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iDisc: il freno di Bosch che inquina meno

iDisc è il nuovo disco freni di Bosch che inquina meno e dura di più

iDisc: il freno di Bosch che inquina meno
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Luigi Melita
Luigi Melita
Pubblicato il 22 nov 2017

Una cosa a cui pochi prestano attenzione è l'inquinamento a cui contribuiscono i freni. Ebbene si, anche questo accessorio inquina: la casalinga di Voghera magari non ne è a conoscenza ma freni e pneumatici, insieme, sono responsabili del 32% delle emissioni di particolato legate al traffico stradale. Quasi il 50% di queste è da attribuire ai freni.

Così Bosch ha lanciato iDisc e a parte la criticabile scelta del nome, con la "i" ormai abusata da chiunque (qui sta per "innovazione"), si tratta di una novità non da poco stando ai dati dichiarati dal produttore. iDisc promette infatti fino al 90% in meno di polveri sottili generate grazie al rivestimento in carburo di tungsteno applicato al freno a disco tradizionale in ghisa. Non si tratta quindi di un disco completamente nuovo nei materiali ma piuttosto di un processo di trattamento (meccanico, termico e galvanico) per poter applicare il rivestimento. 

Questo comporta un costo, nello specifico una cifra superiore di tre volte a quella di un disco in ghisa tradizionale ma inferiore di tre volte a quella di un disco in ceramica. Aumentando i volumi con le economie di scala, però, si potrà avvicinare maggiormente il costo a quello dei dischi classici, specie se diventerà uno standard.

Oltre alla riduzione dell'inquinamento, iDisc migliora anche nelle prestazioni avvicinandosi ai freni ceramici, specie per quanto riguarda il fading (riduzione della potenza dopo ripetute frenate). In questo caso il rivestimento assicura una resa migliore e più stabile oltre ad un'usura contenuta e si può arrivare ad una durata doppia rispetto al freno normale. Eliminata quasi del tutto la corrosione, vantaggio che si rivelerà utile specie nel mondo delle elettriche dove il minor utilizzo dei freni per via del freno motore rigenerativo riduce la pulizia dei dischi da parte delle pastiglie.

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Commenti Regolamento
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italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Il cobalto è il "collante" della polvere di carburo di tungsteno

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andrea55 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi non c'è solo cobalto ma è solo un collante, capito non lo sapevo

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italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Nelle classiche placchette di Widia quello che taglia è il carburo di tungsteno, il cobalto serve per tenerlo incollato insieme. Poi si adopera anche il diamante, certo, ma il carburo di tungsteno è molto più diffuso
https://it. wikipedia. org/wiki/Widia

a
andrea55 01 Jan 1970 @ 00:00

Di solito si trovano al cobalto o al diamante le punte per metalli

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italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Quelli delle moto anche in acciaio inox

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italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Prima di consumare il carburo di tungsteno ce ne vuole. Hai presente le punte di trapano da muro?

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andrea55 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi quando si consuma il rivestimento il disco torna ad essere un comune disco in ghisa?

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ironmel 01 Jan 1970 @ 00:00

ghisa, acciaio, ceramica/carbo-ceramica e carbonio, questi i materiali usati di solito

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Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

I dischi dei freni sono in ghisa!?!