Filosa salva gli operai italiani, giù le mani da marchi e fabbriche Stellantis
Dopo un 2025 al di sotto delle aspettative, il CEO di Stellantis Antonio Filosa ha tranquillizzato i lavoratori del Gruppo Stellantis
Dopo l’exit di Tavares, il nuovo amministratore delegato Antonio Filosa ha accettato una nuova sfida. Il manager campano, nella giornata di ieri in occasione di un’audizione in Parlamento, ha sottolineato l’intenzione di non accettare offerte di vendita. Il colosso nato dalla fusione tra FCA e PSA sta ragionando sui prossimi due partner che porteranno idee e nuove tecnologie nell’impianto di Cassino e non solo.
L’obiettivo è tenere fede ai piani iniziali e non toccare Cassino, Atessa e soprattutto Maserati che dovrà ritrovare il fascino perduto con proposte in linea con la tradizione storica (intanto sono state mostrate le nuove Grecale, GranTurismo e GranCabrio). L’annuncio di Antonio Filosa alle commissioni riunite di Camera e Senato Attività Produttive e Industria hanno rasserenato gli animi turbati dei lavoratori.
Il piano di Filosa
L’amministratore delegato prima di tutto vuole lanciare due, forse tre, auto elettriche di piccole dimensioni per rimpolpare la gamma green. Focus sui veicoli commerciali leggeri, e soprattutto all-in sulla vendita di fabbriche in Italia. Le tensioni dipendono dai costi dell’energia, più che doppi rispetto a Spagna e Francia che non sembrano destinati a calare.
Antonio Filosa ha annunciato: “Per risolvere i problemi del settore è necessario l’aiuto di tutti. Abbiamo rispettato gli impegni presi e, con il nostro nuovo piano, abbiamo aggiunto tasselli importanti per il futuro. Lo abbiamo fatto in un contesto difficile, consapevoli di come il nostro impegno da solo non bastasse per risolvere i problemi che il settore sta attraversando. Per continuare su questa strada, però, c’è bisogno del contributo di tutti: istituzioni nazionali ed europee, sindacati e filiera. È necessario che tutto l’ecosistema si mobiliti per il futuro dell’industria dell’auto, un settore fondamentale che, da sempre, contribuisce alla centralità dell’Italia in Europa e nel mondo. Confido che potremo portare avanti questo impegno insieme, attraverso un dialogo franco e costruttivo, consapevoli di come l’obiettivo sia comune”.
Futuro già scritto
Con il piano Fastlane 2030, annunciato lo scorso mese, verranno fatti nei prossimi cinque anni investimenti di cinque miliardi in innovazione e sette miliardi in acquisti di componentistica. Il ricorso alla cassa integrazione a Mirafiori è diminuita del 77% nei primi cinque mesi del 2026 mentre la produzione è salita del 155%. Un programma ben strutturato per aiutare Maserati e i brand più in difficoltà, tra cui Lancia, e proporre prodotti in linea con le esigenze del popolo.
Le E-Car che arriveranno nei prossimi tempi dovrebbero avere un costo al massimo 15.000 euro, con il 70% delle componentistica proveniente in Europa. Nell’impianto molisano di Termoli – preoccupato dopo il fallimento del piano Gigafactory – verranno realizzati il cambio eDct per auto ibride ed elettriche e i motori Gse.
Sulla crescita di Stellantis Filosa ha aggiunto: “Per Cassino sono in negoziazione con due partner importanti che possono portare tecnologie e alcune importanti idee. Con il mio team, stiamo scegliendo su quali puntare nel futuro. Nei primi cinque mesi +15% vendite e +16% produzione. Negli ultimi 12 mesi abbiamo lavorato con responsabilità per il bene della nostra azienda, dei nostri stabilimenti e dei territori in cui operiamo e dei nostri lavoratori. Nei primi cinque mesi dell’anno abbiamo registrato una crescita di quasi il 16% nelle vendite, un più 16% nella produzione e un -30% nel ricorso alla cassa integrazione”.