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I dazi sulle auto elettriche cinesi mettono a "rischio" il futuro di Cupra

Senza le vendite previste della Tavascan, Cupra non raggiungerebbe gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 imposti dall'UE l'anno prossimo e quindi andrebbe incontro a pesanti sanzioni

I dazi sulle auto elettriche cinesi mettono a "rischio" il futuro di Cupra
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 4 set 2024

I dazi sulle auto elettriche prodotte in Cina che la Commissione Europea ha voluto istituire continuano a fare discutere. Questa volta a parlare dei rischi di questa iniziativa è Cupra. Il CEO del marchio spagnolo, Wayne Griffiths, è molto chiaro e afferma che le nuove tariffe doganali, se confermate, potrebbero mettere a rischio il futuro di Cupra.

La casa automobilistica spagnola è cresciuta molto negli ultimi anni, riuscendo a ritagliarsi una fetta di mercato sempre più grande. L'introduzione dei nuovi dazi potrebbe però compromettere i suoi piani per il futuro.

RISCHI PER IL FUTURO

Il problema riguarda la nuova Tavascan, un SUV elettrico che viene prodotto in Cina e precisamente all'interno della fabbrica di Anhui gestita da una joint venture tra il Gruppo Volkswagen e la casa automobilistica cinese JAC. Secondo Griffiths tale nuovo modello potrebbe venire "spazzato via" se la Commissione confermerà le nuove tariffe doganali (in questo caso del 21,3%).

Infatti, aumentare il costo dell'auto per compensare i dazi non è una via praticabile in Europa secondo il numero uno di Cupra. Ricordiamo che il SUV elettrico in Italia parte da circa 52 mila euro. Non è praticabile nemmeno uno spostamento della sede produttiva visti gli investimenti fatti per aumentare la capacità di produzione della fabbrica di Anhui.

C'è poi un altro grande problema. Secondo Griffiths, senza le vendite previste della Tavascan, Cupra non raggiungerebbe gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 imposti dall'UE l'anno prossimo e quindi andrebbe incontro a pesanti sanzioni, costringendola a tagliare la produzione con un possibile impatto sull'occupazione presso la sua sede in Spagna.

Mette a rischio l'intero futuro finanziario dell'azienda.

Il numero uno di Cupra aggiunge che l'obiettivo della Commissione con i dazi è quello di proteggere l'industria europea ma per loro, invece, avranno l'effetto opposto.

Griffiths ha affermato che Cupra è in trattative con "diversi livelli" della Commissione e con il Governo tedesco e con quello spagnolo per cercare di convincere i vertici europei a tagliare o eliminare i dazi previsti. Tra qualche settimana, ha aggiunto, i rappresentanti dell'azienda si recheranno in Cina insieme a una delegazione spagnola.

Non siamo un marchio cinese che cerca di invadere il mercato europeo. Le nostre auto non sono per le masse. L'auto non è un prodotto sovvenzionato. Siamo un'azienda diversa. È questo che stiamo cercando di spiegare.

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Commenti Regolamento
V
Vince 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto,riconversione voluta dai politici.che hanno sbagliato alla grande e invece stanno ancora li.ma se si pensa che la produzione elettrica possa avere un futuro in europa si sbaglia ancora di piu.e' la stessa storia dei telefoni e dell'elettronica.abbiamo soltanto dato l'ultima spinta verso la delocalizzazione che già era in atto.rip

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma così non se la cupra più nessuno..🤷‍♂️

R
Rompiballe 01 Jan 1970 @ 00:00

Non vedo il problema, chi spende 52.000 euro per quest'attrezzo può spenderne tranquillamente 63.000 senza battere ciglio.

=
=METTEK= 01 Jan 1970 @ 00:00

I dazi alla fine non faranno bene al nostro portafogli. Però effettivamente mettergliela nel c... a ste grandi aziende che delocalizzano solo per tornaconto dei propri azionisti e dirigenti non mi dispiace affatto.

V
Vince 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono numeri bassissimi in relazione al mercato totale.il 13% di un mercato significa che il mercato è ancora marginale,tipico di un settore merceologico che è ancora agli inizi e non ha ancora raggiunto la maturazione.per cui ci si aspetta crescita a doppia cifra se la tendenza è in aumento.invece qui assistiamo ad una inversione di tendenza per cui il futuro è tutt'altro che positivo.si dovrà aspettare qualche altro dato per dire se c'è un'inversione di tendenza ma secondo me fra un po facciamo il botto tutti quanti,prima di renderci conto di cosa sta succedendo.e l'Italia forse sta messa meglio degli altri per la sua capacità di flessibilità e resilienza. Ma la germania la vedo male...e forse se si muovono loro può darsi che in europa qualcosa cambi veramente

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

86k auto numeri bassisimi? Che ti sei fumato?

V
Vince 01 Jan 1970 @ 00:00

Devono liberalizzare il mercato.azzerare il ban.quwsto è il modo per uscire dal caos che hanno creato

V
Vince 01 Jan 1970 @ 00:00

Coooooosaa?-40% su un mercato che parte da numeri bassissimi e dovrebbe essere sempre in salita tendenziale vuol dire che la tendenza è finita ancora prima di iniziare..questo è il caos creato artificialmente dall'intervento normativo europeo che ha destabilizzato tutti. Incapaci

g
gtb 01 Jan 1970 @ 00:00

52k euro alla vendita in Europa, ma quanto vogliono guadagnare questi, se i cinesi potessero incassare quelle cifre sulle auto vendute in Europa, pagherebbero volentieri i dazi, poi è ora di finirla di minacciare i licenziamenti in Spagna perché non possono produrre in Cina, chiudessero tutte queste aziende parassita che vogliono fare gli utili con le sovvenzioni statali

P
Pooh Teen 01 Jan 1970 @ 00:00

L'UK va a gonfie vele...

P
Pooh Teen 01 Jan 1970 @ 00:00

All'untore!

P
Pooh Teen 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi ricorda il mio capo.
(speriamo non legga)

P
Pooh Teen 01 Jan 1970 @ 00:00

Alla fine con i dazi produrre in Cina è stata una Tavascan galattica, come direbbe l'eggregio sig. Greggio parlando di Teomondo Scrofalo.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, qui subentrano anche tutti i soliti noti problemi di malagestione italiana.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Peccato che non funzioni neanche quello, diamo i soldi del pnrr a Stellantis per aprire una gigafactory in Italia, tu l'hai vista?

G
Gunslinger 01 Jan 1970 @ 00:00

che è l'essenza stesa del capitalismo

G
Gunslinger 01 Jan 1970 @ 00:00

un operaio tedesco guadagna almeno il doppio

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci siamo un attimo persi nel discorso.
Non dico l'Italia, dico già a livello di UE, ma in effetti il discorso può essere riportato pari pari per la sola Italia.

Infatti le delocalizzazioni le avevo citate come alternative (tristi) all'iniezione di capitali.

Perché mettere in piedi da zero in un luogo dove poi hai costi inferiori è comunque più semplice, aziendalmente, che dover rimpiazzare stabilimenti produttivi già in funzione e magari dover pure pagare i dipendenti durante i fermi produttivi.

È triste da dire, ma le aziende guardano in primis ai loro conti.

Riassumo, prima di perdermi nelle mie stesse parole.
La via della transizione passa dagli investimenti e non dai sussidi e i governi (nazionali e sovranazionali) dovrebbero erogare fondi per quello e non per gli incentivi.

D
Digital 01 Jan 1970 @ 00:00

Delocalizzare e poi piangere.
L'avidità diceva Gordon Gekko è buona...ma forse anche lui toppava.
Spremere spremere spremere il consumatore...questo il mantra di oggi di tutti.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Che non vuol dire nulla. Anzi, nel momento in cui hai una grossa rete di fornitori fai ancora meno fatica a limare i costi (che poi tutte le big stanno chiudendo per aprire nuovi impianti in paesi più poveri, per cui non è che cambia chissà che)

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Se possono chiudere gli impianti in Italia e metterli in piedi da 0 in Serbia e Polonia possono anche ripensare le linee produttive

Poi che l'Italia avesse dovuto dare incentivi per ammodernare le linee produttive a patto che rimanessero qui almeno altri X anni sono d'accordo anch'io

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Scusa però Tesla come le cinesi hanno avuto il "vantaggio" di partire da zero.
Tesla fino a fine 2019 aveva solo 3 linee di produzione e non si fa problemi a fare tagli sul personale anche belli grossi.

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo so. Le aziende ragionano solo sulla prossima trimestrale e sul prossimo bilancio, la politica ragiona solo sul prossimo sondaggio e la prossima elezione. E l'elettorato ragiona solo... no, spesso l'elettorato non ragiona proprio.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

I cinesi hanno fatto semplicemente quello che dovevano fare: i loro interessi🤷‍♂️
E i loro interessi se li sono fatti grazie alla avidità e alla scarsa lungimiranza delle varie imprese e dei governi occidentali che hanno chiuso (e stanno tuttora chiudendo) gli occhi da oltre 30 anni…
Adesso possiamo battere i piedi quanto vogliamo ma possiamo solo adeguarci

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Non avrebbero tanto margine quanto ne vogliono.
Tieni a mente che sono ingordi.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo che sarebbe bello, ma Tesla è partita da zero, gli altri hanno decenni di impianti industriali da stravolgere, non è una conversione semplice.
Riconversione sulla quale concordo, sto solo dicendo che, se deve esserci un contributo pubblico alla transizione (e per me deve, dato che è stata imposta per legge), deve essere per questo e non sotto forma di incentivi per le auto.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh oddio, Tesla con le sue linee produttive riesce a ridurre i costi a tal punto da essere impossibile da raggiungere nella stessa fascia (paga lo scotto il fatto che non ha auto di dimensioni più "europee"), per cui un bell'aggiornamento anche per gli altri schifo non farebbe

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

é una cosa in piú, vogliono di nuovo fare l'errore degli incentivi, e ci saranno le case automobilistiche, che avevano abbassato i prezzi, che li alzeranno di nuovo, e siamo punto e a capo...

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non si parla più di R&D, si parla di totale riconversione dell'intera produzione.
Riconversione, oltretutto, imposta per legge da persone che vivono di politica da una vita.

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse dimentichi che l'obiettivo è anche obligare i costruttori cinesi a venire a produrre qui. E se dipendesse da me, non solo per mera produzione ma fare qui anche ricerca ed ingegneria. Altrimenti ti becchi dazi da paura.
Ci si dimentica che un produttore europeo per andare in cina era obbligato già 20 anni fa a fare JV con produttori locali. L'obiettivo del governo cinese era semplice: consentire alle aziende locali di imparare a fare auto dai produttori europei, e mi pare che l'obiettivo l'abbiano in qualche modo raggiunto. Certo per loro è facile e veloce, partito unico che decide le regole, visione a lungo termine ed è finita.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

"gli investimenti per la transizione da qualche parte devono saltare fuori"
Bah, da che mondo è mondo si è sempre investito nella ricerca per l'automotive, non è che fino a 10 anni fa producevano cloni tutti uguali con tecnologia ferma al 1900 e poi all'improvviso "oh, dobbiamo fare ricerca".

Anzi, prima ognuno doveva farsela per se, ora essendo mega gruppi si "smezzano" i costi

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Io non ho parlato di incentivi, ma di misure volte a finanziare la trasformazione delle aziende.
Nuove linee produttive più efficienti, riqualificazione del personale, ricerca/creazione di nuove catene di approviggionamento, ricerca e sviluppo sui veicoli elettrici e su batterie, fabbriche di batterie, etc.

Gli incentivi dati alla vendita dei veicoli, come abbiamo ben visto, non risolvono il problema alla radice, ma drenano liquidità dalla fiscalità generale per permettere ai costruttori di non cambiare nulla.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Lol, 52K di auto e non hanno margine per produrre in Europa?

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto, e poi fanno i piangina per i dazi. Che si vergognino.

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

stanno aprendo anche in spagna e forse anche in italia, è ovvio che vendendo a basso costo non possono pagare un operaio tedesco 2500 netti

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00
C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
A me devono spiegare perché Opel, in UK, ha deciso di vendere la Grandland elettrica allo stesso prezzo di quella termica

Semplice, devono vendere il 22% di bev nel 2024

R
RavishedBoy 01 Jan 1970 @ 00:00

Dazisti!

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci risiamo... Per me é un grave errore, soprattutto vedendo la situazione economica tedesca

Vista la grave crisi di Volkswagen, la Germania sta pensando di reintrodurre gli incentivi per le auto elettriche:

L'esecutivo, guidato da Scholz, pensa a vantaggi fiscali pari a 585 milioni di euro l'anno prossimo e si prevede che saliranno a 650 milioni di euro entro il 2028.
E' quanto emerge da due indicazioni redazionali del Ministero federale delle finanze sui cui il Consiglio dei ministri deciderà mercoledì, come anticipa il quotidiano Handelsblatt.
f
fire_RS 01 Jan 1970 @ 00:00

Che poi sta tavascan é anche brutta forte si salva solo il frontale

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Se per “qua” intendi portare stabilimenti in Ungheria Serbia la cui unica utilità sarà quella di bypassare i dazi sfruttando le zone grigie della normativa, allora ti do ragione

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

si mettono i dazi apposta, almeno se vogliono aggirarli devono aprire stabilimenti qua

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

perché vogliono fare i furbi, costi di produzione cinesi e vendere a prezzi europei

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche fare uno stabilimento in Serbia/ungheria pagando un operaio 600/700 euro non penso che risolva granché, visto che poi quella macchina la dovrai anche vendere e non la venderai di sicuro agli operai che la hanno costruita.🤷‍♂️

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

uuu, avete delocalizzato in cina e mo ve la prendete nel didietro? Ben vi sta

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

I margini sono pochi, i volumi sono calati, gli obblighi di legge sulle auto sempre maggiori e gli investimenti per la transizione da qualche parte devono saltare fuori.

O inietti miliardi nelle imprese con misure tipo IRA, o inizi a derogare da qualche parte per tagliare i costi o vedrai l'industria estinguersi, se non altro a causa di delocalizzazioni sempre maggiori.

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Dazi dazi dazi

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Come giustamente dici, è un loop a cicli peggiorativi.
Vedremo se quel "qualcuno" continuerà a fare il negazionista, quando andremo in pensione a 95 anni col minimo di contributi, e i "giovani" otterranno il primo lavoro a contratto a 40 anni.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Non possiamo andare avanti cosi...

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Si vedremo, ma la Germania quest'anno stava crescendo del 2,2% YoY, ora con questo mese ha annullato tutto, e probabilmente sono pure in negativo

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Si praticamente è un loop a cicli peggiorativi.
Inizialmente vanno sull'elusione fiscale, eh vabbè in Europa è tollerata e incentivata, poi esternalizzano la produzione, poi pretendono che anche i fornitori locali esternalizzino il possibile.
Alla fine dell'indotto locale iniziale restano 4 gatti, e così ti ritrovi aberrazioni tipo i concessionari che più che rivenditori d'auto diventano finanziarie.
Nel frattempo qualcuno cerca pure di convincerti che i nuovi posti di lavoro spuntano fuori dal nulla e che quindi non si è sempre più poveri.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Vedrai che nei prossimi giorni/settimane avrai numerosi articoli su aziende europee con questo identico problema.
In linea teorica hai totalmente ragione nel riportare le produzioni qui, ma in linea pratica finiresti solo per spianare la strada ai produttori cinesi.
Già adesso i produttori storici non sono competitivi né con i loro prodotti né con i loro prezzi 🤷‍♂️

g
greatteacher 01 Jan 1970 @ 00:00

Agosto è sempre un mese particolare, è vero che rapportato al 2023 siamo scesi, ma altri mesi tipo giugno le vendite sono state alte, vedremo a settembre se il trend negativo si manterrà

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando l'endotermico aumenta di un +20% (e anche più) dall'oggi al domani, froloccone chi continua a comprare.

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto: stiamo già vivendo questa dinamica, no?
Finché il gioco funziona a loro totale favore, loro giocano.
Quando invece non funziona più, prima strepitano per far tornare il gioco come prima, e poi cercano altri modi per giocarlo, che rimangano a loro totale favore.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Chi deve fare qualcosa?
I costruttori?
Ah, ma quelli faranno, ma non piacerà cosa faranno.

Licenziamenti, chiusure, delocalizzazioni, pianti per chiedere incentivi.

G
GioCarro 01 Jan 1970 @ 00:00

Rispetto: hai fatto quadrare il cerchio in una sola frase.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

C'é bisogno che facciano qualcosa, non c'é un mercato che si salva, pure la Svizzera ha fatto un 15.927 VS 18.977 auto (-16.1%).

Ora aspetto l'UK

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Io mi ero preparato al peggio...Vedendo il bicchiere mezzo pieno, per l'elettrico non é andata cosi male al livello di market share, poteva andare molto peggio, ma sarà comunque una botta dolorosa che si farà sentire a fine anno, con i numeri assoluti

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

No, cala tutto, per ovvvi ed evidenti motivi, ma la spinta verso le EV, allo stato attuale, non ha di certo migliorato la situazione.

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

quindi nn sono solo le EV a calare come dicono tutti.

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Soltanto che a furia di creare disoccupazione in UE poi il potere d'acquisto cala e loro naturalmente piangono miseria e incentivi per farle acquistare

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

OT: Se avete sentito un forte boato, non vi preoccupate é solamente il mercato automotive Tedesco, che é esploso

Immatricolazioni totali: 197.322 nuove autovetture (-27,8% rispetto ad agosto 2023).

-Commerciale: 65,1% delle immatricolazioni (-32,1%).
-Privato: 34,8% delle immatricolazioni (-18,1%).

Auto elettriche (BEV): 13,7% (2023: 86.649 e market share: 31,7%) delle nuove immatricolazioni con 27.024 unità, registrando un calo del 68,8%.

Auto ibride: 35,1% delle immatricolazioni con 69.344 unità (-1,5%).

Ibride plug-in: 6,9% delle immatricolazioni con 13.565 unità (-6,8%).

Auto a benzina: 35,5% delle immatricolazioni con 70.007 unità (-7,4%).

Auto diesel: 15,2% delle immatricolazioni con 29.974 unità (-24,4%).

Auto a gas naturale: 0,0% delle immatricolazioni con 3 unità (-97,7%).

Auto a GPL: 0,5% delle immatricolazioni con 953 unità (+3,6%).

https://uploads.disquscdn.c...
Hanno perso 76.095 auto, per farvi capire l'entità della perdita, in Italia ad Agosto sono state vendute 69.121 auto

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

Macchina cinese molto sotto la model Y che parte da 10 k in piu di quest ultima....

g
greatteacher 01 Jan 1970 @ 00:00

Producessero in EU e finissero di dare soldi alla dittatura cinese

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Capitalismo fregandosene del resto

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Piuttosto la producono in Turchia, anche se la Spagna sta spendendo tanti soldi per portare i cinesi, a produrre da loro

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Piuttosto produrrebbero in Burkina Faso: a 'sti qua non interessa per nulla creare occupazione in UE, a loro interessa solo spendere il minimo per guadagnare il massimo.

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai ragione tu, ho ricontrollato l'articolo di Quattroruote e, a parte che è la Frontera e non la Grandland, in effetti rispetto all'Italia hanno fatto un prezzo che è a metà fra la termica e l'elettrica.

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

l'europa è gestita da pajazzi da almeno 30 anni

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Perchè si sono vendute. Se l'obiettivo di questi dazi è favorire la produzione e l'occupazione in europa, mi pare giusto che una macchina a marchio europeo ma prodotta in cina subisca lo stesso destino di una macchina prodotta in cina da marchio cinese. Potrebbero produrla in europa, e smetterla di fare i piangina.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Le case europee hanno tutte accordi con i Cinesi, c'é poco da fare

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Beh ma ce l'hanno anche detto come hanno fatto a far coincidere i due prezzi.
Alzando di 3k il prezzo del benzina e abbassando di 2k il prezzo della versione elettrica. A pompare i listini della versione a benzina si arriva alla parità facilmente.

Concordo sull'avidità: vogliono produrre in cina, vogliono comunque che i brand cinesi abbiano un prezzo minimo cartello friendly e vogliono gli incentivi.

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Un vero peccato che questo suv per famiglie a partire da 52k debba subire pure i dazi

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

A me devono spiegare perché Opel, in UK, ha deciso di vendere la Grandland elettrica allo stesso prezzo di quella termica. Naturalmente, da noi non è così. La verità è che questi vogliono ancora i soldi degli incentivi, altrimenti sarebbero già in grado di garantire la parità con il termico, e senza dover produrrre in Cina. Anzi, sono così avidi che vogliono tutto: vogliono produrre in Cina, vogliono tenere i listini alti, vogliono gli incentivi...