BMW, addio lavori pesanti: ecco Figure 03, il robot con le mani hi-tech
Dalla collaborazione tra BMW e Figure AI nasce Figure 03: il robot umanoide di nuova generazione con mani evolute e sensori tattili per la iFACTORY
Il Gruppo BMW accelera sull’integrazione dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione nei propri processi industriali. E come? Attraverso la “Physical AI“. Cosa significa? Che la tecnologia alla quale si connette l’algoritmo digitale alle macchine e ai robot reali porterà i sistemi intelligenti come i robot umanoidi a diventare una presenza sempre più concreta all’interno dei flussi produttivi. L’ultimo passo di questo percorso si compie nello stabilimento statunitense di Spartanburg (Carolina del Sud) dove, dopo i test positivi con il modello umanoide Figure 02, è pronto a fare il suo debutto il successore di nuova generazione: Figure 03.
Il bilancio su Figure 02
La transizione verso la robotica umanoide all’interno delle attività quotidiane di BMW ha radici precise. Nel corso del 2025, grazie alla collaborazione con Figure AI, il modello Figure 02 è stato impiegato per dieci mesi nel reparto carrozzeria di Spartanburg, supportando la produzione di oltre 30.000 vetture BMW X3.
Il robot si è occupato dell’inserimento di componenti in lamiera per le operazioni di saldatura. Un compito ripetitivo, che richiede ritmi serrati, precisione millimetrica e uno sforzo fisico notevole. I test hanno dimostrato che gli umanoidi possono operare in totale sicurezza in contesti produttivi reali.
L’uso di questi sistemi rientra nella strategia di BMW per espandere l’automazione tramite la “Physical AI", intesa come un complemento di valore per i processi esistenti. Il potenziale si esprime soprattutto nelle attività monotone, ergonomicamente gravose o critiche per la sicurezza, con l’obiettivo di tutelare i dipendenti e ottimizzare l’ambiente di lavoro.
Le novità tecniche di Figure 03
I dati raccolti finora costituiscono la base per lo sviluppo di Figure 03. Come spiegato dai vertici di BMW, il nuovo modello introduce aggiornamenti mirati. Quindi componenti morbide per una maggiore sicurezza, ricarica wireless per ridurre i tempi di fermo, funzioni audio per la comunicazione vocale diretta e mani evolute con sensori tattili e telecamere integrate nel palmo per aumentare destrezza e accuratezza.
A Spartanburg, Figure 03 lavorerà nella logistica. Il robot preleverà i pezzi sfusi in arrivo nei grandi contenitori per smistarli ordinatamente in un carrello di sequenziamento. Il carrello verrà poi trasferito in un punto di raccolta, da dove un trenino rimorchiatore automatizzato o un robot di trasporto intelligente (Smart Transport Robot) sposterà i componenti sulla linea di montaggio, mettendoli a disposizione degli operai secondo la logica “just in sequence". Si tratta di una procedura standard nell’automotive, con ampi margini di scalabilità.
Il modello iFACTORY a Spartanburg
L’integrazione dei robot si inserisce nella trasformazione digitale del Padiglione 52, l’area dedicata all’assemblaggio della BMW X3 e, in futuro, della versione elettrica BMW iX5. La struttura è stata aggiornata seguendo l’approccio “BMW iFACTORY”, che prevede l’uso di applicazioni digitali nelle operazioni quotidiane.
Prima che i componenti arrivino sulla linea, i processi vengono ottimizzati tramite simulazioni virtuali in 3D per prevenire gli errori. La “BMW Virtual Factory” mappa la complessità industriale e supporta gli addetti simulando i movimenti umani, affinando le procedure manuali e migliorando l’ergonomia.
L’intelligenza artificiale presidia poi anche i controlli di qualità attraverso il sistema AIQX (Artificial Intelligence Quality Next). Grazie a telecamere e sensori lungo la linea, esegue ispezioni visive e acustiche in tempo reale. BMW ha standardizzato l’AIQX a livello di gruppo e valuta di estenderlo alla rete di fornitori, consentendo agli operai di ricevere feedback immediati sui propri dispositivi smart.