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Cina-Europa, viaggio record per la nave con 7.738 Tesla a bordo

La nave Glovis Nova è salpata da Shanghai verso il Port di Zeebrugge con 7.738 Tesla a bordo. Un record assoluto per l'export di auto elettriche dalla Cina all'Europa

Cina-Europa, viaggio record per la nave con 7.738 Tesla a bordo
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 12 ago 2026

Quasi ottomila automobili a batteria stivate in un unico viaggio. Con la partenza da Shanghai della Glovis Nova, cargo colossale diretto al porto belga di Zeebrugge, la Cina mette a segno un nuovo primato nell’esportazione di veicoli elettrici. A riempire i ponteggi del colosso navale sono state 7.738 vetture: una distesa di Tesla Model 3 e Model Y fresche di catena di montaggio.

La vicinanza strategica tra la Gigafactory americana e i moli del South Port Terminal ha fatto il resto. Per massimizzare le consegne sul mercato europeo, gli addetti alla logistica hanno preferito escludere autobus, ruspe e furgoni, mezzi pesanti che normalmente queste navi imbarcano senza problemi in sole 24 ore, per riservare ogni singolo metro quadrato alle vetture di Elon Musk.

Dimensioni impressionanti

E di spazio ce n’era parecchio. La Glovis Nova è in pratica un palazzo di 16 piani adibito a parcheggio multipiano che galleggia sull’acqua:

  • dimensioni: 230 metri di lunghezza, 40 di larghezza e 48 metri d’altezza;
  • volume: 14 ponti interni per una superficie totale di 67.600 metri quadrati (l’equivalente di quasi dieci campi da calcio);
  • capacità: fino a 10.800 veicoli complessivi a pieno carico.

Se dovessimo mettere in fila indiana le vetture stipate in questo viaggio, formeremmo un serpentone lungo 36 chilometri, indicativamente la distanza che separa Milano da Lodi.

Ha anche una gemella

Realizzata nei cantieri della Guangzhou Shipyard International (gruppo China State Shipbuilding Corporation), la nave batte bandiera maltese ma rappresenta lo stato dell’arte della cantieristica cinese. Ha preso il largo insieme alla gemella Glovis Leader (diretta a Busan, in Corea del Sud) e sfrutta una propulsione ibrida a gasolio e gas naturale liquefatto (GNL). Si tratta inoltre del primo cargo della sua classe a integrare moduli fotovoltaici sulla coperta superiore, capaci di erogare 200 kW di picco per coprire i fabbisogni elettrici di bordo.

La rotta Shanghai-Europa non è un caso isolato. L’intero settore automotive cinese sta spingendo sull’autonomia dei trasporti marittimi per fare fronte alla domanda estera, schizzata in alto anche a causa dei rincari del petrolio e delle instabilità geopolitiche in Medio Oriente. Un esempio su tutti è BYD, che gestisce già otto navi proprietarie: proprio di recente il gruppo ha impiegato la nuova BYD Zhengzhou per recapitare in Australia un singolo blocco da quasi 5.000 auto tra elettriche e ibride plug-in.

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