Cerca

Auto aziendali: 7 su 10 puntano all'elettrico, ma il fisco blocca il rinnovo delle flotte

La nuova tassazione sul fringe benefit ha convinto molte aziende a prorogare i contratti esistenti invece di rinnovare

Auto aziendali: 7 su 10 puntano all'elettrico, ma il fisco blocca il rinnovo delle flotte
Vai ai commenti
Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 18 apr 2026

Quando si analizza l’elettrificazione del settore auto solitamente ci si concentra prevalentemente sull’acquisto delle vetture nuove o sulle transazioni in quello dell’usato. Ma numeri interessanti arrivano anche dall’ambito delle auto aziendali. Le imprese italiane, infatti, vogliono elettrificare le proprie flotte. Il problema è che il sistema fiscale le frena. È il quadro che emerge da un’indagine condotta su 48 fleet e mobility manager di grandi imprese, per un totale di quasi 83.000 veicoli gestiti, i cui risultati confermano una tendenza già documentata.

Il 71% delle aziende coinvolte dichiara di aver già introdotto veicoli elettrificati in modo significativo, ma la nuova tassazione sul fringe benefit ha spinto molte imprese a prolungare i contratti in essere piuttosto che rinnovare la flotta. Lo confermano i dati ANIASA (che in passato aveva già denunciato l’aumento delle tasse sulle auto aziendali) sul primo trimestre 2026. I dati mostrano come il noleggio a lungo termine in calo, proprio mentre quello a breve termine cresce.

Quali sono i problemi

Il nodo principale resta il calcolo del “valore normale” per i benefit auto, indicato da più di quattro fleet manager su dieci come principale area di incertezza. Seguono le riassegnazioni dei veicoli (32%) e la gestione delle ricariche domestiche (28%), con il problema di una doppia tassazione che continua a generare perplessità operative.

Secondo i fleet manager le motivazioni per elettrificare ci sono, siano esse ambientali (38%), fiscali (37%) o legate agli obiettivi ESG aziendali (24%). Il problema è strutturale. Come ha ricordato Andrea Cardinali di UNRAE, una revisione della deducibilità delle auto a uso promiscuo e pool potrebbe generare oltre 100.000 nuove immatricolazioni a basse e zero emissioni, con una spesa pubblica più bassa rispetto agli incentivi tradizionali.

Questione full hybrid

C’è poi la questione dei veicoli full hybrid. Dal punto di vista fiscale sono considerati come delle auto a benzina e diesel. Il 54% dei fleet manager considera questa equiparazione sbagliata e controproducente rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione dichiarati.

Infine il problema della telematica. Nonostante sia uno strumento già disponibile e potenzialmente in grado di far risparmiare e migliorare la sicurezza, il 43% delle aziende non la per la privacy e i rapporti sindacali. Il 24% per questioni di costo. Solo il 19% la utilizza attivamente per i benefici economici che può generare. Per Giuseppe Benincasa di ANIASA serve “un quadro fiscale più equo, in linea con gli standard europei e soprattutto stabile nel tempo“.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento