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Le auto che si svalutano più velocemente, anche del 73% dopo quattro anni

Chi acquista una moderna vettura elettrificata deve ragionare anche sull’eventuale rivendita. La svalutazione in alcuni casi è preoccupante

Le auto che si svalutano più velocemente, anche del 73% dopo quattro anni
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 8 lug 2026

Perdere quasi tre quarti del valore nel giro di pochi anni è l’ultima minaccia dell’industria dell’automotive 2.0. In un car market che viaggia rapido, dove le tecnologie invecchiano in fretta, la svalutazione sta diventando un tema centrale e rappresenta uno dei principali patemi degli acquirenti. In base a uno studio condotto su svariati modelli di nuova gen, soprattutto elettrici di fascia alta, è emerso che possono arrivare a perdere oltre il 70% del loro valore in soli quattro anni.

Al momento dell’acquisto di un’auto nuova si pensa soprattutto al prezzo di listino, non riflettendo sul deprezzamento che attende il prodotto nel periodo di tempo successivo. La stima al ribasso del valore del bene mobile più comune al mondo dovrebbe allarmare decisamente di più dei consumi e dei costi gestionali. Da una analisi dedicata al mercato dell’usato è emerso che molti veicoli, in particolare diversi modelli full electric del segmento premium, abbiano avuto un tracollo del valore residuo dopo appena 1461 giorni.

Dati sconvolgenti

In media, la svalutazione auto è percentualmente più elevata nei primi anni di vita del veicolo, poi rallenta progressivamente. Un elemento che offre interessanti spunti di riflessione ruota intorno alle proposte sul mercato dell’usato. Tra le auto più svalutate ci sono Mercedes EQS, con un deprezzamento del 65,8%, l’Audi e-tron GT, con un calo del 63,1%, e la Tesla Model S, che marca un -58,1% nel periodo di 4 anni.

Al primo posto, in questa graduatoria negativa, c’è la Jaguar I-Pace, che arriva a perdere circa il 73,2% del proprio valore. Pensate che la berlina di lusso Lucid Air Grand Touring 2022, proposta sul mercato a 154.000 dollari, quasi 135.000 euro, vale oggi 44.800 dollari (circa 40.000 euro) secondo l’analisi degli specialisti di Kelley Blue Book, una società americana che tratta di valutazione di veicoli e ricerca automobilistica. Il segmento delle elettriche premium sta subendo quindi un crollo verticale.

Car market dell’usato in crisi

Le auto elettriche evolvono velocemente sul piano tecnologico e le batterie tenderanno a essere sempre più efficienti e a garantire autonomie superiori con sistemi di ricarica più veloci con continui aggiornamenti software. Non mancano, inoltre, consistenti ribassi dei listini effettuati anche dai top brand per vendere di più, con il conseguente crollo delle quotazioni. La revisione delle strategie sull’elettrificazione da parte di molti costruttori ha disorientato ulteriormente i clienti.

Se a questi elementi si aggiungono l’incertezza sulla domanda e il rallentamento della crescita delle vendite di EV in alcuni mercati internazionali il risultato finale è sotto gli occhi di tutti. I costi di assicurazione e di riparazione in caso di incidenti sono elevatissimi per le EV e, al di là della problematica legata alle colonnine di ricarica pubbliche, occorre fare molta attenzione su quale modello puntare. Chi compra una vettura elettrica nuova per sperimentarla, con l’intenzione di rivenderla dopo pochi anni, deve mettere in conto una perdita economica significativa. Al contrario sul mercato dell’usato fioccano delle opportunità accessibili rispetto agli anni passati.

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