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Auto elettriche cinesi, anche Mercedes aderisce alla causa contro i dazi UE

L'elenco dei marchi che contestano la decisione dell'UE si allunga

Auto elettriche cinesi, anche Mercedes aderisce alla causa contro i dazi UE
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 29 gen 2025

Dopo Tesla, anche Mercedes ai aggiunge all'elenco di case automobilistiche che hanno deciso di contestare i dazi sulle auto elettriche di produzione cinese che la Commissione Europea ha voluto istituire. Stando infatti a quanto riporta Automotive News Europe, il costruttore tedesco ha deciso di aderire alla causa promossa da Geely e da altri marchi cinesi presso la Corte di giustizia dell'Unione Europea.

A CHE PUNTO SIAMO?

Dunque, con Mercedes, l'elenco di costruttori che si stanno opponendo alla decisione dell'UE si è ulteriormente allungato. Al momento abbiamo anche Tesla, BMW, BYD, Geely e SAIC. Tutte queste case automobilistiche hanno ovviamente interessi specifici visto che commercializzano in Europa modelli elettrici prodotti in Cina e non parliamo solamente dei marchi cinesi. Nel caso di Mercedes, non possiamo non ricordare che controlla, con Geely, Smart, le cui vetture vengono prodotte proprio in Cina.

Nello specifico, per Smart è stata prevista una tariffa doganale del 18,8% aggiuntiva a quella del 10% già esistente che ha portato la casa automobilistica ad aumentare i prezzi all'inizio del 2025. Va detto inoltre che Mercedes fin dall'inizio aveva espresso molti dubbi sull'iniziativa della Commissione Europea al pari delle altre case automobilistiche cinesi.

La scelta di queste aziende di entrare direttamente in campo riflette pure i pochi progressi nelle trattative tra la Commissione Europea e le autorità cinesi che come sappiamo stanno provando a raggiungere un'intesa che porti alla rimozione delle nuove tariffe doganali. Le discussioni non sembrano ad oggi ad un punto di svolta e quindi le case automobilistiche stanno provando ad intervenire in prima persona.

Come andrà a fine? Lo scopriremo nel corso dei prossimi mesi.

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Commenti Regolamento
p
pollopopo 01 Jan 1970 @ 00:00

È cinese per maggioranza azzionaria..non mi stupisce...., anzi trovo ambiguo che i tedeschi non tutelino di più i marchi 'strategici' da investitori esteri, non è il barino in piazza...

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai ragione, ho cannato io.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
Se Stellantis riesce ad aumentare le vendite di BBEV ed Ibride grazie all'accordo con Leapmotor di conseguenza diminuisce le emissioni di flotta e potrebbe non aver più bisogno di acquistare crediti green.

Si ma se togli i dazi diventa più facile da subito

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà hanno più paura di ritorsioni e di perdere il mercato cinese che nel 2024 gli è valso 42,5 miliardi di dollari.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto.
Se Stellantis riesce ad aumentare le vendite di BBEV ed Ibride grazie all'accordo con Leapmotor di conseguenza diminuisce le emissioni di flotta e potrebbe non aver più bisogno di acquistare crediti green.
E' un modo di inquadrare un loro possibile interesse nel mantenere lo status quo. Cosa che poi, mantenere lo status quo, è già di per se una cosa logica per chi è nella miglior posizione.

Vero però che accordi che non conosciamo con il governo cinese potrebbero essere per loro più interessanti che i 2 miliardi che si presume guadagneranno quest'anno vendendo i crediti green.

P
PCusen 01 Jan 1970 @ 00:00

Ovviamente non è perché sono contro i dazi ma perché producendo anche loro in Cina subirebbero gli stessi dazi qualora dovessero esportare le vetture in Europa. Peggio per loro, non sempre le manovre da furbetti riescono...

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
- Tesla ha interesse che gli europei non abbassino le emissioni di flotta in modo che acquistino (a prezzi alti) i crediti green che lei guadagna semplicemente perchè fa il suo lavoro.

Non so, qui Tesla mi sa che lo fa più per virtue signaling verso il governo cinese che per motivi "personali".
Il 7.8% in più non cambia molto le cose ed eliminando i dazi le altre cinesi e chi ha produzione anche in Cina se ne potrebbe avvantaggiare.
Esempio Stellantis con Leapmotor

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

perchè ormai sanno che vendono piu' in china che in tutta Europa....e han paura di ritorsioni.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Ricapitolando:
- Tesla ha interesse che gli europei non abbassino le emissioni di flotta in modo che acquistino (a prezzi alti) i crediti green che lei guadagna semplicemente perchè fa il suo lavoro.
- Geely, SAIC e BYD hanno ovviamente la loro produzione principale proprio in Cina.
- Mercedes ha una importante JV con Geely e vari siti produttivi di mezzi che produce in Cina. Geely è pure il maggior azionista di Daimler.
- BMW è azionista di BMW Brilliance Automotive Ltd. una JV tra appunto BMW e Brilliance automotive azienda cinese. Posseggono 2 sedi produttive ed il più grande centro ricerche della casa bavarese fuori dai propri confini. Nel 2022 ha investito 4,2 miliardi di dollari per diventarne azionista di maggioranza (prima casa auropea a far ciò).

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Come scrive sotto Cpt il 10% di Mercedes è in mano a Geely, Smart è al 50% e Mercedes ha fabbriche in Cina che probabilmente superano le 600k unità prodotte

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, magari il fatto che Geely sia azionista di maggioranza relativa di Daimler ha un suo peso su queste dichiarazioni...

o
olaf63 01 Jan 1970 @ 00:00

Ops! Improvvisamente le case europee si rendono conto di quanto siano dipendenti da tutto il comparto automotive cinese, hahahahaha. E aspettiamo anche novità dagli USA.

a
andrea 01 Jan 1970 @ 00:00

che branco di cogl1on1!!!!!