Benda: depositato il brevetto del cambio automatico che sfida il DCT di Honda
Benda deposita il brevetto di un cambio a doppia frizione per la LFS 700: un sistema compatto ed economico che sfida l'egemonia del DCT Honda.
Che piaccia o no ai puristi, le trasmissioni automatiche si stanno prendendo poco a poco il mercato delle due ruote. Quella che inizialmente sembrava una scommessa isolata di Honda con il suo celebre sistema a doppia frizione (DCT), oggi è diventata una tendenza globale che sta costringendo gli altri costruttori ad adeguarsi per non restare indietro.
Dal prototipo a sei cilindri al brevetto per la LFS 700
Tra le aziende più attive in questa rincorsa c’è la cinese Benda. Già l’anno scorso il marchio aveva fatto parlare di sé mostrando un prototipo a doppia frizione abbinato a un imponente motore a sei cilindri in linea da 1700 cm³. Ma se quello poteva sembrare un semplice esercizio di stile, l’ultima mossa della casa è decisamente più concreta. E’ stata infatti depositata la domanda di brevetto per un cambio a doppia frizione a innesto continuo destinato a una moto di serie, la streetfighter a quattro cilindri LFS 700.
Le differenze tecniche con Honda
Il principio di base non si discosta da quello usato nell’automotive o sui DCT di Honda. L’albero di ingresso del cambio è diviso in due parti: una si occupa delle marce pari e l’altra di quelle dispari. Ciascuna metà ha una sua frizione dedicata che la collega all’albero motore. Quando si passa da un rapporto all’altro, un controllo elettronico disinnesta una frizione mentre innesta progressivamente l’altra. Il risultato? La marcia entra senza mai scollegare il motore, assicurando una spinta continua e zero interruzioni di trazione.
La vera firma di Benda sta però nella disposizione dei componenti. Nei sistemi tradizionali le frizioni sono montate concentricamente, tutte su un lato del cambio. I progettisti cinesi, invece, hanno scelto di posizionarle alle estremità opposte dell’albero di ingresso diviso, collegandole così a entrambi i lati dell’albero motore.
Una scelta strategica
C’è un altro dettaglio importante che emerge dai documenti. Sul vecchio prototipo a sei cilindri si era ipotizzato un innovativo, ma complesso, design elettromagnetico. Per questo brevetto, invece, si è preferita la concretezza: il sistema sfrutta gli stessi attuatori elettromeccanici che Benda usa già sui suoi modelli con frizione elettronica. Parliamo di una soluzione praticamente identica a quella scelta da Honda per le sue moto dotate di E-Clutch. Il vantaggio è evidente: è un meccanismo decisamente più semplice, leggero ed economico rispetto ai pesanti circuiti idraulici dei normali cambi DCT.
Cosa aspettarsi adesso?
Come sempre accade con i brevetti, l’incognita è la produzione reale. Bisognerà vedere se e quando questo progetto si trasformerà in una moto da concessionaria. Se dovesse succedere, è logico pensare che la tecnologia non si fermerà alla sola LFS 700. Benda potrebbe facilmente trapiantare il sistema sulle altre moto che condividono lo stesso motore quattro cilindri da 680 cm³: la muscle-cruiser LFC 700 e, perché no, la sportiva LFR700, che avevamo visto come concept bike nel “lontano” 2023.