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Porsche, c'è una novità che non piacerà agli irriducibili del marchio

L’aspirato diventa una "specie in via di estinzione": Porsche non esclude il futuro turbo per la 911 GT3, spinto dagli obiettivi climatici UE

Porsche, c'è una novità che non piacerà agli irriducibili del marchio
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 29 apr 2026

Nel silenzio generato dalle sempre più onnipresenti vetture alla spina, il ruggito inconfondibile del motore flat-six di Porsche rappresenta un’ultima, fiera resistenza. Una boccata d’ossigeno che per i più irriducibili del termico è quasi salvifica. Tuttavia quell’ultimo avamposto di speranza è quasi pronto a capitolare, perché la Porsche 911 GT3, l’icona che ha fatto dell’aspirazione naturale la sua religione laica, si trova adesso davanti a un bivio storico imposto dalle rigide normative europee.

La normativa Euro 7 incombe

Il problema non è la mancanza di ingegno, a Zuffenhausen in fondo non è mai venuto meno, ma la pressione asfissiante dell’Unione Europea nei confronti di certi veicoli e del loro rapporto con le emissioni di CO2. Con l’avvicinarsi dello standard Euro 7 e l’obiettivo di abbattere le emissioni della flotta del 55% entro il 2030, fino al 90% entro il 2035, i motori aspirati sono diventati una specie in via di estinzione, senza più vie di fuga. Porsche resta – al momento – uno dei pochissimi baluardi a offrire ancora propulsori privi di sovralimentazione, ma ancora per quanto?

Per gli appassionati duri e puri, la GT3 non è soltanto un’auto ad alto tasso adrenalinico. È un gioiello da preservare, grazie a quel motore 4,0 litri che respira liberamente e canta, un’esperienza viscerale che l’introduzione della turbina rischierebbe di snaturare. Il realismo di Andreas Preuninger, responsabile dei modelli GT, gela però le speranze degli innamorati dello schema classico della GT3: interrogato sul futuro turbo della sportiva teutonica, ha ammesso che “potrebbe essere” una necessità inevitabile.

Lunga vita lontano dall’Europa

Negli Stati Uniti la faccenda è diametralmente opposta a quella di casa nostra, questo grazie a normative più permissive, che potrebbero consentire al caro aspirato di andare avanti ancora per diverso tempo. Almeno fino a quando l’attuale generazione 992.2 resisterà in listino. Poi, si vedrà.

La possibilità di sviluppare modelli differenziati per i vari mercati globali non sembra percorribile, poiché richiederebbe investimenti immensi, mentre il marchio si sta concentrando sulla transizione elettrica e sulla nuova generazione di SUV. Il domani è ancora tutto da scrivere.

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