permette di sovrapporre all'infrastruttura ferroviaria già esistente i sistemi per la levitazione magnetica.

Il progetto di RFI e Nevomo per i treni a levitazione magnetica
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 19 giu 2021

Treni veloci quasi il doppio e senza dover rivoluzionare l'infrastruttura ferroviaria? Può sembrare un'utopia. In realtà, questa è una possibilità a cui stanno lavorando RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e Nevomo. Le due società, infatti, hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) per verificare la fattibilità tecnica ed economica di poter sfruttare la tecnologia magrail che permette di sovrapporre all'infrastruttura ferroviaria già esistente i sistemi per la levitazione magnetica. Si tratta di un progetto che potrebbe aprire prospettive molto interessanti per il sistema ferroviario.

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SI PUNTA AD UN PROGETTO PILOTA

Le due società, dunque, verificheranno la possibilità di sfruttare questa tecnologia e le sue potenzialità. Riuscire ad integrare sulle linee esistenti, non solo quelle ad alta velocità, il sistema di trasporto a levitazione magnetica potrebbe rivoluzionare il trasporto su rotaia, rendendolo più rapido ed efficiente. Il tutto senza costi eccessivi visto che non sarebbe necessario stravolgere l'attuale infrastruttura ferroviaria.

Secondo quanto raccontato, il sistema magrail permette anche di far coesistere sulla stessa linea treni tradizionali e quelli a levitazione magnetica che potrebbero arrivare a disporre di una velocità del 75% superiore. Per portare avanti questo progetto, le due società chiederanno un finanziamento all'Unione Europea. L'obiettivo è quello di arrivare poi a realizzare un progetto pilota sul circuito di prova di proprietà di RFI a Bologna San Donato.

Si tratterebbe dell'ultima fase di test per consentire di avviare i processi di certificazione e omologazione necessari per l'implementazione commerciale della tecnologia. Sarà molto interessante seguire i progressi del progetto. Per il momento non sono state comunicate date specifiche. Non rimane che attendere ulteriori notizie.

Parlando dell'Italia, comunque, questa non è l'unica tecnologia a cui si sta guardando in ambito ferroviario. Si ricorda, infatti, che FS Italiane e Snam stanno lavorando insieme per promuovere lo sviluppo del Fuel Cell sui treni.

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Commenti Regolamento
T
TheEfho 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci si chiede come facciano a non deragliare da soli, come abbiano portato a termine i test per alzare la velocità a 350 o come sia possibile che, tra curve e giri del perdono, l'ETR 1000 abbia fatto registrare i 394 km/h.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

+7% in 10 anni significa essere fermi al palo rispetto al resto del mondo.
Guarda il PIL USA nello stesso periodo, lo hanno fatto senza nessuna TAV.

Comunque il PIL non è certo cresciuto (di una miseria) grazie alla TAV. E' cresciuto grazie alle industrie.
Nel nord le acciaierie si aprono, nel sud si chiudono. Ed è così un po' per tutto.

Nel nord diversi porti sono stati potenziati, al sud no. Nel nord qualche ferrovia MERCI è stata ammodernata e raddoppiata, al sud no.

I politici si interessano solo di cercare i voti degli ignoranti, a volte tramite i lavori socialmente inutili, a volte costruendo cose inutili, a volte mettendosi a fare polemiche contro il TAP, contro le acciaierie, contro il rigassificatore, contro tutto ciò che è investimento privato.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Fondamentale per cosa? Il PIL è rimasto fermo per tutti i 10 anni di esercizio della linea. Se avessero fatto una linea merci decente avremmo avuto ben altri risultati in termini di crescita.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Di quali binari parli? E' tutta una curva nella linea TAV italiana. Per oltrepassare Modena fa il giro del perdono. E lì siamo in pianura, quando va sotto l'appennino il percorso è ancora più tortuoso per cause orografiche.
Dove non c'è la curva c'è uno snodo o un area urbana.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti è probabile che ci metteranno 20 anni a fare quella tratta di AV (e probabilmente sono ottimista). Non ci mettono 20 anni perché sono lenti, ci mettono 20 anni perché non ci sono mai i soldi.

Guarda il Mose, non è ancora finito perché i soldi arrivano con il contagocce. Lavorano 2 mesi poi si interrompe tutto fino alla legge finanziaria successiva.
I budget sono limitati, sempre e comunque, per tutte le regioni. Per questo vanno indirizzati bene.

Per quanto mi concerne è un pessimo investimento anche l'AV: per agevolare la crescita industriale bisogna fare delle ferrovie per le merci, non delle ferrovie che sostituiscono malamente gli aerei. Hai l'esempio di tutte le tratte di AV già esistenti. Quanto hanno fatto aumentare il PIL di quelle zone? ZERO.

t
teo 01 Jan 1970 @ 00:00

Io dubito solo del fatto che alla fine costi meno il biglietto ... Ora tra studi di fattibilità ... Progettazione .. gare di appalto ...stop per tangenti e problemi vari ... Costi lievitati del 200% tra 30 anni avremo una nuova tecnologia vecchia costosa e da mantenere.

T
TheEfho 01 Jan 1970 @ 00:00

Ai tempi dell'uscita del Frecciarossa 1000 si prevedeva di usare la vera capacità supportata per fare Milano-Roma in meno di 3 ore per combattere l'uso dell'aereo su tratte sotto i 600kmk (non devi fare check in, non devi uscire dalla città per andare in aeroporto, eccetera. Quindi il tempo in più in realtà lo recupereresti così). Cosa realmente efficace in Francia coi TGV. Viaggiare ogni giorno in executive è effettivamente elitario, ma non a tutti serve uno spostamento quotidiano. E muoversi in aereo non casta meno di una seconda classe in Frecciarossa. Conta infine che non si parla di rifare una rete maglev, è uno studio per rendere ibrida una rete convenzionale, niente supertreni da 800 km orari ma costi limitati ed una rete usabile anche dai treni ad alta velocità convenzionali

T
TheEfho 01 Jan 1970 @ 00:00

Quei binari non hanno saliscendi e curve che non possano garantire gli oltre 400 orari, erano progettati e previsti. Poi hanno notato che la manutenzione sarebbe stata molto più costosa. Ai tempi dell'uscita del Frecciarossa 1000 si prevedeva di usare la vera capacità supportata per fare Milano-Roma in meno di 3 ore per combattere l'uso dell'aereo su tratte sotto i 600kmk (non devi fare check in, non devi uscire dalla città per andare in aeroporto, eccetera. Quindi il tempo in più in realtà lo recupereresti è sostanzialmente l'aereo non avrebbe più vantaggi), ma poi si sono"accorti" che l'acqua è bagnata ed usare le tratte sotto potenziale richiedevano meno manutenzione

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

3 miliardi è un operetta?!! Non scherzare.
In condizioni normali il budget annuale per le infrastrutture di tutta Italia è 6 miliardi di euro. Questo significa che 3 miliardi sono l'intero budget di 6 anni spettante alla Sicilia. Come ti ho spiegato il transito non ripagerebbe nemmeno la manutenzione ordinaria annuale, quindi si aggiungerebbero debiti su debiti che terrebbero ferma l'economia siciliana per 30 anni.
I soldi sono limitati, come fai a non capire una cosa così banale? E' impossibile che non la capisci. Secondo me la capisci ma preferisci vivere di fantasie.

Comunque, da quello che ho letto, in Sicilia ci sono anche persone saggie che stanno dirottando i soldi su opere strategiche e redditizie: porti e ferrovie. Continuano a mancare gli acquedotti, e questo secondo me è un grave ostacolo al turismo, ma forse sarebbero opere non consentite dal quadro normativo del PNRR.

t
teo 01 Jan 1970 @ 00:00

Soldi decisamente buttati nel ce....
Basterebbe una vera rete capillare di AV e con treni in orario ... Non ti bastano i 300km/h
Una nuova rete Mag sarebbe sempre e cmq per pochi eletti e poche tratte

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

E allora che scioperino il sabato, almeno a noi pendolari non danno fastidio

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Io non ho nessun motivo ideologico. Sono sicuro al 100% che investendo i soldi in quel modo (invece che in porti, strade, acquedotti) rimarrete sottosviluppati per decenni.
Tu sei convinto del contrario. Ok. Però tieni conto che l'eventuale errore peserà esclusivamente su di te, non su di me. Quindi dovresti essere tu ad evitare approcci ideologici e a fare un po' di calcoli su come si crea la crescita industriale e turistica.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Di eccezioni è probabile che ce ne siano ma di solito i ponti fallimentari non vengono nemmeno costruiti, quindi non si ha la controprova.
Tra Sicilia e continente ci sono 10 mila passaggi di veicoli al giorno. Anche se si trasferissero tutti sul ponte fai il conto di quanto renderebbe in un anno. Non basterebbero a pagare nemmeno i costi di manutenzione, figurati se possono ripagare la costruzione (3 miliardi per il ponte + 3 per i raccordi).
E comunque molti continueranno a preferire i traghetti da Napoli e Salerno piuttosto che farsi 600-700 km di autostrada.

1) Il ponte che vogliono fare non potrà sostenere i treni merce in quanto sono troppo pesanti.
2) I turisti di sicuro non si faranno mille km in treno per venire in Sicilia, prendono l'aereo. In auto al massimo ci vengono i compaesani che lavorano fuori, ma quelli vanno nella loro casa di famiglia non in hotel e ristoranti.
3) I clienti dei prodotti siciliani non sono a Reggio Calabria. Sono sparsi in tutto il mondo dalla Cina agli USA.

Visto che hai parlato di storia ti faccio notare che le isole si sono sempre sviluppate grazie a porti e flotte, non grazie ai ponti. Taiwan ha un PIL pro-capite doppio rispetto alla Cina. L'Irlanda ha un pil pro-capite superiore all'Olanda.
Ti ribalto la domanda: perché loro riescono a svilupparsi senza ponti e la Sicilia no? La mia risposta è che investite male i soldi e non fate le infrastrutture che servono. Probabilmente perché non fanno scena quindi non portano voti.

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

La sfida è lanciata

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Il Veneto è già dietro l'Emilia come PIL pro-capite. Quest'anno e negli anni a venire lo distaccheremo ancora di più. Può darsi che faccia un po' di crescita nel periodo delle olimpiadi invernali ma sarà un fuoco di paglia (dopo gli rimarranno solo i debiti).

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Ehi c'è il Veneto eh

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Che fessi però

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

C'entra

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Potesse non potrebbe

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

si si, certo.

Devono averti fatto un bel lavaggio del cervello...
Beato te che credi ancora alle favole.

i
iononsonounnumero 01 Jan 1970 @ 00:00

Aehm... Non entro nel merito del resto che hai scritto ma, io ho vissuto per un po' a Dubai, persone che si impressionavano per le opere le vedevo tutti i giorni. A migliaia. Da tutto il mondo.

P
PIxVU 01 Jan 1970 @ 00:00

Optimised for google translate [ into Eng. ]

RIVISTO e CORRETTO [ grazie ]

gli “ effetti speciali “ li abbiam giá osservati con quell'inconfondibile film, con tal sceneggiatura che ben riconosciamo, quando leggiamo quel bel vostro articolo e post che ci permetterá di creare infine tal impedimento per RFI e quindi ostacolare tal estorsione di denaro pubblico ovvero evitare quel finanziamento e improbabile sovvenzione dell'UE poichè avete anche descritti quei particolari e con quel tal modo da ricordarci bene un altro " progetto " e quell'altra truffa che sfrutta lo studio di fattibilità per quel " nuovo " e " forse aeroporto ", per una citta' di berlino che prosegue con estorsione di denaro pubblico, " incorporando " anche tal meccanismo per gli " appalti truffa " e per tal frode da attribuire a quei tedeschi dell'ex-germania dell'est, a quei polacchi e poi ancora a coloro di quelle nazioni e paesi di agricoltori, contadini e pastori dell'europa dell'est e sempre " germanici " comunisti e socialisti.

in soldoni... quei sindacati e quei sindacalizzati di " Rete Ferroviaria Italiana " stanno utilizzando tal " nuova tattica " per annunciare un altro scandalo e " Mani Pulite " ( Clean Hands scandal per tangentopoli ) che ci vedrà nuovamente impegnati con quell'inchiesta per ostacolare criminalità organizzata da quei " tengo-famiglia " e pur sempre comunisti ovvero socialisti ma ancora sindacalizzati e rappresentanti dei sindacati.</draft>



Per portare avanti questo progetto, le due società chiederanno un finanziamento all'Unione Europea. L'obiettivo è quello di arrivare poi a realizzare un progetto pilota sul circuito di prova di proprietà di RFI a Bologna San Donato.
V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh per me non ha nessun senso, sono soldi pubblici sprecati.

Però credo che il progetto consista nel costruire un nuovo binario sul tracciato. I treni a levitazione vanno ancorati al binario quindi non possono certo usare quello esistente.
Rimarrebbe comunque il problema delle curve che devono avere una inclinazione parabolica precisa e corrispondente alla velocità con cui si vogliono affrontare.

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto... Allora che senso ha passare ai treni a levitazione magnetica se il problema sono i tracciati ed i binari? Non si risolverebbe il problema del raggio delle curve, delle pietre, dei dislivelli e della pressione in galleria.

Ad ogni modo risolvendo il problema delle stazioni si diminuirebbe molto di più il tempo di quanto si farebbe con nuovi tracciati o nuovi treni.

E comunque nel video che hai postato l'incidente è stato causato dal fatto che il treno andava a circa 200 km/h in un tratto a limite 80. Direi che non c'entra nulla di nulla.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Io ho una mente matematica e contabile: una cosa esclude l'altra. Se oggi fai il ponte devi aspettare 20 anni prima di avere i soldi e fare il resto.

Ti ho fatto l'esempio della Lombardia. Hanno speso per la Bre-Be-Mi e l'Expo. Ora sono pieni di debiti e non possono allargare le tangenziali.
Io abito in Emilia dove gli investimenti sono stati piazzati meglio. Penso che presto supereremo la Lombardia come PIL pro-capite. Non solo per meriti nostri ma soprattutto per demeriti loro.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Il treno non centra nulla. Il limite sta nei binari, come ha dimostrato la linea TAV spagnola.

https: //www .youtube .com/watch?v=h-PLCYN4Vfg

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Il treno può andare anche a 500, il limite è nei binari. Se ci sono curve, saliscendi o snodi non puoi andare veloce. E' un limite fisico dell'infrastruttura, non un limite burocratico.
Qualche anno fa un treno ad alta velocità è deragliato in Spagna perché il conducente era in ritardo e ha superato i limiti di velocità.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Con il ponte che vi collega a Reggio Calabria raggiungerete il livello economico di Reggio Calabria.

Chi vive al sud non si rende conto dell'arretratezza che lo circonda. Non si rende conto che con quegli acquedotti marciscenti non si può avere nessun turismo di alto livello. Non si rende conto che con quei porti vetusti e mal collegati non si può competere nel 2021 né come turismo né come export di merci.

In Norvegia fanno i tunnel sospesi sott'acqua e tu pensi di impressionare qualcuno con un ponte di ferro? Se pensi che i turisti vengano lì per vedere un ponte di ferro sei davvero ingenuo, l'ingenuità tipica di chi vive nell'arretratezza. Anche nei paesi arabi costruiscono cattedrali nel deserto pensando di impressionare qualcuno. Hai mai visto qualcuno che si è impressionato per le grandi opere di Dubai? Io no. Appaiono solo ridicoli agli occhi dei popoli sviluppati.

Gli altri grandi ponti forse fatturano perché i residenti pagano il costoso pedaggio, in Sicilia e Calabria non avete neanche gli occhi per piangere quindi quel ponte fatturerà meno della Bre-Be-Mi. Se invece di fare le infrastrutture di collegamento al mondo farete un ponte che vi collega al nulla, continuerete a rimanere sottosviluppati per i prossimi 30 anni.

T
TheEfho 01 Jan 1970 @ 00:00

Il Frecciarossa 1000 è ipotizzabile poter andare a quasi 400 orari su alcune tratte italiane, ma non aumentano i limiti di velocità perché aumentarli porterebbe un aumento della manutenzione, quindi costi. Ma tecnicamente sono progettate per velocità superiori delle attuali. SE, e dico se, questa lievitazione evitando l'attrito potrebbe garantire velocità maggiori ma coi costi di manutenzione simili agli attuali, potrebbe essere una svolta, abilitando velocità ad oggi limitate burocraticamente

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

L'alta velocità Salerno Reggio Calabria costa 21 miliardi perché è piena di gallerie e viadotti (oltre al fatto che li rubano). La stessa tratta fatta in Sicilia costerebbe al massimo 2 miliardi.

m
massimo mondelli 01 Jan 1970 @ 00:00

Diciamo che sono una trentina di anni che si vuole costruire il ponte per motivi diversi da quelli che considerii tu, che poi infatti sono i giusti motivi per cui pensi sia utile costituire anche infrastrutture degne di tale nome in Sicilia.
Non sono affatto contrario ad entrambi i lavori ma sono certo che la costruzione del ponte placherebbe gli ingordi appetiti di cui sopra per questo sono convinto debba venire dopo tutti il resto.
Io vivo a Roma e qui gli esempi da piano regolatore sono molteplici. I costruttori prendono le licenze per edificare nuovi quartieri a patto che oltre gli appartamenti vengano costruite fogne chiese e centri di aggregazione e collegamenti con il testo della città. Ovviamente finita la porta dell'ultimo appartamento succede sempre qualcosa che impedisce di andare avanti e ti saluto. Se il comune imponesse di costruire prima i servizi, Roma sarebbe ancora come nelle acqueforti del '700!

T
Top Cat 01 Jan 1970 @ 00:00

Io preferisco i treni a sollevazione popolare. 😉

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

I treni AV devono entrare nelle stazioni, lì hanno gli stessi limiti dei treni normali. Poi i binari non sono certo 20 e nelle stazioni grandi alla fine si accavallano sempre, non c'è soluzione se non evitare di farli entrare in questo tipo di stazioni.

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

I treni sono omologati già per andare più veloce (350 km/h) ma il Ministero non ha voluto alzare i limiti, quindi invece di cambiare tecnologia basta sbloccare quella esistente. Poi ci si mettono i tratti a 250 km/h tra Firenze e Roma. Questi limiti ci sarebbero identici con i magrail.

Le stazioni non sono su linee diverse, esempi lampanti Napoli Centrale, Roma Termini o Firenze Santa Maria Novella. Da Milano a Salerno per quelle tre stazioni si perde più di 1 ora, salvo ritardi che fanno accavallare i treni dato che si tratta di stazioni di entrata/uscita e non passanti. Quelle AV già ci sono ma non vengono eliminate le vecchie, addirittura a Firenze se non sbaglio sbancarono per la stazione AV sotterranea ma ancora stanno le limbo dei cantieri all'italiana.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Progetto totalmente inutile, quindi è probabile che l'UE lo finanzierà.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Sulla linea AV non ci sono treni lenti.
Il limite di velocità dipende dai binari (curve, snodi...)

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti è inutile aumentare la velocità se poi ad ogni stazione c'è l'ingorgo e bisogna attendere 20 minuti prima di poterci entrare.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

I treni vanno alla velocità che i binari consentono, non possono andare oltre.
Le stazioni non AV non capisco cosa centrano visto che sono su una linea ferroviaria separata rispetto all' AV.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Il budget CIPE a disposizione di ogni regione è fisso, bisogna spenderlo individuando le cose più necessarie.
Il ponte di Messina è come le olimpiadi. Offre lavoro nel momento della costruzione ma non crea nessuno sviluppo industriale.
Vedi il fiasco delle Olimpiadi di Torino e dell'Expo di Milano (città ora indebitate fino al collo). Vedi il fiasco della Bre-Be-Mi, autostrada inutile che non usa nessuno. E i Lombardi continuano a farsi le code nelle loro tangenziali scadenti e sottodimensionate. Se spendi male i soldi il futuro può essere solo decadente.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutti i lavori che hai citato, messi insieme, costano come il ponte sullo stretto.
Infatti dubito che il ponte si farà, sarebbe uno spreco di denaro. Un'azienda di Palermo dovrebbe passare da Reggio Calabria per esportare a Roma, Genova, Barcellona, New York? E' assurdo, basta guardare la carta geografica.
E se il ponte crolla o ha bisogno di manutenzione che si fa? Falliscono le aziende?
Penso che nessun imprenditore appenderebbe il proprio destino a un singolo ponte.

Le cose che servono per avere uno sviluppo economico sono altre:
Bisogna ingrandire i porti e renderli facilmente raggiungibili con delle superstrade.

Bisogna avere degli acquedotti con maggiore capacità, delle linee di metropolitana nelle città, un sistema di traghetti più fitto.

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutte cag4te, per ridurre i tempi basta eliminare le stazioni non AV ed aumentare la velocità dei treni che sono già omologati.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Quelli a levitazione non possono spostarsi di binario: sono ancorati.

m
massimo mondelli 01 Jan 1970 @ 00:00

Sappiamo bene i problemi che ci sono dietro al ponte e nulla vieterebbe di fare come al solito in Italia prima il ponte per gli interessi più o meno occulti e poi stop degli altri lavori a metà.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

In stazione come sempre...

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Cominciamo a non far arrivare in perenne ritardo i treni dei pendolari...qualche cancellazione in meno, e meno scioperi guarda caso sempre di venerdì..

m
massimo mondelli 01 Jan 1970 @ 00:00

Tra l'altro il progetto ponte sarà inutile finché non verranno terminati quelli di cui parli, più costosi ma anche il minimo sindacale per un paese che vuole definirsi civile

m
massimo mondelli 01 Jan 1970 @ 00:00

Integrazione inutile vista la precarietà del sistema dei treni 'normali'
Da uno dei primi viaggi di Italo veniva dichiarato che la velocità del viaggio sarebbe potuta essere ampiamente maggiore ma che non era possibile vista la 'lentezza' degli altri treno in circolazione

M
Maurizio Mugelli 01 Jan 1970 @ 00:00

con il sistema normalmente usato da tutti i treni.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Ad oggi Bologna Taranto 7ore e spicci. Non ci siamo. Mi tocca scendere a Brindisi e poi trasporti. E la Basilicata senza treni in pratica? A malincuore si è preferito il trasporto su gomma facilitando un costruttore nazionale, sempre con la scusa delle difficoltà topologiche.

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

In teoria questa idea servirebbe a spendere meno, quindi a rendere più popolari gli spostamenti anche non su lunghissima distanza (coperta almeno al centro nord, dall'AV tradizionale) e quindi i regionali e gli intercity.
l'AV costa anche moltissimo perché già dalla progettazione non si bada a spese con certe ditte, ma poi un altro terzo della spesa va in estorsione legale chiamata "opere di compensazione" quando poi lo stesso progetto che dovrebbe fare A-B non deve fare la curva X per scelta di interesse locale discutibile.
Vedasi qui a Firenze dove si è imposto che arrivasse in SMN che è un imbuto e non su una stazione esistente delle due adatte ad 1-2 km di distanza risparmiando miliardi e non creando danni al resto del trasporto locale, poi hanno deciso di creare un'altra stazione a poche centinaia di metri al costo di altri miliardi (ancora in costruzione da anni) perché il trasporto locale protestava, ma a quel punto hanno pure deciso che deve passare sotto Firenze, con altri miliardi di spesa... insomma...la sola imposizione 20 anni fa di dover arrivare a SMN e non a Campo Marte o Rifredi come era logico, è costata diversi miliardi in più e problemi svariati per massimo 2 km di capriccio.
Ed a Firenze siamo 4 gatti (per di più in calo) e non è che se uno vede Firenze SMN dal finestrino del treno, decide di scendere e non andare più a Roma o Bologna, come si lasciava intendere a giustificazione della cosa.
Qui è un caso eccezionale e poco noto, ma vale un po' ovunque dove per smuovere un sasso devi pagare il "fiorino" altrimenti non ti danno il permesso e poco importa che sia di interesse generale, "hai da paga!".
Quindi da una parte il pubblico paga e dall'altra fa buttare soldi, chi ci rimette è il cittadino che paga il biglietto, su cui ricadono i costi delle opere, o paga le tasse.
La cosa buona di questa cosa, appunto, sarebbe proprio che le amministrazioni locali avrebbero poco potere di interdizione quindi poco da costringere a buttare e solo questo ridurrebbe di un terzo il costo dei lavori, quindi dei biglietti.
Immagino però che un modo per imporre i loro desiderata lo trovino lo stesso.
Comunque dicevo, se funziona, questo dovrebbe ridurre i tempi anche delle tratte brevi o non coperte da AV attualmente, con costi minori rispetto ad oggi, quindi avresti almeno una parte di quelli che affollano i treni locali su questi altri.
Se poi e se mai, fossero anche convenienti da manutenere o da gestire, un giorno potrebbero sparire quelli tradizionali e rimanere solo quelli veloci su certe tratte andando in concorrenza all'auto per quello spostamento ma anche al trenino tradizionale.
Intanto, però, bisogna vedere se funziona

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

grazie per le info. Bisognerebbe mettere mano velocemente alla tratta adriatica. Lunghi tratti con un solo binario e ad oggi il treno a picco sul mare no, non può essere. Sono originario di Termoli ergo conosco bene le realtà limitrofe.

F
Fede64 01 Jan 1970 @ 00:00

Non conosco bene, sull Adriatico, ad esempio, è sempre costiera, ma l'autostrada Te Ancona e Pescara, sono una dozzina tra gallerie e viadotti. Immagino ci siamo gli stessi problemi

c
camillo777 01 Jan 1970 @ 00:00

Come fare per i sorpassi?

s
supermariolino87 01 Jan 1970 @ 00:00

NO TALM!
LOL

M
Markk 01 Jan 1970 @ 00:00

I regionali e gli Intercity sono sovraffollati SEMPRE (tranne periodo estivo) e in parte rumorosi e vecchi. Sono strapagati dalle regioni che compra i vagoni con i soldi di chi paga le tasse al 60% + dallo stato + dai biglietti che ogni anno aumentano almeno doppio rispetto all'inflazione.
È giusto che altri milioni di contributi pubblici vadano ad aziende semi-private per studiare e realizzare soluzioni destinate al 3% dei viaggiatori che già si può permettere di contribuire al 100% del prezzo, quando ogni giorno più di 6 milioni di persone sono ammassate in treni regionali super-lenti?
Almeno i progetti pilota per il mercato di nicchia dovrebbero pagarlo senza alcun contributo pubblico.

d
dario 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma sei del settore o solo appassionato? Grazie per le interessanti notizie!

O
Ottoore 01 Jan 1970 @ 00:00

Per quello prima ho scritto: "Mi sembra in una posizione favorevole rispetto a Cosenza e Catanzaro" parlando di Lamezia Terme.

Riesce difficile pensare ad una realtà in cui il treno possa sostituire l'aereo per spostamenti nazionali se impiego 3h solo per la tratta Napoli-Reggio. Viene meno il concetto di alta velocità.
Ma è il mio pensiero.

O
Ottoore 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì, mi son spiegato male: da Praja un percorso costiero fino a Lamezia Terme avrebbe notevolmente semplificato la tratta.

O
Ottoore 01 Jan 1970 @ 00:00

Capisco. La scelta di attraversare il Pollino è un suicidio, anche in termini di costi visto che, come anticipavi, richiede viadotti e gallerie di notevole rilevanza.

Ma un più semplice passaggio a Lamezia Terme? Mi sembra in una posizione favorevole rispetto a Cosenza e Catanzaro ed avrebbe semplificato e velocizzato il progetto.

O
Ottoore 01 Jan 1970 @ 00:00

Seguirà l’A2.

Ah, ecco. Quindi il problema è in partenza.

D
Donato Giuliani 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ricordo. Notevole impresa.
Peccato che non ci sara' Piano stavolta.

O
Ottoore 01 Jan 1970 @ 00:00

Roma-Napoli è già in alta velocità ed impiega 1h15min, ciò significa che Napoli-Reggio impiegherebbe tra le 2h30 e le 3h.
Ripeto, è impensabile per un territorio prevalentemente pianeggiante ed una tratta di 400km. Non è alta velocità.

D
Donato Giuliani 01 Jan 1970 @ 00:00

WeBuild sarebbe Impregilo giusto?

D
Donato Giuliani 01 Jan 1970 @ 00:00

300?

D
Donato Giuliani 01 Jan 1970 @ 00:00

La vuoi realmente sapere la risposta?
Secondo me no.

D
Donato Giuliani 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi stanno per incominciare a fare il ponte di Messina?
La notizia mi era sfuggita.

O
Ottoore 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono degli aspetti che non comprendo.
Tutta la tratta tra Bologna e Roma è fortemente rallentata dalle caratteristiche del territorio e dalla necessità di attraversare la catena appenninica: fin qui è tutto comprensibile. Idem per Napoli-Bari.

Quello che non mi spiego è come si possano impiegare quasi 3h per una tratta di poco più di 400km, tutta costiera: mi riferisco a Napoli-Reggio Calabria.

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Io l'ho letto stamattina sul giornale

D
Donato Giuliani 01 Jan 1970 @ 00:00

concidenze

K
Ken_Sua 01 Jan 1970 @ 00:00

coincidenze

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Tempistica perfetta