Eccesso di velocità, sospendere la patente non basta: la proposta che fa discutere
Negli USA una legge vuole mettere un limitatore di velocità a chi guida con la patente sospesa per eccesso di velocità
Nel 2025 in Italia le infrazioni per eccesso di velocità hanno generato circa 1,9 miliardi di euro. Un numero enorme che dice sostanzialmente due cose. La prima, che il mancato rispetto dei limiti di velocità è uno dei fenomeni più diffusi sulle strade (non solo italiane). Il secondo, che le multe non riescono a ottenere l’effetto sperato. Anche dall’altra parte dell’Atlantico il problema è simile.
Negli Stati Uniti, infatti, uno studio della American Association of Motor Vehicle Administrators stima che tre quarti di chi si vede sospendere la patente per eccesso di velocità continui a guidare come se nulla fosse. Partendo da questo dato, il Maryland ha deciso di cambiare approccio con una proposta di legge importante, ma anche molto discussa. L’idea di fondo è che se non si riesce a tenere certi automobilisti fermi, si può almeno impedire loro di andare veloce.
Il limitatore obbligatorio da installare sulle auto
La proposta prevede l’installazione di un dispositivo che usa il GPS e i dati digitali sui limiti stradali per impedire fisicamente al veicolo di superare la velocità massima consentita su quel tratto. L’installazione del limitatore non sostituirebbe la sospensione della patente, che resterebbe comunque una misura valida.
In pratica, il veicolo verrebbe temporaneamente sequestrato per l’installazione del dispositivo, dopodiché il conducente riceverebbe una patente con restrizioni che lo obbliga a usare l’auto così configurata. Il programma, se il Governatore del Maryland firmerà la legge, partirà a ottobre 2027, per dare tempo alle autorità di definire gli standard tecnici e i contratti con i fornitori.
Una legge simile è già in vigore
Negli Stati Uniti il problema è così diffuso che una legge simile è già in vigore in Virginia, mentre in California il testo è stato approvato dal Parlamento ma respinto dal Governatore. Altri dodici stati americani stanno valutando misure simili.
Il problema dell’eccesso di velocità è reale e non trascurabile. Nel 2024 (ultimi dati ISTAT disponibili) sulle strade italiane sono morte 3.030 persone e l’eccesso di velocità è tra le prime tre cause principali di incidente, responsabile di oltre 85.000 sinistri. Il problema è la difficoltà di intervenire in maniera tecnica laddove dovrebbe vigere il buon senso.
In Europa le auto sono già predisposte
In Europa, per esempio, dal 2024 tutte le auto di nuova immatricolazione devono avere obbligatoriamente diversi dispositivi di sicurezza, tra cui il cosiddetto Intelligent speed assistant (ISA). È un sistema che informa il conducente di aver superato il limite di velocità. Può essere una soluzione efficace per tutti quei casi in cui l’eccesso di velocità sia frutta della distrazione o comunque non di una volontà specifica (anche per la poca chiarezza a volte della relativa segnaletica).
Nel Maryland e in altri Paesi degli Stati Uniti, invece, si sta provando un sistema più invasivo. Una soluzione, questa, che però apre le porte a diverse critiche. Si tratterebbe, innanzitutto, dell’ennesima decisione di affidare alla tecnologia il controllo della volontà umana. Una tecnologia che può sbagliare e che potrebbe anche diventare obbligatoria su tutte le auto per impedire che il conducente le guidi oltre i limiti previsti su quel tratto di strada. Ma sarebbe davvero una soluzione?
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