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Volkswagen, crollo di vendite: i numeri di una crisi annunciata

Il colosso tedesco Volkswagen vuole ridurre nei prossimi anni di un milione di auto la capacità produttiva a causa della crisi

Volkswagen, crollo di vendite: i numeri di una crisi annunciata
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 22 apr 2026

Il Gruppo Volkswagen sta attraversando una fase di appannamento al di fuori dei confini europei. Il colosso di Wolfsburg ha già tagliato 1 milione di esemplari in Cina a causa di una contrazione delle vendite. La concorrenza sta crescendo nel Paese del Dragone Rosso e un ridimensionamento industriale è una naturale conseguenza di una bolla che prima o poi sarebbe dovuta esplodere.

Una mietitura significativa sulla capacità produttiva globale, fino a un milione di veicoli entro il 2028. Il colosso tedesco sta soffrendo sul mercato cinese (-15%) e crolla negli Usa (-20%), penalizzato dai dazi nel primo trimestre del 2026. C’è stato un cambiamento strutturale del mercato dell’automotive a livello mondiale con una contrazione delle vendite di auto elettriche a causa di svariati fattori.

Nuovi obiettivi

Temendo una riduzione impattante in Europa il target annunciato è quello di portare la capacità complessiva dai precedenti oltre 12 milioni a circa 9 milioni di veicoli annui, per una maggiore sostenibilità. Ai microfoni di Manager Magazin lo stesso amministratore delegato Oliver Blume ha annunciato: “La sovraccapacità non è sostenibile nel lungo periodo” e i modelli previsionali basati sui volumi del passato “non sono più realistici” nell’attuale mercato sempre più competitivo. La gamma full electric ID. ha deluso le aspettative, snaturando il DNA e l’appeal del marchio.

Dal periodo pandemico in avanti si è registrato un progressivo calo strutturale delle vendite mondiali. Il Gruppo tedesco ha provato a dare un’immagine più green in un contesto produttivo che si è iniziato ad attestare sui 9 milioni di veicoli all’anno, contro gli 11 milioni del 2019. Le scelte protezionistiche del Presidente degli Usa, con i dazi commerciali, hanno generato un effetto molto negativo per il major teutonico. Inoltre, l’elevata concorrenza cinese e la debolezza del mercato europeo hanno fatto il resto. Lo scoppio della Guerra in Medio Oriente ha generato un ulteriore scossone.

Ridimensionamento industriale

“Stiamo facendo progressi senza precedenti nella riduzione dei costi, ma continuiamo a essere gravati da capacità in eccesso”, ha ammesso Blume. La Casa teutonica come tante altre realtà industriali del Vecchio Continente sta attraversando una fase di trasformazione. Alla fine del 2024 Volkswagen ha trovato un accordo con il consiglio di fabbrica per tagliare 35.000 posti in Germania.

Un evento più unico che raro nella storia del Gruppo che, dato anche il downsizing del personale di Porsche, potrebbe ritrovarsi con 50.000 risorse in meno entro il 2030. La ricerca di un nuovo equilibrio e il conseguente taglio di lavoratori è diventata una leva fondamentale per difendere gli obiettivi di sostenibilità finanziaria del colosso. Sul mercato americano Volkswagen sta puntando allo sviluppo del brand Scout. Il colosso non esclude di rivalutare il progetto per ridurre al minimo i rischi in una fase in cui le proposte di ultima generazione stentano a decollare. Negli Usa è in lavorazione un nuovo impianto in Carolina del Sud, punto di svolta per evitare ulteriori dazi in futuro.

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