Caro carburanti: a San Marino è corsa al pieno
I prezzi di benzina e diesel spingono gli automobilisti a San Marino alla ricerca di un risparmio alla pompa, soprattutto in vista delle ferie.
Negli ultimi giorni, l’aumento repentino e vertiginoso dei prezzi dei carburanti ha provocato un vero e proprio esodo di automobilisti verso la Repubblica di San Marino, provenienti soprattutto dalla provincia di Rimini e da quella di Pesaro e Urbino. D’altronde a Rimini, come nella maggior parte delle regioni italiane, il prezzo del diesel oscilla mediamente tra i 2,099 e i 2,159 euro al litro, mentre la benzina verde ha un prezzo intorno ai 1,955 euro, ma può arrivare a superare i 2 euro al litro.
Fino a 10 euro di risparmio
A San Marino, invece, la situazione è sicuramente migliore. Grazie alla diversa tassazione, la differenza di prezzo alla pompa può raggiungere i 25 centesimi al litro. Ma lo sconto è di ulteriori 15 centesimi al litro se si utilizza la SMac card (San Marino Card), una sorta di carta fedeltà per negozi e distributori di carburanti, aperta anche ai cittadini italiani non residenti. In questo modo, lo sconto può raggiungere i 10 euro per ogni pieno. Si comprende quindi perché sono tanti gli automobilisti italiani disposti ad affrontare pazientemente lunghe code ai distributori sammarinesi pur di fare lì il rifornimento.
Un copione già visto
Questa situazione si era già vista in occasione dei rincari nelle settimane successive allo scoppio delle tensioni in Medio Oriente. Un fenomeno simile si era verificata anche a Livigno, che è zona extradoganale, e in Friuli Venezia-Giulia, nei territori vicini al confine con la Slovenia, dove il prezzo del carburante è inferiore rispetto all’Italia.
Gi effetti sull’esodo estivo
Nel periodo dell’esodo estivo per raggiungere le mete di vacanza, i rincari gravano ancora più pesantemente sui bilanci delle famiglie. Il caro carburante rischia di avere conseguenze anche sul turismo, con i turisti che si vedono costretti a ridurre il periodo di villeggiatura e a limitare la spesa quotidiana. Ma una famiglia su tre potrebbe essere costretta a rinunciare del tutto alle vacanze.