Seat: il futuro sarà elettrico, ma per adesso può aspettare
Il futuro di Seat sarà elettrico, ma non da subito. La casa spagnola valuterà infatti un ingresso nel mercato delle auto a zero emissioni solo qualche anno.
Seat non ha in programma il lancio di modelli elettrici entro i prossimi anni, ma il marchio spagnolo è consapevole che il suo futuro passerà necessariamente per questa tipologia di veicoli. Sul tema è intervenuto il CEO Wayne Griffiths, che ha parlato a margine della presentazione dei risultati finanziari del 2024 relativi a Seat e Cupra.
Il dirigente ha spiegato che il marchio di Martorell non ha puntato finora sui modelli elettrici in quanto si trova in una posizione di forza, grazie a degli ottimi risultati di vendita che hanno visto Seat consegnare 310.000 veicoli lo scorso anno, con un aumento del 7,5% rispetto al 2023 e un fatturato giunto a quota 4,8 milioni di euro. Tuttavia, Griffiths e il gruppo Volkswagen sono consapevoli che per Seat sarà fondamentale passare all'elettrico in un futuro più o meno prossimo, Queste le parole del manager:
Affinché Seat abbia un futuro certo, dobbiamo avere un futuro elettrico.
Una decisione sui piani di Seat per il lancio di nuovi modelli elettrici non sarà però immediata, ma sarà presa alla fine di questo decennio. Si conferma così che la mobilità a zero emissioni non è una priorità per la casa spagnola, non in tempi brevi almeno.
Va detto però che, in realtà, i piani di Seat prevedevano il debutto di un modello elettrico basato sulla concept El-Born già tre anni fa, ma la vettura venne poi "girata" all'allora nascente marchio Cupra finendo sul mercato come Cupra Born. Per Seat, quindi, l'appuntamento con l'auto elettrica venne rinviato a data da destinarsi.
UNA SEAT ELETTRICA SU BASE ID.1
Proprio la presenza di Cupra come marchio gemello ma a sé stante rispetto a Seat ha portato il gruppo a ridefinire i piani, dando spazio proprio a Cupra nel mercato dell'elettrico grazie ai lanci di modelli come la Tavascan e la già menzionata Born.
Inoltre, Seat dovrà valutare con attenzione la capacità produttiva dello stabilimento di Martorell, in Spagna, dove Volkswagen intende costruire le future Cupra Raval e Volkswagen ID. 2, due modelli che potrebbero sottrarre risorse non lasciando spazio per una terza linea produttiva di un eventuale modello elettrico a marchio Seat. Infine, Wayne Griffiths ha messo l'accento su un altro aspetto delicato, ovvero quello della potenziale redditività di una nuova vettura elettrica Seat:
Le auto dovrebbero essere redditizie. Per Seat come azienda, stiamo cercando di fare soldi ora e investire.
In ogni caso, il CEO britannico non esclude del tutto la possibilità che più avanti possa arrivare una versione Seat della Volkswagen ID. 1, la compatta elettrica da 20.000 euro che dovrebbe rendere più accessibile al grande pubblico questo tipo di propulsione puntando principalmente sul prezzo.
Ti posso garantire che ho l'impressione che tu mi stia prendendo per i fondelli.
Io ho parlato delle scelte sulla guerra e sul riarmo come incoerenti con la volontà del Net Zero!
LO HO SCRITTO DALL'INIZIO.
Della Russia o dell'Ucraina a me non interessa più di tanto, ti ho appena scritto che sono libero da ideologie. Ma scusami seriamente lo si riesce a fare un cavolo di discorso senza che, quando uno non ha argomenti, deve attaccare scioccamente la persona con cui sta parlando?
O forse, ancora peggio, il problema è che si fatica a seguire il filo logico di un discorso?
Non lo so e non mi interessa nulla parlare con chi salta di palo in frasca vuoi per propria volontà o per propri limiti.
Buona giornata.
Vabbè, già il fatto che fra gli esempi a caso che ho fatto ti sia soffermato solo ed unicamente sulla Russia ho già capito dove vuoi andare a parare.
Ripeto e poi chiudo: il mondo non è UN problema, ma decine, centinaia, migliaia di problemi, e molti di questi sono direttamente o indirettamente collegati. Non si può pensare di risolverne uno senza pensare che questo non causi altri problemi. È così letteralmente per OGNI problema, non ne puoi escludere nessuno.
Detto questo, la cosa migliore che si può fare è cercare di minimizzarli con scelte il più accurate possibili. Con questo, dato che posso già immaginare cosa stai pensando ma sbagliando perché dovresti tornare a leggere i miei messaggi iniziali, non dico che le attuali mosse siano giuste, ANZI.
MA.
Ma.
Rimane un discorso difficilissimo perché geopolitica e problemi ambientali rimangono mondi molto distanti e pensare di accomunare i problemi che hanno entrambi sarebbe impossibile per Gesù Cristo se tornasse sulla Terra. E concludo.
Tu puoi dire quello che vuoi ovviamente.
Di quello che dico io non riesco a comprendere cosa tu non comprenda o cosa tu voglia sapere. Mi chiedi quale è la mia ideologia? Io non ho ideologie, io analizzo ciò che posso in modo, per quanto mi riesce, analitico. Le ideologie sono tra le cose più errate secondo me perchè tendono sempre a diventare estreme e a limitarti nell'analizzare una questione da vari punti di vista.
Io mi limito a sottolineare l'incoerenza tra indicare che il problema della CO2 puo portare all'estinzione della nostra specie o a cambiamenti tali da rendere il pianeta difficilmente vivibile per come lo intendiamo oggi, con scelte fatte dalle stesse teste pensanti che portano ad aumentare le emissioni di CO2.
Come se chi ti insegna a guidare lo fa da ubriaco o ti fa vedere come è bravo a fare i 200Km/h in autostrada.
Mi chiedi se dobbiamo lasciare che la Russia si prenda quello che vuole? No.
Ma avremmo dovuto cercare una via politica per cercare di evitare una escalation che non solo farà si che Putin si prenderà più di quello che voleva inizialmente, ma che ha portato a morti e notevoli emissioni.
Posso pure convenire che sia più semplice capirlo oggi e pure che probabilmente anche io avrei detto cose differenti 2 o 3 anni fa sull'onda delle emozioni e della propaganda (che esiste sia per i russi che per gli europei), ma non è che perchè sbagliavo allora debbo continuare a insistere sulla posizione che avevo.
Ma esattamente cosa vuoi che ti dica?
Che sarebbe bello se esistesse un mondo utopico senza guerre dove tutti ci teniamo per mano e cantiamo canzoncine felici e contenti? Ok non esiste.
Quindi?
Non capisco quale sia il punto del tuo discorso, quale sia la tua ideologia. Dobbiamo continuare ad inquinare perché tanto lo fanno tutti e ce ne strafreghiamo? Dobbiamo bombardare India e Cina perché sono i Paesi che inquinano di più? Dobbiamo lasciare che la Russia si prenda quello che vuole perché così le emissioni di CO2 non aumentano?
Cioè boh.
Una moltitudine di problemi. Corretto.
Che hanno priorità differenti a seconda della gravità.
Ecco quello che ci dicono i governi Europei CON I FATTI e non con le parole, è che quello della CO2 è un problema secondario, altrimenti lato guerra invece di cercare una escaletion continua per 3 anni si sarebbe cercato un approccio politico per fermarla.
L'UE non ha fatto nulla in tal senso, lo fa ora Trump, in modo per me sbagliato, con modi per me sbagliati, facendo della Ucraina una vittima sacrificale.
Bhè ritengo che se si fosse negoziato 3 anni fa l'ucraina avrebbe avuto una posizione migliore al tavolo, quindi presumibilmente poteva ottenere qualcosa in più di quello che otterrà e, soprattutto, avremmo evitato 3 anni di guerra con i danni climatici che a cui essa ha portato.
Al contempo vi era un importante risparmio di vite umane e, se vogliamo terrorizzarci sulla possibile gerra nucleare, pure meno occasioni per avvicinarsi a tale rischio.
Se poi mi vai a mischiare il discorso della differenziazione della plastica e dell'umido del sig. Gino 50enne con le emissioni di CO2 causate da una guerra... Onestamente trovo che il discorso lasci il tempo che trova.
Ma seat esiste ancora?
Il problema CO2 esiste perché non lo sta dicendo il governo x piuttosto che il governo y, lo dice l'intera comunità scientifica, senza contare che gli effetti sono visibili da chiunque abbia un cervello pensante.
Detto questo la verità è che al mondo non esiste un problema, ma una moltitudine che bisogna gestire: ricordiamoci che viviamo in un mondo che sarebbe vaporizzato nel giro di 15 minuti se UNA sola persona decidesse di fare partire il primo attacco nucleare. Cioè non so se mi spiego.
Sono governi, istituzioni, cercano di prendere le migliori decisioni possibili in contesti dove è difficilissimo prenderne.
Ma tanto a cosa serve se poi Gino 50enne a caso ti ride in faccia se gli chiedi di non buttare la plastica nell'umido o raccogliere i mozziconi di sigaretta da terra.
“in un futuro più o meno prossimo” mi sono fermato a questa frase. Sembra tanto la promessa del politico, che sa, non si avvererà mai……..
Pensavo volessero chiuderlo..
Mi fa abbastanza ridere perché prima dici di evitare catastrofismi e poi che praticamente non esiste rimedio dato che è tutto business (cosa vera, tra l'altro).
Ma io me ne strafrego, sono abbastanza coerente con me stesso da averlo accettato, non devo mica convincere nessuno.
Guarda, io sono a favore dell'elettrico, anzi, spero che si diffonda prima di subito, ma questi catastrofismi lasciamoli dove stanno.
Non sarà la propulsione elettrica applicata i veicoli privati a salvare il mondo, anzi, il tempo dimostrerà chiaramente che, al di la della riduzione dell'inquinamento atmosferico delle città, i benefici reali sono prossimo allo zero per quanto riguarda il surriscaldamento globale e il cambiamento climatico. Tradotto: che la transazione si completi domani o fra 20 anni non cambia una benamata, al massimo permette a chi vive in città di respirare aria più pulita, e questo è buono, ma non sicuramente determinante per la salute del pianeta che se ne strafrega dell'età media dei milanesi.
Tra l'altro l'ambientalismo non c'entra niente con l'auto elettrica: è tutto business. Se davvero si VOLESSE fare qualcosa per l'ambiente, ci sarebbero provvedimenti molto più semplici da attuare rispetto alla sostituzione dell'intero parco circolante europeo con veicoli EV.
Leggi sugli imballaggi, leggi sull'obsolescenza programmata, ripristino del vuoto a rendere... Quelle sì, sono cose che avrebbero davvero un impatto, e che si potrebbero fare domani mattina: non si fanno perché non conviene, perché dell'ambiente a nessuno frega niente, è solo business, è TUTTO business.
A parte che ti ringrazio di aver evitato la risposta banale, il punto è proprio quella domanda che poni: cosa dovremmo fare esattamente? Smettere di provarci? Lasciarci morire?
Se il rischio è quello e tu fossi una persona che ha tutte le notizie più attendibili ed il potere di indirizzare una popolazione su cosa ti concentreresti in prima istanza? Guerra a Putin e riarmo?
Allora io su questo ho un cortocircuito!
Cavolo sono così dementi da far esplodere ordigni uno dietro all'altro ed emettere chissà quante Ton di CO2 per accelerare la scomparsa dell'uomo dalla Terra (come lo sono i politici cinesi che aumentano le emissioni anno su anno o quelli indiani, ecc...) oppure il problema CO2 è relativamente contenuto?
Che altre risposte ci sono?
Beh la risposta più semplice e banale sarebbe che non provarci nemmeno vuol dire avere la sicurezza completa della disfatta, mentre in questo modo quantomeno una flebile speranza c'è.
Poi vabbè ovviamente eventi geopolitici traversi mandano tutto in malora, ma ripeto, cosa dovremmo fare esattamente? Smettere di provarci? Lasciarci morire?
Uno ci prova, poi se va male amen. Per me andrà sicuramente male, ma comunque ci provo, tanto cos'ho da perdere.
Siccome ovviamente non è condiviso, e siccome onestamente gli sforzi europei servono al giusto poichè oggi riusciamo annualmente a ridurre le emissioni meno di quanto esse aumentino in Cina (e crescono pure in altre parti del globo ovvero crescono globalmente), mi chiedo: che scopo ha quanto abbiamo deciso di intraprendere?
Perchè se come dici "le fasce della popolazione a basso reddito sono già spacciate, ovunque nel mondo", impoverirci non è neppure questo molto utile...
Se poi quelli che ci dicono che siamo quasi spacciati sono poi gli stessi che ci dicono che possiamo spendere 800 miliardi in armamenti e sono 3 anni che portano avanti una guerra senza fare il 100% degli sforzi per fermarla, operazioni che dubito contrbuiscano a ridurre le emissioni, davvero il dubbio che siamo sull'orlo del baratro mi sale.
E credimi te lo dico da una persona che non rinnega nè minimizza i cambiamenti climatici.
Ma se rischiamo così tanto che quasi non c'è ritorno perchè sprecano energie in altro che peggiora lo stato attule? Sono tutti peerla e siamo intelligenti solo noi che parliamo sui blog?
Ovvio che non è un dato condiviso, cosa vorresti che facessero? Fare una comunicazione globale a reti unificate dove dicono "bella raga siamo spacciati, da oggi ognuno per conto suo, in bocca al lupo"?
Ovvio che si sta cercando di fare il possibile per evitare quantomeno la catastrofe umanitaria che si fa sempre più probabile. Faranno altri accordi, altre COP, altri meeting, e si continuerà ad aggiornare i limiti sempre più in alto. Ma è un disastro annunciato. Le fasce della popolazione a basso reddito sono già spacciate, ovunque nel mondo.
Quindi se non c'è tempo l'intervento deve essere drastico, immediato e mondiale.
Ma siccome che "non c'è tempo" non è un dato condiviso a livello mondiale secondo me torniamo al punto di RatGPT ed è di poca utilità ai fini ambientali che un solo continente si immoli distruggendo la sua industria più importante per ottenere un risultato che da solo non puo ottenere.
Ma la macchina del teletrasporto come sarà alimentata?
Energia elettrica!
Ed ecco che il futuro sarà elettrico XD
??
Prima togliamo di mezzo i camion e i furgoni, visto che sulle tangenziali o autostrade a momenti ci sono solo loro, e poi forse ci dedichiamo alle auto. Dimenticavo navi e aerei
Colpa di tutto il settore dei combustibili fossili, che sia responsabile del 20% o del 2%
Il range extender ... così d'inverno ci si può riscaldare senza scaricare la batteria.
Colpa delle automobili...si si
Il futuro sarà elettrico, il futuro si userà il teletrasporto e la curvatura, il futuro è futuro
Tempo che però non c'è, dato che stiamo sforando tutti i limiti di inquinamento e gas serra e ogni anno siamo costretti a riaggiornare cifre e tempistiche.
Detto questo anch'io sono convinto che si andrà per le lunghe. Ma sarà comunque troppo tardi, il danno è già ampiamente fatto.
Il futuro sarà elettrico > il futuro sarà elettrico ma può aspettare > aspettiamo ancora per l'elettrico ma comunque sarà il futuro > il futuro non sappiamo una ceppa di come sarà...
purtroppo o per fortuna hanno ragione...avanti con l'ibrido e tra qualche anno forse l'elettrico sarà per tutti
Come non è il momento...? Ma non era che eravamo rimasti indietro? 🤔
Questo dovrebbe proprio essere lo slogan di base della transizione ecologia del campo automotive: sicuramente in futuro sì, ma può aspettare. Inutile iniziare una crociata contro i combustibili fossili quando ancora l'alternativa non esiste, non è alla portata di tutti, non è matura ed è di difficilissima diffusione capillare.
La transazione si farà, ma c'è bisogno di tempo, tempo per far sì che maturi la tecnologia di accumulo, tempo per rendere la rete di ricarica capillare, tempo per permettere ai prezzi di adeguarsi alle tasche degli acquirenti.
Come tutte le tecnologie, quando l'elettrico sarà maturo, conveniente e appetibile, si inizierà a diffondere da solo e velocemente.