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Il paradosso dell'auto usata, un'elettrica ora costa meno di una a benzina

Un'analisi AutoUncle rivela come le auto elettriche del 2022 abbiano perso il 49% del valore in 4 anni. Un crollo da 455€ al mese che stacca nettamente le benzina

Il paradosso dell'auto usata, un'elettrica ora costa meno di una a benzina
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 11 ago 2026

L’idea che le auto elettriche perdano quota sul mercato dell’usato molto più rapidamente rispetto ai modelli a benzina non è una novità, ma oggi ci sono i numeri a certificarlo con precisione. Un’analisi curata da AutoUncle ha seguito da vicino l’evoluzione dei listini in Italia per le vetture immatricolate nel 2022, tracciandone i prezzi fino al primo semestre del 2026. L’indagine ha messo a confronto un campione di 20 elettriche e 116 auto a benzina, e l’esito fotografato dai dati è inequivocabile.

I rapporti di forza si sono completamente ribaltati nel giro di quattro anni. Se nel 2022 per portarsi a casa un’elettrica usata servivano mediamente 40.800 euro contro i 34.100 euro delle versioni a benzina, oggi la situazione vede le prime crollate a 20.700 euro e le seconde salde a quota 23.400 euro. Un’inversione di tendenza maturata dopo un 2024 che aveva visto le due curve incrociarsi per la prima volta raggiungendo la parità di prezzo.

La portata del calo: 455 euro persi ogni mese

Tirando le somme, un’elettrica del 2022 ha lasciato sul campo in quattro anni il 49% del suo valore iniziale. Parliamo di ben 20.100 euro bruciati, che equivalgono a una svalutazione costante di circa 455 euro per ogni mese trascorso dalla prima immatricolazione. Le auto a benzina hanno incassato il colpo molto meglio: il calo si è fermato al 31%, pari a 10.700 euro complessivi e a una perdita mensile ridotta a circa 245 euro.

Non si tratta semplicemente di una reazione fisiologica legata al fatto che le elettriche partissero da prezzi di listino più alti. I ricercatori di AutoUncle hanno infatti suddiviso i veicoli analizzati in cinque differenti fasce di prezzo, scoprendo che la musica non cambia in nessuna categoria: le auto a batteria registrano sempre tra i 12 e i 21 punti percentuali di svalutazione in più rispetto alle rivali a benzina.

I fattori dietro il deprezzamento

Ma cosa spinge così in basso le quotazioni dell’usato a zero emissioni? Da un lato pesa l’evoluzione tecnologica bruciante, con batterie e tempi di ricarica che migliorano a ritmi serrati rendendo “vecchi” i modelli con pochi anni sulle spalle. Dall’altro gioca un ruolo chiave la spinta del nuovo, dove il continuo lancio di inediti modelli e i ribassi dei listini ufficiali finiscono per affossare il valore delle auto già in circolazione.

Il risultato è un’arma a doppio taglio. Chi ha acquistato un’elettrica nuova qualche anno fa e si trova a doverla rivendere oggi deve fare i conti con una svalutazione pesante; al contrario, per chi cerca un buon usato si apre un’opportunità interessante, visto che un’elettrica di quattro anni può costare persino meno della sua equivalente a benzina.

Le prospettive sul mercato del nuovo

Spostando lo sguardo sul mercato del nuovo, il quadro torna a separarsi. Il prezzo medio ponderato delle auto vendute in Italia ha raggiunto quest’anno i 36.400 euro, e per mettersi in garage un’elettrica nuova serve ancora un esborso superiore rispetto alle motorizzazioni termiche tradizionali.

La forbice tra i due mondi si sta comunque stringendo a vista d’occhio. Il merito va soprattutto al debutto delle nuove elettriche compatte sotto la soglia dei 20.000 euro e alla forte pressione competitiva esercitata dai costruttori cinesi, che stanno spingendo verso il basso l’intero settore. Un riallineamento progressivo verso la parità di prezzo d’acquisto che sta avvenendo in modo naturale, indipendentemente dalla presenza di incentivi statali, sconti dei concessionari o valutazioni sui costi di gestione.

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