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Carburanti, aumenti record prima delle vacanze: gasolio a 2,7 euro al litro

Il gasolio arriva a sfiorare i 2,7 euro al litro in autostrada. Il Codacons lancia l'allarme per i rincari in vista delle vacanze estive e chiede un intervento immediato del Governo.

Carburanti, aumenti record prima delle vacanze: gasolio a 2,7 euro al litro
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 19 lug 2026

I rincari dei carburanti non accennano a rallentare: anzi, i prezzi hanno raggiunto nuovi record in Italia con il gasolio che ha sfiorato i 2,7 euro sulla rete autostradale. Il tutto proprio in concomitanza con l’inizio del tradizionale “esodo estivo”, cioè il periodo di massimo traffico legato agli spostamenti per le vacanze.

Prezzi record in autostrada

Secondo i dati ufficiali del Mimit elaborati dal Codacons, il distributore più caro d’Italia si trova sulla autostrada A21 Torino-Piacenza, dove un litro di diesel in modalità servito arriva a costare ben 2,699 euro. Sulla A4 Venezia-Trieste il prezzo raggiunge i 2,682 euro/litro, mentre sulla A22 Brennero-Modena il gasolio costa 2,609 euro/litro. Per quanto riguarda la benzina, i prezzi più alti in modalità servito sono stati registrati sempre sulla A21 (2,549 euro al litro), sulla A28 (2,489 euro al litro), e sulla A1, A12 e A14 (2,449 euro al litro).

Il primato di Milano

Poco invidiabile record per il capoluogo lombardo: il distributore più caro d’Italia sulla rete ordinaria si trova proprio a Milano, dove in modalità self service il gasolio ha raggiunto quota 2,695 euro al litro, mentre la benzina viene venduta a 2,635 euro al litro. Il secondo prezzo più alto lo si trova a Pantelleria, dove il gasolio costa 2,599 euro al litro, mentre la benzina 2,499 euro/litro. Al terzo posto, si piazzano altre due isole: a Ponza e Isola del Giglio un litro di diesel costa 2,399 euro al litro.

Perché i prezzi aumentano

Le ragioni dietro questa situazione sono principalmente due. Da un lato, gli aumenti ingiustificati legati all’intensificarsi delle ostilità tra Stati Uniti e Iran che, lo ricordiamo, non sono legati all’aumento del prezzo del greggio. Questo perché le compagnie petrolifere sono tenute ad avere scorte per 30 giorni proprio per evitare oscillazioni correlate al mercato, come confermato dagli stessi rappresentanti dei benzinai. L’altro motivo è la fine dello sconto governativo sulle accise, scaduto lo scorso 3 luglio, quando la situazione geopolitica sembrava in fase di distensione.

144 euro in più all’anno

Questa ondata di rincari avrà ripercussioni pesanti per le tasche degli automobilisti italiani: l’Osservatorio nazionale Federconsumatori ha infatti calcolato un aggravio per le famiglie che può sfiorare i 144,60 euro in più all’anno.

Con l’aumento degli spostamenti legati alle ferie estive, il Codacons ha rivolto un appello urgente al Governo affinché intervenga per calmierare i prezzi. L’associazione a tutela dei consumatori richiede l’adozione di un nuovo taglio delle accise da far valere fino a fine agosto, per proteggere i bilanci delle famiglie almeno fino al termine del controesodo.

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