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Questa “scatola” su gomma produce più energia di quanto ne consumi: c'è lo zampino di BMW

Deep Orange 17 è il prototipo solare della Clemson University sviluppato con il supporto di BMW: pesa 550 kg e integra oltre 1.700 celle fotovoltaiche

Questa “scatola” su gomma produce più energia di quanto ne consumi: c'è lo zampino di BMW
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 11 ago 2026

Bizzarra è bizzarra, non si può dire di no, mentre per qualcuno assomiglia a una stravagante versione del già eccentrico pick-up Tesla Cybertruck. Eppure, dietro al suo aspetto così anticonformista si cela un progetto ambizioso, sviluppato da menti giovani e supportate da un colosso di rinomata fama come BMW. Si chiama Deep Orange 17 e non è altro che un’auto alimentata dal Sole, in grado di incamerare più energia di quanto ne riesca a usare.

Il legame strategico con BMW

Quando abbiamo parlato di cervelli ancora verdi, intendevamo gli studenti della Clemson University, in South Carolina (USA), che sono i veri protagonisti dietro a questo progetto che cerca di dimostrare che un veicolo utilizzato per il pendolarismo, quindi tutti i giorni, può produrre più elettricità di quella necessaria per i suoi spostamenti. E che c’entra BMW in tutto questo? Proprio a pochi chilometri di distanza dall’ateneo si trova il centro produttivo di Spartanburg, uno dei poli industriali più importanti del colosso bavarese, dove prendono forma – per fare un esempio – i vari SUV dal più piccolo X3 al grande XM, passando per la nuova generazione di X5.

Questa vicinanza geografica ha permesso una fitta collaborazione tra gli studenti e il dipartimento di ricerca di BMW Tornando alla “scatola" Deep Orange 17, è stata proprio la Casa dell’Elica, nel 2024, a lanciare il guanto di sfida agli universitari: “sareste in grado di progettare un mezzo capace di generare quotidianamente un surplus energetico rispetto al consumo reale?". Gli studenti non si sono tirati indietro e hanno agito in modo perspicace. Anziché ottimizzare l’auto per cicli di guida canonici, si sono concentrati su un aspetto cruciale e che si basa sull’esperienza: i veicoli passano la maggior parte del tempo parcheggiati al sole, un’opportunità d’oro per “fare il pieno" di fotoni.

Design biomimetico e leggerezza estrema

L’estetica del Deep Orange 17, un coupé a due porte, non cerca di essere un oggetto di stile seducente ma offre un design che nasce per precise necessità aerodinamiche. Il team di sviluppo si è ispirato alla natura, prendendo come modello il pesce cofano, la cui forma idrodinamica permette di ridurre la resistenza all’avanzamento senza sacrificare lo spazio interno dell’abitacolo.

Per massimizzare l’efficienza, è stato perseguito un approccio votato alla leggerezza più estrema: il prototipo pesa infatti appena 550 chilogrammi. Questo risultato è stato ottenuto utilizzando un mix di alluminio, carbonio e un telaio in materiale composito d’acciaio, integrando numerosi componenti realizzati tramite stampa 3D.

Un generatore solare su ruote

La cosa più interessante è forse la sua superficie esterna, dove sono state integrate oltre 1.700 celle fotovoltaiche. Quest’ultime catturano l’energia solare sia durante la marcia che durante le fasi di sosta. Secondo le simulazioni effettuate, su un tragitto giornaliero tipico di 20 chilometri, il Deep Orange 17 è in grado di produrre un’energia in eccesso tale da garantire mediamente ulteriori 50 chilometri di autonomia gratuita.

Oltre ai pannelli solari, l’efficienza è garantita dal recupero dell’energia in frenata, da una gestione intelligente della coppia e da una regolazione ottimizzata della trazione. All’interno, l’auto punta sulla connettività moderna con un sistema che fornisce dati di guida in tempo reale e una totale integrazione con lo smartphone. Il debutto ufficiale del Deep Orange 17 su scala globale è previsto per il gennaio 2027 al CES di Las Vegas. Il mondo sarà pronto per una “scatola magica” di questo tipo? Vedremo.

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