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Prova Leapmotor C10 REEV, l’ibrida cinese che non ti aspetti | Video

Ecco come va il SUV con range extender cinese che non teme l'ansia da autonomia

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Daniele Mancin
Daniele Mancin
Pubblicato il 13 apr 2025

È da qualche tempo che in casa Stellantis si sta cercando di ritornare a guardare verso listini leggermente più accessibili. Un trend che stiamo vedendo sempre più distintamente, ad esempio con la nuova C3 della Citroen e da poco anche con l’imbarco nel gruppo di questo nuovo marchio proveniente dalla Cina, ossia Leapmotor.

In gamma per ora i modelli sono solamente due e coprono segmenti praticamente agli antipodi tra loro, ossia la T03, una piccola citycar, e la recente C10, sport utility di segmento D. Lanciata inizialmente solamente come BEV, la C10 scende ora in campo anche con una interessante variante con range extender. Un sistema che ha un funzionamento tutto suo e che si è dimostrato degno di attenzione.

SCHEDA TECNICA

  • Lunghezza: 4,74 metri
  • Larghezza: 1,90 metri
  • Altezza: 1,68 metri
  • Passo: 2,82 metri
  • Altezza da terra: 18 cm
  • Capacità bagagliaio: 400/1375 litri
  • Motore termico: 1.2 benzina, quattro cilindri, 68 cv
  • Motore elettrico: 215 CV
  • Coppia: 320 Nm
  • Capacità del serbatoio: 50 litri
  • Autonomia complessiva: fino a 970 chilometri

COSA CAMBIA DALLA C10 BEV?

La base meccanica per molti elementi rimane quella lanciata inizialmente, ovvero con lo schema che caratterizza la variante BEV. Rimane infatti il motore di trazione, quello elettrico, lo troviamo ancora in posizione arretrata a dare trazione alle ruote posteriori. Sviluppa 215 cavalli e 320 Nm di coppia massima, permettendo alla C10 di accelerare da fermo a 100 chilometri all’ora in 8 secondi e mezzo, per una velocità di punta di 170 km/h.

Quello che cambia è la presenza di un motore endotermico a benzina posizionato sotto il cofano anteriore. Quest’ultimo non va mai in presa alle ruote ma funge solamente da generatore per alimentare il motore elettrico di trazione vero e proprio. La batteria ha una capacità minore, pari a 28,4 kWh netti in luogo dei 70 kWh dell’accumulatore della variante 100% elettrica.

COME SI PRESENTA ESTERNAMENTE

Leapmotor C10 esternamente si presenta come una Sport Utility con delle linee secondo noi molto armoniche e filanti, sebbene nella sezione di coda e nel frontale siano riconoscibili un paio di citazioni stilistiche. Sul frontale spiccano i gruppi ottici a sviluppo orizzontale collegati da una finta calandra trasparente al di sotto della linea di chiusura del cofano. Lo stesso discorso stilistico viene ripreso nella porzione di coda, con proiettori affilati e orizzontali collegati da un elemento centrale che crea una continuità stilistica.

Al di sotto, molto ben leggibile, il lettering esteso di Leapmotor. La linea di cintura è alta e offre una sensazione di protezione quando si sale a bordo. La lunghezza complessiva è di 4 metri e 74, e ciò la colloca nel pieno di un segmento D. Ciò che conta, però, è il passo di 2 metri e 82. Questo dato, applicato ad una piattaforma nativa elettrica, dona un’abitabilità davvero alta, soprattutto per i sedili posteriori.

I cerchi in lega sono da 20 pollici e aumentano la sportività e l’eleganza della vista laterale. Nonostante questo non impattano eccessivamente sulla capacità di assorbire le sconnessioni, consentendo allo stesso tempo una buona dinamica anche se si forza un po’ il ritmo.

COSA ABBIAMO TROVATO DENTRO

Per il resto la variante range extender di questa SUV medio grande partorita da Leapmotor è rimasta abbastanza invariata. L’atmosfera dell’interno ci ha sorpreso in positivo in quanto a qualità costruttiva. I materiali impiegati nei rivestimenti della plancia e dei pannelli delle portiere sono di fattura molto buona, sono ben assemblati e restituiscono una sensazione di qualità diffusa. Un elemento non sempre riscontrabile quando si parla di vetture di produzione cinese.

La cifra distintiva degli interni è sicuramente il minimalismo, con pochissimi comandi fisici e tante superfici piane che rilassano lo sguardo. L’impostazione della selleria è prettamente cinese, con sedute estremamente confortevoli e che privilegiano la morbidezza e il confort alla sportività in sé e per sé. Diversi elementi sembrano qualcosa di più di una citazione ad elementi di un grosso player americano nel campo delle elettriche, a cominciare dal disegno della plancia, dallo schema del radar sul quadro per finire allo schermo centrale da 14,6 pollici di diagonale.

Tutto passa da qui: se da un lato non stupisce che radio e navigazione siano in toto governabili tramite lo schermo touch, dall’altro può destabilizzare il fatto di non trovare delle bocchette regolabili o dei comandi fisici relativi alla climatizzazione. In definitiva sui sedili della C10 REEV si viaggia in grande confort, grazie alla loro conformazione, alla morbidezza del rivestimento e grazie all’imbottitura cedevole il giusto.

Il passo di 282 centimetri si ripercuote alla grande nello spazio a disposizione della seconda fila di sedili. Si viaggia bene anche in cinque passeggeri, mancando il tunnel centrale, inevitabile con una trazione posteriore a schema classico. E infine la capacità di carico, che parte da 400 litri minimi per superare di slancio i 1300 litri con i sedili posteriori abbattuti.

COME VA SU STRADA

Raccontare come funziona il sistema ibrido della C10 Range Extended EV non è una cosa immediata. Quello che si può dire a primo impatto è che si tratta di un ibrido in serie. Il motore termico assolve solamente alla funzione di generatore di corrente e non va mai in presa diretta con le ruote, come succede su diversi sistemi della concorrenza. Quattro sono le modalità che si possono scegliere. EV+, EV, FUEL, e POWER +, a seconda di quanta sportività ci si senta di sfoderare al volante della C10, ma, soprattutto, anche in funzione di quanta carica residua della batteria vogliamo rimanga nelle disponibilità dell’auto.

Dal nostro primo contatto avvenuto tra Milano e il lago di Garda ci siamo potuti rendere conto che, se da un lato andare in full electric hai i suoi vantaggi in termini di fluidità di marcia e silenziosità, dall’altro, una volta che la batteria è prossima ad esaurirsi, per continuare si porta il motore termico da appena 68 CV a sobbarcarsi un super lavoro che non gli è proprio. Meglio dunque scegliere profili che salvino una porzione maggiore di carica residua e bilanciare i due “carburanti”. In questo modo si ottiene il meglio sia dai consumi, che possono scendere fino ai 6 litri per 100 chilometri in uso ibrido, sia per la silenziosità di marcia che il range extender può garantire.

Resta il fatto che è caldamente consigliato caricare l’auto alla colonnina il più possibile, per sfruttare ancora di più le potenzialità del sistema, che se ben adoperato può rivelarsi abbastanza interessante. Tuttavia, un sistema ibrido plug-in di questo tipo, soffre molto meno una mancanza di ricarica alla colonnina, permettendo comunque dei buoni consumi anche a coloro che non possono o non vogliono ricaricare la batteria con regolarità. L’acquisizione della maggioranza della divisione europea di Leapmotor da parte di Stellantis ha poi comportato uno sciacquare i panni “in Dora” per quanto riguarda l’assetto.

Notoriamente il gusto dei costruttori cinesi e della loro clientela privilegia auto dall’andamento molto morbido e poco reattivo, per far fronte a manti stradali non sempre in ottime condizioni. La C10 in questo è stata rivista dai tecnici di Stellantis per essere leggermente irrigidita e restituire in questo modo una maggiore fedeltà nel comportamento dinamico e una dinamica di guida maggiormente reattiva. Il punto di partenza era già buono in partenza in realtà, con uno schema MacPherson all’avantreno e un multibraccio al retrotreno.

PREZZO E CONCLUSIONI

Una delle frecce all’arco di Leapmotor in questa discesa europea, oltre al buon contenuto tecnologico e alla buona qualità costruttiva complessiva è costituita sicuramente dal prezzo di listino, interessante in relazione al segmento di appartenenza. L’offerta lancio vede un’apertura a 33.900 euro per il primo periodo di promozione per poi salire a 37.400 euro: stessa cifra sia per l’ibrida plug-in sia per la totalmente elettrica.

Un veicolo che dentro di sé ha racchiuso uno sforzo concreto nel contenimento dei consumi, ma con uno stile prettamente europeo e una rete di vendita capillare che aiuterà nella penetrazione del mercato italiano, sia in fase di vendita e, non di meno, nella fase di assistenza e post-vendita, uno dei talloni di Achille delle auto del Dragone.

VIDEO

https://youtu.be/QdBSnbDE23w

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Commenti Regolamento
M
Makko Makkino 01 Jan 1970 @ 00:00

a qualcuno fotte qualcosa di TE ? non mi pare...AndyPIRLA, tonatene nel buco da cui cerchi tristemente di uscire....sociopatico!

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Che tu fai 5,1 in autostrada NON vuoldire che la Yeti li fa.
Anche la mia 308 HDi fa 18 a litro in autostrada... ma nelle prove fa 16.

La tua Yeti in città fa 10 litro, contro i 0lX100 Km di questa. In autostrada 7,5LX100 Km. Questi i dati delle prove

A
Andy 01 Jan 1970 @ 00:00

Queste sono tutte dei mattoni da 25 quintali!!!!

A
Andy 01 Jan 1970 @ 00:00

La mia Skoda yeti a benza fa 5,1 in autostrada a 125 kmh.....in estraurbano fa 4,8....... quindi c'è una bella differenza da auto a auto!!!!

A
Andy 01 Jan 1970 @ 00:00

Brutta e inutile.....mai e poi mai comprerò un auto Hybrid dove la batteria dopo alcuni anni ti lascia a piedi per modiche cifre di 3-4-5 Mila euro per ripristinarle....allora meglio un elettrica totale....comunque dove sono i ricambi di questa?..ahahah

D
Dyaale®🇮🇹 01 Jan 1970 @ 00:00

brutta come la carestia....

G
Giuseppe capozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

auto molto interessante ove nella sua fascia di prezzo non ha rivali

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Quest'auto secondo me lascia il tempo che trova, perché è grossa ma con poca capacità di carico, il che lo trovo un controsenso.
Per il resto, il fatto che un'auto pesi una, due o tre tonnellate è irrilevante, ci devi caricare le valigie, ti interessa quello. Il peso al limite ti crea problemi per i consumi, ma a parte quello non gliene frega nulla a nessuno di quanto pesi l'auto.

Ci può essere poi chi ha tutte auto grosse, ma per quella che è la mia esperienza in genere va per la maggiore l'auto principale più carrozzata e l'auto secondaria che è una city car o un'utilitaria. Poi magari è un'utilitaria rialzata, ma quello serve solo per spennare soldi agli allocchi che pensano di fare fuoristrada perché hanno la macchina più alta di 5cm da terra.

P
Phabio 01 Jan 1970 @ 00:00

Quante famiglie hanno più di 2 figli da aver bisogno costantemente di un'auto da 2 tonnellate? Io con 3 fratelli in Sardegna (e giravamo abbastanza tutti insieme visto che vivevamo a sud ovest, ma i miei genitori erano di altri due paesi dall'altra parte dell'isola) la più grande auto che abbiamo avuto era una Mondeo, ma la prima uscita non quella di ora che è praticamente 5 metri (poi la seconda auto perchè anche mia mamma lavorava fuori ovviamente). Ormai siamo al punto che il padre ha l'X5, la mamma l'X3 e il figlio la serie 1 e tutti e 3 escono da Milano 1 volta al mese quando va bene.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Ragionamento sbagliato.
Quando compri un'auto non la compri solo in ottica del tragitto casa-lavoro ma anche delle altre esigenze, come quando devi portare i figli a spasso o c'è da fare la gita in famiglia. Nessuno si sognerebbe di avere solo city car per noleggiare l'auto delle vacanze ogni volta. L'approccio casa-lavoro è più quello da seconda auto, che infatti è generalmente un'utilitaria.

Il vero problema di quest'auto è che ha scarsa capacità di carico a fronte di dimensioni davvero elevate.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma in realtà i consumi non sono tanto male considerate le dimensioni dell'auto e la zavorra del pacco batterie. Un SUV a benzina di quelle dimensioni difficilmente consumerà di meno.

P
PadreMaronno 01 Jan 1970 @ 00:00

Ste schede tecniche son sempre di parte, ci sono sempre i dati che vogliono loro mai un elenco completo. Mi dai una scheda tecnica dove non c'è scritta la massa del veicolo, grandezza fisica importantissima. Per per favore. L'efficienza poi è massima, un motore benzina che produce corrente è come vedere i caricatori supercharger con il gruppo elettrogeno dientro 🤐

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Ed abbiamo taciuto il prezzo, 35000€, ossia il costo di una 3008 tre cilindri che fa 16,6 a litro dal 1° chilometro, con prestazioni ben piú basse di questo e ad occhio meno accessoriato.

Un affare insomma.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi ero confuso io.

145Km WLTP, 85 nel 20-80, 60 Km reali, tutti i giorni.

Quanti giorni superi 60 Km continuativi?

Perchè se torno a casa lo allaccio e carico. E quando li ho finiti passo a 16,5 Km a litro.

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

perché dai i numeri parlando di 200km in wltp se ne fa "fino a 145km" ? 🙄

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Perchè gli altri DSUV quanto fanno?

E questo fa 16,6 Kml DOPO che ha percorso 200Km WLTP in elettrico, diciamo 120 nel 20-80, 90 Km reali nel 20-80.

Quindi la maggiorparte dei giorni il motore benzina resta spento.

p
piervittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

L'efficienza è il rendimento termodinamico eh, non c'entra una sega col consumo del veicolo.
In questo caso, l'endotermico funziona come gruppo elettrogeno, non come motore per trazione, ed avrà sicuramente (come tutti i motori destinati a quell'uso), un altissimo rendimento (ovvero la massima capacità di trasformazione dell'energia chimica contenuta nella benzina in kwh da immagazzinare nella batteria).

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché quanto dovrebbe essere il consumo di una ibrida normale di queste dimensioni?
Se fosse sempre più efficiente in qualsiasi tipo di guida allora tutte le ibride in circolazione avrebbero un sistema simile, cioè simil Nissan E-Power, invece ci sono vantaggi e svantaggi.

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Non nascondiamoci dietro un dito, da un motore a succo di dinosauro che funge soltanto da generatore ci si aspetta un'efficienza maggiore...

p
piervittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

Questi veicoli hanno senso solo se li usi normalmente in modalità elettrica, ricaricando a casa o in azienda, dato che comunque hai 100km di autonomia reale, riservando l'utilizzo in modalità ibrida quella volte che devi fare più di 100km.
Ad esempio, nel mio utilizzo tipico (percorro circa 15.000km annui), due terzi del chilometraggio sarebbe in elettrico puro (raramente percorro più di 100km in un giorno) e solo 5000 km in ibrido, dunque u famosi 16.5 km litro li calcoli solo su quelli (300 litri di benzina annui in tutto).

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Dipende, però dal mio punto di vista, invecchiando preferisco stare comodo e se devo caricare qualcosa non smad0nn4r3 tre ore per fare tetris nel bagagliaio, ma io ho ancora un figlio relativamente piccolo, magari in futuro cambierò idea

P
Phabio 01 Jan 1970 @ 00:00

Io non capisco come in media ci sia poco più di una persona su ogni automobile ma tutti vogliano il macchinone di 5 metri che consuma il 30% in più quando va bene, occupa più spazio e deve avere chili di batterie per arrivare ad avere i consumi di una 2 litri benzina di categoria C.

M
Matteo Bottoli 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda che è un macchinone...cosa pretendi di fare i 22 come un diesel?

L
Luca 01 Jan 1970 @ 00:00
In questo modo si ottiene il meglio sia dai consumi, che possono scendere fino ai 6 litri per 100 chilometri in uso ibrido

Tutto sto casino per fare i 16,5Km/l!