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Treni ad idrogeno: FS Italiane e Snam insieme per promuoverne lo sviluppo

FS Italiane e Snam collaboreranno insieme per promuovere lo studio dell’idrogeno nel trasporto ferroviario.

Treni ad idrogeno: FS Italiane e Snam insieme per promuoverne lo sviluppo
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 23 ott 2020

FS Italiane e Snam lavoreranno assieme per studiare la fattibilità tecnico-economica della diffusione dei trasporti ferroviari a idrogeno in Italia. Le due società andranno a creare un gruppo di lavoro che si pone l'obiettivo di valutare possibili progetti pilota che prevedano la sostituzione dei combustibili fossili con idrogeno. Inoltre, andranno a sperimentare soluzioni tecnologiche innovative legate alla produzione, al trasporto, alla compressione, allo stoccaggio, alla fornitura e all’utilizzo dell’idrogeno per contribuire allo sviluppo della mobilità sostenibile, anche partecipando insieme a iniziative congiunte oggetto di potenziale finanziamento o gara d’appalto pubblica.

Si tratta di una notizia interessante. Sempre più realtà stanno lavorando su treni Fuel Cell. In Germania, per esempio, dopo una lunga sperimentazione, saranno utilizzati per sostituire su alcune tratte i vecchi, obsoleti e inquinanti modelli diesel. Più di recente, Alstom e Snam avevano annunciato il via alla sperimentazione di questa tecnologia proprio in Italia. Sarà dunque interessante seguire lo sviluppo di questi progetti per capire che futuro potranno avere in Italia questi treni.

Per le loro caratteristiche potrebbero essere perfetti per sostituire i vecchi modelli diesel che ancora operano nelle tratte non elettrificate. In Italia, purtroppo, ci sono ancora parecchie tratte di questo tipo, soprattutto nelle zone rurali e di montagna. Tali treni potrebbero quindi permettere di rendere il trasporto ferroviario in queste zone più sostenibile. Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane, ha dichiarato:

L’accordo siglato con Snam conferma l’importanza, per FS Italiane, di incentivare la mobilità sostenibile, in piena coerenza con gli indirizzi europei del Green New Deal. Continuiamo a innovare e sviluppare soluzioni di mobilità sicure ed ecologiche che consentiranno alle nuove generazioni di vivere in un Paese più sostenibile e competitivo, secondo un modello che pone sempre di più le persone al centro. I trasporti ferroviari a idrogeno rappresentano in questo senso una fondamentale innovazione in grado di rendere più ecologici i viaggi di passeggeri e merci sulle residue tratte ferroviarie non ancora elettrificate.

Marco Alverà, amministratore delegato di Snam, ha aggiunto:

Con questo accordo compiamo un passo importante nella promozione di una filiera dell’idrogeno in Italia partendo da settori cruciali per la decarbonizzazione come il trasporto di persone e merci. Grazie alla collaborazione tra FS Italiane e Snam, puntiamo a realizzare infrastrutture per convertire rapidamente a idrogeno treni attualmente alimentati a diesel in Italia e così acquisire una leadership tecnologica da capitalizzare anche a livello internazionale.

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Commenti Regolamento
m
majs 01 Jan 1970 @ 00:00

https://www.ilsole24ore.com...

Nel mentre aspettiamo l'idrogeno, riusciamo a fare le rotaie e portare un treno delle FS a Matera?

La stazione l'abbiamo fatta...

m
multi.vac 01 Jan 1970 @ 00:00

non sarebbe meglio elettrificare tutte le linee?

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redicic 01 Jan 1970 @ 00:00

spero che tu gli abbia fatto una foto almeno una volta perchè è meravigliosa questa cosa!

t
teo 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh come se tutti comprassero casa in base al lavoro ... Un servizio decente in un paese come l' Italia è d'obbligo invece ritardi su ritardi.
Negli altri paesi d'Europa più "evoluti" le cose funzionano meglio perché noi no. Ma peggio perché non si può pensare di avere un servizio funzionante? Mi sembra un discorso da uno rassegnato alla mediocrità italica

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

quello che ti voglio far capire che non è un discorso di lontananza, i ritardi ci sono anche a distanza ravvicinata e troppo spesso....in giappone si scusano per un minuto, qui dovrebbero regalare abbonamenti come se piovesse

N
Nyles 01 Jan 1970 @ 00:00

Non parlo di te ma in generale, non so neanche di dove sei.

Lavorando a Milano ho colleghi che arrivano da Bergamo, Varese, Brianza e Comasco... Tutti che si lamentano dei disagi dei treni e pagano dai 90 ai 110 euro. Per questo facevo il discorso sopra.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

ho mai detto questo? io faccio una tratta da 30km che tra l'altro con la grande città non ci azzecca nulla ed il ritardo è standard, inoltre l'abbonamento non è propriamente regalato ed ogni anno aumenta ben oltre l'inflazione...quindi di cosa stai parlando?

H
Hégésippe Simon 01 Jan 1970 @ 00:00

Se qualcuno fosse rimasto invalido nei 1945 oggi avrebbe 75 anni, perfettamente in grado di viaggiare in treno, salvo altri problemi di salute. Inoltre i benefici per gli invalidi di guerra sono stati estesi agli invalidi per servizio (ad esempio militari rimasti feriti in Iraq) con una legge del 2011, per cui il treno potrebbe avere anche solo 9 anni

N
Nyles 01 Jan 1970 @ 00:00

Pensando di far soldi no, ma non si può neanche pensare di andare ad abitare a 100km di distanza dal posto di lavoro e poi avere il top del servizio.

Bisognerebbe fare un discorso equo da entrambi i lati. Hai preso casa a 100km dalla grande città risparmiando 60.000€? Bene l'abbonamento pagalo 350€ mese e vedrai che il servizio sarà ben diverso.

X
X Wave 01 Jan 1970 @ 00:00

Per le linee non elettrificate è spettacolo!

C
Carl zeiss 01 Jan 1970 @ 00:00

aggiungo più di una linea. Uno dei treni che prendevo(a diesel) aveva ancora il cartello con scritto posto riservato agli invalidi di guerra. Non voglio neanche sapere quanti anni abbia avuto quel treno

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

e qui casca l'asino, ci sono alcuni servizi di base che sono al pari di scuola e sanità, e sono trasporti ed energia ad esempio....bisogna supportarli anche se sono in perdita, in quanto sono servizi al cittadino essenziali, inoltre il trasporto pubblico serve ad allegerire il traffico dando un'alternativa...ed è ovvio che non può essere sempre gestito pensando di far soldi

N
Nyles 01 Jan 1970 @ 00:00

Le linee pendolari hanno anche un problema di prezzo.

Alta velocità: 90€ per 400km una tantum
Metropolitana: 40€ mese per 4-5km giorno
Treni regionali: 100€ mese per 100km giorno

E' normale che se fai un rapporto prezzo/km capirai che i treni regionali sono gestiti in ultra risparmio per non perdere troppo... Non si possono paragonare agli altri servizi e alle altre tratte più redditizie.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

no è perfettamente legato, negli ultimi decenni in italia si è puntato tutto sul tav, lasciando a ramengo le linee dei pendolari senza investimenti e tagli....la situazione è ovunque, treni locali di melma ma tav fantasmagorico

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

per i problemi di velocità devono rifare i binari per far si che vengano dati limiti più alti e anche spostarli se la tratta è piena di curve o altro

0
0KiNal0 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema sono le rotaie che evidentemente non sono adatte per velocità maggiori.

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0KiNal0 01 Jan 1970 @ 00:00

Che c'entra con quello che ha scritto? Il problema dei ritardi è appunto un enorme problema, ma completamente slegato da questi argomenti.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

più che la velocità è il ritardo cronico....che in primavera/estate è ancora accettabile e in autunno/inverno diventa terno al lotto

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

fantastico...poi nella quotidianità di un pendolare la b3st3mm14 sui ritardi è appunto quotidiana...

S
SuperDuo 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche nella mia tratta sono stati rinnovati con (pessimi) treni misti gasolio/elettrico (cosidetti bimodali).

Treni nuovissimi eh ma le solite velocità da terzo mondo e tempi che a piedi si fa prima. Io non parto da un capolinea per fortuna ma la tratta Aosta Torino ( 100 km circa ) ci mette più di 2 ore...

Un po come una ferrari su una strada bianca.

O
OldBlackStreet 01 Jan 1970 @ 00:00

Treviso - Longarone is the way

d
db1997 01 Jan 1970 @ 00:00

No tranquillo, ne abbiamo anche in Veneto

S
Stiui 01 Jan 1970 @ 00:00

di quel 30% il 90% sarà al sud...

H
Hégésippe Simon 01 Jan 1970 @ 00:00

Idrogeno conveniente e funzionale per tutti non esiste, punto. L'idrogeno costa, in soldi ed energia, costa fabbricarlo (in natura non esiste idrogeno libero) costa trasportarlo e conservarlo, occupa un sacco di spazio, filtra attraverso qualsiasi guarnizione, rende fragile l'acciaio ed esplode in qualunque concentrazione con l'aria. Non è un problema di tifo, è sapere ciò di cui si sta parlando o no, e tu non lo sai

H
Harry 01 Jan 1970 @ 00:00

Piano, in Germania hanno sviluppato il progetto e il treno non è "in servizio", ma è in test. E' come dire che un telefono è pronto al commercio perché "il prototipo funziona". Spiegato questo punto, da un punto di vista ferroviario l'Italia non è messa affatto male, una volta completata la TAV al Sud si avrà di fatto una metropolitana nazionale e i regionali (da nome, appunto, di competenza regionale) in Veneto e Emilia non sono male, negli ultimi 5 anni sono stati rinnovati pesantemente. Se nelle altre regioni fanno pena beh... il problema è dell'amministrazione, non dell'idrogeno o dell'elettrico.

G
Giulk since 71' 01 Jan 1970 @ 00:00

Noi siamo quel paese dove se domani ci dovesse essere l'idrogeno conveniente e funzionale per tutti, gli amanti delle auto a batterie andrebbero contro a prescindere, siamo un paese di "tifosi" c'e poco da fare, tifosi poco razionali

H
Hégésippe Simon 01 Jan 1970 @ 00:00

30% cosa? In km o in numero di linee? La Rivisondoli - Pescocostanzo (ammesso che esista) conta quanto la Napoli - Milano? Ed hai una pallida idea di cosa ci voglia a passare da UN treno di TEST alla messa in servizio vera?

𝓐
𝓐𝓭𝓻𝓲𝓪𝓷𝓸 జ్ఞ‌ా 01 Jan 1970 @ 00:00

La questione non é questa.
L'Italia ha firmato un accordo a impegnarsi di ridurre drasticamente le emissioni.

Ora, vuoi rispettare questo accordo o no? Inutile stare qua a fare le vittime: "eh ma noi siamo il terzo mondo, non possiamo permettercelo...", "chi lo paga?", "l'UE dovrebbe darci 10 miliardi e non 10 milioni".

Al Nord In Lombardia, le ferrovie sono pagate ormai tutte dalla Svizzera, perché Roma a quanto pare non ha soldi. E quando poi arrivano 2 miliardi per costruire i binari, al posto di costruirli, i soldi spariscono.

S
SuperDuo 01 Jan 1970 @ 00:00

30% non elettrificato.

Dove sono i leoni da tastiera che negli scorsi articoli blateravano sulla "manciata di linee non elettrificate" in Italia?

C'è poi da dire che in germania il treno di test già è in servizio. Da noi siamo sempre alle discussioni, ai progetti, al vedremo forse...

S
Stiui 01 Jan 1970 @ 00:00

sarebbe in gran parte in carico alle regioni...figurati...

D
DenFox 01 Jan 1970 @ 00:00

Evidentemente se non intendono elettrificare alcune linee regionali minori è perché l'esborso e la manutenzione di quest'ultime è sconveniente rispetto questi treni a carburanti alternativi, al contrario di quanto sostengano parecchi "sapientoni internettiani"...