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Fiido D11: bici elettrica pieghevole pratica e con una buona autonomia

Abbiamo provato la Fiido D11, un'eBike pieghevole che promette un'autonomia sino a 100 Km; ecco come va e l'autonomia reale.

Fiido D11: bici elettrica pieghevole pratica e con una buona autonomia
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 31 ott 2020

Prima di iniziare la recensione della eBike Fiido D11 va fatta un'importante e doverosa precisazione. La bici elettrica arriva dotata di un acceleratore con tanto di cruise control. Questo significa che, con le attuali normative, non può circolare legalmente sulle strade. Fortunatamente c'è un modo facile e rapido per renderla legale. Infatti, il cavo dell'acceleratore può essere scollegato disattivando questo comando. Per essere ancora più sicuri, volendo lo si può pure tagliare senza alcun problema ed è un'operazione alla portata di chiunque.

In questo modo, la Fiido D11 diventa una normale bici a pedalata assistita (Qui la nostra guida) e può circolare tranquillamente sulle strade. A questo punto partiamo con la recensione.

FIIDO D11: SCHEDA TECNICA

Le bici pieghevoli a pedata assistita sono apprezzate soprattutto per la loro comodità d'uso negli ambienti urbani. Non sono due ruote per fare decine di chilometri alla volta ma vanno più che bene per muoversi agilmente per andare al lavoro, con il vantaggio che poi possono essere facilmente piegate per essere riposte nel bagagliaio di un'auto o parcheggiate in box di piccole dimensioni.

In queste ultime settimane ho avuto in prova la Fiido D11, un modello interessante sotto tanti aspetti visto che sulla carta promette molto, compresa un'autonomia quasi "record" per la categoria e cioè sino a 100 Km. Devo essere sincero, nonostante Fiido sia una marca nota sul mercato, avevo dei dubbi sulla qualità del prodotto ma alla fine ho dovuto ricredermi su alcune cose. Non tutto è perfetto e ci sono diverse cose che possono essere migliorate ma sull'aspetto su cui avevo più paura, l'assistenza, almeno nel mio caso, Fiido ha fatto un buon lavoro. Ma di questo ne parleremo poi. 

L'eBike arriva già quasi del tutto assemblata. Quello che si dovrà fare è estrarla dalla scatola (arriva piegata), inserire il sellino e montare i pedali. La confezione include anche un mini manuale, l'alimentatore, un adattatore per prese inglesi e alcuni sempre utili attrezzi. Una volta estratta, bastano davvero 10 minuti per renderla pronta all'uso (ricarica a parte). Da evidenziare un particolare: la batteria è integrata nel tubo del reggisella e per collegarla al motore è necessario inserire il cavo posteriore a spirale nell'apposita presa. Vediamo le principali specifiche.

SCHEDA TECNICA

  • Motore elettrico: Xiongda (brushless) integrato nel mozzo posteriore della ruota
  • Potenza: 250 W
  • Velocità massima (assistenza): 25 Km/h
  • Livelli di assistenza: 3
  • Batteria: 416 Wh (36V 11.6Ah) integrata nel tubo del reggisella
  • Ricarica: 6/7 ore 0-100 %
  • Autonomia: sino a 100 Km
  • Cambio: Shimano Tourney a 7 velocità
  • Freni: a disco
  • Ruote: 20 x 1,75 pollici
  • Dimensioni: 148 x 57 x 110 cm
  • Dimensioni piegata: 84 x 40 x 59 cm
  • Peso: 18,5 Kg
  • Peso senza batteria: 12,9 Kg
  • Carico massimo: 120 Kg
  • Colori disponibili: Sky Blue
  • Telaio: alluminio

A tutto questo si aggiunge che davanti è presente una luce a LED attivabile da apposito comando sul manubrio (c'è anche il campanello elettrico). Dietro, invece, è presente un LED che rimane sempre acceso quando si avvia l'alimentazione della bici (in frenata lampeggia). Sul manubrio, invece, è collocato sul lato sinistro il display che fornisce le principali indicazioni di utilizzo.

Trattandosi di una eBike pieghevole avevo molta curiosità di provare il sistema ideato da Fiido che utilizza un meccanismo presente sul telaio che dovrebbe permettere di effettuare le operazioni di apertura e chiusura rapidamente. Effettivamente funziona bene e permette di piegare la bici in una manciata di secondi. Ad agevolare il processo anche il gancio che consente di piegare il tubo dello sterzo in pochi istanti. L'intero sistema sembra robusto ma solo con il tempo si potrà capire se davvero non si presenteranno mai problemi. Peccato solo che i pedali non si possano piegare. Manca un sistema che tenga la bici unita una volta piegata: dovrete attrezzarvi con qualche soluzione amatoriale se pensate di trasportarla per tratte importanti.

Se la necessità è quella di caricare la bici piegata in auto, il suggerimento è quello di rimuovere il sellino con il relativo tubo che contiene la batteria per togliere diversi chili e rendere così la manovra più agevole.

NON MALE PER ESSERE UNA CINESE

Ok, fino a qui le specifiche della eBike, ma tra le mani come appare davvero la Fiido D11? Come detto, ero un po' diffidente ma rispetto ad altri prodotti di questa categoria "made in Cina" il passo avanti è evidente.

Esteticamente la Fiido D11 è carina, merito soprattutto della particolare forma del telaio e del colore azzurrino. La bici appare ben assemblata (le saldature del telaio sono però in alcuni punti un po' troppo a vista) anche se alcune scelte costruttive potrebbero essere riviste. Per esempio, ci sono un po' troppi cavi davanti e pure abbastanza "esposti": fanno pensare che possano andarsi ad impigliare da qualche parte, magari quando si parcheggia la bici nelle affollate rastrelliere. Fortunatamente, questi stessi cavi vengono poi fatti passare all'interno del telaio e spariscono alla vista. Nulla di grave, soprattutto pensando al tipo di bici e alla fascia di prezzo.

La bici dispone, come accennato prima, anche di un piccolo display che permette di visualizzare velocità, stato carica della batteria, livello di assistenza e la percorrenza (ma solo dall'ultima accensione). Molto semplice, si legge discretamente bene a patto che non ci sia una forte luminosità ambientale. Parliamo, adesso, dell'elemento che caratterizza l'eBike e cioè del tubo del reggisella con la batteria integrata. Una scelta particolare che ha pro e contro. Il vantaggio principale è che il tubo può essere estratto facilmente per poi poterselo portare a casa o in ufficio per ricaricare l'accumulatore. Come già accennato in precedenza, può essere facilmente rimosso per rendere più agevoli le operazioni di trasporto della bici in auto.

Di contro, in caso di furto o di danneggiamento, il costo del ricambio sarà ovviamente molto salato visto che dentro al tubo del reggisella c'è la batteria dell'eBike (costo di 171 euro). Inoltre, ci sono due problemini che vanno segnalati, di cui il primo ha richiesto un intervento dell'assistenza.

ASSISTENZA

Prima di vedere come va davvero la Fiido D11, parliamo un attimo dell'assistenza. Quando ho ricevuto la bici ho effettuato subito un giretto di prova, giusto qualche chilometro per vedere come andava su strada. Bene, dopo circa 5-6 Km ho sentito un crack vistoso. Mi sono fermato ma non ho notato nulla a livello di cambio, freni, telaio o motore. Il costruttore dichiara che questo modello porta sino a 120 Kg. Io non sono leggero, circa 100 Kg x 183 cm, e quindi viste le specifiche non mi aspettavo problemi particolari di tenuta.

Al ritorno, riposta la bici nel box ho trovato il "problema". Il tubo del sellino si era "aperto" di alcuni millimetri. Il tubo, infatti, non è un pezzo unico e all'altezza della congiunzione tra i due pezzi di cui è composto si era aperto leggermente. La cosa non mi aveva fatto assolutamente piacere e mi aveva fatto temere per la qualità del prodotto. Contattata l'assistenza (sono servite un paio di email), mi è stato garantito che mi sarebbe arrivato senza alcun problema un pezzo nuovo privo del difetto.

Intanto, mi è stato detto che la bici poteva essere usata senza alcun problema. A tutto questo va aggiunto che sul sito della D11 sono presenti due note che parlano proprio di questo problema.

Si tratta di un difetto noto al produttore e relativo a uno dei primissimi lotti di bici. Tutti coloro che vi incorrono possono tranquillamente richiedere la sostituzione del tubo difettoso. Spesso si parla male delle assistenze di questo genere di prodotti ma in questo caso, nonostante la "distanza", tutto è andato bene.

COME VA SU STRADA

Aggiustare l'altezza del sellino non è un problema. Il costruttore ha inserito anche una scala graduata con un minimo ed un massimo. La cosa un po' strana è che il livello minimo indicato va bene per una persona di 180 cm di altezza. Teoricamente, questo lascerebbe fuori le persone più basse. Fortunatamente, il sellino si può posizionare più basso. Il tubo dello sterzo, invece, non si può regolare in altezza.

Trovare una buona posizione in sella, comunque, non è affatto difficile. Per "avviare la bici" è necessario effettuare due operazioni. La prima è attivare l'alimentazione premendo sul pulsante sul tubo del reggisella e la seconda è accendere il display presente sul manubrio. 3 sono i livelli di assistenza forniti. Il primo assiste sino a circa 10 Km/h, il secondo sino a 15 Km/h e il terzo sino a 25 Km/h. La velocità massima si raggiunge solo insistendo un po' con la pedalata. La velocità migliore di crociera con il livello 3 è di 21 Km/h quando si ha il massimo del supporto. Pedalare a motore spento non conviene più di tanto visto che offre una discreta resistenza.

Il suggerimento è quello di usare sempre il livello di assistenza 3 e un rapporto intermedio. La Fiido D11 presenta una buona agilità sulla strada. È una eBike pieghevole, questo va sempre ricordato, ma bisogna ammettere che si fa condurre bene. Il motore offre una discreta spinta ed è anche un po' rumoroso ma una volta raggiunta la velocità di crociera si pedala agilmente. Personalmente ho percorso una ventina di Km di fila tenendo costanti i 21 Km/h in tutta scioltezza.

Se si devono affrontare brevissime salite nessun problema a patto che non siano impegnative. La Fiido D11 è una bici per strade pianeggianti non per quelle collinari. Niente da dire sul cambio, preciso e veloce. Buoni anche i freni a disco che lavorano bene nelle classiche situazioni di città a patto di non buttarsi giù per discese ripide dove vanno un po' in affanno. Piccola critica per gli pneumatici. Nelle curve, soprattutto se rapide, non offrono un gran feeling ma nulla di grave. Nota negativa sul comfort se si devono affrontare lunghi tratti su strade dissestate.

L'assenza di un ammortizzatore anteriore si fa sentire parecchio in questi contesti. Ed ecco il secondo problema del sellino anche se non grave. Il tubo del reggisella tende un po' a scendere durante la pedalata, soprattutto se si affrontano percorsi un po' accidentati. Un fastidio che costringe dopo un po' di tempo a riposizionarlo alla giusta altezza. Si può risolvere lavorando sulla vite del gancio di chiusura e magari aggiungendo un piccolo spessore.

Ma quanta autonomia ha davvero la bici? Non 100 Km come dichiarato, almeno nel mio caso. Si sa che con le eBike la percorrenza massima dipende da tanti fattori tra cui il percorso, il peso del ciclista e il livello di assistenza utilizzato. Partendo con l'accumulatore carico, ho percorso circa 70 km utilizzando il livello di assistenza 3. Non male comunque.

CONCLUSIONI E PREZZO

Con la Fiido D11 mi sono trovato bene. A parte il problema del tubo del sellino, la bici si è comportata bene. Anzi, aggiungo che è sempre stato piacevole pedalare. Non è un'eBike con cui correre ma per il suo target d'uso è più che adeguata. Parliamo un attimo del prezzo. Su Indiegogo la bici costa attualmente 1.112 euro, un po' tanto. Sicuramente ci sono delle soluzioni tecniche interessanti che valgono un aumento di prezzo rispetto agli altri modelli di Fiido ma per una pieghevole non Premium superare la soglia dei 1.000 euro è troppo.

Per chi fosse interessato ad acquistarla con il nostro coupon è possibile averla ad un prezzo di 859,99 euro, un costo sicuramente più adeguato ai contenuti del prodotto.a:2:{s:4:"pros";a:5:{i:0;s:9:"Autonomia";i:1;s:17:"Facile da piegare";i:2;s:14:"Cambio Shimano";i:3;s:6:"Design";i:4;s:4:"Peso";}s:7:"contras";a:4:{i:0;s:40:"Alcuni dettagli costruttivi migliorabili";i:1;s:39:"Il sellino a tende a scendere con l’uso";i:2;s:22:"Motore un po’ rumoroso";i:3;s:23:"Comfort sullo sconnesso";}}

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Commenti Regolamento
S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Io consiglio sempre Argento Piuma

a
andrewcai 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo è bellissimo

K
Kamgusta 01 Jan 1970 @ 00:00

E' vero il Tourney è il più triste e scarso della gamma Shimano, ma effettivamente comunque funziona bene.

D
DeepEye 01 Jan 1970 @ 00:00

Vedo che sei un signore. Classico pallone gonfiato che parla per luoghi comuni, pensa di sapere tutto meglio di chi le cose le fa di mestiere, e spara solo delle idiozie. Di pezzenti cosi ne ho visti in ogni settore, gente che pretende che il professionista lavori a gratis perche 'eh ma deve solo girare una vite'.

Forse non te ne sei ancora reso conto, ma se quelle sono 'capre', tu sei molto peggio.

F
Foffolo 01 Jan 1970 @ 00:00

Be si fa il reso se arriva danneggiata, per il resto le parti meccaniche non passano
praticamente mai in garanzia

K
Kamgusta 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse se smetti di vendere mer..a non ti torna indietro. A parte che chi le usa sono capre e voi campate proprio su questo, fra cambi camera d'aria a 20 euro e girare la rotellina del cambio che diventa un "intervento difficilissimo" che vi autorizza a chiedere 30 euro e due giornate di fermo.
Per il resto, come sopra, hai proprio trovato la persona sbagliata, ti caco letteralmente in testa, io mi monto e smonto le bici da solo ho attrezzi per centinaia di euro in casa compreso il campanatore ruote.

K
Kamgusta 01 Jan 1970 @ 00:00

Sei proprio un ignorante visto che è un campo in cui sono fortissimo, ho 3 bici da corsa e me le creo da zero e in bici ci faccio 10.000km l'anno. Capra!!!

s
silvio 01 Jan 1970 @ 00:00

Si sono d'accordo però nn é perché é roba cinese nn vale una mazza. Molte ebike cinesi sono ottima qualità rapportate al prezzo, cosa che nn si può dire delle italiane. Poi se usi l'assistenza, per forza di cose devi prendere le italiane. Poi chi usa bike ed ebike, nn credo che vanno di assistenza. Per prendere una bici italiana devi spendere sopra i 2000€ se nn vuoi le finte italiane ma cinesi che sono solo rimarcate da produttori italiani. Io ho sia una fiido d2 e una Nilox X8. Be la qualità della prima é di un altro livello e pure é una cinese che ho pagato 400€ a differenza della Nilox pagata 899€. Se nn capisci nulla di bici giusto prendere italiano per avere assistenza. Se sei uno più avvezzo ma nn con tanti soldi nelle tasche, giusto prendere una cinese buonissima ad un ottimo prezzo. Se sei un esperto e vuoi il top vai sulle italiane superiori, però devi avere anche una bella tasca piena.

D
DeepEye 01 Jan 1970 @ 00:00

Sapessi le volte che mi è arrivata la bici in un cartone, averla montata e regolata, salvo accorgermi che un componente è rotto/piegato. O il cliente torna dopo 1 mese perche ha ceduto qualcosa. E passa sempre in garanzia. Quindi no, i componenti meccanici sono un problema. Sono un meccanico, te o garantisco.

D
DeepEye 01 Jan 1970 @ 00:00

Le aziende Italiane non hanno nulla da invidiare a nessuno in questo campo. La moda di spalare m€rda sui prodotti italiani vedo prende sempre più piede, specie quando si tratta di un campo di cui si sà meno di zero.

D
DeepEye 01 Jan 1970 @ 00:00

I telai vengono prodotti a Taiwan. Che è la fonte mondiale dei telai in carbonio. Sono specializzati in questo, e sono generalmente i migliori.
La differenza tra un marchio come Bianchi ed un marchio generico che ti fa pagare la bici il 50% in meno, è che la Bianchi effettivamente fa ricerca sui materiali, performance ecc. Quando aziende cosi vanno a Taiwan, si fanno fare telai su proprie apposite specifiche.
Mentre la concorrenza 'cheap' compra i telai generici in blocco, e poi li rimarchi e basta.

Le bici economiche arrivano già preassemblate. I prodotti da 2-3k a salire vengono verniciati ed assemblati in Italia.
E' cosi per la totalità di marchi a livello mondiale.

D
DeepEye 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono un meccanico e concessionario, di bici. Ho venduto centinaia di bici elettriche negli anni, e le volte che sono tornate indietro per problemi meccanici o elettrici in garanzia sono innumerevoli. Ovviamente interventi gratuiti per il cliente. Centraline, motori, batterie, ruote, guarniture, cambi ecc. E' evidente che non sai di cosa parli.

Se un cliente viene dentro con un bagaglio cinese comprato su internet non si sà da chi, la riparazione la paga eccome, ovviamente.

D
DeepEye 01 Jan 1970 @ 00:00

I marchi italiani ti danno una garanzia e assistenza con una rete di distributori e riparatori sul territorio.

E' davvero incredibile come in tanti non arrivino a capire questa cosa.

Vuoi spendere 20-30% in meno comprando roba cinese dalla Cina? Acomodati. Poi quando si rompe qualcosa, metti pure la bici nel cartone e la rispedisci in Cina o ti attacchi al tram.

R
RavishedBoy 01 Jan 1970 @ 00:00

*dove

Z
ZioRob 01 Jan 1970 @ 00:00

Bene, se negli altri Paesi tutti ragionassero come te potremmo dire addio al nostro export, giusto un terzo del nostro PIL 😐

A
Alexander 01 Jan 1970 @ 00:00

Venduta poco dopo perché la batteria non era estraibile quindi troppo scomoda per essere presa in considerazione

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

La saludate...

A
Alexander 01 Jan 1970 @ 00:00

La D2 la pagai 400 euro nuova, questa cos'ha in più per costare il doppio?

Z
Zlatan11 real ✔️ 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma cosa ne capiscono i commentatori di questo blog?!?

G
Garrett 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, infatti è noto che dei 2 parafanghi di plastica costino un botto.

T
Tiwi 01 Jan 1970 @ 00:00

scaffale

s
saetta 01 Jan 1970 @ 00:00

Dai forza che c'è il coupon....900eurozzi che sono...

F
Foffolo 01 Jan 1970 @ 00:00

Si tutti i telai tranne qualche telaio particolare di bici da 5000 o più euro vengono fatte in cina un po' per tutti i marchi, poi a volte vengono verniciati sempre in cina altre volte qui e poi la bici viene assemblata qui.

F
Foffolo 01 Jan 1970 @ 00:00

Le parti meccaniche non sono mai un problema e non si rompono se non per incuria ma non passerebbe in garanzia, il problema é sul motore e batteria se mai

F
Foffolo 01 Jan 1970 @ 00:00

Quelle sono quelle compatte, pieghevoli per brevi spostamenti in piano, poi il mondo ebike é vastissimo e ce ne sono di bellissime

b
berserksgangr 01 Jan 1970 @ 00:00

il top per una bici (da 860€) a dire il vero è questo: Il sellino a tende a scendere con l'uso

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

Ha buon gusto.

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

E'perito.

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

Lava e asciuga.

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

Da molto Pantani...

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

La boccafoschi.

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

Che due scatole.

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

Ahahah

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

Ecco lo sapevo.

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta shirmano.

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

Più lacca per capelli.

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

Il nesso.

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

La mano.

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

Ora capisco

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

Ahahahahah

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sa che sono rimasto a Pantani...

K
Kamgusta 01 Jan 1970 @ 00:00

Da più di un decennio oramai

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

L'ho sempre detto che hai gusto!

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

Tanto se e' perito non ti puo' piu' fare niente di male.

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah quindi come le lavatrici!

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

Pure la Bianchi?!

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

Che 2 scatole.

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

Quella non ha neanche il cambio Shimano Tourney!

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta usare piu' lacca.

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

Comunque molto belle ed originali... le saldature a vista...

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

Pero' c'e' scritto Shimano!
Non basta per giustificare il prezzo?

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

"Il sellino a tende a scendere con l'uso"
Ora capisco perche' qualcuno del team lavorava per Apple.

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

Per 1112 euro ma che cavolo pretendi. Il sangue?

S
Scooty Bucky 01 Jan 1970 @ 00:00

Io c'e' una cosa che mi chiedo da un po'.
Ma oltre ad essere molto costose queste bici moderne devono per forza essere tutte bruttissime.
Non capisco il motivo pero'.
Cosa mi sfugge?

R
Ratchet 01 Jan 1970 @ 00:00

Aziende italiane che producono in Cina?

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

senza parafanghi, molto utile in autunno inverno...

A
Antares 01 Jan 1970 @ 00:00

Pratica, con buona autonomia e brutta come la morte.

K
Kamgusta 01 Jan 1970 @ 00:00

Vero bravissimo

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma che obbrobbrio

M
Michele Cianci 01 Jan 1970 @ 00:00

Non mi fiido

s
silvio 01 Jan 1970 @ 00:00

Il prezzo più a fuoco é sui 700€. Bicicletta con un cambio nn all'altezza del prezzo. Il design é originale, il peso anche e soprattutto l'autonomia da nn sottovalutare. Di solito con un prezzo maggiore si prendono le famose bici italiane che in realtà rimarchiano le bici cinesi, hanno un'autonomia indecente. Detto ciò a 1100€ sta beni li dov'è sta!!!

E
Estiquaatsi 01 Jan 1970 @ 00:00

Spesso assemblate in turchia con componenti fatti in cina.

K
Kamgusta 01 Jan 1970 @ 00:00

La garanzia de che? Al massimo ti si sregola il cambio, vai dal biciclettaro e con 10 euro lo rimette a posto.
Ti risulta che le auto "in garanzia" se si rompono le spedisci dentro un container in Cina?

K
Kamgusta 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma le aziende italiane non sono più buone a fare bici.
Fanno fare tutto in Cina poi ci attaccano il loro adesivo e le rimarchiano come (finto) "made in Italy" triplicandone il prezzo.

G
Garrett 01 Jan 1970 @ 00:00

Mille euro non li vale assolutamente. Classica cinesata

G
Garrett 01 Jan 1970 @ 00:00

Una bici pieghevole che non mantiene la piega. Chi l'ha progettata?
Basta solo questo per non comprarla

D
Dorco Pio 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi tengo la mia fidata fiido m1

N
Ngamer 01 Jan 1970 @ 00:00

quelle italiane costano il triplo

S
STAFF 01 Jan 1970 @ 00:00

Bro', esistono scatole grosse e scatole piccole, è tutto qui il segreto.

S
STAFF 01 Jan 1970 @ 00:00

Bro', ma non avere paura di qualche ideogramma, non avere paura del diverso, del nuovo, bro', abbasso la xenofobia, viva la globalizzazione.

D
DeepEye 01 Jan 1970 @ 00:00

Maaaa, vorrei sapere una cosa. Voi (voi generico) che acquistate la bicicletta cinese su internet, quando dovete fare una garanzia che fate? Rimettete la bici nel cartone e la rispedite in Cina?
Cioè, la bici non è un cellulare, ha parti meccaniche.

S
Scorrettamentepolitico 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi tutto ciò che vende Amazon, ma non diciamolo ad alta voce

A
Andee Kcapp 01 Jan 1970 @ 00:00

Molto bellissima !!

A
Andee Kcapp 01 Jan 1970 @ 00:00

Quoto.

d
darthrevanri 01 Jan 1970 @ 00:00

eh si passeggiando per Via Paolo Sarpi ne ho viste di illegali!!

A
Alfonso 01 Jan 1970 @ 00:00

Continuate a sponsorizzare schifezze cinesi.
Ma contattate aziende italiane, fate girare la nostra di economia.

A
Alien 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma è sicuro che basta tagliare un filo per renderla legale? Mi sembra una soluzione troppo semplice... In caso dincidente, se il perito non notasse il filo tagliato o semplicemente in mala fede che succede?

M
Mario (old account) 01 Jan 1970 @ 00:00

Marianna gane e' bella.

M
Mx27 01 Jan 1970 @ 00:00

eh appunto, e le alternative a pari prezzo a norma, tipo quella del decathlon, hanno autonomie ridicole a quanto vedo

M
Mx27 01 Jan 1970 @ 00:00

Se solo fosse valida per il bonus mobilità l'avrei già acquistata, peccato davvero, perché soluzioni altrettanto convincenti ma a norma non ne ho trovate :(

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Ed è pure bella!