Putin guida la "nuova" Volga: ma sotto la scocca c'è un'auto cinese
Putin testa la nuova Volga K50 a Nižnij Novgorod. Il SUV russo rilancia lo storico marchio, ma nasconde piattaforma, motore e tecnologia della cinese Geely
Nelle cerimonie ufficiali, Vladimir Putin proietta un’immagine rigida e distante. Attraversa i saloni del Cremlino con passo solenne o parla a platee silenziose. Ma abbiamo di recente appreso che c’è un secondo Putin. Quello che, davanti a una novità “meccanica”, abbandona il protocollo e si infila al posto di guida per testare personalmente un prodotto “made in Russia”. O presunto tale.
Il test a Nižnij Novgorod: “Pensavano ci fosse un principiante”
L’episodio è del 28 agosto a Nižnij Novgorod. Il presidente russo ha visitato il polo produttivo in cui sta rinascendo il marchio Volga. Ha ispezionato la linea di montaggio, attiva dall’aprile 2026, guardato da vicino i modelli K40, K50 e C50, poi si è messo al volante della K50.
Raggiunto lo stabilimento propulsori, i tecnici gli hanno illustrato l’assemblaggio dei diesel e i piani per nazionalizzare anche la produzione dei motori a benzina. Durante il tragitto interno, Putin ha promosso l’auto definendola confortevole, silenziosa e maneggevole al punto da poterla controllare “quasi con un dito“. E guardando gli operai che si scansavano al suo passaggio, ha scherzato dicendo che “pensavano ci fosse un principiante al volante“.
Il trucco del rebranding: una Geely mascherata
Dietro la parata promozionale emerge però una realtà diversa. La nuova Volga, simbolo storico dell’automobilismo sovietico e russo, parla cinese. La K50 altro non è che la Geely Xingyue L, venduta all’estero come Monjaro e nata in Cina nel 2021.
La formula scelta è quella del rebadging. I russi si sono limitati a cambiare la calandra e a sostituire i loghi Geely con quelli Volga, aggiungendo qualche dettaglio d’allestimento. Tutto il resto, dalla piattaforma al motore fino alla trasmissione e alla gran parte della tecnica, deriva direttamente dalla Geely Monjaro.
Dallo stop con Changan alle catene di montaggio ex Volkswagen
Usare basi comuni per marchi diversi è una prassi sdoganata da tempo anche in Occidente e in casa Stellantis. Per il marchio russo, tuttavia, il percorso è stato travagliato. Nel 2024 il rilancio della Volga era stato presentato con tre modelli derivati dal costruttore cinese Changan, ma quel programma non arrivò mai alla produzione.
Due anni dopo, il progetto è ripartito puntando su Geely con tre modelli: le crossover K50 e K40 e la berlina C50. La produzione in serie è iniziata nell’aprile 2026, con le vendite partite a giugno nello stabilimento di Nižnij Novgorod, struttura dove un tempo venivano assemblate Volkswagen e Škoda prima dell’uscita dei costruttori occidentali.
Dipendenza industriale: oggi solo il 14% è russo
Mosca ha cercato di ricostruire la propria capacità produttiva e rilanciare i marchi nazionali, ma per farlo ricorre sempre più spesso a piattaforme e tecnologia cinesi. Un’operazione dove la componente locale resta ancora marginale.
L’attuale livello di localizzazione della nuova Volga si attesta infatti intorno al 14%, con l’obiettivo di raggiungere il 50% entro il 2028 e arrivare al 75% entro il 2032. La K50 guidata da Putin è dunque l’emblema di questa fase di transizione: possiede nome e assemblaggio russi, ma solide radici in Cina.
Le specifiche della K50: 238 CV, trazione integrale e niente elettrico
Dal punto di vista del prodotto, la K50 si presenta come un possente SUV lungo 4,77 metri, con 210 mm di altezza da terra, un peso di 1.855 kg, uno spazio interno per cinque posti e un bagagliaio da 562 litri. Sotto il cofano scalpita un 2.0 turbo benzina da 238 CV e 350 Nm, abbinato a un cambio automatico Aisin a otto rapporti e alla trazione integrale.
I dati dichiarati indicano una velocità massima di 215 km/h, uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in 8,2 secondi e consumi nel ciclo combinato di circa 8,8 litri ogni 100 km, pari a circa 11,4 km/l. Numeri rispettabili per le dimensioni della vettura.
A bordo sono presenti i moderni sistemi ADAS, dal cruise control adattivo alla frenata automatica d’emergenza, fino al mantenimento della corsia e al monitoraggio dell’angolo cieco a seconda dell’allestimento. Non è invece prevista alcuna versione full electric.