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Tesla: cosa c'è di vero sullo stipendio da 158 miliardi di Elon Musk

Il documento depositato da Tesla rivela una cifra monstre per il 2025, ma la realtà è diversa dai quanto sembri.

Tesla: cosa c'è di vero sullo stipendio da 158 miliardi di Elon Musk
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 4 mag 2026

A distanza di pochi mesi si torna a parlare dello stipendio di Elon Musk. Non è, come potrebbero pensare alcuni, l’interesse morboso verso i guadagni degli uomini più ricchi del mondo, ma il fatto che certe cifre raccontano molto non solo di un personaggio pubblico, ma anche dell’azienda che egli guida. Nel caso di Tesla, la casa automobilistica statunitense ha depositato giovedì scorso un documento regolatorio che indica in 158,4 miliardi di dollari (circa 135 miliardi di euro) il compenso di Elon Musk per il 2025. Una cifra che ha fatto immediatamente il giro del mondo, ma che non corrisponde a quanto effettivamente è stato incassato da Musk che, nel 2025, ha ricevuto da Tesla esattamente zero dollari.

Facciamo chiarezza

Si parla di stipendio da 158 miliardi di dollari, ma non è proprio così. Alla base di questa cifra c’è il maxi pacchetto retributivo azionario da 1.000 miliardi che gli azionisti di Tesla hanno approvato nel 2024. Si tratta di un piano decennale interamente legato al raggiungimento di obiettivi (alcuni anche molto ambiziosi). Non c’è quindi nessuna componente fissa che può essere ricondotta a un vero e proprio stipendio o bonus economico.

I 158,4 miliardi dichiarati nel documento rappresentano il valore teorico delle opzioni su azioni (stock option) assegnate a Musk, calcolato al momento della concessione partendo dall’ipotesi che tutti gli obiettivi vengano centrati. Di questa cifra, circa 132 miliardi corrispondono al valore massimo stimato del pacchetto principale, mentre i restanti 26 miliardi si riferiscono a un premio intermedio (interim award) che Musk ha successivamente rinunciato a incassare.

Come già stabilito quando il CDA aveva formulato la proposta, ogni quota è subordinata al raggiungimento di obiettivi precisi. Questi includono portare la capitalizzazione di Tesla fino a 8.500 miliardi di dollari dagli attuali circa 1.200, consegnare 20 milioni di veicoli, avviare una flotta di un milione di robotaxi e commercializzare un milione di robot umanoidi. Nel 2025 nessuno di questi target è stato centrato, ragione per cui il compenso realizzato è stato effettivamente nullo.

La posizione in azienda

Sul fronte della governance, Musk potrebbe arrivare al 20,3% dei diritti di voto una volta esercitate le stock option entro metà agosto, partendo dall’attuale 15%. Una soglia ancora lontana da quel 25% che il fondatore di Tesla ha più volte indicato come condizione per mantenere i progetti di intelligenza artificiale e robotica all’interno di Tesla. Senza quella quota, ha avvertito Musk, queste attività potrebbero uscire dall’azienda. Il mercato continua intanto a valutare Tesla ben oltre la somma dei suoi concorrenti tradizionali, scommettendo sulla narrativa di guida autonoma, robotica e AI più che sulla produzione di automobili.

A oggi, considerando le molte criticità che Tesla sta affrontando, che Musk riesca a raggiungere gli obiettivi necessari per ottenere quei 158 miliardi di dollari di “stipendio” è tutto da dimostrare.

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