Carburanti, dopo l'intesa USA-Iran crolla il prezzo del petrolio
L'atteso accordo di pace fa immediatamente calare il prezzo del petrolio sui mercati globali e fa scendere i prezzi di benzina e diesel in Italia, ma rimangono le tensioni in Medio Oriente.
Gli sviluppi della crisi in Medio Oriente hanno portato alla svolta auspicata da tutti: Stati Uniti e Iran hanno infatti raggiunto un’intesa per porre fine al conflitto iniziato alla fine dello scorso febbraio. L’accordo, la cui firma ufficiale è in programma venerdì 19 giugno a Ginevra, ha provocato una immediata reazione sui mercati internazionali. I principali indici hanno registrato un forte ribasso, con il Brent che è sceso sotto gli 84 dollari al barile e il Wti sceso poco sopra gli 80 dollari, in un calo rispetto ai 90 dollari di solo pochi giorni fa.
Riapre lo stretto di hormuz
Gli investitori sono stati ulteriormente tranquillizzati sulle forniture di greggio dopo l’annuncio ufficiale da parte di Teheran sull’immediata riapertura dello Stretto di Hormuz dopo la firma dell’accordo. Nonostante l’evoluzione positiva della situazione in Medio Oriente, il quadro geopolitico permane alquanto delicato. Non sono mancate infatti delle tensioni tra il presidente statunitense Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a seguito di un attacco israeliano a Beirut. Inoltre, sono ancora da risolvere diverse questioni complesse, tra cui il dossier sul nucleare dell’Iran.
Scendono i prezzi alla pompa
In queste ultime ore, secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, anche i prezzi dei carburanti “alla pompa” sono in calo: la benzina nella modalità self-service è scesa a 1,890 euro al litro, mentre il prezzo del diesel è sceso a 1,997 euro al litro. Flessioni simili si registrano anche sulla rete autostradale e nei prezzi consigliati dalle principali compagnie.
Potrebbe sembrare che questo calo sia correlato alla situazione internazionale, in realtà non è così. Il carburante che è disponibile nei distributori viene infatti negoziato almeno 30 giorni prima, proprio per evitare oscillazioni repentine legate all’andamento del mercato.
Nelle prossime settimane, comunque, se l’accordo sarà confermato e non si arriverà ad una nuova chiusura di Hormuz come già accaduto ad aprile, è previsto un calo del prezzo per benzina e diesel. Una notizia attesa con sollievo da milioni di automobilisti, in Italia e non solo, dopo i rincari degli ultimi mesi.