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Il Mostro Verde: la storia della Opel 260 CV

Restauro della Opel 260 CV: il Mostro Verde e le sue caratteristiche

Il Mostro Verde: la storia della Opel 260 CV
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Mario Brambilla
Mario Brambilla
Pubblicato il 17 nov 2024

Era il 1914 quando la Opel presentò al mondo una vettura da competizione particolare: la Opel 260 CV, conosciuta con il soprannome di “Mostro Verde”. Questa auto, costruita 110 anni fa, è ancora oggi ricordata per la sua cilindrata e per la tecnologia innovativa dell’epoca.

Alla base del progetto c’era un motore a 4 cilindri dalla cubatura di 12,3 litri, con un rapporto alesaggio/corsa di 125 x 250 mm. Questo propulsore era dotato di una distribuzione bialbero a camme in testa e vantava 16 valvole, con 4 valvole per ogni cilindro. Grazie a questa configurazione, la Opel 260 CV riusciva a erogare una potenza massima di 260 cavalli a 2.900 giri/minuto, permettendole di raggiungere una velocità di punta di 228 km/h, un risultato importante per l’epoca. La trasmissione era affidata a un cambio manuale a 4 marce, che trasferiva la potenza direttamente all’asse posteriore.

POTENTE E COSTOSA

Il costo di sviluppo di questo colosso su quattro ruote non fu trascurabile: la spesa complessiva superò i 90.000 Marchi dell’epoca, una cifra considerevole. Tuttavia, questo investimento si rivelò fruttuoso nel tempo. Grazie al talento del pilota Carl Jörns, la “Mostro Verde” divenne protagonista di numerose competizioni, conquistando più di 200 vittorie e accumulando importanti premi in denaro.

L’attività sportiva della Opel 260 CV subì un’interruzione a causa della Prima Guerra Mondiale, ma già nel 1922 il bolide tornò sulle piste, ancora una volta con Carl Jörns al volante. Tra il 1922 e il 1924, la vettura si aggiudicò per tre anni consecutivi la prestigiosa gara cittadina sull’isola danese di Fanö, oltre a collezionare successi in molte altre competizioni.

Nel corso del tempo, questa icona dell’ingegneria automobilistica è stata sottoposta a un lungo e meticoloso restauro, avvenuto tra il 1998 e il 2001. Oggi, la Opel 260 CV è custodita presso il garage Opel Classic di Rüsselsheim.

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Commenti Regolamento
i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ho mai guidato auto "sportive".
Ma da sportive a 3 cilindri c'è un abisso.
Almeno i classici 4 cilindri.

Comunque ormai è tardino per i motori termici per cui se non ne ho comprati fino ad oggi, difficilmente ne prenderò più avanti.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma nessuno ti ha mai costretto a comprarli. Le auto con bei motori sportivi le fanno ancora

c
carlo8 01 Jan 1970 @ 00:00

Veramente ho commentato senza leggere (ci mancherebbe pure)
Se avessi perso tempo a leggere allora avresti avuto ragione ^^
Ora mi faccio fare il riassunto dall'AI così perdo ancora meno tempo :P

c
carlo8 01 Jan 1970 @ 00:00

Te lo dico io il perchè.
E' arrivata Samsung che li ha pagati per nascondere tutto e cercare di vendere i suoi.
Quando non puoi batterli... comprali.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Posso dire che se tutto va bene me li sono persi FORTUNATAMENTE.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Che sono estremamente più silenziosi, sicuri, meno tossici e meno assetati rispetto a quel motore da aereo di 2 metri della Mostro Verde (però cambiano anche i tempi e l'uso. Col 1000 3 cilindri ci vai a fare la spesa, mica le gare)

Z
Zeronegativo 01 Jan 1970 @ 00:00

parliamo dei 25cm di corsa dei pistoni?
immagina le vibrazioni

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

… tu credi ma non é cosi !!!

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Data la quantità di adblocker che uso, credo di rappresentare una spesa per il blog

G
GianlucaA 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono curioso dei consumi. Probabilmente faceva concorrenza a carrarmati dell'epoca

S
Soshito Nakakata 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi ricordo che anni fa facevano tantissimi articoli interessanti per parlare di un famoso telefono italiano.
Poi da un giorno all'altro hanno smesso totalmente, non ho mai capito perché

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Il clacson era inutile a prescindere, queste auto con gli scarichi aperti facevano un frastuono che sembrano dei turboelica in picchiata

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

Meglio che l'M5 dell'altro articolo...

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo scrivono…
Tu leggi…
Loro hanno raggiunto lo scopo…
Tu invece hai le idee confuse dato che dal titolo potevi tranquillamente capire di cosa si parlasse e sorvolare …
Invece no, non solo hai letto ma anche commentato 🫣

M
Muterecords 01 Jan 1970 @ 00:00

Articolo intessante, dato ch'è domenica pomeriggio e non ho un ca$$io da fare, e nonostante il fatto che il buon Jimmy Page mi strilli nelle orecchie.
Aspetti che hanno attirato la mia attenzione sono stati:

- Le ruote a raggi, non dissimili da quelle di una bicicletta
- Il clacson a pera, che a quella velocità chi vuoi avvertire del tuo arrivo?
- Il serbatoio alle spalle del pilota: sai bene che i 2 metri di motore davanti non ti salveranno e sarai il primo a morire incendiato, vero? ( ͡~ ͜ʖ ͡°)

Rispetto ed onore ai piloti dell'epoca.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarebbe bello poter tornare indietro nel tempo, per spiegargli che purtroppo per loro si sono persi i 1.0 tre cilindri.

c
carlo8 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi ora lo sanno anche quelli che non se ne erano ancora accorti.

c
carlo8 01 Jan 1970 @ 00:00

L'ho fatto qui perchè degli altri 999 lo sapevano già tutti e non serviva scriverlo.

A
Android 01 Jan 1970 @ 00:00

Potevi criticare gli altri 999 articoli che sembrano usciti da Donna Moderna e invece l'hai fatto proprio su quello che almeno cerca di raccontare qualcosa di interessante.

R
RavishedBoy 01 Jan 1970 @ 00:00

Con una rimappa la porti tranquillamente a 300 cv.

R
Riccardo sacchetti 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi?

c
carlo8 01 Jan 1970 @ 00:00

Ormai questo blog sembra Studio Aperto quando non sanno come riempire il finto tg.