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L'Italia è il Paese dove i guidatori sono più aggressivi, specie se guidano BMW

L’Italia conquista il primato mondiale per la guida spericolata tra eccessi di velocità e sorpassi azzardati: le analisi del sondaggio

L'Italia è il Paese dove i guidatori sono più aggressivi, specie se guidano BMW
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 27 mag 2026

Se state pianificando un viaggio on-the-road tra le colline della Toscana o lungo il caos creativo di Napoli, fareste bene a ripassare non solo la segnaletica, ma anche i vostri esercizi di gestione della rabbia. Secondo una ricerca condotta dal sito di noleggio auto DiscoverCars.com, che ha coinvolto oltre 700 conducenti in tutto il mondo, l’Italia si conferma ufficialmente il Paese con i guidatori più aggressivi del pianeta. Non si tratta solo di una percezione esterna: sono gli stessi residenti a darsi il voto peggiore, con un punteggio di 3,5 su una scala da 1 a 5 (dove 5 rappresenta il massimo dell’aggressività), superando abbondantemente la media mondiale ferma a 3.

La mappa della tensione

L’indagine evidenzia come la penisola sia diventata sinonimo di eccessi di velocità, mancato rispetto delle distanze di sicurezza e sorpassi azzardati. Tra le città che alimentano questa fama, Napoli e Roma occupano rispettivamente il secondo e il terzo posto tra le metropoli più menzionate per la guida “selvaggia” a livello globale. Se il 23% degli intervistati associa l’aggressività stradale all’Italia, il confronto con gli altri paesi è impietoso: mentre gli Stati Uniti e la Nuova Zelanda seguono a breve distanza (3,4), nazioni come l’Australia si posizionano al polo opposto, venendo considerate le più calme con un punteggio di 2,7.

“Status” e arroganza: il caso BMW

Ma non è solo una questione di confini geografici; la ricerca ha indagato anche il legame tra ciò che guidiamo e come ci comportiamo. Esiste un marchio che, più di ogni altro, incarna lo stereotipo del “bullo della strada”: BMW. Ben il 58% degli intervistati associa il comportamento aggressivo ai conducenti del marchio bavarese.

Il dato non sorprende i ricercatori, poiché studi precedenti avevano già indicato le BMW come i veicoli con la maggiore probabilità di non utilizzare gli indicatori di direzione. Seguono in questa speciale classifica del cattivo gusto stradale altri marchi premium come Audi (30%), Land Rover (14%) e Tesla (12%). L’unica eccezione nel club dei marchi costosi è rappresentata da Volkswagen, che si piazza al quinto posto con l’11%.

Cosa ci fa perdere la pazienza?

La ricerca ha scavato anche nelle cause scatenanti della cosiddetta “rabbia al volante”, rivelando che la frustrazione è un sentimento comune: l’85% degli automobilisti si sente infastidito dagli altri conducenti almeno occasionalmente o spesso. Ma quali sono le scintille che appiccano il fuoco?

  • al primo posto assoluto c’è il mancato uso delle frecce (56%), una mancanza di comunicazione che manda su tutte le furie oltre la metà del campione;
  • seguono il mancato rispetto della distanza di sicurezza (46%), popolarmente noto come “stare incollati”, e la lentezza nella corsia di sorpasso (43%);
  • non mancano le critiche per i conducenti distratti (39%) e le frenate improvvise (20%).

Nonostante questo clima di tensione, gli automobilisti sembrano preferire la protesta silenziosa o il borbottio nell’abitacolo: sebbene il 65% ammetta di usare il clacson occasionalmente, solo il 3% dichiara di farlo con frequenza quotidiana o molto spesso.

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