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La truffa del bollo auto con falso sito ACI spaventa gli automobilisti: come evitarla

Una insidiosa truffa a cui bisogna prestare attenzione ha per protagonista il bollo auto: i malintenzionati cercano di indurre le vittime a saldare una presunta morosità.

La truffa del bollo auto con falso sito ACI spaventa gli automobilisti: come evitarla
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 28 set 2026

Con la novità dell’esenzione in chiave 2027 del pagamento del bollo auto e moto, introdotta dal D.L. n. 162/2026 per alleggiare il peso delle spese di trasporto dei cittadini, è sbucata una truffa rilevata da CERT-AGID, l’organo che gestisce la sicurezza informatica e cybersecurity per le Pubbliche Amministrazioni.

I tecnici del CERT-AGID hanno rilevato “una nuova campagna di phishing che sfrutta indebitamente il nome, il logo e le grafiche dell’Automobile Club d’Italia (ACI) per indurre le vittime a saldare una presunta morosità relativa al bollo auto”. Le vittime ricevono delle richieste di pagamento, simili a quelle reali dell’ACI, naturalmente estranee ai canali ufficiali dell’ente.

Come riconoscere la truffa

In base a quanto annunciato da CERT-AGID, il portale truffaldino “riproduce una veste grafica riconducibile all’ente e prospetta l’esistenza di un bollo auto annuale non pagato entro la scadenza, con conseguenti sanzioni amministrative e maggiorazioni per mora”. Si rischia di inserire il codice fiscale e la targa del veicolo, con il pretesto di verificare lo stato del pagamento del bollo auto.

Gli utenti possono rimanere spiazzati da una comunicazione che minaccia gravi conseguenze per il mancato pagamento, quali sanzioni, fermo amministrativo e limitazioni alla circolazione. Una volta immessi i dati, il sito mostra una pagina con le ‘informazioni di contatto’, nella quale vengono raccolti nome, cognome, indirizzo email, numero di telefono e indirizzo di residenza completo di città, provincia e codice postale. A quel punto avviene la richiesta di un pagamento, attraverso una schermata simulata di pagamento della sanzione, di 15,87 euro. Il sito riporta codice fiscale e targa precedentemente inseriti e richiede i dati completi della carta di pagamento: nome dell’intestatario, numero della carta, data di scadenza e CVV.

Per riconoscere il sito truffa basta sapere che il pagamento del bollo sul vero portale dell’ACI avviene esclusivamente tramite i sistemi di autenticazione riconosciuti dalla pubblica amministrazione, come ad esempio SPID o CIE. Occhi aperti perché senza un login con la propria identità digitale risulta evidente che ci si trovi davanti a una frode.

La crescita dei raggiri online

Nel corso del 2025, in base alle analisi della Federazione Autonoma Bancari Italiani, le somme sottratte attraverso truffe online e frodi informatiche hanno toccato quota 269 milioni di euro, quasi 40 milioni in più rispetto ai 229,1 milioni del 2024, con una crescita del 17,4% in un solo anno. Si tratta, rileva la Fabi, di “un aumento che conferma una tendenza particolarmente negativa: dal 2022 al 2025 il valore economico delle frodi digitali è cresciuto di oltre 116 milioni di euro, passando da 152,9 milioni a 269,0 milioni, con un balzo del 75,9% in quattro anni”.

C’è un incremento notevole rispetto al passato: 152,9 milioni nel 2022, 177,354 milioni nel 2023, 229,12 milioni nel 2024 e 269 milioni nel 2025. Attraverso le truffe online e le frodi informatiche sono stati sottratti oltre 828 milioni di euro. Lo scorso anno si sono verificati 27.085 casi, in linea con i 27.182 episodi del 2024, marcando anche una lieve flessione, pari allo 0,4%.

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