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Marelli, la fabbrica di Crevalcore verso la chiusura. 230 dipendenti a rischio

Per il 22 settembre è stato indetto uno sciopero di 8 ore

Marelli, la fabbrica di Crevalcore verso la chiusura. 230 dipendenti a rischio
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 21 set 2023

L'impianto di Crevalcore (Bologna) della Marelli va verso la chiusura. Sono circa 230 i posti di lavoro a rischio a seguito di questa decisione. L'azienda, infatti, ha fatto sapere che le attività dello stabilimento dovrebbero terminare all'inizio del prossimo anno, con una parte della produzione che sarà spostata nella fabbrica di Bari.

Il motivo di questa decisione? Innanzitutto il risultato negativo dell'anno. Si parla, infatti, di una perdita di circa 6 milioni di euro dipesa, prevalentemente, dall'aumento del costo dell'energia. In secondo luogo, la scelta di chiudere l'impianto deriva dalla dinamica negativa delle attività legate al motore endotermico. Oggi, il tasso di utilizzo della capacità produttiva è al 45% ma la società si aspetta che cali fino al 20% entro il 2027.

Ricordiamo che all'interno dello stabilimento di Crevalcore oggi si producono collettori di aspirazione e pressofusi di alluminio per motori endotermici. Questo impianto, dunque, sconta il processo di transizione verso la mobilità elettrica che vedrà sempre più calare le richieste di componenti per i motori endotermici e la mancanza di una politica di riconversione.

Risultato economico negativo e aumento del costo dell'energia, nonché una dinamica negativa delle attività legate al motore endotermico che oggi porta a un utilizzo del 45% della capacità produttiva del gruppo e che calerebbe anno dopo anno fino ad arrivare al 20% nel 2027 e sparire nel 2030. Ciò si è tradotto in una contrazione del fatturato dal 2017 a oggi pari a oltre il 30% e una perdita costante  in termini di profittabilità.

LA MOBILITAZIONE

Ovviamente, la notizia della chiusura dell'impianto ha scatenato una vera e propria bufera con i sindacati che hanno definito inaccettabile la decisione della Marelli. Inoltre, accusano la società di non aver previsto alcun investimento per la transizione all’elettrico.

I sindacati puntano il dito anche contro il Governo, evidenziando la mancanza di una politica industriale dedicata all'automotive. Senza una strategia, per le sigle sindacali, la chiusura di Crevalcore potrebbe essere solo la prima di una lunga serie. Per il 22 settembre è stato anche indetto uno sciopero di 8 ore in tutto il gruppo Marelli per chiedere all'azienda di rivedere la decisione di chiudere lo stabilimento.

È da tempo che chiediamo riconversioni per le fabbriche legate al motore termico, senza le quali la chiusura di Crevalcore sarà solo la prima di una lunga serie, così come chiediamo di concentrare le risorse pubbliche sulle leve che possono salvaguardare e rilanciare l'industria di esportazione. È su queste priorità che si deve concentrare l'interesse del Ministero del Made in Italy e delle Imprese, trasformando le dichiarazioni di principio sull'automotive in atti concreti. Per chiedere a Marelli di ritirare la decisione di chiusura della fabbrica di Crevalcore e per chiedere al Governo di convocare un tavolo di confronto, si proclama la mobilitazione permanente a Crevalcore e otto ore di sciopero in tutto il gruppo per venerdì 22 settembre.

Marelli che ha iniziato un dialogo con le organizzazioni sindacali e le istituzioni per individuare la migliore soluzione possibile per tale situazione, ha comunque ribadito che l'Italia rimane centrale nella sua strategia, perché centro di rilievo per ingegneria, ricerca e sviluppo ed un importante polo produttivo.

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Commenti Regolamento
D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Se non nulla da dire sulle mie parole, che non preveda di inventarti cose che non ho scritto, vien da pensare che tu sia daccordo.
Ma non lo credo. E vedendo gli esempi che fai si intuisce che proprio non hai capito molto di quanto ho detto.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Allora non c'è altro da aggiungere.

Il destino di quello stabilimento è segnato.
O fa componenti per nicchie supersportive che esisteranno anche fra 100 anni probabilmente o quello stabilimento si troverà inevitabilmente fuori mercato. È inevitabile.

E stellantis non produce solo endotermiche in Polonia, produce anche la 600 e la Renaegade.

Giusto per dire cosa resterà dell'industria automobilistica italiana.

La Morrovalley con le supersportive.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

E dove avrei mai scritto che in quello stabilimento producono componenti per auto elettriche? E' scritto chiaramente e più di una volta l'esatto opposto.
Ma di cosa parliamo se poi ti dimostri non in grado di comprendere quanto scrivo?

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

NO, in quello stabilimento NON producono componenti per auto elettriche.
Producono componenti per auto termiche tipo collettori di aspirazione, mi risulta.

Quindi se non è oggi è fra due anni ma il destino è segnato di quello stabilimento

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Le azioni servono a guardare la realtà dei fatti: non è una azienda in crisi, tutt'altro!
E risulta quindi falsa l'impressione che cerchi di dare quando parli di come dovrebbero essersi ristrutturati per cavalcare un'onda che in realtà stanno già cavalcando (Marelli produce già elettrico e componenti per esso!!), ma in altri stabilimenti.

Se in quello stabilimento oggi producevano batterie (o componentistica per EV, visto che è quello in core business di Marelli) non ne avrebbero aperto uno o più di uno in altre zone che già quello fanno! Ma che ragionamenti da asilo nido vuoi costantemente portare avanti? E oltretutto con con toni da uno che ha la verità in tasca... Ma che davero davero vogliamo raccontarla? E sperare pure che qualcuno ci creda?: queste frasi recitale davanti ad uno specchio chissà che non ti aiutino!

Quindi quando Stellantis produce i suoi veicoli endotermici in Polonia lo fa perchè l'Italia osteggia l'elettrico? O forse, come per qualunque tipo di industria, si cercano le condizioni migliori ed è molto limitato intellettualmente concentrare questa motivazione solo su una tipologia di indistria?
Ma porca pupazza tu ragioni con il cervello o esclusivamente con l'ideologia di difendere le EV?

Come troppo spesso accade con te non riesci a cogliere nulla differente dalla prima idea che ti sei fatto su un argomento anche quando questa è infarcita di palesi errori e per portarla avanti fai discorsi che di logico hanno praticamente nulla e sono estremamente faziosi.

P.s. l'elettrico favorisce certamente i Cinesi. Ci sono decine di motivazioni. Ma la più importante è il know-How.
Avere un centinaio di anni di conoscenza di una metodologia che viene abbandonata a favore di una nuova mette tutti sullo stesso piano togliendo ovviamente il vantaggio di chi aveva quel Know-How che domani non avrà più valore.
E' indiscutibile questo punto.
E va scisso con l'errore di non essersi creati un nuovo Know-How sulla nuova tecnologia rapidamente come chi lì ha investito. Ma va anche capito che non sempre è facile mantenere il piede in 2 scarpe.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti è una fabbrica di pistoni

j
jimbomix 01 Jan 1970 @ 00:00

Queste sono le conseguenze della solita politica fallimentare italiana. Poveri noi...

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma che centrano le azioni?
Le azioni mica dipendono da UNO stabilimento con 100 operai. Ma che davero davero vogliamo raccontarla? E sperare pure che qualcuno ci creda?
Se in quello stabilimento si producevano batterie OGGI non starebbero dietro alla richiesta. Questa è la verità lampante.
SI, ci hanno raccontato che l'elettrico favorisce i cinesi e il MELIO sono le brum brum.

QUESTRI SONO I RISULTATI nell'essere rimasti fermi alle brum brum, che Tesla e BYD fanno i MLD e da noi mano a mano che la rischesta di termiche si abbasserà ci saraà la desertificazione industriale.

NON è l'azienda che lo osteggia E? IL PAESE che lo osteggia inutile cercare di nasconderci dietro un dito. Tesla è in Germania NON in Italia. BYD, SAIC NON mi risulta che stanno cercando in italia.

Marelli produrrà elettrico da un'altra parte a loro cosa cambia? Seguiranno il mercato dove incontrano condizioni favorevoli, coin energia a basso costo e filiere e Know-how a mazzi.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Sei tu che dici:
"È il vantaggio di cavalcare l'onda, se in questo stabilimento si producevano batterie, inverter, pannelli FV, pale eoliche avrebbero la coda di ordini e sarebbero su linkedin a cercare personale."

Se in quello stabilimento avessero dovuto produrre ciò che indichi non lo avrebbero neppure aperto nel 1973.
Infatti lo aprirono per cavalcare quell'onda, legata ai motori endotermici, che ora è finita.

E credo non si possa dire che non si sia adattata al cambiamento visto che in questo periodo di transizione energetica, negli ultimi 5 anni, le sue azioni sono aumentati del 118%.

Non è che il tuo "cavalcare l'onda" è buono a prescindere solo perchè lo osservi esclusivamente dal lato che lo fa apparire buono oggi.
Quindi se ci sono cose corrette in quello che dici trovo che lo fai in riferimento ad un qualcosa che fa invece apparire poco corrette le stesse parole.
Discorso comunque che ti ho già fatto altre N volte...

P.s. "osteggiare l'elettrico" non capisco cosa centri nel contesto. non mi pare di essermi assolutamente espresso in quel contesto e non si parla di una azienda che lo osteggia.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Eppure chiude il termico. Il problema NON è l'elettrico in cui mi rtisulta che i leader siano altri ma lasciando stare.

Il punto è aver lontnamanete creduto che 4 gatti se non compravano elettrico salvavano la produzione italiana.

A ME di quello che produce Marelli fuori dall'Italia... frega il giusto perchè NOn sono azionista Marelli.

Ma resta il fatto che cercare di osteggiare ostinatamente l'elettrrico si è dimostrato NON solo INUTILE ma controproducente.

CVD da mesi. Ed ancora siamo all'inizio il peggio è avanti.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Marelli produce anche e molto proprio nel settore elettrico, ovviamente dire occupandosi di componentistiche per automotive e credo non essendo una azienda di sprovveduti, o almeno io fatico a considerare tale una azienda che arriva ai suoi traguardi, pur non conoscendola poi molto bene.
E non è poi affatto strano che una azienda con circa100 siti produttivi sparsi in 3 dei 5 continenti differenzi anche molto le sue lavorazioni.

Il tuo discorso male si approccia alla realtà di quel gruppo che se non ricordo male è pure fornitrice di motori in Formula E.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

A me pare che la Marelli qualcosa nel campo motori elettrici lo faccia...

F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

Iniziamo a togliere i 20 miliardi all'anno che spendiamo di agevolazioni per petrolio e gas, e vediamo quale è la tecnologia meno conveniente....

A
Alessandro 01 Jan 1970 @ 00:00

Non hai capito che ad oggi non c'è nessuna imposizione e chi compra può scegliere quello che vuole fino al 2035, quando entrerà in vigore il divieto per i termici.

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

In Europa siamo obbligati, non fa testo, ma ci arrivi o no?
In Cina quanto costano rispetto le termiche? Avete la segatura nel cervello ed andate avanti a blaterare.
Nessuno dice che un motore elettrico sia meno performante di un termico, si sa quale sia il rendimento, ma si parla di mezzi di trasporto funzionali alla vita ed al tenore di vita di chi dovrebbe usarli.

PS tolta la Tesla, queste sono le auto più vendute in Europa, altro che elettriche:
Tesla Model Y: 136.564.
Dacia Sandero: 123.408.
Volkswagen T-Roc: 111.692.
Peugeot 208: 105.699.
Opel Corsa: 105.637.
Renault Clio: 100.298.
Toyota Yaris Cross: 96.214.
Fiat/Abarth 500: 90.464.

A
Alessandro 01 Jan 1970 @ 00:00

O hai sbagliato a chi rispondere oppure tu hai le idee confuse. Se lo stabilimento è legato principalmente o esclusivamente al motore endotermico è abbastanza normale che sia in crisi visto che le elettriche si vendono sempre di più (guarda al mercato mondiale non solo l'Italia)

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Cambia spacciatore. Te la suoni e te la canti da solo sulla base del nulla

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

E SI è proprio così IL SOGNO.

La realtà è che l'Italia è al 3,8% di vendite auto eletrriche e bi siete illusi che questo avrebbe ostacolato la transizione energetica.

Peccato che con 1,4mln di auto è una pagliuzza nel vento di 85mln di auto mondiali.
E che la Cina (30% del mercato globale) è al 20% BEV e con le PHEV arriva al 33% circa di auto con la spina.

In USA quest'anno arriveranno al 10% e la crescita economica degli USA sarà superiore alla Cina nel 2023.

È il vantaggio di cavalcare l'onda, se in questo stabilimento si producevano batterie, inverter, pannelli FV, pale eoliche avrebbero la coda di ordini e sarebbero su linkedin a cercare personale.

Purtroppo producono per una tecnologia che vende sempre meno.

È lì il problema.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo arrivavi tu ed un altro milione di soldati del webbe e imponevate alla Cina le BRUM BRUM e agli USA di non varare l'IRA vero? Ahahahaha con due post mettevamo KO due potenze mondiali.

A chiacchiere è tutto semplice poi devi pagare il petrolio 90$ a barile e magari in Francia col 70% di nucleare o in Germnia col 55% di rinnovabili si chiedevano perchè spendere 2€ X fare 18Km qua do possono farne 40?
Per far piacere a te?

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

È quello che succede quando aziende come Tesla fanno gli stramiliardi vendendo milioni di elettriche in tutto il mondo e tu produci collettori di aspirazione per macchine che vendono sempre meno.

Se producevano batterie LFP come BYD o CATL i clienti litigavano per accaparrarsi una commessa.

Ma tu eri uno di quelli che leggendo che bastava non comorare elettrico e scrivere qualche cosa sul webbe bastava VERO?
Ebbene NO e questo è l'antipasto nei prox DUE ANNI non decenni serviranno primo, secondo e contorno.

Ma Tesla fallisce domani, la bolla scoppierà e BYD fallirà pure.

L'importante è ripeterlo e CREDERCI.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

tra l'altro pare l'abbiano fatta sporca, nel senso annunciato ora ma pianificato già tempo fa

A
Alessandro 01 Jan 1970 @ 00:00

Non c'entra niente. Guarda quali sono le auto più vendute in Europa ma anche in Cina dove non c'è nessuna legge, simile a quella europea, ma il pubblico sceglie automaticamente le auto più efficienti.

e
ermete74 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando parlano infatti di tagliare il cuneo fiscale, non spiegano che:
O tagli l'Inps che determina la pensione del lavoratore.
O tagli l'Irpef che sono l'entrare che lo Stato italiano deve utilizzare per garantirci quei famosi servizi tra cui la sanità gratuita e che dovrebbe essere di qualità.
Oppure la parte di queste due tasse che tagli dovrebbe metterla lo Stato italiano che alla fine si ritrova meno risorse come per il taglio dell'Irpef e torniamo al punto di partenza.

l
luc tresson 01 Jan 1970 @ 00:00

Marelli già produce e sviluppa propulsori elettrici, strumentazione elettronica di bordo, sospensioni fari e altre componenti che possono essere senza dubbio utilizzate in una BEV. Se chiude una fabbrica di componenti per motori termici non vuol dire che non possa aprire o aumentare la produzione di altre fabbriche di sua proprietà in giro per il mondo. Il vero problema è che probabilmente non l'aprirà in Italia ma in altri paesi dove il costo del lavoro è nettamente inferiore.

P
PositiveVibes 01 Jan 1970 @ 00:00

Queste cose succedono quando i dirigenti preferiscono guardare al passato piuttosto che al futuro

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Ovvio altrimenti si che sarei preoccupato

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Evito di ripetere cose già dette da altri......
Crevalcore chiude perché produce parti per gli endotermico.
Causa le normative..... che ora stanno rivedendo.... I costruttori sono stati costretti ad investire verso le EV.
Cosa pensi accada a tutti gli stabilimenti e a tutti i fornitori che non troveranno la maniera di riconvertirsi?
Colpa dei cinesi?

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

🙂🤦‍♂️

P
Pablito 01 Jan 1970 @ 00:00

No! Non può solo regalare soldi. Sta alla politica creare le basi per far crescere e vivere l'industria. Sta alla politica dare le possibilità a chi lavora di lavorare al meglio e non parlo, prima che arrivino a sottolinearlo, della tassazione che uccide, ma di dare a tutti lo stesso tipo di possibilità e opportunità. Poi se uno è incapace, amen, fallisca. Ma anche lì che fallisca secondo le regole e leggi e non per intascare soldi pubblici

r
rsMkII 01 Jan 1970 @ 00:00

Con su scritto "eravamo i migliori", fatti in collaborazione con Lancia che quando senti un appassionato si strappa i capelli urlando alla gloria del passato ma quando le vedi in giro ti strappi tu gli occhi

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00
I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Che boiate dici? La politica sta imponendo la transizione verso l'auto a batteria, con il divieto di vendita dei termici, agevolazioni varie come incentivi rottamazione statali e regionali e niente bollo, blocchi di traffico per i termici, parcheggi gratis per gli elettrici, agevolazioni assicurative per le elettriche... Su questo argomento c'è tutto tranne che un mercato libero dalla politica.

S
SoUlSnAkE 01 Jan 1970 @ 00:00

Servirebbe un piano di rilancio per tutto il settore e ci sarebbero anche i fondi del pnrr per farlo (vedasi la spagna), ma a noi cosa importa…. qua con la Giorgia nazionale va tutto bene!!!! Ci sono altri problemi ben più gravi tipo i migranti !!, inseguire gli scafisti in tutto il globoterracqueo, proteggere i bambini dai lgbt, i rave, e tutte le cose serie!!11!!!!!!!, a noi non serve nessun piano anzi i sodi del pnrr neanche gli vogliamo

L
Luca Rissi 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto, come quando vanno in tv a parlare delle “tasse sul lavoro” senza rendersi conto del fatto che il famoso costo del lavoro aziendale vede come voci principali i contributi pensionistici ed assistenziali PRO lavoratore, il tfr ( che va al lavoratore), gli accantonamenti ferie (con cui si paga il lavoratore, quindi pro lavoratore), la quota aziendale delle malattie (pagate Al lavoratore) e che “le tasse” le paga SOLO il lavoratore PER IL TRAMITE del datore (che non mette un euro). Ho semplificato ma tagliare il COSTO del lavoro vuol dire, oggi, togliere voci di spesa PRO lavoratore, a meno che la parte tagliata non la metta lo stato (che siamo tutti noi). Vanno in tv a parlare e neppure saprebbero togliersi un dito da dietro… se trovassero davanti a se qualcuno con le palle verrebbero sbriciolati in diretta nazionale ma il bello e’ che non lo trovano perché sono uno peggio dell’altro (ti pare che il manager di una multinazionale che guadagna con la carriola vada a fare il politico con Durigon e Fratoianni per farsi insultare da 50 milioni di persone? Ci vanno i disperati )

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Rimarrà solo la produzione per le calamite da attaccare al frigorifero

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

No, é per la scelta politica. Senza scelta politica i costruttori non avrebbero fatto all-in sull'elettrico e senza all in la gente avrebbe continuato a comprare normale.
Il mercato va nella direzione dei prodotti migliori per le persone e le elettriche danno oggettivamente sbatti con i quali nessuno vorrebbe scendere a compromessi

L
Luca Rissi 01 Jan 1970 @ 00:00

Conosco i sindacati molto ma molto bene, da vicinissimo. Posso assicurare che sappiano perfettamente di dire spesso stupidaggini populiste, semplicemente dietro le quinte ridacchiano e se ne fottono. Loro campano cosi, fra rimborsi spese gonfiati, piaceri per i propri parenti, cene (di pesce) post vertenze con i soldi degli iscritti e contributi aziendali ecc ecc. Non sono scemi ne’ hanno alcun ideale, recitano quanto basta per campare. Gli esseri umani sono mediamente tutti uguali e tutti miserabili.

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Noi facciamo moto bene le lavorazioni standard. In architettura se ti serve qualcosa di complicato e particolarmente raffinato ti rivolgi a tedeschi e Inglesi. Qualche volta ai francesi ma in Italia non si fa proprio.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Ni… non mi meraviglierebbe scoprire tra qualche mese Marelli che aumenta e/o ingrandisce gli stabilimenti asiatici…
Marelli continua a fatturare e a stare in salute, ma ovviamente produrre da altre parti costa meno🤷‍♂️
Salvo poi lamentarsi se fra qualche anno ci sarà una azienda 100% cinese che li soppianterà sul loro stesso terreno

D
Diego Falcinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

il bello che negli anni 2000/2010 ci fu un picco di queste idee e di invetimenti (ed aggiungo per fortuna oggi ci furono).. ma spesso erano per lo più per attirare "voti", poco piu di spot elettorali il tutto disperso nel vento. Cerca Algowatt (ex ternienergia) e la storia che ha avuto. Ti scenderanno le lacrime. Anche se ancora esiste sia chiaro.... ma con la sensazione di quello che poteva e non è stato.

S
SoUlSnAkE 01 Jan 1970 @ 00:00

Servirebbe un piano di rilancio per tutto il settore e ci sarebbero anche i fondi del pnrr per farlo (vedasi la spagna), ma a noi che c’è frega…. qua con la Giorgia nazionale va tutto bene!!!! Ci sono altri problemi ben più gravi tipo i migranti !!, inseguire gli scafisti in tutto il globoterracqueo, proteggere i bambini dai lgbt, i rave, e tutte le cose serie!!11!!!!!!!, a noi non serve nessun piano anzi i sodi del pnrr neanche gli vogliamo!!!!

D
Diego Falcinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

Grazie. Cosi mi lusinghi... conferma che non ti ho pagato però... AHAHHHA!!! ;-)

R
Recario 01 Jan 1970 @ 00:00

In questo paese manca da almeno una quarantina d'anni, una classe politica e dirigenziale con idee lungimiranti e innovative, che agiscano per il bene del paese e non per assecondare il popoletto ignorante coi forconi. Se dieci anni fa ci fossero stati ingenti investimenti per lo sviluppo di ciò che riguarda le rinnovabili o la mobilità elettrica, probabilmente a quest'ora potremmo vantarci di avere noi i prodotti migliori anziché puntare il dito contro la Cina.

V
Vespasianix 01 Jan 1970 @ 00:00

Non hai figli...

V
Vespasianix 01 Jan 1970 @ 00:00

Io nel 2006 c'ero a piazza San Giovanni contro Prodi, e con me 2 mln di persone.

I
Il CdC in CH2O lascia disqus! 01 Jan 1970 @ 00:00

il fatto è questo, chiunque abbia delocalizzato la propria produzione, porta ugualmente un altissimo valore al proprio paese. quello che noi non abbiamo sono multinazionali "sane" per catturare ricchezza prodotta da altri stati (anche con la manovalanza che noi non facciamo) e portare ricchezza nel nostro stato. tutto il mondo fa così. la gente non vuole lavorare nelle fabbriche per essere contento, perchè se la fabbrica non è della tua nazione, allora sono soldi che se ne vanno dal tuo stato (anche se tu tutti i mesi ricevi il tuo bello stipendio e "tiri a campare").

V
Vespasianix 01 Jan 1970 @ 00:00

È il circolo della recessione.
Si vende di meno, si produce di meno, si tagliano i posti di lavoro, i disoccupati non possono spendere, quindi si compra di meno.

V
Vespasianix 01 Jan 1970 @ 00:00
Non c’entra niente una legge che stoppa le vendite tra 12 anni con la loro crisi


Se in quella fabbrica vengono prodotti componenti legati alle auto a motore endotermico direi che hai detto una fessera

I
Il CdC in CH2O lascia disqus! 01 Jan 1970 @ 00:00

guarda che st è ancora lì, se pensi che st avrebbe dovuto fare concorrenza ad intel allora hai sbagliato tutto.

I
Il CdC in CH2O lascia disqus! 01 Jan 1970 @ 00:00

se devo essere sincero ai tempi di berlusconi (prima del 2012), i talk "urlati" erano comunque "colti". all'epoca si litigava per delle str_nzate, quasi dei cavilli, quello che contava invece era piuttosto chiaro. oggi nei talk "urlati" vedi solo molta ignoranza e luoghi comuni, e peggio la volontà di tenere il pubblico lì dentro.

R
Riccardo Bissoli 01 Jan 1970 @ 00:00

..è golpa dei poteri fordi...

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Una scelta che in Europa è dettata da una legge, non dagli utenti.
Se vuoi mangiare una fiorentina in India non è possibile, o mangi pollo o mangi altro, non è una tua scelta.

A
Alessandro De Filippo 01 Jan 1970 @ 00:00

Adesso il governo sa come va il mercato dell' auto? Che fesseria.. ma se a malapena sanno di esistere!

D
DiRavello 01 Jan 1970 @ 00:00

"ho le idee un po' confuse, non mi è chiara la differenza tra bene e male"
questo è male

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

il problema è che la politica può solo regalare soldi, ma competere con la cina è impossibile.

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Purtroppo i politici sono lo specchio degli italiani.

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì è vero.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Sta chiudendo uno stabilimento mica tutta l’azienda…
Marelli sta prendendo la palla al balzo con la scusa dello stop del 2035 per razionalizzare i suoi stabilimenti e tagliare i rami secchi scaricando furbescamente sulla politica i tagli che sta facendo

M
Marco 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok puoi comunque cercare di ampliare la tua produzione al settore mezzi industriali se non lo fai già o per altri mezzi di trasporto, cioè se lavori il metallo per produrre di collettori voglio dire di aziende che lavorano col metallo ce ne sono parecchie, qualcosa si può studiare

P
Pablito 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto! Dovevano e deve pensarci la politica. Ora è tardi ma non siamo comunque troppo arretrati. Se ci dessimo una mossa si potrebbe fare tantissimo

P
Pablito 01 Jan 1970 @ 00:00

Grazie. Avessimo più commenti come i tuoi invece che quelli dei soliti troll (almeno spero trollino, se sono così di loro mi spiace) sarebbe molto più piacevole leggere queste pagine

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

da me producono l'acciaio di maggiore qualità, ma mio zio è uno dei dirigenti ed a livello prezzi sta diventando insostenibile.
Fare un grande hub nazionale è fattibile, ma non si tratta di riconvertire una piccola fabbrica...

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Ha 170 stabilimenti dislocati per il mondo di cui solo 10 in Italia… che diventeranno 9 con la chiusura di crevalcore…

“ha comunque ribadito che l'Italia rimane centrale nella sua strategia, perché centro di rilievo per ingegneria, ricerca e sviluppo ed un importante polo produttivo.”

Magari l’Italia rimarrà centrale come centro per ingegneria e ricerca… ma come polo produttivo credo abbiano già da tempo deciso di spostarsi altrove…🤷‍♂️

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti Magneti Marelli era Fiat, azienda che non ha mai creduto nei motori elettrici, al contrario di PSA.
Il fatto che poi molta stampa italiana sia contraria alla conversione e produca pure notevoli fak- news, tipo che per ricaricare nel box servono 80.000€ (articolo apparso su Il Tempo e Panorama) e che il governo gli vada dietro, non fa venir voglia alla nuova proprietà di perdere tempo con burocrati che rallentano anche le pratiche di riconversione.

D
Diego Falcinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

Esempio, fare un grande hub nazionale per il Recupero dei materiali delle batterie e materiali rari/pregio.

Perchè non abbiamo materie prime, ma ne usiamo un botto.

Secondo fare prodotti di qualità riciclando il più possibile.

Abbiamo 1 dei migliori acciai al mondo (lo dico con cognizione, visto che da me ci sono gli acciai speciali e mi hanno confermato da personale qualificato che dopo aver girato per il mondo ed aver visto la bassa qualità dell'acciaio CINESE, INDIANO ecc.. )
e non possiamo farci nulla ?

La transizione va spinta, ma anche a livello mediatico e soprattutto Universitario. In modo da avere persone che sanno cosa vuol dire, fare impresa e innovazione sul futuro... Ma come ho scritto qui si sento ancora frasi da politici "L'auto elettrica è un fallimento", "la differenziata è una cacchiata"... ecc ecc..

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

si certo, poi se aggiungi che servono meno fabbriche specifiche per le auto elettriche la cosa peggiora ancora.
i cinesi non sapevano fare motori endotermici decenti, ne cambi automatici o manuali.
ci voleva molta esperienza e loro non ne avevano.

A
Alessandro 01 Jan 1970 @ 00:00

Non c’entra niente una legge che stoppa le vendite tra 12 anni con la loro crisi. Al contrario è il mercato che indica la direzione e le aziende dovrebbero essere capaci di anticipare le tendenze. Se le auto più vendute sono elettriche adesso è per la scelta degli utenti

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

I governi hanno le loro colpe, ma se l'azienda è mia i soldi ce li devo mettere io, se voglio stare al passo coi tempi e non ho i soldi allora da qualche parte ho fallito.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Veramente è tutto il comparto industriale (non solo automobilistico) che da più di 30 anni se ne sta andando nei paesi dove la manodopera costa meno.
Le stesse fabbriche che ora sono di Stellantis, prima FCA, le aveva già trasferite la Fiat e il processo è andato avanti negli anni.

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

se fai in italia un componente che mediamente costa di più, devi riuscire a dare anche un valore aggiunto, magari nella qualità. ma in una macchina elettrica cosa vuoi dare?
tutti i componenti sono di una banalità pazzesca, quelli più complessi come batterie e bms già in cina li fanno meglio che nel resto del mondo.
per la guida autonoma servono grandi investimenti ma già ci sono aziende che ci studiano sopra.

D
Diego Falcinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

ma certo.. è la prima parte della frase. il problema.. e come si spaventa.. che si mistifica.. come tutte le falsità sul nucleare..

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

un conto è produrre un componente specifico che altre aziende non producono.
un conto è, per non chiudere, produrre un componente nuovo che altre aziende già producono e magari a prezzi più bassi.

D
Dr. Freudstein 01 Jan 1970 @ 00:00

Nessuna sorpresa, è quello che succede quando si impone una transizione tecnologica per legge basata sulla menzogna ambientalista.

Se la legge dice che i motori termici devono sparire, allora è chiaro che chiudano le fabbriche.

M
Marco 01 Jan 1970 @ 00:00

Probabilmente dovevano anche puntare prima verso una conversione della loro produzione a qualcosa che gli avesse garantito un futuro. le grandi aziende passano momenti più o meno difficili ma se sono grandi appunto sanno anche girare il vento a proprio favore.
Se un domani il mio lavoro dovesse scomparire a causa dell'AI di sicuro io non sono uno che andrà a piangere da qualcuno, cercherò di trovarmi uno sbocco prima e se non ce la farò nel mio campo ripartirò da zero su qualcos'altro

T
The macrocosm 01 Jan 1970 @ 00:00

Questa prima frase che hai detto é una B01ata pazzesca. Non c'entra nulla il numero delle componenti, ma c'entra quali delle componenti possano essere prodotte. Ora, non so che lavoro fai, ma sulla base di cosa dici che "hanno tantissimi componenti in meno", per inciso, non stiamo parlando della differenza tra automobile e bicicletta. E si, la riconversione non é facile, DEVE essere aiutata dal governo, come successo durante le guerre, si investiva in produzione bellica.

b
biggggggggggggg 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli inceneritori servono, proprio per bruciare quello che non può essere differenziato. E' così ovunque, anche nei paesi più "green" al mondo.

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

il governo può aiutare ad abbassare le tasse alle aziende per competere con la cina.
fare un motore elettrico, un bms, un inverter e la batteria è molto più economico farlo in cina.

il governo però dovrebbe aiutare tutte le aziende...

b
biggggggggggggg 01 Jan 1970 @ 00:00

Un classico del modo di pensare italiano che sono sicuro che molti di quelli che ho bloccato avranno espresso qui nei commenti.

Ovviamente i sindacati, associazioni note per l'intelligenza sopraffina e lo spaccarsi la schiena delle loro dirigenze, sanno meglio di tutti, anche meglio degli stessi ingegneri/dirigenti, come/quanto/quando investire in un dato sito produttivo o in un dato comparto. A sentire i sindacati non si capisce che ca**o aspettano landini & co. a fondare aziende in qualsiasi campo, visto che loro le soluzioni per far lavorare miliardi di persone ce le hanno sempre in tasca, e nel giro di poco poi! Vadano nella silicon valley a cercare finanziamenti, lì i miliardi da dare ce l'hanno, sono sicuro che in breve tempo vedranno finanziati i loro incredibili piani industriali e creeranno un'azienda automobilistica da far invidia a tesla.

Poi i governicchi di tutti i colori che ogni tot lanciano miliardi a caso senza nessuna logica dietro, non capendo (o capendolo ma fottendosene) che il problema dell'economia italiana è che è un'economia vecchia, per niente competitiva, con un capitale umano in media poco qualificato (inutile che rispondiate con la solita m1nchiata "eh ma i laureati italiani sono i migliori al mondo!!!!111!!!"), tasse altissime, servizi pessimi, burocrazia allucinante, e totale arbitrarietà degli esecutivi che cambiano ogni 10 minuti.

Fatevi due domande se alcune aziende preferiscono spostare le produzioni o aprire aziende in paesi più ricchi, pur di non farlo in italia, evidentemente c'è qualcosa che non va. Il fatto che addirittura alcune aziende europee preferiscano aprire stabilimenti in canada o negli stati uniti (dove gli stipendi sono N volte i nostri) fa capire quanto poco competitiva sia la nostra economia.

Pagare casse integrazioni inutili non risolve il problema, quando un'economia funziona le aziende investono naturalmente e di loro spontanea volontà, e i posti di lavoro (BEN PAGATI) arrivano di conseguenza.

D
Diego Falcinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

Chiaro .. ecco perchè servono i governi..
Vogliamo parlare degli aiuti negli anni ricevuti dalla "vecchia" FIAT??

D
Diego Falcinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

No.. ma deve assecondare, pianificare, aiutare..

Invece ancora sento politici fare comizi con
"L'auto Elettrica è un fallimento!"
"Ci faranno mangiare i grilli"
"Serve fare le trivellazioni per il GAS"
"Nucleare, dobbiamo fare il nucleare" (si ma detto cosi non serve a nulla)
"Facciamo il Ponte sullo stretto"
"La differenziata e un cacchiata, facciamo INCENERITORI"

ecc, ecc, ecc

Credo basti....

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Ragionando come ragioni tu, allora i governi non hanno colpa di niente, quindi perché accusi gli altri?

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

giusto fallire

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

le macchine elettriche hanno tantissimi componenti in meno, per una fabbrica che deve riconvertirsi non è facile...

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Scusa ma la riconversione di una azienda deve farla il governo?

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Come dico sempre io, meno male che oramai sono vecchio e penso di non vedere come diventerà l'Italia e l'Europa in generale tra cinquant'anni, sono solo felice di aver vissuto gli anni migliori :)

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Magneti Marelli fa anche motori elettrici, centraline e quant'altro.
Tutti sottolineano la mancanza di una politica di riconversione e la mancanza di una politica industriale di QUESTO GOVERNO.

E io ci aggiungerei anche 30 anni di Berlusconismo, quelli in cui l'Italia (e l'italiano medio influenzato dai suo GF-Vip o meno e dai talk urlati) si è sbriciolata culturalmente ed economicamente.

D
Diego Falcinelli 01 Jan 1970 @ 00:00

invece negare per partito preso la transizione green, è tott'ora un ottima mossa ( sono ironico ovviamente!!)

Dalle mie parti esisteva la piu grande azienda di energia rinnovabili (soprattutto fotovoltaico) che cresceva di anno in anno. Ma con mosse politiche scellerate praticamente l'hanno affossata.

Oggi qual'è la società di auto con la piu forte crescita?

Vogliamo parlare della scelta di non agevolare tipo aziende come intel che voleva aprire in italia?

Se non si segue l'innovazione, sarà l'innovazione a farci sbattere il muso.

Avevamo Olivetti, STM, ecc ecc... ma noi italiani purtroppo siamo i "nonni" del mondo.. con la lambretta, mandolino e pizza..

G
Gupi 01 Jan 1970 @ 00:00

più che altro non si capisce di quale politica tu stia parlando. siamo in balia delle onde da 20 anni almeno. solo politiche pre elettorali senza nessun programma di lungo periodo.

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando leggo queste cose mi viene la tristezza perchè più o meno penso le stesse cose.

M
M_90® 🐲🎮 01 Jan 1970 @ 00:00

paese fallito ormai, 20 anni d'europa hanno distrutto tutto quello costruito dopo la ww2. l'italia diventerà la latrina d'europa mentre gli altri stati giustamente guardano al proprio interesse e non si fanno infinocchiare da certe politiche di sinistra prese dal mondo delle favole. ma alla fine è giusto così, il popolo italiano sempre zitto e muto sventolando bandiere arcobaleno in sella alle bici mentre da sotto il naso gli stavano togliendo tutto un pezzetto alla volta nel lavoro, nella sanità, nella sicurezza, a questo punto è giusto scomparire da qui a 30 anni.