Nuova BMW X5: sorpresa a Londra tra i taxi, ecco come cambia
BMW X5 2026 cresce nelle dimensioni e nella tecnologia: benzina, diesel, plug-in, elettrica e persino a idrogeno per dominare il segmento SUV premium.
Ultimamente siamo abituati a immaginare i prototipi dei grandi marchi messi alla frusta tra i ghiacci del Nord Europa o sotto il sole cocente della Spagna meridionale. E invece no. Questa volta la nuova BMW X5 è stata sorpresa a fare chilometri in uno scenario molto meno “estremo”, ma forse altrettanto impegnativo. Ovvero il traffico di South Kensington, a West London (anche se sui ghiacci l’avevamo già spiata).
La presentazione ufficiale della nuova BMW X5 è prevista per metà 2026. Ma il SUV tedesco sembra già abbastanza sicuro di sé da non preoccuparsi troppo di sguardi indiscreti. E non è difficile capire perché. La prossima generazione della X5 punterà praticamente a tutto il mercato dei SUV di lusso, senza lasciare scoperto nessun fronte. Motori benzina, diesel, mild-hybrid, plug-in hybrid, versioni 100% elettriche e, in alcuni mercati, persino una variante a idrogeno con fuel cell. Una strategia ampia, quasi “totale”.
Questo significa andare a sfidare rivali molto diversi tra loro: dalle versioni termiche ed elettriche della Porsche Cayenne alla nuova Audi Q7, passando per la Mercedes GLE aggiornata di recente, la Range Rover Sport, la Volvo EX90 e la più dinamica Polestar 3. Insomma, il campo di battaglia sarà affollato.
Perché testarla proprio a Londra?
Il prototipo avvistato sembra ancora in una fase relativamente precoce di sviluppo. I gruppi ottici anteriori e posteriori sono piuttosto generici, tipici dei muletti camuffati. È probabile che BMW stia sfruttando il traffico londinese per mettere a punto i sistemi di guida semi-autonoma, raccogliendo dati su segnaletica, incroci e flussi di traffico specifici del Regno Unito.
Nel contesto urbano, la nuova X5 appariva imponente. Persino accanto ai celebri taxi londinesi (già noti per le dimensioni generose) il SUV sembrava largo e massiccio. Le proporzioni definitive le vedremo solo con la presentazione ufficiale, ma se il linguaggio stilistico Neue Klasse, già visto sulla iX3, è un’indicazione, non dovrebbe avere difficoltà a conquistare una clientela esigente e benestante.
Motori: dall’ibrido leggero all’idrogeno
Vista la stazza, è improbabile che la gamma benzina parta da un quattro cilindri. La versione d’ingresso 40i dovrebbe adottare un sei cilindri con supporto mild-hybrid. Subito dopo il lancio potrebbe arrivare una X5 M60i più grintosa, mentre la vera X5 M dovrebbe seguire più avanti, probabilmente con il V8 biturbo plug-in hybrid già visto sulla M5.
Sul fronte ibrido plug-in, la X5 xDrive50e dovrebbe ereditare senza modifiche il sistema da 449 CV della 550e. Numeri che si traducono in uno 0-100 km/h attorno ai 4,5 secondi. Niente male per un SUV di queste dimensioni.
Le versioni elettriche, invece, porteranno la sigla iX5. Seguendo l’impostazione della i5, ci si aspetta una eDrive40 come variante d’accesso e una iX5 M60 più potente. La prima, con circa 335 CV, dovrebbe scattare da 0 a 100 km/h in poco più di sei secondi; la M60, vicina ai 600 CV, potrebbe fermare il cronometro intorno ai quattro secondi netti. Per contenere peso e inerzia serviranno sospensioni evolute e soluzioni tecniche raffinate, e BMW sembra intenzionata a giocarsi bene questa carta.
La iX5 Hydrogen arriverà in un secondo momento. Utilizza una cella a combustibile alimentata a idrogeno liquido per produrre energia a bordo. Nel Regno Unito la rete di rifornimento resta un limite evidente, ma il vantaggio è chiaro: basse emissioni e tempi di rifornimento rapidi, senza attese da colonnina.
Consumi e autonomia
La nuova X5 sarà più grande che mai, quindi non ci si devono aspettare miracoli in termini di consumi o emissioni. Tuttavia, l’adozione diffusa di sistemi mild-hybrid dovrebbe aiutare a mantenere i costi di gestione su livelli competitivi.
Nonostante BMW stia progressivamente riducendo l’offerta diesel (soprattutto nel Regno Unito), è plausibile che le versioni 30d e 40d restino a listino. Il marchio ha ribadito un approccio “tecnologicamente aperto”: se il mercato chiede il diesel, BMW può offrirlo. E su un SUV di grandi dimensioni, per chi percorre lunghe distanze o traina rimorchi, il diesel ha ancora senso.
Le plug-in hybrid dovrebbero garantire almeno 80 km in modalità elettrica pura, forse qualcosa in più se BMW riuscirà a integrare una batteria leggermente più grande rispetto ai 22,1 kWh della 550e, che oggi arriva fino a circa 100 Km.
Per le elettriche, il peso superiore rispetto alla i5 si farà sentire, ma se la i5 eDrive40 con batteria da 81,2 kWh dichiara fino a 575 Km di autonomia, la X5 dovrebbe comunque superare agevolmente i 480 Km con una carica. La M60, più potente, avrà un’autonomia inferiore, ma difficilmente scenderà sotto i 400 Km.
Design: più dinamica, meno “mastodontica” (almeno alla vista)
I prototipi più recenti hanno mostrato dettagli ormai molto vicini alla produzione. Fari, cerchi, maniglie. Il frontale ispirato alla Neue Klasse sembra ormai certo, con firme luminose a doppia “lama” per le luci diurne e griglie a doppio rene più sottili e verticali. Il pannello nero frontale integrerà telecamere e sensori per i sistemi di assistenza.
Il profilo dovrebbe risultare più dinamico rispetto alla generazione attuale. BMW lavorerà anche su alcuni “trucchi” ottici: carreggiata più larga per abbassare visivamente la linea del tetto e una coda più inclinata per migliorare l’aerodinamica. I passaruota muscolosi e i grandi cerchi sono praticamente garantiti.
Curiosa l’assenza delle maniglie tradizionali. Al loro posto, linguette integrate alla base dei montanti B e C, una soluzione già vista su modelli Volvo di ultima generazione.
Al posteriore, i gruppi ottici saranno larghi ma non uniti al centro. Il logo BMW resterà ben visibile tra i due elementi. La targa posizionata sul paraurti permetterà una soglia di carico più bassa, facilitando l’accesso al bagagliaio.
Dentro, debutterà il sistema Panoramic iDrive, destinato a caratterizzare tutte le future BMW. Uno schermo sottile correrà alla base del parabrezza per tutta la larghezza della plancia, mostrando informazioni di guida, autonomia, media e connettività. A questo si affiancherà un grande touchscreen inferiore con Apple CarPlay e Android Auto wireless. BMW ha già confermato che non offrirà CarPlay Ultra. Il classico controller rotativo iDrive, ormai, non farà più parte del pacchetto.
Materiali di alta qualità, rivestimenti Veganza alternativi alla pelle, impianti audio evoluti, head-up display widescreen, sedili e volante riscaldati (e persino portabicchieri riscaldabili) completeranno un ambiente decisamente premium.
Dimensioni e spazio
È quasi certo che la nuova X5 crescerà rispetto all’attuale generazione. La piattaforma CLAR è modulare e potrebbe consentire un passo vicino (o superiore) ai tre metri, aumentando spazio interno e comfort sulle lunghe distanze. BMW, però, dovrà bilanciare dimensioni e agilità. L’obiettivo sarà mantenere una guida precisa nonostante la mole.
Sicurezza e assistenza alla guida
Ed è anche quasi certo che fino all’arrivo della nuova X7 nel 2027, la X5 sarà il modello tecnologicamente più avanzato della gamma BMW. Sono attesi sistemi di assistenza evoluti, funzioni semi-autonome e tecnologie di prevenzione degli incidenti di ultima generazione, integrate nel Panoramic iDrive e nell’head-up display. Per parlare di prezzi invece ci vuole ancora tempo sebbene dall’Inghilterra dicono che sarà realistico aspettarsi un leggero aumento rispetto alle attuali 85.000 euro.
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