Cerca

Chevrolet al capolinea in Cina: GM ritira il marchio e punta tutto sull'export

General Motors stoppa le vendite Chevrolet in Cina dopo il crollo dei volumi. Resta la produzione per l’export, mentre l’elettrico punterà su Buick e Cadillac

Chevrolet al capolinea in Cina: GM ritira il marchio e punta tutto sull'export
Vai ai commenti
Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 13 ago 2026

Il ridimensionamento dei colossi dell’auto occidentali all’ombra della Grande Muraglia mette a segno un altro colpo pesante. General Motors ha infatti deciso di gettare la spugna e alzare bandiera bianca per quanto riguarda Chevrolet, ufficializzando quelle voci di corridoio che si rincorrevano ormai da qualche mese: via le concessionarie e stop immediato alle vendite del cravattino s-ul suolo cinese.

Una parabola discendente

È la fine di un’era per un brand che presidiava il Paese dal lontano 2005 e che per diversi anni ha macinato numeri record, superando agevolmente la soglia delle 700 mila immatricolazioni all’anno. I tempi d’oro del 2014, quando il boom della Cruze aveva spinto il marchio fino al picco storico di 767 mila consegne, sono però un lontano ricordo.

Negli ultimi sei anni la quota di mercato è letteralmente colata a picco, fino al disastroso bilancio dello scorso anno, chiuso ad appena 9 mila vetture complessive. Di recente la rete faticava persino a superare la soglia del migliaio di auto al mese: un’agonia commerciale non più sostenibile.

A condannare la Chevy sono state diverse concause. Oltre alla pressione soffocante esercitata dai costruttori locali con i loro listini aggressivi, pesano come macigni alcune decisioni scellerate prese ai piani alti di Detroit. Su tutte, l’impopolare scelta di puntare sui propulsori a tre cilindri  invisi agli automobilisti cinesi, e un colposo ritardo nel convertire l’offerta verso l’elettrificazione. Mentre il mercato virava in massa verso i veicoli a nuova energia (i cosiddetti NEV, tra elettriche pure e ibride plug-in), la gamma Chevrolet è rimasta irrimediabilmente al palo.

Le fabbriche restano aperte

L’addio ai saloni d’esposizione non coincide tuttavia con la dismissione della catena di montaggio. Riorganizzando la propria presenza in Asia, la casa americana continuerà a sfornare modelli Chevrolet dagli impianti cinesi, destinandoli però esclusivamente all’esportazione verso mercati terzi, con la sola esclusione degli Stati Uniti.

Una scelta strategica ribadita da John Roth, presidente di GM China, il quale ha precisato come la gamma attuale risulti decisamente più adatta ad aggredire mercati emergenti o in via di sviluppo, citando espressamente Sud America, Messico, Medio Oriente, Africa e la regione Asia-Pacifico. Nessun timore, infine, per gli oltre 7,5 milioni di automobilisti cinesi che guidano oggi una Chevrolet: l’assistenza, la rete d’officina e la fornitura dei pezzi di ricambio originale restano pienamente operative.

L’intesa rinnovata con SAIC

La sforbiciata al brand Chevrolet si inquadra nella più complessa ristrutturazione della joint venture che lega la casa di Detroit al gigante statale SAIC, un patto industriale recentemente blindato e rinnovato fino al 2047. Il piano d’attacco aggiornato prevede l’introduzione di almeno 30 nuovi modelli a bassa o azzerata emissione entro il 2030, ma la carica dei veicoli elettrici ed ibridi per il mercato cinese vedrà impegnati, da qui in avanti, quasi esclusivamente i marchi Buick e Cadillac.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento