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Strisce blu, quando la multa è nulla: la sentenza che cambia le regole

La sentenza del Tribunale di Isernia chiarisce che il costo della sosta non è un tributo e non si rinnova automaticamente di anno in anno

Strisce blu, quando la multa è nulla: la sentenza che cambia le regole
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 28 apr 2026

Parcheggiare sulle strisce blu senza esporre il ticket e ricevere una multa è quello che ci si aspetta quando si commette questo tipo di infrazione. In realtà ci sono casi in cui può essere legittimo non pagare quella multa. E non perché si ha un’auto elettrica e si è esenti dal pagare il ticket in quel tipo di parcheggio (com’è accaduto a un migliaio di automobilisti a Roma), ma perché se il Comune non ha approvato una delibera valida per stabilire le tariffe della sosta nell’anno in cui il verbale è stato elevato la multa non ha valore. E quindi non va pagata.

Una sentenza potenzialmente rivoluzionaria

È quanto stabilito dalla sentenza n. 190 del 9 aprile 2026 del Tribunale di Isernia. Una sentenza che ha annullato una multa del 2019 da circa 60 euro per mancato pagamento della sosta. Il giudice ha accolto il ricorso dell’automobilista rilevando che il Comune non disponeva di una delibera tariffaria valida per quell’anno, ma si era limitato a fare riferimento a quella precedente. Senza quel fondamento amministrativo aggiornato, la multa non ha alcun fondamento legale su cui reggersi.

È interessante notare che, trattandosi di una vicenda del 2019, potrebbe riguardare anche verbali di anni precedenti per i quali siano ancora pendenti ricorsi o contestazioni. Un caso, quindi, che potrebbe fare scuola non solo per il futuro, ma anche per il passato.

Il punto centrale della sentenza è la distinzione tra tributo e corrispettivo di servizio. Pagare il ticket del parcheggio non equivale a pagare una tassa. Per i giudici si tratta del prezzo di un servizio pubblico locale, come un biglietto del bus o la retta di un asilo comunale. Questa differenza è decisiva perché le tariffe dei tributi locali si prorogano automaticamente di anno in anno in assenza di nuova delibera, come previsto dall’articolo 1, comma 169 della Legge 296/2006. Per i servizi pubblici questo meccanismo non vale ed è il Comune che deve dimostrare di aver fissato o confermato la tariffa con un atto formale valido per l’anno in corso.

Consigli utili per gli automobilisti

Se un automobilista riceve oggi una multa sulle strisce blu, può verificare sull’albo pretorio online del proprio Comune se esiste una delibera riferita all’anno della sanzione. Se l’unico atto disponibile risale ad anni precedenti e non è stato rinnovato, confermato o prorogato con un provvedimento specifico, la contestazione ha una base concreta. Lo stesso vale per i cambi di tariffa non accompagnati da un atto formale pubblicato. Questo perché una modifica caricata sul parcometro o comunicata con un cartello non sostituisce la delibera necessaria.

Chi intende contestare una multa sulle strisce blu sulla base di questo principio ha due strade. La prima è il ricorso al Prefetto, da presentare entro 60 giorni dalla notifica. La seconda è il ricorso al Giudice di Pace, da presentare entro 30 giorni.

Per completezza d’informazione va anche detto che si tratta di una sentenza di un Tribunale di primo grado, non di un pronunciamento della Cassazione. Il principio è solido dal punto di vista giuridico, ma bisognerà vedere se l’iter andrà avanti e se nei successivi gradi di giudizio la sentenza di primo grado (e le motivazioni su cui si basa) verranno confermate o meno.

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