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Airbus brucia i tempi: presto il primo jumbo jet A380 a idrogeno

Airbus vuol battere tutti sul tempo e si prepara a realizzare il primo prototipo di A380 con motori a idrogeno.

Airbus brucia i tempi: presto il primo jumbo jet A380 a idrogeno
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Gabriele Arestivo
Gabriele Arestivo
Pubblicato il 27 feb 2022

I mastodontici Airbus A380 si avviano verso la pensione dopo che la casa franco-tedesca ha interrotto nel 2021 la loro produzione, tuttavia li vedremo ancora per tanti anni solcare i cieli di tutto il mondo dall'alto della loro stazza, ma a fargli compagnia ci sarà anche un inedito prototipo. Si chiama ZEROe Demonstrator, perché tali sono le emissioni che produrrà (alla fine del percorso) questo A380 modificato, un vero e proprio laboratorio con le ali che monterà dei motori di nuova concezione e quattro serbatoi di idrogeno liquido. Oltre ad un sistema studiato ad hoc che distribuirà l'idrogeno stoccato in stiva. 

Il primo dei tre prototipi mostrati da Airbus non sarà del tutto green, inizialmente verranno infatti aggiunti i due nuovi propulsori tra le porte posteriori e il secondo piano, saranno quindi degli ausiliari da attivare per le prove in volo. Non dovremo attendere poi così tanto, il costruttore parla del 2026 per i primi test e l'obiettivo finale di portare i velivoli commerciali a idrogeno sul mercato entro il 2035. Potrebbero sembrare dei tempi lunghi ma per il settore non lo sono affatto, bisogna considerare infatti tutte le incognite in gioco per un simile mezzo e per la transizione più importante che l'aeronautica abbia mai affrontato. 

Probabile che i primi velivoli a idrogeno non avranno le sembianze dell'A380, ormai "datato", in ogni caso l'impegno del mondo dell'aviazione è di dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2050, il che significherebbe ridurre significativamente quel 2,8% sul totale delle emissioni globali che pesa sulla loro testa. Non basteranno gli sforzi sull'idrogeno, Airbus e tanti altri si stanno impegnando nel trovare soluzioni più sostenibili come l'elettrico puro e il combustibile SAF (sustainable aviation fuel), ovvero realizzato con oli esausti, materiali biologici e residui organici. 

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Commenti Regolamento
A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Come dicevo, parlo delle centrali di IV Gen., che ancora non esistono.
Il fatto che siano minori non le rende meno pericolose (in realtà quelle poche prodotte nelle centrali di IV gen. sono ANCHE meno pericolose, ma non divaghiamo), ma sicuramente le rende più gestibili

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Parlo del nucleare. l'Italia ha decine di migliaia di mc e non è certo l'unica.
La Russia è lo stato con più rifiuti nucleari al mondo, in Svezia hanno creato anche loro un mega sito geologico...

La domanda è: chi ti ha raccontato che le scorie siano poche?
Ma soprattutto perché parliamo di atomi e il fatto che siano poche dovrebbe cambiarne la pericolosità?

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

A parte che qualle italiane erano di prima generazione (tranne una), quindi con una produzione di scorie estremamente maggiore rispetto alle centrali di IV Gen., comunque considera che un enorme quantitativo di rifiuti tossici proviene da ricerca e medicina, per cui non è che togliendo centrali risolvi il problema

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

No non sono attuali. Le centrali a carbone le hanno riaccese quest'anno. Quelli sono dati vecchi.

E
E K 01 Jan 1970 @ 00:00

I miei dati sono attuali

https://www.destatis.de/DE/...

a
axoduss 01 Jan 1970 @ 00:00

Si beh non è che fare una turbina ad idrogeno sia fantascienza.
È tutta una questione di convenienza e costi

a
axoduss 01 Jan 1970 @ 00:00

Il posto sicuro è dentro ad un reattore CANDU che brucia le scorie oppure sottoterra come fa la Finlandia

G
Gianni P. 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti vedo anche altro, non ti preoccupare

a
axoduss 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sa che hai informazioni sballate

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Questa storia dei pochi barili annui non torna. Tutti quelli che hanno o hanno avuto centrali nucleari hanno accumulato decine di migliaia di mc, Italia compresa... Ne aveva 4

a
axoduss 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli aeroplani o li fai a batterie (e ci metti le eliche) ma pesano troppo e hanno fermi a terrà improponibili oppure usi il carburante (kerosene sintetico da CO2 - progetto abbastanza facile - oppure idrogeno -progetto molto complesso -)

a
al3xb3rg 01 Jan 1970 @ 00:00

Miiii che palle: otto volte nello stesso posto... Il mondo è tanto grande!

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Sicuramente è uno di quelli che ha i brevetti. Però nelle sue ultime installazioni sta avendo un po' di problemi.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

I tuoi dati sono vecchi.
Comunque non c'è solo la Germania che sta salvando la Francia. Anche il Belgio ha riattivato molte centrali a carbone.

L
Light 01 Jan 1970 @ 00:00

Orgoglio europeo

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Si si ci sta,e che l'avionica e molto diversa, tranne ovviamente air force one;)io che sono riuscito a prenderlo anche diverse volte durante l'anno mi viene un po di nostalgia vedendolo sempre più spesso a terra.

a
accakappa 01 Jan 1970 @ 00:00

Mettiamola così... spera di non confermare mai che il 95% dei passeggeri soggetti ad un disastro aereo comunque non si salva mai. XD

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Si si ci sta,e che l'avionica e molto diversa, tranne ovviamente air force one;)io che sono riuscito a prenderlo anche diverse volte durante l'anno mi viene un po di nostalgia vedendolo sempre più spesso a terra.

A
Antonio63333 01 Jan 1970 @ 00:00

L'A380 cmq è stato introdotto nel 2005 non è che sia nuovissimo come modello, poi lo paragono al 747 proprio perchè sono gli unici due aerei con 2 piani passeggeri e quadrimotori. Anche come dimensioni sono quelli piu simili.

A
Antonio63333 01 Jan 1970 @ 00:00

No perchè l'A380 è a due piani, l'unico aereo a due piani (anche se in questo caso il secondo è molto ridotto in lunghezza) è il 747. L'A380 è impressionante come dimensioni gia quando lo vedi al gate. Ha ingressi separati per i due piani.

A
Antonio63333 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma guarda che non è che il prezzo del volo dipende dall'aerero su cui voli, ma dalla tratta che fai. Infatti io ho fatto la stessa tratta (allo stesso prezzo) anche sul 747, sull'A340 e sul 767.

A
Antonio63333 01 Jan 1970 @ 00:00

Fortunato!

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

300, non 3000, considera poi che i depositi "temporanei" sono progettati proprio per durare almeno 300 anni (quelli permanenti invece sono sicuri per migliaia e migliaia di anni) e che comunque la quantità di scorie è veramente ridottissima (pochi barili all'anno per una centrale da 1000MW), capisci anche tu che rimane comunque il metodo più sicuro e meno impattante per produrre elettricità

G
Gianni P. 01 Jan 1970 @ 00:00

Mica siamo tutti povery come voi

G
Gianni P. 01 Jan 1970 @ 00:00

Fine aprile ci volerò per la terza volta per andare per l'ottava volta alle Maldive

G
Gianni P. 01 Jan 1970 @ 00:00

Jumbo jet....manco su Topolino lo si legge più

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

mettiamola così...spero di non dover mai confermare quanto hai scritto XD

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Faranno degli stress test

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Dicono

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Mica siamo tutti ricchi come te.

E
E K 01 Jan 1970 @ 00:00

La Germania ha meno del 20% di produzione elettrica a carbone e non la ha al confine con la Francia, che dici?
La Germania vende rinnovabili (~50% della produzione totale) alla Francia.

a
accakappa 01 Jan 1970 @ 00:00

Si lo fanno il botto, rumore, ma 3 minuti è già tutto finito, a meno che non prenda fuoco per qualche motivo la carlinga dell'aereo, ma sarebbe solo quella. Paradossalmente sono più sicuri di quelli a combustibile liquido.

a
accakappa 01 Jan 1970 @ 00:00

E' un vantaggio il gas pressurizzato perchè all'interno non c'è aria a dispetto di quelli con carburanti liquidi quindi non esplode con fuoco esterno. Poi con il fatto che l'idrogeno è estremamente volatile non si sparge al suolo ma volatilizza, e anche se prende fuoco il risultato sarebbe solamente una colonna verticale di fuoco. Per le caratteristiche spiegate sopra le bombole di idrogeno non esplodono manco se gli spari da 1 metro con una 9 millimetri.

C
Cacciapuoti Mario 01 Jan 1970 @ 00:00

Grazie mille per la correzione 👍🏻👍🏻👍🏻

W
Willie 01 Jan 1970 @ 00:00

E allora devi cambiare paese, perché soluzioni serie non ce ne sono:
O continui a usare petrolio, gas e carbone oppure non puoi puntare unicamente sulle rinnovabili.
Se non ce lo fornisce la Francia ce lo fornisce la Germania, Olanda o lo produciamo da noi, non è mica impossibile eh

W
Willie 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto, il nuovo deposito è stato bloccato per ragioni politiche e sociali.
Ripeto per l'ennesima volta, vai a sentire che dicono, sono sicuramente più preparati di me (e sì, trattano anche quest'argomento)

7
7829/bis 01 Jan 1970 @ 00:00

forse l'A380 è paragonabile al 777 o 787

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche quelli a kerosene fanno un bel botto XD. Certo il carburante non è pressurizzato.

D
Danny #ἡδονή 01 Jan 1970 @ 00:00

La Francia forse è il paese più avanzato a livello tecnologico per il nucleare?

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti dopo covid lo stanno dismettendo tutti,non puoi paragonare un fiat ducato del 1990 con uno del 2020 solo perché sono furgoni;) comunque c'è il 777 che sopra le cabine per il riposo dell'equipaggio ed e anche bimotore

A
Antonio63333 01 Jan 1970 @ 00:00

Adesso è improponibile usarlo vista la crisi del trasporto aereo dovuto al covid, ma io 3 anni fa l'ho preso ed era pieno.
Beh il paragone lo puoi fare solo col 747 visto che altri aerei passeggeri di quella stazza ed a due piani non ce ne sono...

N
Nacyres 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma non puoi dipendere da 4 centrali, anche solo la manutenzione sarebbe impossibile

N
Nacyres 01 Jan 1970 @ 00:00

Si alcune centrali hanno più reattori

s
sailand 01 Jan 1970 @ 00:00

Non oso immaginare il botto in caso di incidente aereo.

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non cambia niente.. durano 3000 anni invece di 200.000 ma nel frattempo le devi sempre trattare e gestire

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Farebbero il 2-4% del fabbisogno italiano, come lo facevano quando le abbiamo dismesse

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

"Sicuri" come lo Yucca Mountain?

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Quelle sono sotto controllo USA, quindi per accedervi dovremmo scegliere gli USA come partner.
Quando scrivo partner intendo colui che viene qui a costruire le centrali con i suoi brevetti, a darci la fornitura di uranio e l'assistenza tecnica durante tutto il periodo di vita dell'impianto.
L'Italia aveva scelto la Francia come partner, e da quello che vedo anche oggi continuiamo a firmare trattati con loro.
Si potrebbero scegliere anche gli USA. Forse sarebbe meno peggio visto che le nuove centrali francesi stanno dando problemi sia a Taishan che a Flamanville. In ogni caso per noi sarebbe una dipendenza da stranieri, molto costosa.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sono indispensabili le ostilità, ci sono anche le guerre commerciali ed industriali. Metti che l'uranio ce lo fornisse solo la Francia e noi andassimo a sviluppare un'industria contro gli interessi francesi...

M
Matteo Dal Bosco 01 Jan 1970 @ 00:00

Canada e Australia possiedono alcune delle più grandi riserve di uranio. Ma c'è un posto dove è disponibile per tutti e in quantità praticamente illimitata, solo che attualmente costa di più e quindi è meno conveniente estrarlo: il mare!
In ogni caso la materia prima Uranio NON è un problema

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

In quel modo ci legheremmo mani e piedi a chi controlla le miniere di uranio. Berlusconi aveva scelto la Francia come partner, che occupa le miniere del Niger con il suo esercito. Ora però non mi sembra molto stabile. Le miniere del Niger potrebbero presto cadere in mani cinesi o russe.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Quelle nuove producono meno energia di quelle vecchie. Oggi la Francia non è in blackout solo grazie al fatto che la Germania gli vende la sua energia prodotta con carbone.
I passi in avanti sono stati fatti sulla sicurezza (dicono). Rimane il problema delle scorie e delle forniture di combustibile.

F
Fede64 01 Jan 1970 @ 00:00

Avessimo

O
Olianza <3 01 Jan 1970 @ 00:00

Mica mi creo la possibilità di volare su un aereo... Non lo faccio per volare, ma per spostarmi.

W
Willie 01 Jan 1970 @ 00:00

Impara ad argomentare meglio.

I posti sicuri ci sono. "Sicuri" nel senso scientifico del termine, che esclude la sicurezza assoluta, ovviamente, che non può esistere.

Comunque i ragazzi dell'avvocato dell'atomo (non è uno, sono diversi) fanno dibattiti molto spesso, anche con fisici (vedi Angelo Tartaglia). Vatti a vedere i confronti e poi mi dici

W
Willie 01 Jan 1970 @ 00:00

Ripeto, forse non sono stato chiaro, non possiamo tornare all'autarchia fascista, ma quante probabilità ci sono di ostilità future con Francia, Germania, UK ecc?

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Se lo vendono allora chi te lo vende ti può tenere sotto ricatto esattamente come per il petrolio o il gas

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

E tu fatti un giro sul sito dei Boys Inter così scopri chi vincerà il campionato. Tecnicamente non esiste un posto sicuro dove stoccare le scorie pericolose finché non diventino innocue, c'è poco da dire

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Troppo costoso e non conviene soprattutto rimane spesso vuoto,ma non puoi paragonarlo al 747 progettato 40 anni fa;)

W
Willie 01 Jan 1970 @ 00:00

Riguardo il problema delle scorie, ripeto, il problema non è a livello tecnico, ma sociale (e quindi politico).
Fatti un giro sui canali de "l'avvocato dell'atomo"

W
Willie 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda che ci sono gradi di arricchimento diverso dell'uranio.
Se così non fosse allora dovrebbero essere gli unici paesi ad avere centrali nucleari, ma non è così.
Ci sono una marea di paesi che hanno centrali nucleari, ma non sono in quella lista. Come si spiega?
Evidentemente te lo vendono eccome, ripeto ci sono diversi gradi di arricchimento e quello energetico è diverso da quello militare

S
STAFF 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ha detto che senza non esplode. Ha detto che esplode meglio, dove meglio vuol dire di più.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

lo si fa anche per difesa, se fai 3/4 centrali enormi una volta che le attaccano sei fott**o.
meglio averne tante "piccole" così in caso di problemi le altre possono coprire la mancata produzione

R
Riccardo Ravaioli 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non si sono fatti passi avanti?!?! Molte sono di progetti di 30 anni fa

N
Nacyres 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti manca qualche zero, considerato che la Francia ne ha 20 o giù di lì.
A meno che non si creino centrali veramente enormi, 3/4 sono di sicuro insufficienti anche per stati piccoli.

R
Rozzo 01 Jan 1970 @ 00:00

Fusione nucleare la soluzione, per produrre idrogeno a costi sostenibili per navi, aerei e mezzi pesanti. Probabilmente chi nasce oggi vedrà tutto questo realizzarsi

O
Ottoore 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è il metodo più scientifico ma ti dà un'idea: sulla wikipedia trovi gli elenchi delle centrali nucleari per paese per produzione di energia e potenza erogata. Idem per le centrali elettriche.

Allo stato tecnologico attuale, 4 reattori nucleari si potrebbero attestare ottimisticamente sui 6 GW di potenza contro i 40GW di potenza media richiesta nella sola penisola italiana con una punta raggiunta di 60GW.

Prima che venga frainteso, non è mia minima intenzione screditare il nucleare.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

"Esorbitanti" non direi, sono 67 centesimi al litro. I motori attuali funzionerebbero benissimo col metano, in URSS ci hanno fatto volare un Tupolev 155 32 anni fa, il problema è che i serbatoi attuali nelle ali non vanno più bene: Per conservare il metano o l'idrogeno liquido ci vogliono dei serbatoi criogenici in grado di resistere alla pressione

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Una buona parte di quelli che hai citato adoperano l'uranio arricchito per motivazioni militari, quindi non te lo vendono certo a te. Se ci sono delle scorie che restano pericolose per decine di migliaia di anni e non abbiamo neanche trovato un posto dove conservarle (non solo noi, persino gli USA) tanto risolto il problema non mi pare

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Oggesù! Tu avevi scritto "l'anno" io per farti capire che avevi sbagliato (ed anche per sfotterti, lo confesso) ho scritto "parecchi hanni" e poi "ai corretto"

A
Antonio63333 01 Jan 1970 @ 00:00

L'A380 è un aereo meraviglioso, ho avuto la fortuna di volarci 4 volte ed è l'aereo più comodo e silenzioso su cui abbia mai volato, nettamente superiore al Boing 747. Peccato che oramai solo pochissime compagnie aeree lo utilizzino ancora, la maggior parte degli esemplari in Europa (quelli Lufthansa) sono stipati in hangar nel deserto spagnolo a causa della crisi del settore per il covid. Se avete la possibilità di fare un volo su un A380, fatelo è un'esperienza indimenticabile.

R
Riccardo Ravaioli 01 Jan 1970 @ 00:00

E l’idrogeno con quale fonte di energia lo producono? Ne dico una su qualcuno più ferrato di me, ma pensare di costruire 3 o 4 centrali nucleari moderne ed efficienti che erogano energia per tutta l’Europa? Ci sarebbe troppa dispersione?

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Ora del 2035 ci saranno già le centrali di IV generazione, e con quelle le scorie non saranno un problema così grave

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche i carburanti per aerei hanno costi esorbitanti.

Comunque la differenza tra l'idrogeno e il metano è che il primo lo puoi produrre ovunque, mentre il metano va per forza importato (che poi non sono nemmeno sicuro che possa davvero essere utilizzato in campo aeronautico)

G
Gupi 01 Jan 1970 @ 00:00

Io dal titolo pensavo fosse un motore che facesse fare il salto temporale

A
Alessandro Montix 👌 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà guardando alla reperibilità delle materie prime molto meglio il nucleare di tantissime altre fonti, può essere importato da paesi alleati. E anche se dovesse aumentare di 10 volte il prezzo dell'uranio, avrebbe un impatto bassissimo sul costo finale di produzione dell'energia.

Per le scorie il più è individuare aree stabili e non sismiche in cui scavare, le tecnologie ci sono.
Leggevo di chi si preoccupava di lasciare scorie ancora radioattive alle generazioni a venire, ma 1- l'alternativa è lasciare loro un mondo devastato dai cambiamenti climatici, 2- se ad esempio in Italia si ricostruissero centrali nucleari (campo in cui eravamo tra i migliori al mondo, decenni fa) sarebbero utilizzate le centrali più recenti che producono molte meno scorie e in alcuni casi addirittura riescono a bruciarle, lasciando poco o nulla da interrare rispetto all'energia prodotta.

Ovviamente in parallelo non fa male investire anche in rinnovabili, ma poi anche lì in tanti casi non ci sta bene che rovinino il paesaggio, nei centri storici non si possono installare, rubare spazio alle coltivazioni èbbrutto...

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

Vabbe'... comunque era poco più di una battuta non un'analisi approfondita da portare come tesi di laurea.
Tra l'altro l'idrogeno è anche molto leggero, e tende a salire velocemente, per cui è possibile che nello scenario medio-peggiore, finirebbe con uno zampillo infuocato verso l'alto o qualcosa del genere, che rispetto al carburante attuale che oltre ad essere ben più distribuito resta sul posto e impregna i viaggiatori, tanto è vero che in molti casi molti incidenti è il fuoco a fare la strage

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Comunque anche se le bombole esplodessero (cosa non scontata) non andrebbero molto lontano. Sono molto robuste, al massimo ci viene uno squarcio in mezzo, non vanno in mille pezzi.

C
Cacciapuoti Mario 01 Jan 1970 @ 00:00

Vero ma sono anzi siamo troppo troppo in ritardo e pensare che la tecnologia è disponibile da almeno 30 anni se ci avessimo investito e lavorato prima, ad oggi potremmo fare già a meno del combustibile fossile, cmq piangere sul latte versato non serve a nulla, che si diano TUTTI una mossa

S
STAFF 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti lui ha scritto che espode meglio.

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

Dipende... se sei a mangiare tranquillo a Pechino e ti cade nel piatto una scheggia di aereo... qualche differenza la fa

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Questa credenza era molto viva anche in occidente, ci credevano tutti. Poi il nucleare si rivelò un flop dal punto di vista economico.
L'energia solare e fotovoltaica pare che possano risolvere quel problema economico. O almeno tutti ci stiamo credendo, oggi.

Penso però che i poveri in futuro non potranno più volare, e forse nemmeno avere una automobile.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Se cade un aereo, fa qualche differenza dove trovano i pezzi?

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Commercializzazione nel 2035.
Non lo definirei un "bruciare i tempi", ma è meglio di niente.

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

Con il potere esplosivo dell'idrogeno... se cade in Australia i pezzi li raccolgono fino a Pechino.
Per altro.. basterebbero quei quattro bussolotti che si vedono nell'immagine?

C
Ciccillo73 01 Jan 1970 @ 00:00

Bello!Cosi esplode meglio colpito da un missile russo ;-(.

W
Willie 01 Jan 1970 @ 00:00

Oddio, il problema delle scorie non è risolto per ragioni politiche e sociali.
A livello tecnico è già risolto da un pezzo.

Per quanto riguarda l'arricchimento dell'uranio ti lascio uno stralcio di Wikipedia (inglese ovviamente, che sia sempre benedetta):
The following countries are known to operate enrichment facilities: Argentina, Brazil, China, France, Germany, India, Iran, Japan, the Netherlands, North Korea, Pakistan, Russia, the United Kingdom, and the United States.

Francia, Germania, Olanda, UK e Usa sono paesi alleati che con buona probabilità rimarranno alleati per moltissimo tempo (la sto tirando eh).
Ovviamente non dobbiamo raggiungere l'indipendenza energetica come Italia, ma come Europa.
Dobbiamo toglierci dalla testa l'idea di Italia e cominciare a ragionare sempre più come Stati Uniti d'Europa.
Non possiamo mica tornare all'autarchia fascista

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Il nucleare attuale non ti rende indipendente, l'arricchimento dell'uranio lo fanno in pochissimi, ed il problema delle scorie non è ancora risolto. La conversione di energia elettrica in idrogeno ha un rendimento troppo basso, ci stanno studiando ma ancora non ci siamo

W
Willie 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto, poco.

È chiaro che io parlo in ottica di indipendenza a lungo termine.
Con rinnovabili e nucleare potremmo andare avanti per sempre.
Aggiungiamoci dei sistemi per convertire l'energia elettrica in combustibile (es. idrogeno) e tecnicamente non è irrealizzabile.

Ovvio che farlo non sarà così facile come l'ho scritto, non lo metto in dubbio

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Un pochino lo estraiamo pure noi, se lo usassimo solo per gli aerei potrebbe anche bastare

W
Willie 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma il metano liquido da dove arriva? Immagino che dobbiamo sempre approvigionarci da Africa, medio Oriente o Russia. Chiedo eh, non sono un esperto

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

All'epoca si credeva, specie un URSS, che l'energia nucleare si sarebbe continuata a sviluppare e che i reattori a fusione fossero dietro l'angolo

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Il dubbio che sia tu che non riesci a spiegarti non ha mai sfiorato la tua prosopopea? Ad ogni modo nelle attuali batterie al litio il materiale attivo in grado di immagazzinare l'energia (il litio, appunto) rappresenta il 7% del peso totale, spazi di miglioramento ce ne sono eccome. Le batterie al litio metallico in fase di sperimentazione dovrebbero triplicare la densità energetica

x
xpy 01 Jan 1970 @ 00:00

No, è un problema di come ti sei espresso che è fraintendibile

x
xpy 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema non è creare l'aereo in se, il problema è tutta l'infrastruttura dell'idrogeno che già ora fa abbastanza schifo, 32 anni fa era poco più che sperimentale

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Parecchi hanni di ritardo
P.s. Ok, ai corretto

f
frank700 01 Jan 1970 @ 00:00

Il fatto è che non c'è bisogno di nessuna crisi per sapere che bisogna cercare di non essere ricattabili. Con certezza 'quasi' assoluta so che posso utilizzare prodotti francesi, per esempio, senza preoccuparmi di produrli in casa, ma con certezza 'quasi' assoluta so che non posso fare altrettanto con la Cina, per esempio.

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Purtroppo non è una cosa fattibile se non a lunghissima scadenza, l'idrogeno costa troppo. Sarebbe già un passo avanti adoperare il metano liquido, ci si risparmierebbe un po' di inquinanti rispetto al kerosene e costerebbe anche di meno

W
Willie 01 Jan 1970 @ 00:00

Onestamente dopo questa crisi capisco benissimo perché Airbus (europea) voglia puntare su una fonte energetica che riduca la dipendenza dal petrolio.

E fanno maledettamente bene

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Senti, "diversamente serio", io ho risposto in maniera assolutamente coerente alla tua osservazione sulle batterie. Non vuoi parlare di questo argomento, anche se lo hai introdotto tu? Basta dirlo

O
Ottoore 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah, ok. Quindi è un problema di comprensione del testo.
Saluti!

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Ho letto pure troppo delle tue baggianate:

dice molto di quanto poco si creda in uno sviluppo delle batterie nel breve termine.


Problemi di memoria su quanto hai appena scritto? Può essere un sintomo preoccupante, fatti vedere. Ma da uno bravo.

s
ste 01 Jan 1970 @ 00:00

Non che ci volesse un genio, per stoccare grandi quantitativi di energia servono degli accumulatori enormi e troppo pesanti.
Vanno bene per la piccola/media mobilità e basta.

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Ottoore 01 Jan 1970 @ 00:00

Almeno leggere prima di commentare, non chiedo tanto.

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italba 01 Jan 1970 @ 00:00

In un aereo le batterie attuali non sono proponibili se non per le rotte molto brevi, ma soprattutto per un problema di peso

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italba 01 Jan 1970 @ 00:00

"Solo" 32 anni dopo il Tupolev 155, complimenti!
https://en.wikipedia.org/wiki/Tupolev_Tu-155

O
Ottoore 01 Jan 1970 @ 00:00

Ragionando per massimi sistemi, il fatto che si dia la priorità all'idrogeno, la cui estrazione pulita è una catena in perdita (ci vuole più energia per "produrlo" rispetto all'energia che esso andrà poi a fornire), dice molto di quanto poco si creda in uno sviluppo delle batterie nel breve termine.

Insomma è più verosimile un aumento esponenziale di energia (vedi fusione nucleare) che lo stoccaggio di quella che abbiamo già.

edit: pare non sia chiaro. Quando dico "sviluppo delle batterie" mi riferisco all'aumento di densità energetica, densità che oggi la rende un'opzione non percorribile per quell'utilizzo.
Il fatto che debba spiegare anche i concetti basilari mi perplime.