Cerca

Allarme competitività in Germania: Mercedes vuole tornare alle 40 ore

Il presidente del consiglio di sorveglianza di Mercedes propone il ritorno alle 40 ore settimanali, a parità di stipendio, per aumentare la competitività del sistema-Paese.

Allarme competitività in Germania: Mercedes vuole tornare alle 40 ore
Vai ai commenti
Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 25 giu 2026

L’industria automotive europea, ed in particolare tedesca, sta affrontando una delle crisi più dure della sua storia recente. Tutti i gruppi automobilistici in Germania si trovano a dover gestire una situazione complicata dal punto di vista finanziario, produttivo e delle vendite.

Non sfugge alla difficile congiuntura nemmeno la Stella di Stoccarda, che oggi fa sempre più fatica a brillare. A questo proposito, Martin Brudermüller, presidente del consiglio di sorveglianza di Mercedes-Benz, ha definito la situazione tedesca “molto più grave di quanto la maggior parte della gente pensi”. In un’intervista al quotidiano Handelsblatt, il manager ha evidenziato che il modello economico tedesco è pericolosamente vicino al punto di rottura.

La competitività è un problema

Secondo Brudermüller, una delle cause dell’attuale crisi della Germania è la perdita di competitività del sistema-Paese. Negli scorsi decenni, le aziende tedesche riuscivano a compensare l’elevato costo del lavoro rispetto ai competitor internazionali grazie a un vantaggio in termini di produttività. Oggi invece non è più così. Le case automobilistiche si trovano schiacciate da crescenti costi energetici, dalla transizione ecologica e dall’agguerrita concorrenza cinese. Con i fallimenti delle imprese giunti ai massimi storici dal 2013, Brudermüller compara la nazione a un’azienda in difficoltà finanziaria che necessita di una ristrutturazione radicale e immediata.

Addio alle 35 ore?

Per aumentare la competitività della filiera, la soluzione proposta è drastica e va a toccare quello che finora era considerato un vanto del sistema tedesco: il contratto del settore metalmeccanico (e di altri settori) che prevede solo 35 ore settimanali. Brudermüller propone il ritorno alla settimana lavorativa di 40 ore senza riparametrare gli importi, cioè a parità di stipendio. In pratica propone di far lavorare gli addetti della filiera fino a 20 ore in più al mese senza alcun aumento in busta paga. Uno scenario sicuramente difficile da accettare, ma le alternative sarebbero ancora peggiori: un taglio del salario o una riduzione del personale, come già annunciato da Volkswagen entro il 2026.

Di fronte a questo difficile bivio, i vertici della Stella ritengono che sia più opportuno aumentare le ore lavorate, incrementando così la produttività. La proposta è destinata a incendiare i prossimi rinnovi contrattuali, preannunciando un durissimo scontro tra le aziende del settore (e non solo) e le associazioni sindacali.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento