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Perché il logo Mercedes si accende all'estero e resta (spesso) spento in Italia

La stella di Mercedes-Benz si illumina, ma non in Italia. Il logo luminoso è vietato dal Codice della Strada

Perché il logo Mercedes si accende all'estero e resta (spesso) spento in Italia
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 13 mar 2026

Acquistare la Mercedes Classe S in Italia o all’estero fa la differenza. Non solo per il prezzo, ma anche per un dettaglio apparentemente marginale ma che racconta l’approccio del Codice della Strada italiano. La Stella a tre punte sul cofano, nella versione 2026 dell’ammiraglia di Stoccarda, può essere ordinata in versione retroilluminata a LED. È un optional, non una dotazione di serie. Ma in Italia quell’optional non può essere utilizzato. Almeno non del tutto. La cosa interessante è che non si tratta di una scelta commerciale di Mercedes, ma della legge del nostro Paese.

La norma in questione

Il Codice della Strada all’articolo 153, comma 9, stabilisce che su un veicolo è vietato l’uso di dispositivi luminosi o fonti di luce diverse da quelle elencate nell’articolo 151. Quell’elenco comprende proiettori, anabbaglianti, fendinebbia, indicatori di direzione, luci di posizione, luci di arresto, luci di marcia diurna e poche altre categorie. Un logo retroilluminato non rientra in nessuna di queste. Non segnala nulla, non illumina la strada, non avverte altri utenti. È soltanto un elemento decorativo. E in Italia tutto ciò che non è esplicitamente previsto tra le caratteristiche costruttive del veicolo deve considerarsi non ammesso.

C’è anche un limite tecnico che vale indipendentemente dalla norma. La stella illuminata non è compatibile con il DISTRONIC, il sistema di cruise control adattivo Mercedes: il sensore radar che misura la distanza dal veicolo che precede è posizionato fisicamente dietro la stella centrale. Installarla significa coprirlo.

Cosa dice la legislazione europea

Bisogna poi tenere conto delle norme europee. I regolamenti ECE R48 e R148, aggiornati nel 2019 e recepiti in tutta l’UE (Italia compresa), ammettono i loghi illuminati a precise condizioni. Devono essere statici, non lampeggianti, simmetrici, e soprattutto integrati nel contesto del sistema di illuminazione omologato del veicolo. Luce bianca davanti, rossa dietro. Volkswagen lo ha già fatto per esempio nel logo illuminato dell’ID.7 (presente nel listino ufficiale italiano) e di serie sulla Tayron. BMW propone il doppio rene illuminato su iX e iX3. La chiave è l’integrazione: quando il logo fa parte della firma luminosa dei fari e della calandra, rientra nel perimetro dell’omologazione. Quando è isolato sul cofano, come la stella della Classe S, rimane fuori.

È per questo che la stessa Mercedes risolve il problema in modo diverso a seconda del modello. La nuova GLC EQ ha la stella integrata nella calandra illuminata, parte del sistema ottico omologato. La nuova GLB propone una calandra con 94 piccole stelle LED animate, anch’esse parte della firma luminosa. La CLA, eletta Auto dell’Anno 2026, ha fatto del pannello anteriore luminoso uno degli elementi identitari più riconoscibili. Sulla Classe S invece la stella è sul cofano, isolata, e lì la norma non trova spazio per ammetterla.

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