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Dazi auto elettriche, BMW e tre Case cinesi fanno ricorso

BMW produce in Cina le MINI Cooper elettriche e la MINI Aceman

Dazi auto elettriche, BMW e tre Case cinesi fanno ricorso
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 27 gen 2025

Il tema dei dazi sulle auto elettriche prodotte in Cina che l'UE ha istituito continua a far molto discutere. A quanto pare, BYD, Geely e SAIC hanno fatto ricorso contro questa decisione, presentando un'istanza alla Corte di giustizia dell'Unione Europea. Dai documenti emersi si scopre anche una novità interessante e cioè che BMW si è unita con i produttori cinesi di veicoli elettrici per combattere i dazi dell'UE in tribunale. L'istanza delle quattro case automobilistiche è stata presentata a 24 ore dal termine legale previsto per presentare ricorso.

IL PROBLEMA DI BMW?

La Commissione Europea, ne abbiamo discusso molto, ha imposto dazi del 17% per BYD, del 18,8% per Geely e del 35,3% per SAIC. Il tutto va ovviamente ad aggiungersi alla tariffe doganale del 10% che era già presente. Perché queste differenze tra le diverse case automobilistiche? In generale, il tasso dipende da quanto le aziende hanno collaborato con l'UE nella sua indagine. E quindi, perché BMW ha deciso di aggregarsi per presentare ricorso?

Il motivo è molto semplice. L'azienda tedesca ha creato una joint venture con Great Wall Motors attraverso la quale produce in Cina le nuove MINI Cooper elettriche e la nuova MINI Aceman elettrica. Insomma, i dazi rappresentano un bel problema anche per BMW visto che per le MINI costruite in Cina si applicherebbe una tariffa doganale del 20,7%. Già sappiamo che questi modelli saranno poi prodotti anche in Europa ma non prima del 2026.

Come noto, la Commissione Europea e le autorità cinesi stano trattando per tentare di arrivare ad un accordo che permetta di eliminare i dazi. Inizialmente sembrava che queste discussioni potessero portare ad una rapida soluzione. A quanto pare, le trattative sarebbero oggi ad un punto di stallo. Per questo, alcune case automobilistiche cinesi, con in aggiunta BMW, hanno deciso di passare alle vie legali, presentando un ricorso alla Corte di giustizia dell'Unione Europea. Vedremo come andrà a finire…

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Commenti Regolamento
S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

Chi esporta di più ci rimetti di più, è pura matematica delle elementari

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Mah, con i dazi da entrambi ci si rimette entrambi.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
in primis perchè riguardano solo le elettriche, la Cina sta invadendo l'Europa specialmente con modelli ibridi e non si capisce perchè li i dazi non ci siano,

I dazi in più sono stati messi in base al fatto che il governo ha sovvenzionato l'industria BEV quindi questa non è valida

secondariamente visto che parecchie case Europee producono in Cina le colpisci direttamente

Basta dimostrare che non abbiamo ricevuto sovvenzioni, Tesla per esempio ha solo il 7.8% in più.

mentre proprio le Cinesi aprono fabbriche in Europa e non pagheranno i dazi nel 2026 o prima.

Uno degli scopi dei dazi è proprio questo, portare parte della produzione in EU

Inoltre colpisci direttamente il portafoglio dei cittadini Europei

Anche senza.

I dazi sono uno strumento che va adottato con criterio e bisogna trovare il punto di equilibrio.

g
gabrimazzo 01 Jan 1970 @ 00:00

in primis perchè riguardano solo le elettriche, la Cina sta invadendo l'Europa specialmente con modelli ibridi e non si capisce perchè li i dazi non ci siano, secondariamente visto che parecchie case Europee producono in Cina le colpisci direttamente e diminuisci ulteriormente la forza di case storiche come BMW o anche Dacia con la Spring, mentre proprio le Cinesi aprono fabbriche in Europa e non pagheranno i dazi nel 2026 o prima. Inoltre colpisci direttamente il portafoglio dei cittadini Europei e la diffusione delle auto elettriche, specialmente nei paesi ostili alle EV come l'Italia, mentre la transizione era uno degli obiettivi del governo europeo.

G
Giorgionne 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma la MINI può anche rimanere in Cina.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché non elencarle?

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

I rapporti commerciali tra Italia e Cina si fondano su un interscambio annuo che ha raggiunto i 73,9 miliardi di euro nel 2022, con esportazioni italiane in Cina che hanno raggiunto il valore record di 16,4 miliardi di euro e importazioni pari a 57,5 miliardi di euro.
Qualcosa mi dice che siano i cinesi a rimetterci ...

g
gabrimazzo 01 Jan 1970 @ 00:00

Dazi senza alcun senso...e per più di una ragione.

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

sì, esatto. Ma se vogliono, anche sull'elettronica di consumo. Insomma, siamo parecchio esposti, frutto delle politiche degli ultimi 40 anni.
Prima faceva comodo essere liberisti, ora però ci svegliamo protezionisti.

D
Disqusser 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema non sono necessariamente le tasse, che comunque vanno a beneficio di tutti, se ben tarate( mica come in Italia), e che le aziende già evadono nei modi più svariati(Polonia, Svizzera, Lussemburgo, Ungheria, Romania, Iralnda, ecc...), ma il costo della manodopera (in Cina gli operai li pagano due spicci e un calcio in cu**. E non per 8h di lavoro), la facilità di approvvigionamento delle materie prime (se vengono quasi tutte da lì, abbatti i costi fabbricando direttamente alla fonte), nonché il mercato infinitamente più grande del nostro. Wolksagen e BMW lì forniscono, assieme mi pare, il 14% delle auto elettriche vendute. In un mercato grande come quello Cinese, il 14% è una bella fetta e se l'auto la produci in loco, hai anche meno costi. Da che mondo e mondo, le multinazionali non hanno mai avuto problemi a scampare e/o trattare le tasse. Sono i costi vivi che le fregano.

D
Disqusser 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema delle batterie non sarà limitato solo alle auto.

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

cosa centriamo noi occidentali con gli interessi degli industriali ? ? ?

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

gli affari l'hanno fatto gli industriali

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Non vendono più senza Dazi figuriamoci con...

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Ricorda però che le case EU sono anni che riducono l'offerta, specie nella gamma bassa, e alzano i prezzi per "proteggere i margini".
Ossia calano i volumi di vendita perchè le piccole non rendono quanto vorrebbero. Altro che "auto del popolo".
Stanno tutti posizionati su vetture almeno di livello medio, con delle grandi dotazioni.
Non esiste praticamente più la vettura base, che costa poco.
Ah, ricordiamoci anche dei Defeat device, che le case han montato per frodare i test sulle emissioni.
Invece che fare buoni prodotti moderni, si arroccano sempre solo sull'evoluzione dell'esistente. L'innovazione è troppo rischiosa per certi manager...

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

e come si fa a obbligarli? e a controllarli?

Z
Zeronegativo 01 Jan 1970 @ 00:00
D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

ma una volta comunque la popolazione poteva acquistare auto anche se erano sovra tassate.
il problema è che siamo arrivati nell'epoca dei grandi numeri, e le vetture in particolare sono sempre più complesse,soprattutto le endotermiche. soddisfare i reiquisiti anti inquinamento è diventato molto costoso.
quindi tutti i prezzi sono aumentati fuori misura.

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

In risposta, la Cina propone restrizioni alle materie prime per la produzione di batterie. Dato che è in posizione dominante (80% del mercato), produrre batterie (per EV e non solo) ci costerà di più, o ne potremo produrre di meno localmente.
Fino, se tiriamo la corda, a non poterle più produrre noi. Ossia a doverle necessariamente comprare da loro, ovviamente a prezzi maggiori.
Insomma, possiamo alzare i prezzi alle elettriche cinesi, solo per vederci aumentare i prezzi delle elettriche nostrane.

Possiamo naturalmente NON comprare elettriche in assoluto o in parte, col risultato di restare ancora più indietro sulla tecnologia.
La Cina sta già limitando molto le case EU nel loro mercato e stanno già iniziando a invadere altri mercati, come sud America, sud est asiatico, Australia.
E stanno iniziando a costruire fabbriche in EU.
Non si mette bene

G
Giuseppe 01 Jan 1970 @ 00:00

prima ci siamo sfregati le mani con i cinesi per gli grandi affari che potevamo fare, ora si prepara la vaselina

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema è che pure la Cina mette poi i dazi sui nostri prodotti. L'Italia è un grande esportatore. I dazi, da entrambe le parti, fanno calare gli scambi commerciali: andremo a cercare gli stessi prodotti altrove, per esempio Malesia o altro, ma la Cina farà lo stesso.

A
Axe 01 Jan 1970 @ 00:00

Che barzelletta...

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

la cosa più semplice, se vogliono tenere sotto controllo l'inquinamento, è obbligare tutte le aziende del mondo ad avere fabbriche uguali alle nostre. non aumentare le tasse.
comunque si, ci siamo fregati da soli. e non c'è più modo per risolvere il problema.

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

I soldi vanno distribuiti.....è così da una vita, da sempre i ricchi si arricchiscono e gli altri piangono.
Alle case auto non interessa molto di Germania, Italia o Cina. Basta fare gli utili.
E non è da oggi o da 2 anni che in Europa paghiamo il 50% di tasse sugli stipendi.
Questo però non è un tema europeo, perchè le tasse sono statali.
Qua si parla di dazi, perchè se non li mettono, le auto cinesi costano meno delle nostre, causando perdite di posti di lavoro.
E' un tema di difficile soluzione: dovremmo abbassare le tasse diciamo del 10% per produrre auto, qua in EU ?
Tradotto, sussidiare le case auto indirettamente, per riportare qui le produzioni?

ユダ 01 Jan 1970 @ 00:00

Vero. E aggiungo anche però che, a onor del vero, noi occidentali siamo sempre un pò tanto ipocr1ti perché solo ora ci svegliamo protezionisti...ora, dopo qualcosa come 45 anni che facciamo produrre in Cina pure gli spilli da cucito. Anziché agevolare le aziende a restare a produrre qui e non farle delocalizzare..

Adesso ci svegliamo che abbiamo trovato un'altro grande Sat4na da sconfiggere.
Ma purtroppo l'unica cosa di cui sembra pensare la UE sia come fare stare tutti nei parametri delle emissioni..però fa niente se a continente mezzo fallito.
Vabbè.

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

il problema sono le tasse ed i grandi limiti nella produzione.
qui ci sono tante leggi da rispettare, e costano.
se le aziende se ne vanno in cina è perché li produrre è più facile ed economico.
Con le tasse forse in alcuni casi diventa economico andare in polonia ed ungheria, ma perché ci sono minori leggi sull'inquinamento. ma è sempre li il discorso

ユダ 01 Jan 1970 @ 00:00

Ahah!!! Da ridere...per non piangere!😂 Vedere come le case automotive si stanno arrampicando sui vetri da una parte e la inesistente UE mettere dazi che rischiano di fare fallire il mercato interno dall'altra, è roba da popcorn!

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

L'europa si sta affossando.
una famiglia normale non può spendere 20 mila € di sole tasse per una vettura.
in cina vendono ammiraglie per 28 mila €...
e sinceramente le elettriche cinesi non sono tanto male rispetto alle europee
i soldi vanno distribuiti, le famiglie non possono indebitarsi per pagare auto ed appartamento.

g
gianni polini 01 Jan 1970 @ 00:00

Direi che dovrebbero essere ancora più alti.

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

Produci in Cina? E allora vendi in Cina altrimenti paga i dazi e stai muto.

M
Maurizio Mugelli 01 Jan 1970 @ 00:00

il ricorso di BMW spiega chiaramente perche' questi dazi servono...