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Elettrico: solo Volvo e Volkswagen in linea con obiettivi UE, le altre case in ritardo

Secondo un report di Transport & Environment, Volkswagen e Volvo sono le uniche due case automobilistiche che stanno rispettando gli obiettivi fissati dall'Unione Europea in termini di elettrificazione della gamma.

Elettrico: solo Volvo e Volkswagen in linea con obiettivi UE, le altre case in ritardo
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Greta Rosa
Greta Rosa
Pubblicato il 17 giu 2021

Tra tutte le case automobilistiche attive sul mercato, le uniche due che stanno rispettando gli obiettivi fissati dall'Unione Europea in termini di elettrificazione della gamma (l'ambito è quello del piano di neutralità climatica) sono Volkswagen e Volvo. A rivelarlo è uno studio di Transport & Environment, un'organizzazione no-profit di Bruxelles che promuove il trasporto sostenibile a livello europeo attraverso un cambiamento delle politiche dell'UE e globali che disciplinano il settore dei trasporti. Il report non prende in esame soltanto i dati sulle vendite, ma anche le strategie industriali dei vari comparti, come la fornitura delle batterie e la riconversione delle infrastrutture.

Aziende come Ford si sono invece poste obiettivi ambiziosi che tuttavia poggiano su piani poco solidi: T&E boccia l'ambizioso progetto dell'azienda a stelle e strisce di raggiungere la totale conversione del parco entro il 2030, affermando che entro quattro anni, nel 2025, i veicoli elettrici del parco auto copriranno solo il 13% della sua produzione.

Poi ci sono BMW, Toyota, Jaguar Land Rover, Daimler, Stellantis che sono invece poco propense al cambiamento e non hanno stabilito strategie concrete sulla conversione totale all'elettrico. La casa meno virtuosa di tutte, secondo lo studio, è proprio la giapponese Toyota: stando alle stime di T&E, nel 2025 la sua produzione totale sarà composta solo per il 10% da auto elettriche e le sue tecnologie ibride inquinanti costituiranno ancora il 44% dei veicoli del marchio destinati al Vecchio Continente nel 2030.

 

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Numeri alla mano, a destare preoccupazione è soprattutto la mancanza di iniziative volontarie da parte delle aziende automotive, indice di scarsa ambizione e progettualità, insieme all'assenza di strategie industriali credibili. E qui subentra lo spettro di quanto accaduto nel 2016, ormai cinque anni fa, quando le case automobilistiche hanno mancato l'obiettivo condiviso di vendere almeno il 3,6% di auto elettriche (raggiungendo dunque meno della metà del target iniziale). Purtroppo, il quadro attuale non è da meno: come sostiene T&E, le vendite dell'elettrico in Europa potrebbe essere inferiori del 10% rispetto agli obiettivi imposti dai piani di neutralità climatica del Continente entro il 2030.

Ma quale sarebbe, quindi, la soluzione? I ricercatori chiedono ai legislatori europei di stabilire obiettivi vincolanti sulle emissioni di CO2 per le auto nei prossimi dieci anni, almeno del -25% entro il 2025 e almeno -40% entro il 2027, con le auto elettriche che dovrebbero arrivare a coprire il 65% della produzione totale entro il 2030 e con l'eliminazione totale delle auto con motore a combustione entro il 2035.

Come spiegato nel report, l'invito dei legislatori è anche quello di non concedere incentivi o agevolazioni per chi acquista veicoli ibridi e a combustione, dando una stretta ulteriore alla loro diffusione.

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Commenti Regolamento
C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda, se non fanno qualcosa per l'infrastruttura di ricarica, andró andró a piedi anche possedendo una elettrica.

F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

le entrate in calo dovute alla diminuzione dei veicoli a benzina e gasolio, verranno compensate dalle maggiori tasse e accise sugli stessi veicoli a benzina e gasolio, almeno finché ce ne saranno in circolazione.
Lo scopo è corretto: incentivare gli EV e allo stesso tempo disincentivare gli ICE.
Almeno, così sarà nei Paesi avanzati, in Italia non so.

F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

tra qualche anno tu andrai in elettrico, o andrai a piedi.

B
Bad Mad Lad™ 01 Jan 1970 @ 00:00
Ma quale sarebbe, quindi, la soluzione?


Finirla con questa buffonata dell'elettrico. Stima assoluta per Toyota.

P
PositiveVibes 01 Jan 1970 @ 00:00

Volvo ❤️❤️❤️

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Le compagnie petrolifere non hanno nessun sussidio, solo di accise e IVA pagano il 70% di tasse, ovviamente pagano anche tutte le altre tasse di qualunque azienda.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Poi mi spieghi come farebbero a tassare l’energia prodotta dal mio fotovoltaico (in particolare l’energia che non passa dalla rete elettrica).
Ulteriori accise sull’energia elettrica (sono già presenti) sarebbero una tassa rivolta principalmente a chi vive in un appartamento.

Basta rimuovere i sussidi statali alle compagnie petrolifere per recuperare la perdita delle accise.

b
bigshaft 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto molto bello finché l'energia elettrica per le auto sara' magicamente assaltata dalle accise come oggi lo sono i carburanti, tempo al tempo, nulla regala nulla a nessuno

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Io mi sono mi sono rotto le 00 di pagare €10 - €15 per 100 km, quando potrei caricare l’auto a casa e spendere un decimo (ho già 6 kW e un impianto fotovoltaico).
Certo, non tutti sono nella mia condizione, ma diversi milioni di Italiani possono caricare l’auto a casa, come me.
Gradualmente le città saranno piene di colonnine permettendo l’acquisto anche a chi non può caricare a casa.
Anche senza incentivi tra qualche anno un’elettrica costerà meno dell’equivalente a combustione interna e sarà più economica da mantenere.
Gli incentivi gradualmente caleranno (secondo me scompariranno nel 2024 - 2025), ma le quote delle elettriche non caleranno, anzi, continueranno a crescere.

Nel 2021 in Europa le vendite di elettriche (BEV) probabilmente saranno vicine al milione (circa 4 milioni nel mondo)
Ad Aprile in Europa la quota delle elettriche è stata del 7,1% (15% includendo le Plug in)
ev-sales.blogspot.com/

A
Andrea bortolin 01 Jan 1970 @ 00:00

Concordo su tutto.

a
asdlalla3 01 Jan 1970 @ 00:00

Sinceramente, che rottura sto elettrico..
Si, è il miracolo dell'automobile che salverà il pianeta, ci renderà tutti persone migliori, ci costa di meno (in teoria) e tuttecose.
Ma se è improponibile per il consumatore medio ad oggi e quelle 10 macchine che han venduto lo hanno fatto principalmente grazie agli incentivi inutile insistere.. Toyota è realista, sa bene che ad OGGI l'ibrido è la soluzione ideale (insieme metano e gpl ma quelle, non essendoci la batteria ma gas, sono brutti e cattivi) mentre l'elettrico è idonea per pochi.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Toyota si conferma fanalino di coda, vendendo perfino meno elettriche rispetto a diverse start up, illude i consumatori con pubblicità ingannevoli (“viaggia al 50% in elettrico”) e realizza auto che sono un insulto all’intelligenza dei tecnici con il solo fine del marketing (in particolare il 3 cilindri ad idrogeno a combustione interna, che consuma il doppio della Mirai ed in 24 ore di gara ha passato 4 ore a fare rifornimento e altre 8 ore ferma nei box).
Inoltre l’unica elettrica a listino ha la presa sbagliata (la Lexus UX300e monta in Europa la giapponese Chademo, praticamente è inutilizzabile).
Quando cambieranno la loro politica probabilmente sarà troppo tardi e avranno già perso quote rilevanti.

“ l'invito dei ai (?) legislatori è anche quello di non concedere incentivi o agevolazioni per chi acquista veicoli ibridi e a combustione, dando una stretta ulteriore alla loro diffusione.”
L’Italia sembra in linea con questo punto, dal prossimo anno gli incentivi dovrebbero essere riservati solo alle elettriche (€6000 con rottamazione, €4000 senza).

Intanto in molti Stati europei le quote delle elettriche continuano a crescere esponenzialmente:
A maggio un’auto su 4 venduta in Germania e Olanda aveva una presa (13% BEV + 11% PHEV Olanda, 11,6% BEV + 11,8% PHEV Germania)