Honda-Nissan: saltata la fusione c'è un nuovo piano a tre?
Saltata la fusione, Honda e Nissan ci riprovano con Mitsubishi. I retroscena del fallimento societario e i dettagli del nuovo piano industriale anti-crisi.
Torniamo a parlare di una relazione mai convogliata a nozze che ha tenuto per mesi il panorama automotive in grande suspense. Parliamo dell’avvicinamento tra Honda e Nissan. La fusione ci sarà? Non ci sarà? Ricorderete bene… Il corteggiamento tra Honda e Nissan, iniziato ufficialmente a dicembre 2024 con la firma di un memorandum d’intesa per una fusione, si era di fatto consumato nel giro di pochissimi mesi. Già a febbraio 2025, i due colossi automobilistici giapponesi avevano fatto marcia indietro, rinunciando alla creazione di una holding unica.
Dietro il fallimento dell’operazione, come emerso da ricostruzioni di Reuters, si sono delineate profonde divergenze strategiche e di governance. Honda, infatti, avrebbe tentato di deviare dall’iniziale progetto di un’unione tra pari per assumere il controllo diretto di Nissan, declassandola a controllata. A far saltare definitivamente il banco è stata la linea dura di Honda sul fronte dei tagli. I vertici di Tokyo spingevano per una ristrutturazione drastica, con massicce riduzioni del personale e chiusure di impianti, scontrandosi con la netta resistenza del management di Nissan.
Nuovi negoziati: l’asse strategico “win-win”
Nonostante la brusca rottura sul fronte societario, i canali di comunicazione tra le due aziende non si sono però mai interrotti, spostando l’obiettivo su una cooperazione industriale meno vincolante ma altrettanto strategica.
La conferma ufficiale è arrivata direttamente dal CEO e presidente di Honda, Toshihiro Mibe. Parlando agli azionisti, il numero uno del marchio ha dichiarato che le trattative sono ormai a buon punto e che per alcuni aspetti si è vicini a un annuncio formale.
L’approccio scelto questa volta esclude fusioni azionarie, puntando piuttosto a progetti mirati in una logica “win-win“, ovvero di mutuo beneficio. Sebbene l’esatta natura dell’accordo non sia ancora stata dettagliata (restano sul tavolo ipotesi come lo sviluppo congiunto di piattaforme o la condivisione delle linee produttive), le prime indiscrezioni concrete fornite da Nikkei Asia parlano di un’alleanza a tre che include anche Mitsubishi.
L’obiettivo comune sarebbe la standardizzazione delle centraline elettroniche (ECU) di nuova generazione, destinate ai modelli ibridi ed elettrici che i tre marchi lanceranno sul mercato entro la fine del decennio.
I conti in rosso che costringono all’intesa
Dietro la scelta di collaborare ci sono i bilanci in sofferenza di entrambe le aziende. Nissan sta attuando il piano di ristrutturazione “RE:Nissan" per tagliare i costi fissi. Il progetto punta a ridimensionare la capacità produttiva complessiva, scendendo da 3,5 a 2,5 milioni di veicoli all’anno.
Questa riorganizzazione comporta circa 20.000 licenziamenti, il blocco di due centri stile e la chiusura di sette stabilimenti. Nelle trattative pesa ancora il ruolo dei partner storici: Renault, nonostante abbia ridotto la sua quota in Nissan dal 43% (dato del 2023) al 15%, conserva comunque i relativi diritti di voto.
La situazione non è più semplice in casa Honda, che ha da poco archiviato la prima perdita d’esercizio della sua storia. Il calo della domanda globale di auto a batteria ha spinto i vertici a cancellare diversi programmi per i veicoli a zero emissioni e a ritirare l’obiettivo di vendere solo elettriche entro il 2040. La nuova strategia si concentra sui motori ibridi di ultima generazione. I primi frutti di questa inversione di marcia arriveranno nel 2028, con il lancio di una berlina e di un SUV con carrozzeria a cuneo. Come andrà a finire questa volta? Vi lasciamo alla prossima puntata…