Auto elettriche: Italia fanalino di coda secondo Roland Berger

07 Novembre 2018 3

Nonostante un ottobre 2018 con un +150% di immatricolazioni, l'auto elettrica in Italia rimane ancora un fenomeno di assoluta nicchia (0,4% di quota), ma è soprattutto lo sviluppo delle infrastrutture e di una sensibilità a livello politico ad essere carente nel Bel Paese.

Questo è quanto è emerso in occasione della quarta edizione dell'Automotive Disruption Radar sulla mobilità alternativa e la guida autonoma della Roland Berger: un'analisi che si fonda su 26 indicatori industriali in cinque categorie (interesse del consumatore, regolamentazione, infrastruttura, tecnologia e attività industriale) che ha coinvolto 13 mila consumatori.

L'analisi conferma l'Italia come fanalino di coda tra 13 Paesi ad alto tasso di industrializzazione sparsi in tutto il mondo, ovvero Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Olanda, Regno Unito, Russia, Singapore, Stati Uniti e Svezia. Solo il Belgio fa peggio di noi.

Tra i principali indicatori del pessimo pessimo posizionamento del nostro Paese vi è la mancanza di un'infrastruttura capillare per la ricarica dei veicoli elettrici. Il report la definisce senza mezze parole la "peggior infrastruttura pubblica" , in quanto le stazioni di ricarica sono "insufficienti e spesso arretrate". I numeri sono impietosi: solo 0,4 stazioni di ricarica ogni 100 chilometri, contro le 5,7 in Cina e le 4,1 in Germania. (fonte: International Energy Agency).


Un altro aspetto che non ha convinto gli analisti di Roland Berger è stato il quadro normativo, considerato non "in linea con la rivoluzione tecnologica in atto, pur con un importante passo segnato dal decreto Smart Road varato nel corso del 2018". Il riferimento è al decreto che ha dato il via libera alla circolazione delle auto a guida autonoma durante le fasi di sperimentazione.

Questo il commento di Andrea Marinoni, senior partner della Roland Berger:

L'apparente arretratezza dell'Italia nel percorso di realizzazione della mobilità del futuro non è di per sé un elemento negativo, perché il Paese dispone di molte eccellenze in ambiti tecnologici promettenti che sapranno conquistarsi la propria quota di valore. Inoltre, in un quadro di generale incertezza e ambiguità, il ruolo di smart follower (inseguitore intelligente) può consentire di governare una transizione complessa a condizione che si abbia consapevolezza dello scenario a tendere, insieme alla volontà di rafforzarsi e ammodernarsi. Occorre che il Paese si doti di una vera politica industriale sulla mobilità del futuro, incoraggiando la realizzazione di un ecosistema che esalti la qualità delle nostre imprese e accelerando l'innovazione a partire dagli investimenti.

Insomma, le premesse non sono certo le migliori, ma per l'Italia le porte per uno sviluppo sostenibile della mobilità elettrica non sono ancora del tutto chiuse. Occorre un piano ben preciso, risultato di una sensibilità politica al tema che oggi ancora non c'è.

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Commenti

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Simone Facchetti

Grazie, correggo subito. Purtroppo nella fretta ho dato per buone le informazioni provenienti da Quattroruote (che ha anche modificato il dato, visto che ieri parlava di 230 stazioni. Vatti a fidare della principale (o presunta tale) testata italiana, anche se potevo immaginarmelo, visto che quotidianamente confondono i kW con i kWh...

Tony Musone

Bè... O Simone Facchetti si è sbagliato a copincollare oppure è stato prudente, dato che la fonte di questo articolo, il prestigioso Quattroruote (che per alcuni qui è il sito di riferimento e quel che scrive è incontrovertibile) ha azzardato una cifra ancora più alta "272 stazioni ogni 100 chilometri"... Azz!

Ora è possibile pure che alla tavola rotonda, dove hanno presentato il rapporto, si siano sbagliati ma a leggere questi numeri un dubbio dovrebbe venirti, almeno prima di scriverlo.

Infatti sarebbe bastato consultare Statista per scoprire che in Cina le stazioni di ricarica sono "solo" 3,5 ogni 100km quasi quante in UK dove sono 3,1 ma mai quanto l'Olanda dove se ne contano 19,3
https://www.statista.com/chart/15702/the-number-of-electric-vehicle-charging-points-per-100km-of-paved-road/

p.s.
Quel rapporto oltre a metterci al penultimo posto della classifica offre un dato interessante sul nostro Paese (soprattutto per i redattori di HDBlog):

- Italians are among the most curious about new mobility trends, recording high numbers of web searches on the subject
https://www.rolandberger.com/en/Publications/Automotive-Disruption-Radar-3.html

Igi

In Cina 230 ogni 100 km ?... Non ci credo, impossibile.

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