Multe CO2, l'Italia è il Paese più a rischio in Europa: lo studio Dataforce
La stima è di 3,8 miliardi di deficit teorico per il nostro Paese. La questione delle emissioni di CO2 resta un tema spinoso
I numeri sanno far riflettere. Uno studio di Dataforce sugli effetti economici della normativa CAFE (il meccanismo europeo che fissa i limiti medi di emissioni CO2 per le auto di nuova immatricolazione) fotografa chi sta pagando il conto della transizione elettrica e chi, invece, sta incassando. I dati, basati su tutto il 2025 e sui primi quattro mesi del 2026, restituiscono un quadro paradossale. Da una parte l’industria automobilistica europea accumula debiti e dall’altra i costruttori con una maggiore vocazione all’elettrico (Tesla e quattro gruppi cinesi) accumulano crediti miliardari.
L’Italia prima tra i debitori
Ci sono diversi dati su cui ragionare. L’analisi per Paese rivela che l’Italia è il mercato più esposto in Europa, con un deficit teorico di 3,8 miliardi di euro ed emissioni medie di 111,8 g/km contro la media europea di 93,6 g/km. Seguono Germania (2,8 miliardi), Polonia (2,25 miliardi), Spagna (1,6 miliardi) e Repubblica Ceca (1,08 miliardi). Sul fronte opposto dominano i Paesi nordici. Paesi Bassi e Norvegia vantano quasi 1,9 miliardi di crediti ciascuno. La vera sorpresa è la Francia, unico grande mercato per volumi a registrare un saldo positivo, con oltre 1,5 miliardi di crediti.
La situazione per le case automobilistiche
Il Gruppo Volkswagen guida la classifica dei debitori con 2,3 miliardi di euro di sanzioni teoriche accumulate (nonostante abbia venduto circa 4 milioni di auto con emissioni medie di 100,7 g/km, appena 6 grammi oltre il suo target di 94,6 g/km). Al secondo posto Stellantis (1,25 miliardi, con emissioni medie di 102,1 g/km su quasi 2,3 milioni di vetture), seguita da Mercedes-Benz (939 milioni), Nissan (726 milioni) e Mazda (322 milioni).
Tra i marchi virtuosi c’è al primo posto Tesla che ha accumulato crediti per 2,3 miliardi di euro (esattamente la stessa cifra del debito Volkswagen) con appena 260.000 auto vendute e emissioni medie pari a zero. Dietro Tesla, quattro gruppi cinesi: BYD (quasi 1,6 miliardi di crediti), Geely (1,4 miliardi), Leapmotor (oltre 500 milioni con sole 57.000 immatricolazioni) e Xpeng (250 milioni).
Come funziona il meccanismo
Per capire meglio questi numeri è utile ricordare come funzionano il meccanismo alla base delle multe per le emissioni inquinanti. Dal 2025 il limite medio di CO2 per le auto nuove è fissato a 93,6 g/km. Per ogni grammo eccedente il target specifico di ciascun costruttore, la sanzione è di 95 euro moltiplicati per il numero di veicoli venduti. Nei 16 mesi analizzati da Dataforce, il sistema automotive europeo ha accumulato 12,8 miliardi di debiti e 9,7 miliardi di crediti, con un saldo negativo di oltre 3 miliardi.
Dataforce definisce questo meccanismo “un potenziale trasferimento miliardario di valore dall’industria automobilistica europea verso operatori extra-europei”, un effetto già denunciato dagli stessi costruttori nelle ultime settimane. Va anche detto che lo studio Dataforce riguarda solo le autovetture, non i veicoli commerciali leggeri. Le multe effettive saranno calcolate a consuntivo del triennio 2025-2027, tenendo conto dell’emendamento approvato dall’UE che consente ai costruttori di compensare gli anni in deficit con quelli in credito nell’arco del triennio.
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