Bosch: dalla candela all'IoT, riflessioni su auto, diesel ed elettriche | Editoriale

15 Luglio 2018 259

Bosch è un esempio di azienda talmente versatile e poliedrica da spaziare in molti settori. E chi crede che si occupi solo di trapani, si sbaglia di grosso...

 

Un po' di storia...e che storia!

La storia di Bosch è interessante sia per le origini che per le innovazioni presentate nel corso dei decenni, al punto che ci sarebbe tanto materiale da poterci scrivere una tesi per più di un anno di lavoro. Vediamo quindi i punti salienti: dopo la scuola tecnica e un breve apprendistato, Robert Bosch parte per lavorare in Germania, tappa seguita dall'esperienza in Edison a New York e in Siemens in Inghilterra. 

Il ritorno in patria è datato 1886, anno in cui apre l'Officina Meccanica di Precisione e Elettrotecnica. Questo il laboratorio dove nasce l'intuizione: l'auto sarà un mezzo per il quale la velocità diventerà elemento fondamentale, un'intuizione geniale se consideriamo i tempi. 

Mentre il mondo dell'auto combatteva una guerra che vedeva motore a vapore, elettrico e a benzina avversari in cerca della vittoria, i grandi produttori di oggi iniziavano a nascere tra Germania e Francia. Bosch assistette così ai vari traguardi: il motore a vapore della Dion-Bouton vinse la Parigi-Rouen percorrendo 126 km a poco più di 18 chilometri orari di media. Gli anni successivi, dopo il dominio del vapore, videro una rivincita dell'elettrico che raggiunse i 63 km/h con Gaston de Casseloup Laubat fino ai 100 km/h della Jamais Contente nel 1899. I motori a benzina stavano perdendo la guerra ma le aziende che ci credevano non si sono mai arrese. 

In questo contesto Bosch si interessò al settore auto: nel 1887 costruì il primo magnete d'accensione a bassa tensione per un motore a gas. Seguì una crisi che svuotò l'azienda dei 22 dipendenti: rimasero Bosch, Zahringer, un meccanico e un apprendista, Honold.

Come vapore ed elettrico persero la guerra contro il motore a scoppio

Lavorando per migliorare l'accensione magnetica, il piccolo gruppo riuscì ad applicare con successo il prototipo alla De Dion-Bouton a tre ruote, convertita nel 1893 dal motore a vapore a quello a scoppio. Daimler accettò la proposta, seguirono altri produttori e l'azienda ritornò a crescere, sebbene restasse il problema delle prestazioni per i benzina.

Bosch era convinto che vapore ed elettrico non avrebbero avuto futuro: le caldaie a legna e carbone erano ingombranti e pesanti, e le elettriche dovevano fare i conti con batterie pesanti, con poca autonomia e tempi di ricarica biblici. Robert decise così di affidare a Honold la risoluzione del problema dell'accensione nella fase di espansione dei motori a scoppio. I ciclo Otto usavano all'epoca una barra incandescente che innescava subito il carburante al suo ingresso in camera: come controllare con precisione l'accensione?

La risposta fu la candela del 1902 accoppiata al magnete ad alta tensione: nella prima fase i giri dei motori a scoppio salirono da un migliaio a 3.000, migliorarono le prestazioni e la potenza. L'alba del 1900 sorgeva, rendendo chiaro quale sarebbe stato il futuro dell'auto. 

Daimler sposò subito l'idea mentre Bosch rinnovò gli impianti imitando la produzione in serie degli USA e innovandola: non solo grandi quantità ma attenzione alla qualità e agli uomini che producevano, tanto che introdusse per primo, nel tempo, la giornata lavorativa di 8 ore, il sabato pomeriggio libero e le ferie regolamentate. Inizia così la parabola ascendente, che vede Bosch impegnata anche nelle gare automobilistiche e la candela come un elemento fondamentale dell'industria, passata da 5 modelli per l'intero mercato auto alle circa 1.250 tipologie di oggi.

E alla fine arriva l'Internet of Things

Il resto è storia, con traguardi come quello del 1932 (primo trapano di Bosch), i frigoriferi nel 1933, i sistemi di illuminazione auto nel 1937, l'ABS in serie nel 1978, i MEMS su vasta scala negli anni novanta insieme alla produzione del common rail nel 1997. Nel tempo Bosch è sempre riuscita a non sedersi sugli allori ma innovare e investire in Ricerca e Sviluppo, arrivando oggi ad occuparsi di blockchain, data detection, connettività, data management e Intelligenza Artificiale. Tutti settori che entreranno prepotentemente nel mondo automotive, come hanno già fatto innovazioni come l'ABS per le auto o MSC per le moto, incluse quelle più recenti, tra gli ADAS (AEB predittivo in serie nel 2010), i componenti per bici elettriche con tanto di ABS, i freni iDisc che inquinano meno o eAxle per i veicoli elettrici.

Il 2017 ha visto 7.3 miliardi di euro in investimenti figli del progetto quinquennale che arriva a ben 30 miliardi. Parte di questi ha consentito di abbracciare l'IoT per l'Industrial Technology e rinnovare la gestione della produzione in direzione dell'industry 4.0.

A livello industriale significa creare una rete di fabbriche connesse dove la conoscenza è condivisa nel cloud e accessibile a tutti, ottimizzando practices e procedure. Oggi c'è la fabbrica virtuale che crea un modello digitale del prodotto e consente di testarlo prima di avviare la produzione. Oggi è disponibile una classifica aggiornata delle prestazioni degli impianti nella produzione: in pochissimo tempo si può capire perché una fabbrica rende più di un'altra, qual è il macchinario o il processo che fa la differenza e come intervenire per migliorare la resa.

A livello di prodotto, invece, la Bosch IoT Suite è una piattaforma che gestisce i dispositivi connessi e l'obiettivo è, nel giro di pochi anni, rendere tutti i prodotti Bosch connessi alla rete, collegando così veicoli, persone e servizi.

L'uomo resta al centro: riflessioni da gestionale

Alla presentazione dei risultati finanziari di Bosch Italia non sono mancati i soliti numeri e lo sfoggio di tecnologia. In mezzo agli "annunci da comunicato stampa", come i 2.5 miliardi di euro di fatturato per il gruppo in Italia nel 2017, o alla trovata di marketing di rendere un robot la star del palco durante la presentazione, c'è una tema che il sottoscritto, a causa della formazione di Ingegneria Gestionale, si sente di portare all'attenzione.

Qualcosa l'ho già anticipato nella parte "storica", citandovi l'attenzione non solo per la qualità del prodotto ma anche per la qualità del lavoro dell'uomo: se quei valori nascevano con Robert Bosch nei primi del novecento, oggi non sono affatto sbiaditi. 

Basti guardare la sola filiale italiana, dove il CEO ha dichiarato guerra alla gerarchia, riducendo i livelli da 8 a 3, migliorando di conseguenza i processi e riuscendo ad eliminare perdite di tempo. Prima doveva riempire il calendario con riunioni con ognuno dei 35 manager intermedi e i loro report; oggi il management ha più autonomia e il presidente viene interpellato solo per le questioni più critiche.

Gerhard Dambach, CEO Bosch Italia

L'idea nasce dal concetto che "solo se una posizione fornisce valore aggiunto ha diritto di esistere. Se mi limito a fare amministrazione (management) non ho diritto di esistere". Così, in Bosch Italia, è il CEO Gerhard Dambach quello che crea report mensili aggiornando i dipendenti sullo stato dell'azienda, ribalta la piramide e consente a tutti di proporre nuovi progetti, che diventano "idee". Certo, c'è sempre un filtro intermedio, ma quale modo migliore di incentivare qualcuno se non farlo lavorare - fermo restanti competenze e capacità - ad un progetto a cui tiene e che ha proposto?

Nasce così una rete interna che imita i social e consente di organizzare il lavoro: i frutti di questa filosofia arrivano fino in linea produttiva, dove chi gestisce ascolta le necessità di chi si trova effettivamente, ogni giorno, a contatto con la linea stessa. 

Da un lavoro ritenuto troppo ripetitivo e stancante da parte di un'operatrice, ad esempio, è nata una discussione che ha portato all'automazione di parte di quel compito, lasciando alla macchina il task meccanico e di ausilio così da potenziare la capacità dell'uomo di creare valore aggiunto.

Il diesel è un secchione, l'elettrico un quarterback?

Nel college dell'auto il diesel, per sopravvivere oggi e raccogliere i frutti domani, è costretto a studiare e migliorare giorno dopo giorno. Magari da giovane puzza un po' e parte lento ma, dopo il college, spesso crea il prodotto geniale che sarà acquistato proprio dall'atleta che non è riuscito a sfondare. L'elettrico invece riceve la palla, scatta con la sua coppia istantanea ed entra nel cuore delle fanciulle (e non solo). Certo, deve allenarsi per migliorare la resistenza ma aumentando la densità energetica dei suoi "muscoli" è già in grado di mostrare subito progressi facili nell'autonomia.

Bosch ha recentemente introdotto una nuova tecnologia in grado di ridurre le emissioni di NOx dei diesel arrivando al valore di soli 13 mg al chilometro per il combinato (40 mg/km in città) nel ciclo RDE. Interrogato sulla questione, il CEO di Bosch ha rilasciato la seguente dichiarazione che vi propongo in maniera integrale prima di un commento:

Il diesel ha un problema d'immagine: tecnologicamente sarebbe sbagliato metterlo in pensione perché oggi è la tecnologia più pulita, anche nei confronti della mobilità elettrica. 

La macchina elettrica arriverà ma non siamo ancora preparati nella distribuzione perché con 3.7 kW non si carica [in tempi decenti], servono almeno 7 kW. E i provider aumenterebbero ulteriormente i costi. 

 

Anche vedendo il mix di produzione dell'elettricità italiana di oggi, già molto più sana [con maggior quota da fonti rinnovabili] rispetto altri Paesi, il livello di inquinamento dei diesel moderni è più basso.

 

Oggi il passo indietro verso la macchina a benzina non lo farei, la macchina diesel mi porta tanti vantaggi a cui non voglio rinunciare.

 

L'auto elettrica arriverà ma non siamo ancora preparati per produzione e distribuzione dell'energia: le aziende stanno aspettando perché sanno che, se sbagliano l'investimento e il tempismo, rischiano di andare in rosso. L'automotive vive solo di numeri grandi: Fiat era l'unica azienda in Europa che ha mai guadagnato con le macchine piccole, tutti gli altri hanno proposto questi modelli per fare massa, ma i risultati [margini] arrivavano con auto come A6 e Classe S. Non sarà semplice guadagnare con le elettriche se non si raggiungono numeri importanti.

La mia riflessione, in attesa della vostra

Se mi seguite su queste pagine, nei video o sui social [momento pubblicità gratuita: Instagram e Facebook], saprete già qual è il mio pensiero. Quando ho scelto la Juke l'ho scelta diesel anche per il piacere di guida di questa motorizzazione rispetto al benzina (sono uno da coppia in basso più che da potenza in alto) ma, nonostante ciò, ho approcciato con curiosità e con il maggior grado di oggettività per me possibile l'elettrico.

Così è nato il progetto #hdelettrico che, a fronte di qualche ripercussione sulla vita quotidiana (al momento la Juke è ferma a Verona e non ho un mezzo termico neanche per fronteggiare le emergenze, devo fare tutto con e-Up o - a breve - e-Golf), mi ha permesso di avere basi oggettive per parlare di questa alimentazione.

Può quindi convivere in un solo uomo, seppur dotato di abbondante volume corporeo, l'infatuazione per l'elettrico e il sostegno per il diesel a fronte di media che, spesso troppo approssimativi e poco inclini alla prova empirica sul campo, posizionano queste tecnologie come antitetiche? Sì. Come leggere, quindi, la dichiarazione di Gerhard? 

Diesel: angelo o demone?

Vero, oggi il diesel ha un problema d'immagine, conseguenza diretta dei media che hanno coniato il termine dieselgate: potevano chiamarlo "truffa nei test per le emissioni". In questo modo è chiaro che il messaggio trasmesso ad un pubblico che si accontenta di notizie approssimative è che "il diesel è il cattivo del momento".

Ammetto che il vero villain dell'Internet, il SEO, ha costretto anche il sottoscritto a piegarsi all'uso del termine dieselgate, sebbene abbia sempre cercato di sfruttare la cronaca o l'evento del momento per studiare e creare qualcosa di più profondo e meno approssimativo di una semplice notizia: lo speciale su consumi ed emissioni, l'approfondimento sulla tecnologia per migliorare i consumi e lo speciale su Euro 6D Temp.

Vi cito il percorso per farvi capire meglio come sono arrivato all'opinione: vero, i diesel erano "sporchi".  Poi sono arrivati i "filtri" e dall'Euro 5 (in parte da Euro 4) hanno iniziato a migliorare con un progresso tecnologico notevole. La tecnologia, però, costa: finché i filtri non si rompevano o lo facevano in garanzia erano tutti felici. In caso contrario, volatili per diabetici

Oggi però i benzina stanno perdendo questo vantaggio: i costosi filtri e le soluzioni tecnologiche per adeguare questi motori ai prossimi standard stanno livellando il terreno dei prezzi, sia in produzione che in manutenzione. Il diesel recupera terreno confermandosi come motore che emette meno clima-alteranti. E i NOx? Oggi si smagrisce sempre di più nei benzina, ambiente fertile per generare questi inquinanti.

Tirando le somme, un diesel moderno non è da demonizzare, piuttosto va incolpato il parco circolante italiano troppo vecchio, con quasi la metà delle auto nel nostro Paese datate pre-Euro 4.

Auto elettriche: infrastrutture, rete e distribuzione

Sull'elettrico la questione è più complessa: Enel aveva già annunciato in questa occasione - e diamo per veritiere le loro parole visto che si tratta di dichiarazioni ufficiali - di essere pronta con la rete di distribuzione a fronteggiare un improbabile drastico aumento del parco EV circolante. Cosa che comunque non accadrà nell'immediato.

Avanziamo quindi un leggero dissenso - in attesa di approfondire meglio - sulle dichiarazioni relative alla distribuzione ma soffermiamoci sul discorso prezzi. In questo caso l'evidenza dimostra come i costi d'investimento siano alti, specie se si parla della tecnologia delle colonnine in corrente continua: prova è l'aumento dei costi di ricarica nelle colonnine Enel X, oggi tra 0.45 e 0.50€ al kWh, cifre più alte delle origini. Tesla stessa lo conferma: partita con "elettricità gratis" e passata a "pagatevela voi", logica imposta dai volumi maggiori.

Infine nulla da dire sulla questione dei volumi: è chiaro che le elettriche non faranno margini finché non raggiungeranno numeri importanti ma, per tutta una serie di questioni che vanno dall'immagine, marketing, Ricerca & Sviluppo, oggi è il momento in cui bisogna iniziare a parlarne e oggi è il momento in cui i produttori devono esserci per poter cogliere l'onda fra qualche anno.

Conclusioni: mi butto sulla politica

Raramente mi lancio in discorsi politici ma è chiaro un fatto: servono gli incentivi, non per una tecnologia in particolare ma allo scopo di rinnovare il parco circolante

Per come vedo il mercato dell'auto in questi anni di transizione verso la nuova decade, il virtuosismo è rappresentato dalla coesistenza di benzina innovativi come quello di Mazda, diesel moderni come le tante soluzioni tra cui Mercedes e Bosch, ed elettriche. Ognuno di questi sistemi risponde ad una determinata esigenza e sarebbe azzardato dichiarare che una sola tecnologia è la soluzione a tutti i problemi.

Proprio come sarebbe folle "costringere" tutti ad utilizzare Windows, OSX o Linux; o ancora parteggiare per Android demonizzando iOS senza tener conto di chi utilizzerà il sistema. Adobe Premiere è il miglior software di video editing consumer? C'è chi risponderebbe di sì, ma avete considerato la differenza di prestazioni su Mac in confronto a Windows? Contestualizzando si capisce che c'è una tecnologia per ogni esigenza e per ogni "ambiente".

Così come gaming su PC e gaming su console si rivolgono a mondi diversi, così come non si può consigliare una reflex o mirrorles per tutti i fotografi senza sapere se si occupano di matrimoni, sport o natura e se fanno solo foto o video (e qui Canon, Nikon e Sony rispondono ognuno a diverse esigenze con i rispettivi punti di forza), allo stesso modo non esiste un'alimentazione universale, non in questo periodo storico.

Per questo che, secondo me, in Italia oggi serve incentivare al rinnovo del parco circolante. Serve uno Stato in grado di supportare il cittadino con agevolazioni piuttosto che amministrazioni che reagiscono con blocchi e divieti. E serve un cittadino consapevole ed informato sulla tecnologia per fare il miglior acquisto possibile in base alle sue esigenze.


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Commenti

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delmu

Per la cronaca:

"Robert Bosch parte per lavorare in Germania"
Robert Bosch non "parte per lavorare in Germania", visto che è nato ed è vissuto per i primi 21 anni della sua vita in Germania meridionale, prima di iniziare a lavorare in aziende.

Ngamer

ok ma perchè vedi solo metà della cosa?? ste polveri sottili sono peggio nell immediato per la nostra salute. e poi con le ibride i consumi del benzina sono quasi dimezzati

Ngamer

alluvionato si cantina allagata piu volte . polveri sottile dei freni ..... lasciamo stare . facciamo una prova chiudiamoci dentro un box macchina prima con un auto a benzina e poi una diesel vediamo ceh succede

Fer

si certo che è fattibile… vengono usate senza problemi come risorsa di storage di rete. Faranno da "serbatoio" come oggi lo fanno alcune centrali idroelettrica dedicate al pompaggio… avere un grande serbatoio vuol dire poter far funzionare tutto a condizioni più ideale possibile ed il restante se lo gestisce il "serbatoio"... prima che le fonti rinnovabili diventassero cosi diffuse (ti parlo del mercato italiano) la situazione era questa: le centrale termoelettriche (a carbone e gas principalmente) funzionavano a potenza costante e nominale, quindi condizioni ideali e massimo rendimento, mentre le fonti rinnovabili (soprattutto idroelettrico) venivano usate per modulare la differenza tra la costante prodotta e il carico… Poi con il forte sviluppo di solare ed eolico (e passaggio da carbone a gas ciclo combinato) oggi la situazione è diversa: le fonti rinnovabili hanno priorità di dispacciamento e quindi loro producono sempre al 100% della loro possibiltà e le "tradizionali" fanno da modulatori lavorando a rendimenti e condizioni a volta sfavorevoli… per questo motivo per non rischiare di chiudere tutte le "tradizionali" (che sarebbe un disastro oggi poiché se un giorno piove in tutta italia il sole non c'è… oppure la notte chi alimenta ?... ) fu fatto un decreto in favore delle termiche proprio per tamponare in questi anni di transizione dove sostanzialmente non abbiamo abbastanza capacità di storage per garantire un funzionamento da sole fonti rinnovabili e la rete non è abbastanza smart per supportarle al meglio.
Quindi se tutte le auto fossero elettriche e poi le batterie sarebbero da riciclare sarebbe una cosa solo positiva per la rete elettrica XD
oltre al vantaggio dello storage giornaliero, si avrebbe anche il vantaggio che la ricarica notturna alza la richiesta di energia di notte che è bassa e quindi significa che la differenza tra pmax giornaliera (che avviene solitamente di giorno) e la pmin giornaliera (che è appinto quella di notte) si riduce..---> centrali funziona a p più costante e non devono essere accese /spente ( che costa una sassata).
ho fatto tutto molto semplice...

Fer

fonte?

italba

Che stratosferica ca###ta! Ma l'hai letto l'articolo che hai postato? L'elettrico "inquinerebbe" di più perché "solleva più polvere essendo più pesante"! Non sapevo che l'Avvenire forre un giornale umoristico

italba

Hai preso troppo sole in questi giorni? Stavo rispondendo a QUALCUNO che diceva che l'energia elettrica per ricaricare le batterie di notte non viene dalla "magia verde" perché di notte il sole non c'è! Svegliati tu, e prova a fare uno più uno: L'energia delle fonti rinnovabili in eccesso durante il giorno può essere immagazzinata dalle centrali idroelettriche e redistribuita durante la notte. Facile, no?

Ikaro

Come ti dicevo tra stiva e bagaglio a mano ;) basta metterla nella valigia che va in stiva e non ci sono problemi, chiaro che se ti presenti all'ultimo minuto magari non hanno voglia/tempo di portarla in stiva... Invece hai provato a portare una tanichetta di benzina?

Teomondo Scrofalo

Spero che non beccherai mai un'alluvione o una bella tromba d'aria, e non ci lasci la pelle. Contento tu, come se il benzina non producesse PM 2,5 che è prodotto dall'80% dai freni e dalle usura delle gomme, come godo quando elimineranno tutti i Diesel ed il PM 2,5 e PM 10 non caleranno di no nulla,allora mi farò 4 risate quando allora bloccheranno tutti i benzina sotto Euro 6.

Teomondo Scrofalo

Già lo fanno ora, da sempre pompano l'acqua su a monte di notte. Ti sei svegliato ora?

Teomondo Scrofalo

Solo fino a 10'000 milliampere oltre non si può trasportare, viene obbligato a darlo alle hostess oppure sequestrato, capitato a me personalmente.

Teomondo Scrofalo

Solo fino a 10'000 milliampere ora, oltre te lo sequestrano.

Teomondo Scrofalo

Per la CO2 sicuramente il benzina è molto più inquinante., la CO2 è correlata con litri di consumo per ogni chilometro, quindi più consumi e più CO2 emetti.

Ngamer

non è che non me ne frega ma ma non è vero che i diesel sono meglio delle auto a benzina

Fer

quando tutti i veicoli saranno elettrici potremmo finalmente realizzare un efficiente sistema vehicle to grid tra i tanti vantaggi… prima che butti una batteria passano 50-80 anni di uso continuativo…per farla scendere sotto al 20% di capacità rispetto all'iniziale… quindi stai tranquillo che le batterie non sono un problemone.. anche perché sono in progetto le batterie allo stato solido con durata della vita ben più lunga delle attuali.
Considera comunque che gia oggi le batterie per auto hanno vita "di trazione" lunga tanto quanto la vita dell'auto… e dopo la trazione vengono riusate per storage… e per lo storage se non "arrivano" le batterie delle auto riciclate cmq se ne devono fare altre apposta.. non c'è un limite di storage massimo da raggiungere… più ne abbiamo meglio è per chi si occupa della rete XD
l'ho fatta supermega semplice XD

mauro morichetta

Mi piace vedere qualche anno avanti, pensa a quando sarà diffusa nel mondo ed avrà sostituito buona parte dei motori termici, tutte queste batterie saranno davvero riciclate con efficienza come dici tu? Mi permetto di avere qualche dubbio sulle capacità che si vogliono intraprendere per riciclare, secondo il tuo punto di vista è fattibile su larga scala come si suppone avvenga?

Fer

non mi pare che la gente che sale in aereo lasci cellulari e pc a terra prima della partenza… a me pare quindi che volino anche le batterie… checche tu ne dica

Fer

i rendimenti di motori elettrici sono superiori al 90% XD una cosa straordinaria a confronto dei termici… le batterie si stimano perdere 1%-2% di capacità l'anno in base all'uso… quando uno dice che nelle auto elettriche durano X anni significa che dopo X anni arrivano all'80% di capacità e quindi non sono più accettabili per la trazione ma vengono riutilizzate in altri settori, come la modulazione della potenza reattiva in ambito di trasmissione/distribuzione dell'energia.
La maggior parte delle auto elettriche in commercio includono anche la batteria, poche sono quelle che invece ti mettono la batteria a noleggio come dici te. ovviamente quelle con la batteria a noleggio hanno un prezzo di acquisto mediamente inferiore e poi se lo riprendono col "fitto" delle batterie diluito negli anni

Ikaro

Come hai fatto a superare questo limite? https://uploads.disquscdn.c...

mauro morichetta

Dopo aver cercato notizie in merito alla questione per informarmi meglio, non ho trovato alcuna notizia che parli della manutenzione dei motori elettrici ne di quanto sia efficace la batteria nel tempo, ne tanto meno alla fine della vita, come vengano riciclate o come si possa cambiarle nella vettura. L'unica cosa che so è che le batterie sono a noleggio anche se compri la vettura, se hai notizie migliori delle mie ed hai tempo sarò felice di parlarne.

Ikaro

Ma stai parlando di spedizione o di viaggi? Nei viaggi tra bagaglio a mano e stiva sono accettate la maggior parte delle batterie, al contrario non credo che la benzina sia accettata in nessuna forma...

italba

Non c'è solo il fotovoltaico, c'è l'eolico, l'energia delle grosse centrali termiche che non conviene spegnere e riaccendere e, soprattutto l'idroelettrico. Se il solare funziona dalle 10 alle 16 (in inverno, forse) vuol dire che dalle 10 alle 16 i bacini idroelettrici consumeranno meno acqua che potranno poi utilizzare di notte, quando il sole non c'è. Meglio, se c'è un eccesso di elettricità in certe ore della giornata le centrali idroelettriche possono funzionare da batteria, pompando in alto l'acqua

Teomondo Scrofalo

Intanto non volano, checche tu ne dica.

Teomondo Scrofalo

Si certo forse dalle 10 di mattina alle 16 di pomeriggio, esperienza personale avendo un impianto fotovoltaico a casa. Invece di notte quando tutti dovrebbero ricaricare le batterie delle auto è risaputo che il fotovoltaico rende meglio vero?

Teomondo Scrofalo

Però intanto non viaggiano in aereo per quanto sono sicure! Stessa cosa direi che se non era per il gruppo Volkswagen nessuno parlerebbe così male dei Diesel, e allora?

Teomondo Scrofalo

Quindi è meglio morire di alluvioni e siccità che di un eventuale cancro?
Per esempio hai visto cosa è successo in Giappone? Frega niente?

Fer

Ovvio che è impossibile definirle TUTTE. Ma dire che diesel inquina meno di elettrico equivale a dire che mediamente la produzione di elettricità in centrale è più inquinante...quando invece è sicuro che le centrali hanno 2(le più skifose) -3 volte i rendimenti di un singolo motore diesel.

alex-b

Mi arrendo... chi vuol capire capisce.

alex-b

Ma chi te lo ha detto che non ho mai fatto un integrale o una sommatoria? Manco finisco di leggere il tuo post che sei solo un arrogantello sbarbato.

Ngamer

e sbagli perchè gli effetti del pm 10 e del pm 2.5 sono nell immediato rispetto al CO2 . chiaro se poi abiti in amazzonia dove non cè inquinamento ti interessa piu il CO2 del Pm 10 ma nelle grandi città dove abita la maggioranza delle popolazione è un problema

Ikaro

Quindi... Come ti sto chi afferma ciò lo fa solo per un proprio vantaggio...

Fer

Ti ho messo un link di uno studio fatto a riguardo... Il problema che per te che non sei del settore e non hai mai fatto un integrale o una sommatoria in tutta la tua vita, non offenderti, può sempre possibile è vero quello che ti hanno scritto in questo articolo...
Perdi 30 min ad aprire un libro di macchine e la prima cosa che ti dice è motore grande = rendimento energetico superiore. E stai tranquillo che anche in Bosch lo sanno meglio di me ;).

Certo è che la sua affermazione potrebbe diventare vera se si considera paesi dove la produzione dell'elettricità avviene con la combustione dell'olio. Ma in Europa non esiste centrale elettrica così pessima da poterla paragonare a tanti piccoli motori diesel... Tanto meno in Italia...dove siamo il primo o il secondo (ogni anno ci scambiamo con la Germania) paese come % di energia prodotta da fonti rinnovabili....

alex-b

Ma smettila te di fare il maestrino per qualche esame che hai fatto, non credere di essere l'unico ad avere una cultura e ad essere (forse, non saprei) laureato. Un giorno capirai che gli studi servono per formarsi ma nella realtà ci si scontra con situazioni diverse e più complicate rispetto alla teoria.
Io non voglio avere ragione, ho solo accolto la possibilità che quello che dice sia possibile perché magari lui ha più il polso della situazione energetica mondiale rispetto a te dopo aver letto dei libri e studiato delle formule. Invece arrivi tu e qualcun'altro a dire che ha sicuramente sparato sciocch3zze, e tu si che vuoi avere per forza ragione.
Per quanto mi riguarda discorso chiuso.

Fer

Il passaggio su larga scala sarà "molto" graduale e ci vorranno decine d'anni prima che pareggi le vendite Delle tradizionali e più di 30-40 anni prima di non vedere più auto a combustione circolare.

Fer

Vabbe ma smettila di voler avere ragione se non hai mai letto uno schema di una qualsiasi centrale elettrica. Prima studi poi parliamo.
Il CEO di Bosch può avere mille motivi diversi (e commerciali) per fare certe affermazioni...non è che tutto quello che dice lui è per forza la verità assoluta anche perché tutto il resto del mondo scientifico su questo aspetto gli da torto marcio...
Poi c'è da vedere le sue parole reali quali sono state e quanto sono state fuorviate da traduzione e giornalismo...

alex-b

Evidentemente per fare affermazioni del genere il ceo di bosch si vede che non sono così pochi gli impianti a carbone, se davvero solo quelli inquinano di più.

alex-b

Veramente come ho appena detto marchionne ha detto che stopperà i diesel perché si deve pensare all'elettrico, quindi....

alex-b

Va bene, ma ripeto allora contattalo e dagli dello stolto, troppo facile dare dello stolto a me su un blog. Saluti.

Massi91

a milano e a torino quest'anno c'era già il blocco x i diesel euro 5

Pip

Solo a causa del problema (molto ingigantito) del note 7...
Non so se ci hai fatto caso, ma IL MONDO vive sommerso di batterie al litio.

Pietro Boni

40% carbone? Magari in Polonia e, ancora per poco, in Cina. Se parliamo di francia, germania, italia, paesi scandinavi etc... il dato non è realistico

Pietro Boni

Come viene ricavata, secondo te? L'unico metodo più inquinante delle auto endotermiche è il carbone, tutti gli altri sono più efficienti e puliti. Quindi a meno che non stiamo parlando della Polonia (dove il carbone è prevalente)...

italba

In buona parte sì. Lo scorso anno quasi un terzo dell'energia elettrica in Italia è stata prodotta da fonti rinnovabili

italba

Per far andare un'auto tradizionale con gli stessi combustibili dovresti bruciarne molto di più, almeno 3/4 andrebbe sprecato. E comunque l'elettricità si genera anche da fonti rinnovabili, con inquinamento zero

GioCarro

Riflessione personale: i motori diesel continueranno ad essere prodotti e venduti per una decina d'anni, quindi prima che diventino "illegali" o comunque dichiarati fuori regola passeranno circa vent'anni (devono aspettare che tutte le auto vendute nuove siano ragionevolmente obsolete per non rischiare una rivolta).

Il motivo principale, secondo il mio ragionamento, è che ci vorranno almeno una decina d'anni perchè la rete di ricarica per le auto elettriche diventi sufficientemente *capillare* e *rapida* per essere considerata una valida alternativa per chi usa l'auto per lavoro.

Io baso il mio ragionamento su chi usa il veicolo per lavoro: i professionisti non li puoi lasciare a piedi, punto!

mauro morichetta

Apprendo la tua opinione e la considero fondata, esattamente come i dubbi che ho su questo tipo di veicolo su larga scala, ti ringrazio per il confronto spero di ritrovarti altre volte passa un buon Lunedi

Fer
Fer

Sono così poco sicure che tutti ne hanno una tra le mani tutto il giorno tutti i giorni.

Ikaro

Ahahaha Marchionne, come ti dicevo chi ha interessi a dirlo lo dice...

Teomondo Scrofalo

Mentre la CO2 crea gravissimi problemi al PIANETA, e indovina dove abitiamo noi?????
Sentito la notizia dell'iceberg più grande mai avvistato in Groenlandia?
A me fa molta più paura la CO2 che il PM 10!

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